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Ciclone Harry, Governo e Regioni anticipano gli aiuti. Procedure semplificate per i balneari

Le stime dei danni ammontano a 2 miliardi di euro

Il consiglio dei ministri che si riunirà oggi – lunedì 26 gennaio 2026 – delibererà la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale nei territori colpiti dal ciclone Harry che ha investito il sud Italia e le isole, con ingenti danni agli stabilimenti balneari di Sicilia, Calabria e Sardegna. L’annuncio è arrivato dalla presidente del consiglio Giorgia Meloni al termine di una riunione svoltasi presso la sede della Protezione civile a Roma, durante la quale è stato deciso di anticipare un primo stanziamento di risorse per far fronte alle necessità immediate e garantire i primi ristori, in attesa di una valutazione complessiva dei danni.

I danni stimati sono ingenti. In Sicilia, secondo una prima valutazione della Regione, ammontano a circa 740 milioni di euro; in Sardegna le stime arrivano a 500 milioni, mentre in Calabria la Regione ha chiesto al Governo 300 milioni di euro per infrastrutture e ristori ai privati. Complessivamente, la stima nazionale supera i 2 miliardi di euro. Spiagge cancellate, strade litoranee distrutte, porti e stabilimenti balneari devastati, attività commerciali e strutture turistiche gravemente danneggiate: un bilancio pesante che preoccupa soprattutto in vista della prossima stagione estiva.

Il ministro Musumeci ha chiarito che lo stato di emergenza sarà accompagnato da una prima dotazione finanziaria “tecnica”, necessaria per avviare subito gli interventi urgenti come il ripristino della viabilità e la rimozione degli ostacoli, mentre per la fase successiva si valuta la nomina di commissari per accelerare la spesa e la ricostruzione. Un concetto ribadito anche durante i sopralluoghi in Calabria e Sicilia, dove il ministro ha insistito sulla necessità di “ricostruire presto, ma soprattutto ricostruire bene”, ripensando pianificazione urbanistica e infrastrutture in chiave di prevenzione.

In Sicilia, il governatore Schifani ha annunciato l’immediato stanziamento di 70 milioni per gli interventi più urgenti, mentre l’assessore regionale al territorio e ambiente Giusi Savarino ha disposto un iter veloce e semplificato per le autorizzazioni all’esecuzione di opere a tutela di spiagge e coste siciliane messe a rischio dagli effetti delle mareggiate previste in questi giorni dalla Protezione civile. Sul sito del Demanio marittimo della Regione Siciliana è stato attivato un link per la presentazione delle istanze e l’assessore ha disposto che, con carattere di eccezionalità e urgenza, l’iter procedimentale venga semplificato, consentendo il caricamento della documentazione a corredo anche in una fase successiva rispetto alla presentazione dell’istanza.

“Presiederò un vertice per istituire una catena di comando interna che velocizzi le procedure”, ha detto Schifani. “Dobbiamo semplificare le procedure e la dirigenza regionale deve assumersi le proprie responsabilità. I dirigenti dovranno lasciare le scrivanie ed essere operativi sui territori, adottando una mentalità pratica e fattiva, pur nel rispetto della legittimità dell’azione amministrativa. La Regione deve fornire ai cittadini e agli imprenditori indicazioni e direttive chiare e dettagliate su cosa fare per potere intervenire per il ripristino dei luoghi e delle attività. Ci occuperemo anche di un primo intervento finanziario finalizzato al risarcimento e al ristoro dei danni. Su questo fronte ho intenzione di attivare l’Irfis, perché l’istituto finanziario della Regione si è già dimostrato efficiente ed efficace nell’erogazione di fondi e ristori”. Per Schifani bisogna “intervenire con celerità per lenire le sofferenze degli imprenditori che vedranno ridotto il loro reddito a causa dei danni subiti. Faremo di tutto per scongiurare un calo del Pil nel turismo e per ripristinare le attività dei lidi balneari lungo le coste. A tutti, a partire dai sindaci e dagli operatori economici, rinnovo l’invito a fare sistema col governo regionale, con quello nazionale e con la Protezione civile per affrontare questo difficile momento”.

Antonio Firullo, presidente dell’Associazione balneare siciliana, ha detto che “a seguito dei gravi danni subiti, gli stabilimenti balneari siciliani rischiano di non aprire per la stagione estiva 2026, con ripercussioni devastanti sull’economia costiera e sul turismo regionale”. Per garantire la ripartenza immediata, l’associazione ha chiesto l’adozione urgente delle seguenti misure:

  1. Fondi immediati. “Mettere a disposizione risorse analoghe a quelle per la pubblica amministrazione, accessibili agli stabilimenti balneari per ottenere ristori certificati da una perizia giurata redatta da un tecnico abilitato che quantificherà gli importi necessari e fornirà una fotografia dettagliata dello stato attuale. Successivamente, con tempi rapidi per verifiche, controlli e rendicontazione, si potranno erogare ulteriori fondi per i costi effettivamente ammissibili”.
  2. Moratoria pagamenti bancari. “Sospendere per almeno 12 mesi i pagamenti di mutui, rate e finanziamenti Irfis (con eventuale pagamento solo della quota interessi, come durante il Covid), per preservare la liquidità delle imprese”.
  3. Proroga concessioni demaniali. “Nelle more dell’eventuale applicazione della direttiva europea Bolkestein anche in Sicilia, prorogare al 31 dicembre 2033 la validità delle concessioni demaniali marittime in Sicilia”.
  4. Riforma del demanio marittimo. “Avviare una riforma con regole chiare, semplificazione e snellimento dei procedimenti autorizzativi per favorire investimenti e legalità”.
  5. Finanziamenti agevolati Irfis. “Concedere prestiti fino a 500.000 euro a tasso zero, con rimborso in oltre 10 anni e una quota a fondo perduto, oltre a ristori, per chi deve reinvestire nella riattivazione delle attività”.
  6. Applicazione dell’art. 42, comma 6, L.R. 3/2016. “Estenderla alle strutture balneari in muratura che ricadono sul demanio marittimo, consentendo la ricostruzione delle parti danneggiate (o dell’intera struttura) con una semplice comunicazione all’Assessorato Territorio e Ambiente”.

“Tra le strutture danneggiate, molte sono aperte tutto l’anno e quindi erano in attività nel periodo dell’uragano subendo ulteriori perdite un motivo in più per approvare queste misure, rapide e mirate che sono essenziali per salvare un settore vitale per la Sicilia”, conclude Firullo. “Si invita Istituzioni regionali e nazionali a intervenire con urgenza”. 🎥 GUARDA IL VIDEO 🎬

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