Breve guida alle guide delle spiagge

Questo articolo fa parte di "Granelli di sabbia"

Divagazioni su processi, forme e tematiche ambientali della spiaggia. Una rubrica a cura del GNRAC.

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Alcune fra le decine di guide alle spiagge del mondo.

Anche se oggi il navigatore ci porta con facilità alla spiaggia sulla quale abbiamo deciso di passeggiare, prendere il sole o nuotare, la scelta del luogo in cui trascorrere una giornata al mare può essere estremamente complessa e, talvolta… origine di divorzi! Dunque, meglio consultare prima una guida che ci mostri e racconti le caratteristiche delle spiagge della zona in cui vogliamo andare. Ma scegliere la guida è altrettanto difficile: ve ne sono di tutti i tipi, da quelle che mostrano solo le foto a quelle che ne descrivono con dovizia di particolari gli aspetti naturalistici, i servizi presenti e le vie di accesso, fino a quelle che raccontano aneddoti sui personaggi famosi che le hanno frequentate; il tutto con carte topografiche estremamente accurate. Vi sono poi le guide che trasformano la vostra giornata al mare in un corso universitario sulla dinamica delle coste, descrivendo come si sono formate, i processi che le modellano e le forme che assume la spiaggia. Altre, invece, si concentrano sulle piante o sugli animali che potrete trovarvi, con testi di botanica o zoologia.

Molti famosi studiosi si sono divertiti a creare guide di questo tipo. La serie americana Living with the shore, con un volume per ciascun stato costiero degli Usa, edita dalla Duke University, ha fra gli autori i migliori ricercatori del settore, fra cui Pilkey, Neel, Psuty e Nordstrom. Altre serie hanno come titolo How to read the… shore, e sembrano quasi una collezione della nostra rubrica “Granelli di sabbia“, con ogni volume focalizzato su un determinato tratto costiero.

Se andate in Australia, e non volete rischiare di essere catturati da una rip current su una delle sue 10.685 spiagge, affidatevi alle guide coprodotte dalla Coastal Study Unit dell’Università di Sidney e dalla Surf Life Saving Australia, e verrete accompagnati da Andy Short che le descrive una per una, con le loro caratteristiche fisiche e la posizione in cui più frequentemente si sviluppano le correnti di ritorno. Ma se volete vedere anche delle belle foto, la guida 101 Best Australian beaches è quella che fa per voi, e vince, almeno per numero di spiagge presentate, su Paradis de sable: les 100 plus belles plages de France.

Tornando negli Usa, America’s Best Beaches ha come autore Stephen Leatherman, conosciuto dai non addetti ai lavori come “Dr. Beach”: la sua selezione (51 località) deriva dall’analisi di 650 spiagge degli Stati Uniti, valutate sulla base di 50 elementi, ma le classifica come le migliori per diversi aspetti: per nuotare, per camminare, per fare il surf, per novità da ammirare… Se invece siete alla ricerca di spiagge famose e volete scoprire perché lo sono, World shores and beaches di Mary Wellen Snodgrass vi porterà in giro per i cinque continenti. Si, anche in Antartide vi sono spiagge famose!

Molte sono anche le guide alle spiagge delle isole, dall’Elba alla Corsica, dalle Maldive alle Barbados; anche se per le isole di molti paesi, apparentemente manca una guida specifica per le spiagge. Ma conoscendo l’interesse dei turisti, gli autori li portano solo sul bordo del mare. Inoltre esistono delle guide molto particolari, come la Guida alle spiagge e ai campi di battaglia della Normandia, che quest’anno andrà a ruba, dato che il prossimo 6 giugno cade il 60° anniversario dello sbarco e si terranno molti eventi. Anche il GNRAC organizza un field trip su quella costa, e tutti sono invitati (per informazioni: info@gnrac.it).

Una raccolta di racconti che hanno le spiagge del mondo come sfondo l’hanno fatta Lena Lence e Gideon Bokser. Si tratta di una vera antologia letteraria con brani, fra gli altri, di Camus, Carson, Lessing, Nabokov e Steinbeck. Ovviamente vi sono anche guide su internet, dove si trovano i dati in tempo reale con previsioni meteo, altezza della marea, temperatura dell’acqua e qualità dell’aria (come per esempio il sito British Beaches), oppure la copertura del sargasso che rende impossibile fare il bagno su molte spiagge tropicali, verificabile su Sargassum Monitoring.

