Sicurezza

Bombole d’ossigeno per primo soccorso: perché e come usare le ricaricabili in spiaggia

Una guida per gli stabilimenti balneari, che devono preferire i modelli con apposite valvole anziché quelli monouso

Tra i compiti a cui è chiamato il titolare dello stabilimento balneare, c’è quello di garantire un appropriato servizio di salvataggio e primo soccorso. In alcuni precedenti articoli abbiamo evidenziato l’importanza dell’addestramento per ogni assistente bagnanti e abbiamo spiegato in cosa consiste un idoneo presidio medico per prestare un efficace primo soccorso a un paziente con insufficienza respiratoria causata da sommersione, arresto cardiaco o qualsiasi altro malore. In questo articolo approfondiremo il tema della somministrazione di ossigeno medicale in spiagge e piscine.

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L’efficacia delle bombole d’ossigeno con valvole in caso di annegamento

L’unica soluzione per assicurare un corretto intervento di primo soccorso in emergenza in caso di annegamento è la somministrazione di ossigeno ad alti flussi, che si può ottenere solo con una bombola dotata di apposite valvole e capacità idonea. Questi elementi non sono presenti nei modelli monouso, in quanto sono più adatti a terapie domiciliari che a essere impiegati in scenari dove sono richieste ben maggiori prestazioni, come la regolazione del flusso, una sufficiente quantità di ossigeno e un manometro per controllarne il consumo.

Eppure, non sono bastate le segnalazioni inviate al Comando generale delle Capitanerie di porto, né quelle al Ministero della salute, perché in molte ordinanze balneari si trovano ancora le bombole monouso che, lo ricordiamo, possono essere acquistate in farmacia solo dietro prescrizione medica. Ma per fortuna, nonostante l’inerzia del Ministero della salute, qualcosa si è mosso per la buona volontà e lungimiranza di alcuni comandanti di Capitanerie, come per esempio quello della Maddalena, che già lo scorso anno ha eliminato le bombole monouso a favore di quelle ricaricabili con le apposite valvole, come si può appurare leggendo l’ordinanza. Ma se da un lato abbiamo una Capitaneria attenta, sulla stessa isola paradossalmente ne abbiamo un’altra che invece chiede solo le bombole monouso: stiamo parlando dell’ordinanza balneare di Cagliari. Una situazione alquanto bizzarra, che conferma la totale confusione che ancora regna su questo delicato tema (che, lo precisiamo, non è da imputare alle Capitanerie di porto, bensì all’ente competente in materia sanitaria, che è il Ministero della salute e a cascata la Regione).

Fatta questa premessa, il nostro consiglio è di affidarsi alle indicazioni della scienza medica e non fermarsi a quella che apparentemente sembra essere la soluzione più semplice ed economica, specialmente quando si tratta della vita umana. Pertanto, dotarsi di una bombola ricaricabile con valvole è la scelta migliore, anzi è l’unica scelta. Ma ciò comporta anche conoscere quali sono le precauzioni per il suo utilizzo, movimentazione e stoccaggio. Informazioni che tra l’altro dovrebbero essere contenute nel proprio documento di valutazione dei rischi (DVR).

I rischi delle bombole d’ossigeno ricaricabili per primo soccorso

Data la loro forma, le bombole d’ossigeno ricaricabili sono recipienti instabili e possono provocare danni alle persone e alle cose investite nonché, durante la caduta, riportare danneggiamenti alla valvola: la pressione causata dalla fuoriuscita incontrollata del gas imprime infatti un forte movimento rotatorio alla bombola. Tali aspetti possono portare a infortuni ai piedi e alle mani e innesco di materiali.

L’incidente potenzialmente più grave è la caduta accidentale della bombola: in tal caso, l’eventuale distacco del regolatore di ossigeno compresso può provocare la fuoriuscita del gas, con un effetto esplosivo. Questo avviene perché la compressione causa un innalzamento di calore che può essere sufficiente per incendiare i materiali che entrano in contatto con l’ossigeno. Sono noti numerosi casi di incidente accaduti in questo modo, alcuni dei quali hanno causato gravi ustioni a persone che si trovavano nelle vicinanze.

Anche le temperature possono provocare la rottura della bombola. In particolare, esposizioni a temperature superiori a 50°C la possono fare esplodere per un eccessivo aumento della pressione interna.

