Calabria Federbalneari

“Calabria, Comuni si ribellano a estensione concessioni balneari”

La denuncia di Federbalneari: "Presentate delibere di fantasia in contrasto con indicazioni della Regione"

«Sui Comuni costieri della Calabria vi è una progressiva disapplicazione delle norme statali dopo oltre 20 mesi di concessioni rilasciate per il periodo previsto dalla legge al 2033». Lo denuncia Federbalneari Calabria in merito alla non applicazione delle leggi statali e atti regionali di conferma della fase transitoria al 2033, che «restano completamente disattese pur in assenza di una norma di riordino delle concessioni e della direttiva Bolkestein che, si ribadisce, “non è autoesecutiva” in assenza di un regolamento europeo attuativo che ne disponga l’applicazione».

«Denunciamo il mancato rispetto per il grande lavoro delle imprese e dei loro sforzi proprio in avvio di stagione. Il turismo ha bisogno di garanzia di continuità mentre, ad oggi, ci troviamo di fronte a una situazione di rischio molto forte a causa di probabili sospensioni del servizio turistico su molte fasce costiere calabresi», dichiara Massimo Nucera, presidente di Federbalneari Calabria. «Stiamo valutando con l’ufficio legislativo federale il reato di omissione d’atti d’ufficio per far rispettare la legge dello Stato ad oggi disattesa sulla base di riunioni di conferenza Stato-Regioni e di qualche atto dell’Antistrust, che peraltro continua a ledere fortemente le prerogative del parlamento, unico soggetto legiferante».

«Continua, quindi, l’impegno incessante di Federbalneari Calabria, pronta a denunciare i soprusi dei Comuni contro le imprese legittime concessionarie che ricorda che la pandemia è tuttora in corso e non si può far finta che non vi siano norme statali a tutela della ripartenza economica, occupazionale e dei consumi». Per Federbalneari Calabria vi sono, infatti, «specifiche casistiche che debbono essere attenzionate, mentre la certezza d’impresa viene costantemente minata da un’anarchia amministrativa che pervade la politica dei territori e dei dirigenti di diversi Comuni calabresi che senza alcun fondamento disapplicano in piena estate i titoli. Occorre capire meglio perché succede questo e soprattutto dare alle imprese un futuro certo e già assegnato».

«Tra i Comuni che stanno disattendendo la norma statale ci sono Motta San Vincenzo, Locri, Condofuri, Cassano, Melito Porto Salvo e tanti altri che i concessionari ci stanno segnalando. Chiediamo alle procure di mettere ordine e andremo da ora a denunciare situazioni di malagestione da parte dei Comuni calabresi inosservanti delle vigenti norme italiane in materia di concessioni demaniali marittime e del nostro vigente Codice della navigazione», sottolinea Nucera.

Conclude il presidente di Federbalneari Italia, Marco Maurelli: «Siamo sicuri che sia necessario ora più che mai creare i presupposti per rilanciare il turismo della Calabria e con esso l’occupazione e i consumi, e la parola d’ordine è “ripartenza” attraverso il sostegno a occupazione e lavoro e la certezza d’impresa costituzionalmente garantita».