Ma in questo articolo è soprattutto di una guida speciale che vogliamo parlare, anche perché riprende alcuni temi affrontati in questa rubrica, ovvero la valutazione paesaggistica delle coste. Si tratta della Guida alle 50 spiagge più attraenti dell’Andalusia di Alexis Mooser e Giorgio Anfuso, che si basa proprio sul CSES (Coastal Scenery Evaluation System), un metodo scientificamente basato e testato ormai su migliaia di spiagge del mondo. A dare valore a una spiaggia in base al CSES sono, per esempio, la presenza e le caratteristiche delle falesie, la morfologia e la visibilità del paesaggio retrostante, la vegetazione, il colore della sabbia e dell’acqua; mentre fra gli elementi penalizzanti vi sono le strutture umane, i rifiuti, il rumore, la prossimità di strade e parcheggi e le opere di difesa della costa. Ognuno di questi elementi viene valutato da 1 a 5, e un’elaborazione sofisticata dei dati finisce con l’assegnare un valore a ciascuna spiaggia e inserirla in classi di… bellezza.

Playa del Chorrito de la Teja, una delle più belle spiagge dell’Andalusia secondo la valutazione “scientificamente basata” della guida alle 50 spiagge più attraenti dell’Andalusia.

Nella guida di Mooser e Anfuso, di ciascuna spiaggia viene data la posizione su Google Earth, la descrizione, la facilità o difficoltà di accesso e la motivazione per la quale alcuni elementi vengono valutati positivamente o negativamente. Alcune schede sintetiche raccontano i fatti storici avvenuti sulla costa, spiegano le curiosità dei luoghi e l’origine del nome dei luoghi, e danno suggerimenti per una buona gestione del litorale. Ovviamente un vasto repertorio fotografico invoglia a visitarle tutte, perché le 50 spiagge prescelte, passate attraverso una rigorosa valutazione, meritano certamente una deviazione.

Perché questa è una guida particolare? Il motivo sta proprio nell’oggettività della valutazione, basata su un metodo scientificamente validato (e spiegato all’inizio del volume) e non soggetto ai gusti di giornalisti, enti del turismo o grandi lobby internazionali del settore, e neppure soggettivo come quello di 50 parametri di Leatherman. Quello che è certo è che l’analisi delle spiagge è stata fatta sul luogo, anche se talvolta gli autori hanno dovuto raggiungerlo in kayak. Ovviamente in questo caso l’accesso è considerato difficoltoso!

Ma è così diverso capitare su una spiaggia o su un’altra, all’interno di una sola regione geografica? Ebbene sì: si tratta infatti di quasi 1000 chilometri di coste, con una straordinaria diversità paesaggistica. Si va dalle ampie spiagge mesotidali con sabbia fine e dorata del lato Atlantico, con formazioni dunari molto particolari come quelle di Doñana o Bolonia, alle morfologie da manuale di geomorfologia come il Tómbolo di Trafalgar, che è anche un luogo storico emblematico (dove troverete un flusso continuo di turisti inglesi in pellegrinaggio!), per passare poi alla costa rocciosa del Mediterraneo (Málaga e Granada) e, più a est, all’incredibile costa vulcanica-desertica di Cabo de Gata. Insomma, ce n’è per tutti i gusti: poche regioni al mondo possono offrire una tale varietà di paesaggi costieri; e ci vuole proprio una guida per orientarsi!

Una pagina della Guida alle 50 spiagge più attraenti dell’Andalusia, di Alexis Mooser e Giorgio Anfuso

Non dico che se venissero fatte altre guide di altre regioni della Terra, confrontando il voto di una spiaggia spagnola con quello di una norvegese, potremmo decidere più facilmente dove trascorrere le nostre vacanze. Ma certamente non rischieremmo di finire sotto il ponte di un’autostrada, vicino a una discarica e con gli aerei che ci passano sulla testa. E soprattutto, più che altro non rischieremmo il divorzio!

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