Attualità

Canoni balneari, nel 2024 più bassi del -4,5%

Si tratta del consueto adeguamento di fine anno agli indici Istat sull'inflazione, stabilito dal Ministero delle infrastrutture

I canoni delle concessioni demaniali marittime saranno più bassi del -4,5% rispetto al 2023. Lo ha stabilito il Ministero delle infrastrutture con il decreto n. 389 del 18 dicembre 2023: si tratta del consueto provvedimento di fine anno che adegua gli importi dei canoni balneari agli indici Istat sull’inflazione. In conseguenza a tale adeguamento, la cifra del canone minimo per il 2024 sarà di 3.225,50 euro (nel 2023 ammontava a 3.377,50 euro).

Tutti gli anni, nel mese di dicembre, i canoni delle concessioni demaniali marittime vengono adeguati agli indici Istat sull’inflazione. Si tratta sempre di variazioni di pochi punti percentuali: negli ultimi anni, nel 2020 l’adeguamento era stato del -0,75% e nel 2021 del -1,85%, mentre nel 2022 era stato stabilito un aumento del +7,95%. Lo scorso anno era invece avvenuto un insolito maxi aumento del +25%; tuttavia il Consiglio di Stato, con una sentenza pubblicata a luglio 2023, aveva riconosciuto un errore di calcolo da parte del Ministero delle infrastrutture, sospendendo gli effetti del maxi aumento. Pare però che il Ministero delle infrastrutture non abbia tenuto conto dell’errore, in quanto la diminuzione dei canoni balneari per il 2024 è stata calcolata a partire dalla cifra del 2023.

La circolare del Ministero delle infrastrutture che ha reso nota la diminuzione dei canoni demaniali marittimi per il 2024 riporta in allegato le tabelle contenenti le misure unitarie dei canoni aggiornate all’attualità. La cifra del canone minimo sopra indicata, infatti, riguarda solo un numero esiguo di concessioni, che non toccano gli stabilimenti balneari bensì altre tipologie di utilizzo di micro-porzioni di demanio marittimo, come per esempio ormeggi, gavitelli, vialetti d’accesso al mare e attività no-profit. Per gli stabilimenti balneari il calcolo del canone è molto più complesso, essendo suddiviso in diverse fasce a seconda della tipologia di area (scoperta o coperta, con manufatti di facile o difficile rimozione, eccetera) che genera cifre più alte rispetto al canone minimo.

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