Sib-Confcommercio

Capacchione al G20s: “Riforma demanio presuppone sua delimitazione”

Il discorso del presidente del Sib-Confcommercio al summit sul turismo balneare

«Non è più eludibile un processo che includa o escluda dal demanio marittimo quei tratti di costa che rivestono o che hanno perso le caratteristiche per esserlo». Così Antonio Capacchione, presidente del Sindacato italiano balneari aderente alla Fipe-Confcommercio, è intervenuto al G20 Spiagge, il summit delle maggiori città balneari italiane tenutosi l’1 e il 2 settembre a Jesolo durante il quale è stato chiesto il riconoscimento ufficiale dello status di “città balneare”.

Nella prima giornata dei lavori Capacchione ha sottolineato che la doverosa riforma del demanio marittimo è già delineata nella vigente legge 145/2018, che merita solo di essere applicata. «In questa legge opportunamente si indica la necessità di un’esatta individuazione del demanio marittimo – ha sottolineato il presidente del Sib – alla luce delle trasformazioni che ha subito l’orografia della costa italiana nel corso dell’ultimo secolo. È da considerare, infatti, che la delimitazione del demanio marittimo (ovvero la sua individuazione rispetto alla porzione di proprietà privata che insiste sulla costa) risale al 1936 e, nella quasi totalità, al 1899. Non v’è chi non veda che, da allora, la costa italiana ha subito delle profonde trasformazioni a causa sia del fenomeno erosivo, attualmente aggravato dai cambiamenti climatici in atto, che dalle opere realizzate in mare come i porti oppure quelle di difesa rigida: ciò ha comportato in moltissimi casi la scomparsa del demanio marittimo e in altri il suo abnorme accrescimento. È pertanto indispensabile procedere alla delimitazione demanializzando i terreni di proprietà privata dove è scomparso e, nel contempo, sdemanializzando laddove è venuto meno il criterio giuridico, di antica origine romanistica, per la sua identificazione».

«A tal proposito – ha ricordato Capacchione – servono i principi giuridici del Codice civile e del Codice della navigazione: a) la porzione di costa “lambita dall’onda più lunga della mareggiata più intensa”; b) la parte della spiaggia destinata ai “pubblici usi del mare”. In base a tali criteri in certi casi si deve procedere alla “demanializzazione” e in altri al processo inverso. Non è infatti accettabile e tollerabile che vi siano tratti di costa che non sono demanio, bensì proprietà privata in cui si esercita anche l’attività di balneazione attrezzata (determinando una disparità di trattamento e svantaggio competitivo con i balneari che operano invece su pubblico demanio), che, diversamente, tratti di costa che continuano a essere qualificati demanio pur non avendone più i requisiti per esserlo sia per la loro dimensione abnorme (che in alcuni casi raggiunge anche profondità di centinaia e centinaia di metri) sia per le trasformazioni edilizie hanno subito un’irreversibile trasformazioni che esclude i “pubblici usi del mare”».

«In definitiva – ha concluso Capacchione – non è più eludibile un processo amministrativo che contempli anche la sdemanializzazione delle porzioni di costa che hanno perso le caratteristiche tecniche e giuridiche della demanialità».

Il presidente Capacchione ha partecipato al summit capeggiando una nutrita delegazione del Sib-Confcommercio costituita, tra gli altri, dal vicepresidente nazionale Leonardo Ranieri e dai presidenti regionali del Veneto Alessandro Berton e della Toscana Stefania Frandi.

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Il Sindacato italiano balneari si è formalmente costituito il 14 dicembre 1960 e, attraverso la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE), aderisce alla Confcommercio - Confturismo.
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