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Federbalneari Italia

Federbalneari Italia è un'associazione di categoria che riunisce le imprese del turismo balneare italiano.
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  1. Difficile commentare senza perdere la calma, ma ci voglio provare:
    1) Un periodo di 15 anni non è una fase transitoria. L’unico esempio di periodo di tempo contemplato dall’ordinamento giuridico che mi viene in mente più lungo di 15 anni (escluse le sanzioni penali più gravi) è l’usucapione senza titolo, cioè 20 anni (perché quella con titolo è solo di 10 anni). Immaginate di dover aspettare 15 anni per avere un permesso di costruire o per ottenere l’allaccio dell’energia elettrica… una fase transitoria?
    2) “…Bolkestein che, si ribadisce, “non è autoesecutiva” in assenza di un regolamento europeo attuativo che ne disponga l’applicazione”. Questa, forse, è la più bella! La Direttiva 2006/123/CE in quanto Direttiva non ha bisogno di alcun “regolamento europeo”. Il Regolamento della UE è una cosa diversa dalla Direttiva e non ha la funzione di rendere la Direttiva autoesecutiva o anche solo esecutiva. Come spiegare che la Direttiva deve essere applicata dagli Stati con propria legge interna? Come spiegare che i Regolamenti UE hanno immediata forza di legge all’interno degli Stati della UE e non servono ad applicare le Direttive? Mah… tempo perso. La Direttiva 2006/123/CE non solo è già di suo “autoesecutiva”, ma è pure stata attuata in Italia con il D.Lgs. 59/2010, norma con forza di legge attualmente in vigore e assolutamente applicabile.
    3) Oggi NON “ci troviamo di fronte a una situazione di rischio molto forte a causa di probabili sospensioni del servizio turistico”, in quanto anche dove non sia stata concessa alcuna proroga tecnica inferiore ai famigerati 15 anni, le concessioni in scadenza al 31/12/2020 hanno giovato di una norma emergenziale che le ha estese, senza bisogno di alcun provvedimento, a 90 giorni dopo la fine dello stato di emergenza sanitario, cioè al 29 ottobre 2021. Considerato che le stagioni balneari terminano nella migliore delle ipotesi il 31 ottobre, la paventata sospensione si limiterebbe a 2 giorni.
    4) Da un lato ci sarebbe il “reato di omissione d’atti d’ufficio per far rispettare la legge dello Stato ad oggi disattesa”, dall’altro il reato di abuso d’ufficio in caso di violazione della norma di rango superiore che impone l’affidamento delle concessioni demaniali solo ed esclusivamente (perciò atto dovuto) attraverso una gara ad evidenza pubblica con divieto di affidamento diretto (e perciò di proroga automatica) al concessionario uscente o soggetti a lui collegati. Meglio non giocare con la giustizia penale.
    5) L’Antistrust NON lede le prerogative del parlamento, unico soggetto legiferante. Al contrario proprio in forza della sua fonte parlamentare (legge istitutiva) esso svolge il compito che gli è stato affidato. Non si ha conoscenza di “atti legislativi” dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e NON è vero che il parlamento è l’unico soggetto legiferante in Italia. La Costituzione ne riconosce almeno altri due, le Regioni e la UE, senza contare l’obbligo di rispetto delle consuetudini internazionali.
    6) I dirigenti di diversi Comuni calabresi NON disapplicano in piena estate i titoli concessori senza alcun fondamento. Perché se così fosse, sarebbero in buona compagnia: Corte di Cassazione, Consiglio di Stato, vari TAR, varie Procure della Repubblica, AGCM, Corte di Giustizia della UE, ecc. Il fondamento risiede nella Costituzione italiana e nell’adesione all’Unione Europea. Che poi qualcuno non voglia riconoscerlo è un altro paio di maniche, ma non posso entrare in merito, d’altronde la terra è piatta e il sole gira attorno alla terra…
    7) Il richiamo alle Procure è perfettamente legittimo, ma invito sempre alla cautela in quanto il reato di calunnia è particolarmente fastidioso visto che la pena edittale prevista dal Codice è quella della reclusione compresa tra un minimo di due anni e un massimo di sei anni, ben più degli altri reati ipotizzati.
    Cordialità

    • Ha ragione. Eppure lei non ha mai accennato alla disparità di trattamento in Europa. Altro che troppi 15 anni…. comunque la veda lei e tutti gli altri professori non avete fatto nulla per esternare le difformità di trattamento. Quindi per quanto possano essere troppi 15 anni come minimo dovremmo avere lo stesso trattamento tutti. TUTTI!!! MA LEI E GLI ALTRI NON SPENDETE NEMMENO UNA PAROLA DEL VOSTRO PREZIOSO VOCABOLARIO PER SOTTOLINEARLO

  2. laplayacz says:

    commissariamento e ritiro delega grstione demanio ai comuni inadempienti da parte della regione come in Sardegna. Perché ricordiamolo… i comuni sono solo dei delegati alla gestione del demanio da parte della regione!

