Le mareggiate che tra il 20 e il 21 gennaio hanno colpito il sud Italia, alimentate dal ciclone mediterraneo “Harry”, hanno lasciato dietro di sé un bilancio pesantissimo per le coste di Calabria, Sicilia e Sardegna. Onde fino a 10 metri, venti di tempesta e piogge torrenziali hanno aggredito i litorali, causando gravi danni agli stabilimenti balneari, alle infrastrutture costiere e agli ecosistemi dunali già fragili. Per il comparto balneare, in piena fase di programmazione della stagione estiva, si tratta di un colpo durissimo che riaccende il tema dell’erosione costiera e della necessità di interventi strutturali e di prevenzione.
Calabria, il versante ionico in ginocchio
La Calabria è tra le regioni più colpite, in particolare lungo il versante ionico. A Catanzaro Lido le onde hanno scavalcato il lungomare, invadendo strade e attività commerciali. Diversi stabilimenti balneari hanno riportato danni alle strutture di servizio, alle pedane e alle recinzioni, mentre la spiaggia risulta in più punti erosa o completamente sommersa da detriti e fango.
Situazione critica anche lungo altri tratti della costa ionica, dove i vigili del fuoco sono stati impegnati in centinaia di interventi. Le mareggiate hanno asportato grandi quantità di sabbia, riducendo drasticamente l’arenile disponibile davanti a numerosi lidi, con conseguenze dirette sulla futura installazione delle strutture stagionali.
Sicilia: Eolie isolate, litorali cancellati nel messinese e a Palermo
In Sicilia i danni si concentrano soprattutto nel messinese e nelle isole Eolie. A Lipari, e in particolare nella frazione di Canneto, il mare ha invaso il lungomare e le abitazioni al piano terra, colpendo anche attività legate al turismo balneare. Le strutture portuali dell’arcipelago risultano danneggiate e le isole sono rimaste isolate, con ripercussioni immediate sull’economia locale.
Sulla costa ionica messinese la situazione è drammatica a Santa Teresa di Riva, dove circa 800 metri di lungomare risultano devastati. Qui l’erosione e la forza delle onde hanno aperto voragini e cancellato tratti di spiaggia su cui insistono stabilimenti balneari e concessioni demaniali, aggravando una criticità già nota negli ultimi anni. Anche Palermo fa i conti con i danni delle mareggiate: la spiaggia di Mondello è stata in parte spazzata via, con la sabbia trascinata fino alla carreggiata stradale. Colpito anche il Foro Italico, dove l’azione combinata di mare e vento ha messo a dura prova le strutture e le opere di protezione costiera.
Molto critica la situazione anche a Catania. Le aree maggiormente interessate risultano i litorali di viale Kennedy alla Plaia e Ruggero di Lauria e Artale Alagona a Ognina, il borgo marinaro di San Giovanni Li Cuti e le strade limitrofe. Le mareggiate hanno trascinato barriere di protezione, detriti e grandi quantità di sabbia. Decine i nuclei familiari e le persone evacuate dalle abitazioni dei villaggi a mare della Plaia, zona in cui l’esondazione dei torrenti Buttaceto e Acquicella ha provocato l’allagamento della strada statale 121.

Sul fronte degli stabilimenti balneari, l’Associazione Turistica Balneare Siciliana ha lanciato un vero e proprio grido d’allarme al governo regionale. In una lettera indirizzata al presidente della Regione e all’assemblea regionale, l’associazione parla di “evento eccezionale e catastrofico” e chiede un intervento urgente per sostenere i concessionari danneggiati dal ciclone tra il 19 e il 21 gennaio. Secondo l’associazione, “numerosi lidi in tutta la Sicilia hanno subito danni tali da mettere a rischio l’apertura della stagione estiva 2026”. La richiesta è quella di una legge straordinaria che stanzi “almeno 100 milioni di euro” per consentire il ripristino delle strutture e degli arenili.
Gli operatori sottolineano come, pur essendo normalmente tenuti a farsi carico dei danni da mareggiate ordinarie, l’intensità dell’evento di gennaio vada “ben oltre la normalità” e ricordano il “ruolo essenziale” svolto dagli stabilimenti balneari, “dal servizio di salvataggio all’assistenza sanitaria, dall’accessibilità per le persone con disabilità alla pulizia costante delle spiagge e al presidio del territorio costiero. Senza i nostri servizi – avverte l’associazione – la Sicilia rischia spiagge deserte, alberghi vuoti e un danno grave a tutta la filiera turistica regionale”, con ripercussioni su occupazione ed economia locale.

Sardegna: spiagge erose, allarme per i lidi
In Sardegna il ciclone ha colpito duramente soprattutto i settori sud ed est dell’isola, con raffiche di vento di scirocco oltre i 100 km/h e mareggiate particolarmente violente. A Cagliari il litorale del Poetto è stato completamente sommerso dall’acqua: le onde hanno raggiunto la carreggiata stradale, costringendo alla chiusura del traffico e causando danni all’arenile e alle strutture balneari stagionali. Nel porticciolo di Marina Piccola, all’inizio del Poetto, la furia del mare – con onde fino a 6 metri – ha provocato il crollo parziale di un pontile, fortunatamente senza conseguenze per le imbarcazioni. La mareggiata ha evidenziato ancora una volta la vulnerabilità di uno dei litorali urbani più frequentati della Sardegna.
Situazione critica anche nel sud dell’isola: a Villasimius alcune delle spiagge più famose risultano pesantemente compromesse. Porto Giunco è stata resa impraticabile, con l’acqua che ha raggiunto lo stagno di Notteri, mentre la spiaggia di Su Giudeu è stata in larga parte cancellata dalla forza del mare. Le mareggiate hanno provocato l’erosione delle dune e l’arretramento della linea di costa, con danni diretti anche agli stabilimenti balneari e alle strutture stagionali già presenti. I pescatori e gli operatori turistici locali parlano apertamente di emergenza e chiedono il riconoscimento dello stato di calamità naturale.
Un’emergenza strutturale
Con i danni materiali a cabine, chioschi, passerelle e impianti divelti, per molte imprese balneari il rischio è di non riuscire a ripristinare in tempo le spiagge per l’estate senza interventi straordinari di ripascimento e messa in sicurezza. Eventi estremi come il ciclone Harry confermano come la crisi climatica stia rendendo sempre più frequenti e intensi questi fenomeni, trasformando le mareggiate in una minaccia strutturale per il turismo balneare italiano. 🎥 GUARDA il VIDEO 🎬
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