Attualità

Bolkestein, gli eurodeputati sollecitano il governo: “Urge azione salva-balneari”

Ampia discussione sui problemi delle concessioni di spiaggia durante il convegno sul turismo organizzato dal parlamento Ue

I problemi degli stabilimenti balneari italiani legati alla direttiva europea Bolkestein sono tra le priorità da risolvere nell’ambito del settore turistico. È emerso ieri al convegno online “Turismo e piano di ripresa Ue. Come sostenere uno dei settori più colpiti dalla crisi“, organizzato dal Parlamento europeo per fare il punto sulle gravi emergenze di uno dei comparti più compromessi dalle conseguenze legate alla pandemia del Covid-19 (la registrazione del convegno è disponibile sulla pagina Facebook del Parlamento europeo in Italia). Gli eurodeputati italiani dei vari schieramenti hanno dedicato ampio spazio nei loro interventi alla questione balneare, sottolineando la necessità di un’azione del governo Draghi a Bruxelles per risolvere una situazione che si trascina ormai da troppi anni e che sta lasciando migliaia di piccole imprese nell’incertezza più totale.

Marco Campomenosi (Lega) ha assicurato che «sulla Bolkestein c’è la volontà dell’attuale esecutivo di riaprire il tavolo che si interruppe a causa della caduta del primo governo Conte», al fine di individuare le modalità per «garantire il legittimo affidamento ed effettuare lo screening della disponibilità della risorsa spiaggia, fornendo così i dati necessari alla Commissione europea per dimostrare la non scarsità del bene». Campomenosi ha sottolineato che «ad oggi non esiste nessuna barriera per nessun imprenditore straniero a impedire di possedere uno stabilimento balneare», rimarcando che il problema è tutto interno all’Italia: «Gli amministratori locali sono pressati dai tribunali che chiedono di disapplicare la legge sull’estensione al 2033 delle concessioni, e occorre lavorare per chiudere definitivamente questo problema. Finora è mancato un tavolo a Bruxelles con il coinvolgimento delle associazioni di categoria; attivarlo è una delle priorità del governo Draghi e in particolare del ministro al turismo Garavaglia: non si può pretendere la tutela della concorrenza su concessioni di micro e piccole imprese, dal momento che non la regoliamo nemmeno per i giganti del web. Non si tratta di tutelare una lobby, bensì di evitare il grave impatto sociale che l’errata applicazione di una direttiva rischia di generare su migliaia di imprenditori e lavoratori del turismo».

Anche Antonio Tajani (Forza Italia) ha invitato a rivedere l’applicazione della Bolkestein, ricordando che «l’obiettivo di questa direttiva era quello di creare più lavoro, e non di toglierlo. Mentre in Spagna la questione è stata risolta istituendo titoli di lunga durata, l’Italia – per colpa degli errori dei vari governi che si sono succeduti negli ultimi anni – ha fatto molta confusione e ha generato l’accumularsi di diverse sentenze che interpretano le norme unionali senza fare l’interesse degli imprenditori balneari. Il risultato è che ora c’è il rischio, per i 7500 chilometri di costa del nostro paese, che arrivi qualcuno con grosse disponibilità finanziarie a comprarsi di fatto le nostre spiagge».

Infine Carlo Fidanza (Fratelli d’Italia) ha espresso la sua preoccupazione per «una situazione di incertezza che non solo permane ma peggiora di giorno in giorno, a causa dei pronunciamenti opposti dei tribunali e degli interventi dell’Antitrust nei confronti di una legge nazionale che ha esteso la validità delle concessioni fino al 2033». Secondo Fidanza, «serve una forte iniziativa politica da parte del governo italiano nei confronti di Bruxelles per ribadire una serie di principi tecnici ormai assodati da tempo sull’errata applicazione della direttiva Bolkestein per le spiagge: si tratta di concessioni di beni e non di servizi, la risorsa non è scarsa, non c’è interesse transfrontaliero certo, eccetera».

In rappresentanza degli imprenditori balneari è intervenuto il presidente di Assobalneari-Confindustria Fabrizio Licordari, che si è concentrato sulla disparità di trattamento fra Italia e Spagna: «La riforma della Ley de Costas, che ha prorogato le concessioni demaniali spagnole da 30 a 75 anni a seconda della tipologia, nel 2012 è stata avvallata dalla commissaria Viviane Reding con un semplice comunicato stampa, mentre in Italia la stessa Europa vuole far chiudere migliaia di imprese con l’errata applicazione di una direttiva che il suo stesso autore, Frits Bolkestein, ha detto di non avere pensato per le concessioni di spiaggia. È dovere del governo italiano avviare un confronto serio con Bruxelles per interrompere la situazione di follia che stiamo vivendo tra centinaia di ricorsi e amministrazioni comunali che non applicano una legge italiana. Siamo imprese, non scatolette di tonno con una scadenza imposta per legge».