    • Ecco un classico esempio di parole al vento.
      Le funzioni sono conferite e non delegate, capisco che tutti possono parlare anche quando non si conoscono le regole, ma nell’altro mondo, quello vero, cioè quello che decide, il senso delle parole ha un significato. Se vuole sapere la differenza tra conferimento e delega legga un po’ meno social e un po’ più libri.
      La Regione Sardegna ha prima minacciato il commissariamento, poi non è riuscita nell’impresa titanica di trovare i commissari e allora ha legiferato e ha riportato la competenza alle Regioni con una legge che verrà impugnata davanti alla Corte costituzionale (il Consiglio dei Ministri ha già dato mandato al Ministro per gli affari regionali affinché chieda all’Avvocatura di Stato di impugnare la legge).
      Allo stato attuale gli uffici della Regione Sardegna non solo non hanno provveduto ad alcuna proroga, ma non riescono neanche a rilasciare tutte quelle autorizzazioni che i Comuni rilasciavano, praticamente in tempo reale, necessarie per allestire le strutture per la stagione balneare.
      Veramente un bell’esempio. Complimenti. Lo chieda ai concessionari sardi se sono contenti di questa novità!

  3. Basta disparità di trattamento in Italia e fra italiani!Dovremmo avere lo stesso trattamento.TUTTI!Ne sono state spese di parole dal prezioso vocabolario eccome,probabilmente non leggete.

    • Eccalla’. Certamente non si è sentita la sua mancanza. E prova ne è che lei chiede parità di trattamento tra italiani ma non tra Europei. Invece il caro professore Mistral evita addirittura di rispondere…ma tutti voi usate la direttiva bolkestein come grimaldello in modo personale. Cara Ilaria mi faccia un piacere

      • E no Carlo,il piacere me lo fa lei! Vi siete riempiti la bocca con la disparità di trattamento.Ne avete fatto una bandiera.E quando vi si chiede come giustificare la disparità di trattamento a casa nostra siete alquanto infastiditi.Non si evita di rispondere,si è risposto anche troppo e chiaramente.

        • Ipocrita. Le ripeto. Faccia la guerra a tutte le disparità interne. E la smetta di rompere le scatole ai balneari. l’Italia è piena di ingiustizie. Lei usa la bolkestein. Ma a questo punto si tratta di aspettare e vedere come va a finire. Perché sinceramente sono stanco di rispondere a lei e a diario. Almeno i due avvocati sono preparatissimi e ne vale la pena. Invece con lei e diario è solo uno spreco di fiato

  4. Mi chiedo e VI chiedo, qual’è il vero motivo di questa ribellione, che, casualmente, avviene soprattutto in Calabria; pensate davvero che alcuni Comuni calabresi sono i più “europeisti” degli italiani? I più “rispettosi” della direttiva BOLCKSTEIN? Oppure, vi è qualche altro motivo che, non potrà mai essere specificato?! Meditate gente, meditate!

    • Da calabrese ti dico che dal primo giorno ho pensato la stessa cosa….e vedrai tra 10/15 anni che uscirà fuori…

  5. Be’, se lo dice un calabrese stesso, non dovrebbero esserci più dubbi! Ovviamente, non è una “prerogativa” regionale esclusiva!!!

    • Ti dirò di più. In Calabria ci sono alcune realtà purtroppo note per i motivi che sappiamo tutti. E guarda caso, tutte ma tutte queste cittadine e paesi(contraddistinti negli anni da commissariamenti vari) hanno escluso la proroga…meditate gente, meditate…

  6. Se una persona poco pulita volesse comprare una concessione da un concessionario pagando parte in nero dubito che non ci riesca in Calabria come altrove quindi tra 15 anni vedo gente che non può riciclare come ora senza la certezza del rientro con scadenze certe.
    W i bandi ovunque

  7. Le persone poco pulite, ci sono e ci saranno sempre, comunque e ovunque, … alle “aste”, quelle di una certa importanza, credo ce ne siano tantissimi di più, specialmente in quelle “politicizzate”! Siete d’accordo? Ma, come ben sappiamo, questo non è l’unico problema, purtroppo, ce ne sono diversi altri, non meno gravi. Si rischia di compromettere definitivamente l’intero POPOLO ITALIANO, che, sono certo, non è come Diario!!!

