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Balneari, Nizzi ancora contro i 15 anni: ”Gasparri e Centinaio sbagliano”

Il sindaco di Olbia torna oggi a scagliarsi contro l'estensione delle concessioni e contro le posizioni del suo partito. Federbalneari chiede l'intervento dell'Autorità anticorruzione.

«Gasparri e Centinaio sbagliano sapendo di sbagliare». Solo le parole del sindaco di Olbia Settimo Nizzi (nella foto) pubblicate oggi dal quotidiano La Nuova Sardegna, che tornano ad alimentare la polemica sull’estensione di 15 anni delle concessioni disposta nell’ultima legge di bilancio, a cui il primo cittadino sardo si oppone andando persino contro il suo stesso partito. Contro Nizzi, l’associazione Federbalneari Sardegna oggi ha deciso di fare richiesta formale all’Autorità nazionale anticorruzione.

Cosa è successo

Nei giorni scorsi il primo cittadino della località sarda, in un’intervista radiofonica, ha giudicato questa legge «illegittima e inapplicabile», ipotizzando un’imminente procedura di infrazione dall’Unione europea e invocando le procedure di evidenza pubblica per gli stabilimenti balneari (vedi notizia). Le parole di Nizzi vanno contro le posizioni del suo partito Forza Italia, che invece sostiene la positività dei 15 anni e anzi rivendica la totale esclusione da qualsiasi procedura di gara per gli attuali lidi. Tanto che il sindaco ha provocato prima la reazione del senatore azzurro Maurizio Gasparri («i sindaci di Forza Italia si attengano alle posizioni di partito», vedi articolo) e poi del ministro Gian Marco Centinaio («sull’estensione di 15 anni faremo presto un decreto attuativo per evitare che alcuni sindaci si oppongano alla legge», vedi articolo).

Il nuovo attacco di Nizzi

Le posizioni dei big di partito e di governo sembrano non intimidire il sindaco di Olbia, che anzi oggi sulla Nuova Sardegna torna sull’argomento rivendicando di non avere cambiato idea: «Non ci sono dubbi: la norma è anticostituzionale – sostiene Nizzi – lo vogliono capire che i dirigenti non possono firmare provvedimenti dichiarati illegittimi? Diventerebbero corresponsabili e sarebbero chiamati a pagare in solido i danni. La sanzione che l’Italia rischia dall’Europa è di 300mila euro al giorno. È stato lo stesso Centinaio a dire alle Iene che la norma è contraria alla normativa Ue. Ora dice che farà un decreto attuativo, ma non può farlo perché parliamo di una norma illegittima. Io sono uno che la legge la rispetta, ma se è fatta male – e questo è il caso – non posso fare finta di nulla».

E qui, sempre secondo il virgolettato odierno sulla Nuova Sardegna, arriva la risposta alla "bacchettata" di Gasparri: «Sono di Forza Italia da sempre – dice Nizzi – ma se qualcuno del mio partito mi dice di fare una cosa illegittima e incostituzionale, io non la faccio. Dovrebbero astenersi coloro che dicono a un amministratore pubblico di applicare una legge incostituzionale solo perché si appartiene allo stesso partito. Io sono, resto e mi batto per Forza Italia, sono un quadro di riferimento del partito e nessuno mi può dire di prendere una misura illegittima. Sbaglia Gasparri ma sbaglia anche Centinaio. Sbagliano sapendo di sbagliare».

Infine arriva il messaggio ai balneari, che in tutta Italia stanno tuonando contro le posizioni di Nizzi e hanno persino invaso di commenti negativi la sua pagina Facebook: «Ora rispettiamo la legge e poi vedremo. Ci sarà un giudice che dirà cosa fare, ai ministri, ai senatori, a tutti i sindaci. E lo dirà anche ai rappresentanti dei balneari che pensano di essere a casa loro. Ma quello che hanno in concessione è un bene di tutti che loro hanno usato fino a oggi e domani potranno continuare a usare se vinceranno la gara. Il resto sono chiacchiere di persone che fanno finta di non conoscere le leggi e che dicono bugie agli elettori solo per prendere più voti».

Federbalneari chiede l’intervento dell’anticorruzione

In seguito alle parole odierne di Nizzi, l’associazione Federbalneari Sardegna ha annunciato che presenterà richiesta formale per un intervento dell’Autorità nazionale anticorruzione.

«In questa vicenda di dubbi e stranezze ce ne sono diverse», motiva il presidente di Federbalneari Sardegna Mario Isoni in una nota. «Non si comprende come mai un sindaco parli di andare contro una direttiva europea, quando l’Europa ancora neanche sa della legge nazionale né l’ha recepita formalmente. Ma quel che è peggio è che un sindaco eletto in Forza Italia decida improvvisamente di andare contro i propri elettori, i balneari, a cui lui prometteva in campagna elettorale di essere dalla loro parte. Ancora peggio, il sindaco decide di andare contro il suo stesso partito».

«Su una cosa però siamo in totale sintonia con il sindaco Nizzi», prosegue la nota. «È giustissimo seguire gli iter in maniera trasparente ed essere conformi alle leggi regionali, nazionali ed europee, e vista questa strana presa di posizione, vogliamo vederci il più chiaro possibile e togliere da questo imbarazzo il Comune di Olbia una volta per tutte. Federbalneari Sardegna ha deciso oggi di fare richiesta formale all’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) presieduta dal dott. Cantone, che per la prima volta in Italia entrerà presto negli uffici tecnici del sindaco Nizzi e potrà controllare il giusto operato del Comune di Olbia sulla vicenda, e soprattutto sulla stesura dei nuovi ipotetici futuristici piani del litorali a cui questa amministrazione sembra tenere molto, più che alla salvezza del comparto balneare oggi. Sicuramente è una decisione forte, ma siamo convinti che sia l’unica via per sgomberare il campo subito da dubbi e illazioni insensate dei balneari, ricevute anche dalla nostra segreteria nelle ultime ore. Alla vecchia affermazione di un politico della Prima Repubblica “a pensar male…”, preferiamo “prevenire è meglio”».

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