Cose da fare

  • Una bombola di gas deve essere messa in uso solo se il suo contenuto risulta chiaramente identificabile. Il contenuto viene identificato nei modi seguenti:
    • la colorazione dell’ogiva, secondo il colore codificato dalla normativa di legge;
    • il nome commerciale del gas punzonato sull’ogiva a tutte lettere o abbreviato, quando esso sia molto lungo;
    • scritte indelebili, etichette autoadesive, decalcomanie poste sul corpo della bombola, oppure cartellini di identificazione attaccati alla valvola o al cappellotto di protezione;
    • la tipologia del raccordo di uscita della valvola, in accordo alle normative di legge, e le tipologie e caratteristiche dei recipienti.
  • Durante l’uso la bombola deve essere tenuta in posizione stabile. Se necessario si può assicurarla alla parete, o a un qualsiasi supporto solido, mediante catenelle o con altri arresti efficaci, salvo che la forma della bombola ne assicuri la stabilità, anche in una borsa di primo soccorso che ne identifica la sua presenza.
  • Le bombole devono essere protette contro qualsiasi tipo di manomissione provocato da personale non autorizzato.
  • Le valvole delle bombole devono essere sempre tenute chiuse, tranne quando la bombola è in utilizzo. L’apertura delle valvole delle bombole a pressione deve avvenire gradualmente e lentamente. Si ricorda che la sequenza da seguire nell’apertura delle valvole è la seguente:
    1. aprire in senso anti-orario la valvola posta sulla bombola;
    2. aprire in senso orario la valvola a spillo del riduttore;
    3. aprire in senso anti-orario la manopola di regolazione della pressione.
  • Prima di restituire una bombola vuota, l’utilizzatore deve assicurarsi che la valvola sia ben chiusa, quindi avvitare l’eventuale tappo cieco sul bocchello della valvola. Si consiglia di lasciare sempre una leggera pressione positiva all’interno della bombola.

Cose da non fare

  • Le bombole contenenti gas non devono essere esposte all’azione diretta dei raggi del sole, né tenute vicino a sorgenti di calore o comunque in ambienti in cui la temperatura possa raggiungere o superare i 50°C.
  • Le bombole non devono mai essere collocate dove potrebbero diventare parte di un circuito elettrico.
  • Le bombole non devono mai essere riscaldate a temperatura superiore ai 50ºC. È assolutamente vietato portare una fiamma al diretto contatto con la bombola.
  • Le bombole non devono essere raffreddate artificialmente a temperature molto basse (molti tipi di acciaio perdono duttilità e infragiliscono a bassa temperatura).
  • Le bombole non devono essere usate come rullo, incudine, sostegno o per qualsiasi altro scopo che non sia quello di contenere il gas per il quale sono state costruite e collaudate.
  • L’utilizzatore non deve cancellare o rendere illeggibili le scritte, né asportare le etichette, le decalcomanie e i cartellini applicati sulle bombole dal fornitore per l’identificazione del gas contenuto.
  • L’utilizzatore non deve cambiare, modificare, manomettere, tappare i dispositivi di sicurezza eventualmente presenti né, in caso di perdite di gas, eseguire riparazioni sulle bombole piene e sulle valvole.
  • Non devono essere montati riduttori di pressione, manometri, manichette o altre apparecchiature previste per un particolare gas o gruppo di gas su bombole contenenti gas con proprietà chimiche diverse e incompatibili.
  • Non usare mai chiavi o altri attrezzi per aprire o chiudere valvole munite di volantino. Per le valvole dure ad aprirsi o grippate per motivi di corrosione, contattare il fornitore per istruzioni.
  • La lubrificazione delle valvole non è necessaria. È assolutamente vietato usare olio, grasso o altri lubrificanti combustibili sulle valvole delle bombole contenenti ossigeno e altri gas ossidanti.
  • Non usare presidi (mascherine, tubi, eccetera) che non siano ossigeno compatibili.

La movimentazione delle bombole

  • Tutte le bombole devono essere provviste dell’apposito cappellotto di protezione delle valvole, che deve rimanere sempre avvitato tranne quando il recipiente è in uso, o di altra idonea protezione (per esempio maniglione o cappellotto fisso).
  • Le bombole devono essere maneggiate con cautela evitando gli urti violenti tra di loro o contro altre superfici, cadute o altre sollecitazioni meccaniche che possano comprometterne l’integrità e la resistenza.
  • Le bombole non devono essere sollevate dal cappellotto, né trascinate, né fatte rotolare o scivolare sul pavimento.
  • Le bombole non devono essere maneggiate con le mani o con guanti unti d’olio o di grasso: questa norma è particolarmente importante quando si movimentano bombole che contengono gas ossidanti.
  • Le bombole scadute di collaudo non devono essere usate, né trasportate piene né tantomeno riempite.