  8. Mi fa sempre sorridere Renzo Renzo leggere come i balneari raccontino che le evidenze pubbliche nel loro settore “comprometteranno l’intero POPOLO ITALIANO” e sono convinto che si trattasse dei farmacisti anche a te verrebbe da sorridere cercando di immaginare come sia possibile compromettere l’intero POPOLO ITALIANO attraverso i bandi di farmacisti, notai, ambulanti o balneari.

  9. Carlo de Blasio says:

    Egregio signor “Mistral” chiaramente lei ha avuto una buona formazione giuridica, ma aimè, la usa come il peggior politicante per piegare il diritto alle sue personali ragioni e convinzioni.
    Mi permetto di ricordarle che :
    Hanno diritto alla proroga le concessioni rilasciate prima della modifica conseguente alla direttiva Bolchestein
    Tutte le concessioni si concretizzano in un contratto che regola il rapporto, ed al quale le parti devono tenere fede. Lo Stato da una parte ed li concessionario dall’altra sono vincolanti agli impegni presi in quel quadro normativo
    In ragione di questo non Può essere disattesa la necessità di una legge di riordino del settore che definisca un giusto equilibrio tra la vecchia normativa ed il tanto, da lei, invocato adeguamento alla direttiva Bolchestein (che nulla dice di come risolvere i contratti in essere ).
    In termini di parità di trattamento, senza andare a disquisire su cosa hanno fatto gli altri paesi europei, ricordiamoci che la legge italiana impone al privato che da il locazione un negozio di riconoscere all’ inquilino il diritto l’avviamento commerciale, Come può lo Stato disattendere ciò che impone ai suoi stessi cittadini
    Concludendo la invito a riflettere perché anche se a pensar male si fa peccato spesso …..
    non la sfiora l’idea che i titolari di concessioni balneari siano gli incolpevoli caduti usati in modo funzionale agli interessi una guerra che si combatte su ben altri e molto ricchi fronti, quali quelli delle concessioni petrolifere, delle acque minerali, dei grandi porti, delle aree di stoccaggio e movimentazione merci……

    • Nikolaus Suck says:

      Egregio de Blasio, anche se il Suo commento è diretto a Mistral che se vorrà saprà rispondere autonomamente, vorrei però contestare anch’io le Sue osservazioni, un pò troppo perentorie e assolute per chi mostra di non avere una preparazione giuridica almeno pari e, infatti, sbagliate.
      Cercando di rimanere sempòici e possibilmente chiari e sintetici:
      1. Che “hanno diritto alla proroga” le concessioni rilasciate prima della modifica conseguente alla Bolkestein è appunto, questa sì, solo una convinzione e opinione personale, ma in realtà non è affatto così. Non solo i principi di parità di trattamento e non discriminazione impediscono di distinguere tra concessioni precedenti e successive, ma anche quelle precedenti avevano e hanno sempre avuto una scadenza, via via prorogata ma questo non significa che vi fosse un diritto assoluto ad altre proroghe. Un diritto del genere non è mai esistito in nessun momento nell’ordinamento, e anche il vecchio “diritto di insistenza” in realtà era solo una preferenza a parità di condizioni e salvo l’interesse pubblico, non un diritto assoluto.
      2. Il “contratto che regola il rapporto” è un contratto di diritto pubblico con caratteristiche peculiari, di cui fanno (e hanno sempre fatto) parte sia la scadenza che altri obblighi (quali la manutenzione e il miglioramento delle risorse concesse etc.). Siccome qualsiasi contratto deve essere conforme alla legge sempre e in ogni momento, il “quadro normativo” che li regola è quello attuale, non quello passato e precedente, che può valere solo fino alla prima scadenza utile e non oltre. E, in ogni caso, nemmeno il quadro normativo precedente prevedeva o ha mai previsto durate o proroghe indeterminate o a vita. Un orizzonte temporale di riferimento c’è sempre stato e a quello occorre(va) fare riferimento (e non, eventualmente, a generiche speranze o aspettative soggettive e di mero fatto).
      3. Tanto la normativa nazionale che regole e principi europei ampiamente anteriori alla Bolkestein (uno per tutti l’art. 49 del Trattato UE che esiste da molti decenni) prevedevano già sia le modalità di cessazione dei “contratti” in essere (che come detto non sono mai stati indeterminati o a vita), quanto la (necessità delle) evidenze pubbliche per la riassegnazione.
      4. Trattandosi di rapporti di diritto pubblico con caratteristiche proprie e aventi ad oggetto risorse collettive indisponibili e che possono formare oggetto solo di concessione temporanea e precaria, non possono essere assimilati ai contratti di locazione privati, pertanto non si applica nemmeno la disciplina sull’avviamento commerciale e questo la giurisprudenza lo ha chiarito da decenni escludendola espressamente (veda ad es. molto chiaramente in tema di concessioni demaniali Cassazione n. 1283/1998). Proprio perché lo Stato è lo Stato e non un cittadino, il concessionario non è un inquilino paritario, e le risorse pubbliche non sono beni commerciali privati (altrimenti, del resto, il loro sfruttamento andrebbe pagato altrettanto, e non dieci volte meno e oltre).
      5. Disquisire su “cosa hanno fatto gli altri paesi europei” non ha alcun senso se e finché l’Italia non fa e non ha fatto – come non ha fatto – altrettanto, ovvero prevedere scadenze certe e gare certe a tali scadenze, invece che solo “proroghe” dichiaratamente “transitorie” e quindi non certe e definitive.
      Si potrebbe continuare, ma sarebbero e sono tutte cose già dette e note, anche se vi piace far finta di niente.

