Sib-Confcommercio

Capacchione (Sib): “Strumentali le polemiche sul calo dei canoni balneari”

"Le variazioni sono stabilite ogni anno in base agli indici Istat sull'inflazione"

«È indispensabile una discussione seria e non strumentale sulle problematiche degli imprenditori balneari italiani. Caso emblematico è quello, tanto strumentale quanto superficiale, della polemica sui canoni». Lo afferma Antonio Capacchione, presidente del Sindacato italiano balneari aderente a Fipe-Confcommercio, in riferimento alle recenti dichiarazioni del Movimento 5 Stelle sull’abbassamento dei canoni balneari per il 2024.

«La riduzione del 4,5% prevista per quest’anno, così come l’aumento del 25% del 2023, sono dovuti alle variazioni dell’indice Istat, secondo quanto previsto dall’articolo 1, comma 252 della legge 296/2006. Si tratta della legge che stabilisce i canoni demaniali marittimi», sottolinea Capacchione.

«Basterebbe vedere chi all’epoca aveva responsabilità di governo, per scoprire tutta la strumentalità del dibattito politico in corso. La questione balneare non è sorta adesso, bensì nel 2009: da allora si sono succeduti otto governi di ogni schieramento politico; tutti hanno prorogato la durata delle concessioni e nessuno ha messo mano alla riforma dei canoni demaniali. Dunque nessun politico può ergersi a giudice», conclude il presidente del Sib-Confcommercio. «Invece di utilizzare la questione balneare per mettere in difficoltà il governo di turno, si impegnino tutti per una soluzione strutturale e definitiva con serietà, responsabilità e, soprattutto, con spirito di verità».

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Il Sindacato italiano balneari si è formalmente costituito il 14 dicembre 1960 e, attraverso la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE), aderisce alla Confcommercio - Confturismo.
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