Stoccaggio e deposito delle bombole

  • Le bombole devono essere protette da ogni oggetto che possa provocare tagli o altre abrasioni sulla superficie del metallo.
  • I locali di deposito devono essere asciutti, freschi, ben ventilati e privi di sorgenti di calore, quali tubazioni di vapore, radiatori, eccetera.
  • I locali di deposito devono essere contraddistinti con il nome del gas posto in stoccaggio. Se in uno stesso deposito sono presenti gas diversi ma compatibili tra loro, le bombole devono essere raggruppate secondo il tipo di gas contenuto.
  • È necessario altresì evitare lo stoccaggio delle bombole in locali ove si trovino materiali combustili o sostanze infiammabili.
  • Nei locali di deposito devono essere tenute separate le bombole piene da quelle vuote, utilizzando adatti cartelli murali per contraddistinguere i rispettivi depositi di appartenenza.
  • Nei locali di deposito le bombole devono essere tenute in posizione verticale e assicurate alle pareti con catenelle o altro mezzo idoneo, per evitarne il ribaltamento, quando la forma del recipiente non sia già tale da garantirne la stabilità.
  • I locali di deposito di bombole contenenti gas pericolosi e nocivi (infiammabili, tossici, corrosivi) devono essere sufficientemente isolati da altri locali o luoghi di lavoro e di passaggio e adeguatamente separati gli uni dagli altri.
  • I locali di deposito di bombole contenenti gas pericolosi e nocivi devono essere dotati di adeguati sistemi di ventilazione. In mancanza di ventilazione adeguata, devono essere installati apparecchi indicatori e avvisatori automatici atti a segnalare il raggiungimento delle concentrazioni o delle condizioni pericolose. Ove ciò non sia possibile, devono essere eseguiti frequenti controlli e misurazioni.
  • Nei locali di deposito di bombole contenenti gas pericolosi e nocivi devono essere affisse le norme di sicurezza concernenti le operazioni che si svolgono nel deposito (per esempio: movimentazione, trasporto, eccetera), evidenziando in modo particolare i divieti, i mezzi di protezione generali e individuali da utilizzare e gli interventi di emergenza da adottare in caso di incidente.
  • Nei locali di deposito di bombole contenenti gas asfissianti, tossici e irritanti deve essere tenuto in luogo adatto e noto al personale un adeguato numero di maschere respiratorie o di altri apparecchi protettori da usarsi in caso di emergenza.
  • I locali di deposito di bombole contenenti gas infiammabili devono rispondere, per quanto riguarda gli impianti elettrici a sicurezza, i sistemi antincendio, la protezione contro le scariche atmosferiche, alle specifiche norme vigenti.
  • Le bombole contenenti gas non devono essere esposte all’azione diretta dei raggi del sole, né tenute vicino a sorgenti di calore o comunque in ambienti in cui la temperatura possa raggiungere o superare i 50°C.
  • Le bombole non devono essere esposte a una umidità eccessiva, né ad agenti chimici corrosivi. La ruggine danneggia il mantello del recipiente e provoca il bloccaggio del cappellotto.
  • È vietato lasciare le bombole vicino a montacarichi sotto passerelle, o in luoghi dove oggetti pesanti in movimento possano urtarli e provocarne la caduta.
  • È vietato immagazzinare in uno stesso locale bombole contenenti gas tra loro incompatibili (per esempio: gas infiammabili con gas ossidanti) e ciò per evitare, in caso di perdite, reazioni pericolose, quali esplosioni o incendi.

Conclusioni

Seguite sempre tutte le indicazioni riportate sulla scheda tecnica di sicurezza fornita dal produttore del farmaco e mantenete sempre aggiornato il vostro piano di emergenza e tutti i dispositivi e attrezzature per l’assistenza sanitaria.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Stefano Mazzei

Dottore in scienze dell'educazione e della formazione, è il fondatore di Salvamento Academy, azienda specializzata in corsi di alta formazione di primo soccorso e fornitura di kit per l'emergenza.