      • Buongiorno avv Suck. Come sempre lei non solo è preciso ma è anche chiaro. Ma le faccio una domanda: ove l’Italia recepisse la bolkestein in modo identico a chi ha applicato la stessa concedendo la proroga più ampia(non ricordo se Portogallo o Croazia) e utilizzasse la stessa ed identica modalità utilizzata (e non avversata) dall’unione Europea, lei quale legale di un soggetto ad esempio diario o l’agcm (che sta usando avvocati del libero foro) come si approccerebbe a questa norma di recepimento? grazie

        • Se accadesse non avrei bisogno dell’avv. Suck perché non ci sarebbe alcuna azione legale…mi sono rivolto e mi rivolgo all’AGCM perché il rinnovo automatico era semplicemente illegittimo e ne ho avuto conferma. Se l’Italia facesse una norma considerata giusta dall’Europa ne prenderei atto studiandola per capire come accedere al settore perché a differenza vostra non tifo per l’uno o per l’altro a seconda del mio interesse.

        • Nikolaus Suck says:

          È una domanda che in altri termini mi ha già fatto, come al solito o non leggendo o non accettando la risposta. Quindi di nuovo e in sintesi: a) se richiesto da un assistito cercherei lo stesso di argomentare la contrarietà di tale eventuale normativa all’art. 49 Trattato, alla direttiva, alla normativa anche precedente sulla concorrenza, e ad altri principi generali e specifici; b) spetterebbe a chi si difende eventualmente argomentare sia che tale normativa è analoga a norme di altri paesi e conforme alle norme UE, sia dimostrare la effettiva identità e omogeneità tra le situazioni di fatto e diritto; c) se ci riesce e convince i giudici allora io perderò, cosa possibilissima e sempre da mettere in conto.

      • Carlo de Blasio says:

        Preggiatissimo AVV Suck la sua risposta alle mie considerazioni è assolutamente chiara ed in punta di diritto ineccepibile, ma ritengo sia leggittimo ritenete che la non assimilabili ta delle concessioni alle locazioni non sia certo imputabile all’esiguità del canone (che oggi in ragione delle gare sarà definito dal mercato) ma alla originaria norma che prevedeva il rinnovo senza gara (oltre che alla data di nascita del Codice della Navigazione). Ringraziandola per quanto ha argomentato concludo sperando che anche lei concorderà che è imperativo che il legislatore faccia chiarezza nel interesse di tutti

  10. l europa sembra contraria anche alla proroga del blocco ai licenziamenti.
    un altro tentativo di condanna a morte che viene dalla alto. Ma mi pare di capire che la cosa importante ( per diario e c) sia morire in nome della legge che più torna comodo,più che sopravvivere per semplice buonsenso .

    • Bravo Sigfrido. Purtroppo i diario sono presenti sin dal primo minuto sulla terra. Tutto pur di prendersi non una piazzola(comune di Corigliano Rossano ha indetto nuove concessioni, stessa cosa altri comuni della regione Calabria) ma “la piazzola” quella avviata anni fa dai nostri nonni. Dal 2009 solo in Calabria le concessioni messe a bando sono state oltre 300 con evidenza pubblica. E tante altre ne metteranno perché c’è ampio margine in Calabria. Ma diario non vuole una piazzola lontana dal centro ….. Vuole quella avviata. Si vergognino tutti i diario d’Italia

      • Nikolaus Suck says:

        Diario e tutti i diari d’italia non devono vergognarsi di niente è perfettamente legittimo e anzi doveroso volere e potere concorrere per lo sfruttamento di risorse collettive in posizioni appetibili, cosa che deve essere possibile a parità di condizioni per qualsiasi cittadino. Chi si deve vergognare è semmai chi considerasse proprie e spettanti a vita solo a lui risorse collettive e di tutti solo perché se le è prese prima.

  11. Non capisco mai Carlo cosa ti faccia pensare di essere diverso dai 300 nuovi concessionari calabresi che hanno affrontato una gara per ottenere quello che tu hai da anni, troppi!…non ti senti in imbarazzo ad incontrare quello che ha investito soldi, beni, ecc consapevole della scadenza certa?..mah, io non capisco come riusciate a invocare diritti invece di dirvi fortunato e privilegiati sino ad ora e ringraziare il cielo per ogni giorno in più di profitto. Certamente presto vi renderete conto della differenza tra diritti e privilegi

    • Beh diario. Come ti ho sempre detto finiscila di barricarti dietro alla bolkestein. E fai la lotta contro l’ingiustizia della situazione italiana a prescindere. E siccome a differenza di Ilaria tu hai un interesse diretto tu capisco. Ma anche se sono tantissime ingiustizie italiane, io Comprendo il privilegio che ho. Ma non accetto che sia la bolkestein a sopprimerlo. Visto che se fosse giusta come minimo otterremmo 75 anni

  12. Una volta, e forse ancora oggi, c’era il “diritto acquisito”, che, personalmente, ho sempre detestato; erano più che altro, diritti contrattuali di miglior favore nei confronti di lavoratori assunti con contratti precedenti, ai quali, la legge consentiva il mantenimento dei diritti acquisiti, credo ancora oggi in vigore. Ora mi chiedo; se ai lavoratori viene mantenuto il diritto acquisito, pur non avendo rischiato alcun capitale, pur non avendo avviato alcuna impresa, può succedere mai che, ad altri “lavoratori” che hanno investito somme, anche ragguardevoli, avviato imprese, partecipato allo sviluppo del Paese, sin dall’origine storica delle attività turistiche balneari, debba essere improvvisamente negato questo “diritto”? Chi lo ha deciso, bolckstein o Diario, in barba alle leggi dello stato italiano?

    • Nikolaus Suck says:

      Non viene “improvvisamente negato” nessun diritto, semplicemente perché in materia di concessioni non si è tecnicamente mai formato nessun “diritto acquisito” a vostro favore.

  13. …però, non capisco una cosa. Se ci fosse una svolta e finalmente lo Stato italiano decidesse di superare l’andazzo degli ultimi 10 anni (proroga al 2012, al 2015, al 2020, al 2033, la sequenza è bellissima 2, 3, 5, 15) e decidesse di fare le gare con diritto per il vincitore per 50, 70 o 100 anni, come si sentirebbe un attuale concessionario che non ha vinto e quindi non potrà mai più accedere a quella concessione? Come si sentirebbe lo stesso concessionario che sarebbe costretto a concorrere solo per quelle concessioni in luoghi inaccessibili o frequentati da quattro gatti?
    Certamente non bene, così come non si sente bene l’imprenditore che OGGI vorrebbe avere la concessione che appartiene ad un signore che l’ha avuta per un certo numero di anni negli anni ’80 e che per una serie di insperate (allora) e pretese (oggi) inadeguate (per usare un eufemismo) scelte legislative si trova a perpetuare il diritto di godimento di un bene che non gli appartiene.
    Quel fortunato signore paga (oggi) allo Stato 2.500 € all’anno (ma negli anni passati nel pagava 7/800 sono dati reali su concessioni specifiche, non dati campati per aria) e ogni tanto lo mette sul mercato per venderlo a 1milione/1,2milioni (offerte prese da Mondo Balneare). Il saggio di capitalizzazione di questo bene, calcolato con il metodo della capitalizzazione del reddito è, nella migliore delle ipotesi, dello 0,25% contro un valore medio del 5% per le attività commerciali, che significa che il canone annuale dovrebbe ammontare a circa 50.000€ all’anno, guarda caso l’affitto mensile di un negozio in un centro commerciale.
    Quindi: quel fortunato signore sa bene quale è la redditività del suo chiosco bar, non è stupido, e sa bene che lo può dare in gestione (come consente il Codice della Navigazione) a 4/4.500 € al mese a quell’altro imprenditore che vorrebbe le gare per ottenere il chiosco per i famosi 50, 70 o 100 anni.
    C’è qualcosa di giusto in tutto questo? Evidentemente no!
    Da un lato un canone irrisorio che sottrae risorse allo Stato, dall’altro una speculazione autorizzata da 35 anni (altro dato reale, non inventato) di permanenza uti dominus con possibilità di far gestire quel bene ad un altro soggetto (imprenditore non titolare) che invece paga per l’effettiva redditività della concessione al fortunato signore, e infine eccessiva durata della nuova concessione (50 anni e oltre) che metterebbe il nuovo concessionario, sebbene assegnatario con gara, nella medesima situazione del fortunato signore che vide assegnarsi la concessione (senza gara) ben 35 anni fa.
    Niente di tutto ciò funziona, perciò gli esempi di Spagna e Portogallo non funzionano.
    1) Le gare DOVREBBERO ESSERCI per consentire anche all’imprenditore di poter partecipare in prima persona alla gestione del demanio e consentirgli di investire per aumentare la redditività del bene demaniale;
    2) Il canone di concessione dovrebbe essere commisurato (non uguale) all’effettiva redditività della concessione;
    3) La durata MASSIMA dovrebbe essere ragionevole (ad esempio i 12 anni, 6 + 6, delle locazioni commerciali) per consentire gli investimenti e la possibilità per altri di accedere alla medesima risorsa economica;
    4) All’imprenditore uscente dovrebbe essere riconosciuta una indennità di buonuscita pagata direttamente dallo Stato in ragione dell’effettivo aumento di valore e di redditività della concessione e non automatica (l’Agenzia del Demanio e l’Agenzia delle Entrate sono perfettamente in grado di valutare queste variazioni, anche sulla base degli effettivi redditi dichiarati anno per anno e dell’effettivo costo per il personale sostenuto);
    5) L’assegnazione dovrebbe essere basata sul metodo dell’offerta economicamente più vantaggiosa sulla base dei servizi resi non solo agli utenti del bene in concessione, ma anche dei benefici per i cittadini della località che ospita quel bene in concessione, lasciando alla parte economica non più del 10% dell’intero punteggio.

    Si tratta di 5 semplici regole che renderebbero più equo l’uso del bene di tutti ed eviterebbe la speculazione a danno dello Stato e dei suoi cittadini meno fortunati.

    p.s. Grazie all’Avv. Suck per i suoi chiarimenti ai quali non ho nulla da aggiungere.

    • Tante belle parole. Ma come mai non si è fatto problemi quando questo è avvenuto in altri stati europei??a me pare evidente che se si partisse oggi con questa nuova norma come minimo dovrebbe valutare un periodo transitorio pari a quello croato. Lei che dice??e se è contrario se la prenda con Bruxelles. Poi non dica che i balneari italiani sono stati sempre accontentati…la verità è che lei è fin troppo intelligente per non ammettere che ci sarebbe una profonda incoerenza o meglio ingiustizia tra stati europei…per favore…

    • Quindi secondo Lei caro avvocato L’europa, visto che gli esempi Portogallo e Spagna hanno fallito, dovrebbe revocare quelle norme interne accettate e poi farne una europea che valga per tutti….??e secondo lei questo è possibile??? oppure anche questa sua opzione è ipocrita??ben sapendo che sulla carta pur apprezzata sia impraticabile??

      • Io Carlo non sono un giurista eppure anche io ho capito che se lo stato europeo rispetta le indicazioni di scadenze certe con gare per la riassegnazione allora non ci sono problemi…a voi balneari rode fare le gare perché l’affittuario della vostra concessione certamente ve la porterebbe via e perdereste una rendita non da poco e lo capisco ma le gare e le scadenze saranno imprescindibile e molto molto presto.

        • Tu prega perché vada avanti il sistema italiano perché se l’Europa applica quello Europeo tu ti attacchi al tram(leggasi 75/90) e tu non ci sarai fra 75 anni

          • se tu perdi la concessione allora sul tram ci sali anche tu però senza biglietto…sperate che si faccia qualcosa di meglio altrimenti veramente molti cambieranno lavoro, definitivamente!

  14. Esatto Mistral,ma chi sostiene queste ragioni viene considerato un ipocrita che non deve rompere le scatole e che si deve vergognare!

  15. Ecco se passasse la norma del funzionario Mistral io mi preparerei ad ogni scadenza come ho fatto dal 2015 fiducioso che al 2020 cambiassero le cose ma “aiutati che Dio ti aiuta” è stato necessario visto il rinnovo di 15 anni che sommato agli altri avrebbe escluso ancora e di nuovo una generazione….per ora non ho speso per bloccare la norma ma ho risparmiato per agire anche nelle sedi giudiziarie in caso in cui i bandi venissero rinviati per ulteriori anni e certamente qui ho trovato validi professionisti. Spero che la sua proposta Mistral arrivi nelle sedi opportune e farò quanto possibile per farla arrivare.

  16. Avv.Suck buongiorno.Le chiedo se può aiutarmi a capire una volta per tutte come è stata recepita la Direttiva Bolkestein nei Paesi continuamente citati nei commenti e esattamente su un punto specifico:sono state concesse proroghe di durata quasi secolare senza passare attraverso gare pubbliche?E se si,sono state concesse a chi le sfruttava già da altrettanto tempo?Grazie e scusi se Le rubo del tempo a causa della mia curiosità,ma è per capire come stanno veramente le cose in base a cosa dice il Diritto e senza la pretesa di avere ragione a tutti i costi.

    • Nikolaus Suck says:

      Cara Ilaria buonasera. Confesso che così su due piedi non so rispondere, quello che Lei chiede presupporrebbe uno studio comparativo approfondito e complesso che mio malgrado non mi posso permettere di fare per puro diletto. Se mi capitasse di doverlo fare per lavoro o per qualche convegno o relazione, Le farò senz’altro sapere. Ora come ora però Le posso dire che se volesse approfondire Lei la cosa, sul sito della legislazione europea eur-lex, cercando la direttiva indifferentemente nelle sezioni ‘Atti giuridici’ o ‘Recepimento nazionale’ trova tutti i recepimenti per ogni paese, tradotti in lingua italiana, e credo che con la ricerca avanzata tra le tante può provare ad isolare la materia delle concessioni ed autorizzazioni, e farsi un’idea. Saluti cordiali.

  17. Con l’inizio della stagione estiva, in questo nostro “dibattito”, noto sempre meno presenze di concessionari, che, evidentemente sono impegnati A LAVORARE, e tanti altri, invece, “aspiranti” concessionari, che, STANDO SENZA FAR NIENTE, scrivono scrivono scrivono, ASPETTANDO LA MANNA DAL CIELO, che gli arriverà dai “bandi”, di tutti quei lidi e stabilimenti balneari, storicamente originati, mantenuti e “appartenuti” agli attuali concessionari che fra poco saranno cacciati! Bravi, complimenti!

    • Tutti fannulloni quelli che lavorano da Gennaio a Dicembre!La fatica la conoscono solo i poveri balneari ai quali una banda di vagabondi vuole rubare le “loro”spiagge.

  18. Quelli che lavorano da gennaio a dicembre, difficilmente aspirano a “sostituire” gli attuali concessionari. Mi permetto osservare, che tutte le spiagge, non sono di proprietà privata,ancor m no dei concessionari, tant’è che tutti possono accedere e nessuno potrà mai impedirlo!

  19. Suck, credo ci convenga rimanere sui dati di fatto (leggi esistenti e fatti avvenuti) già su questo non ci capiamo, o meglio, si fa finta di non capire.

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