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  1. Si, “follia” è il termine giusto, nel più ampio senso della parola, che dimostra un Paese allo sbando più totale, che favorisce sciacallaggio e malaffare, anche internazionale. Come si fa a mettere in discussione il “pane” dell’Italia (non dei balneari) un Paese con “caratteristiche” uniche al mondo, con l’aggravante di assurde discriminazioni, nazionali ed internazionali. Com’è possibile che accade tutto questo? I “negazionisti” della 145/18 dovrebbero semplicemente vergognarsi, anche perché la legge è stata fatta con criterio (attualmente mancano dodici anni al 2033, tempo necessario per sistemare le cose) in Spagna e Portogallo, il rinnovo è stato fatto per 75 settantacinque anni e nessuno dei nostri connazionali negazionisti, ed “europeisti” hanno detto una parola! PERCHÉ???

    • io non sono d’accordo con te Renzo e non mi sento uno sciacallo o un malfattore..dieci anni per fare un riordino sono troppi visto che ne sono stati concessi cinque, dal 2015 al 2020, per lo stesso motivo. ora è tempo di cambiare e fortunatamente la gente, altrettanto per bene, si è attivata.

      • caro diario io potrei anche essere d accordo con lei perchè10 anni sono tanti per una riforma del settore se ci fosse stato un solo governo a decidere e arrivare a fine mandato ma purtroppo la storia è ben diversa. Dal 2010 ad oggi si sono susseguiti ben 6 o 7 governi :come si può pretendere se ogni anno si cambia di avere una buona riforma? La sola cosa conclamata(almeno da quello che ho letto) è che tutte le forze politiche concordino all unanimità a proteggere il settore turistico e non mi riferisco solo alla situazione balneare ,( e io lavorando in una fabbrica, facendo anche turni di notte massacranti tramite cooperativa naturalmente” e qui si ci sarebbe da discutere” sono estraneo al problema ma vicino a chi lavora balneari e non) ma ad un comparto ben più ampio. Io penso che lo stato abbia i mezzi e le persone competenti( ma sapete quanti avvocati con le p…e ci sono che lavorano per lo stato italiano) per trattare l argomento in questione(come si fa a pensare di far chiudere 100000 imprese)….bhooo

        • In realtà Ernesto c’era una legge bilanciata che vi avrebbe tutelato più di ora ma prevedeva le aste e alla categoria non andava bene perché si vuole tutto o niente e francamente dopo tutti questi anni a rivendicare privilegi solo vostri il risultato finale spero sia “niente”, cioè evidenze senza tutele.

          • diario penso che lei non abbia letto a fondo l articolo d introduzione.O FA FINTA O NON SA LEGGERE. Si parla di concessioni ad altri stati tra i 30 e i 70 anni. Di disparita di applicazione della direttiva: non stiamo parlando di proroghe alle concessioni ma di disparita di trattamento Noto una leggera velatura d invidia e disprezzo nelle sue parole .Non è certamente lei che dovrà decidere le sorti di queste persone. C è uno stato di diritto che li difende che ne sa molto più di noi (OPPURE VUOLE ESSERE LEI A SEDERSI AL TAVOLO DELLE TRATTATIVE CON BRUXELLES) e possiamo solo prendere atto delle decisioni future che ci saranno. Io non sono un balneare ma un lavoratore di una fabbrica ma sto dalla parte di chi lavora balneari e non ma mai con dei burocrati .Lei a mai lavorato in uno stabilimento balneare signor diario? Oppure in una fabbrica tramite cooperativa con turni massacranti per dare un minimo di sostentamento alla famiglia e ai suoi figli? Non credo proprio. Perchè non si batte (visto da come scrive e la sua capicità imparziale di sentenziare su argomenti di cosi vasta proporzione) per levare le cooperative che sono la piaga sociale del nostro sistema lavorativo? Sarei il primo a votarla e la porterei in trionfo per tutta l Italia…….la legge di cui lei parla era una proposta che non passo perchè il governo cadde(credo si chiamasse piz..puz ..un affare del genere se mi ricordo bene e che seconde me non era poi cosi male).Ora si sta trattando con l Europa per riscrivere una buona riforma demaniale sempre che finalmente il governo duri. Ecco perchè fino ad oggi abbiamo il caos in questo settore nonostante ci fosse un legge dello stato. I governi cambiano continuamente e il legislatore non è aggiornato, ma a breve lo sara sicuramente….

  2. Non esiste alcuna barriera o impedimento per un imprenditore italiano o europeo a possedere uno stabilimento balneare: può comprarne uno fra le centinaia di stabilimenti che ogni anno vengono posti sul mercato. Le aziende si acquistano.

    • Nikolaus Suck says:

      Le aziende sì, le spiagge no. Quelle non sono e non possono essere nè di proprietà, nè occupate a vita da singoli privati.
      È una delle tante contraddizioni: si teme che “gli stranieri si comprino di fatto le spiagge” (cosa falsa perché è il contrario, si introducono scadenze e possibilità di ricambio), ma invece che gli attuali occupanti se le tengano a vita e quasi gratis va bene; si parla (e giustamente) di imprese, ma si pretendono tutele e protezioni da dipendenti pubblici di cui nessun’altra impresa gode (ne potrebbe, altrimenti non sarebbe tale); ci si lamenta della incertezza, che però è esattamente quella grazie alla quale gli attuali concessionari possono continuare e stanno continuando a tutt’oggi a sfruttare titoli che sarebbero scaduti da anni; si evocano non si sa quali poteri forti e multinazionali che vorrebbero speculare, ma si descrivono le concessioni come portanti solo tasse, spese, burocrazia, sacrifici e sufficienti appena a sfamare una famiglia, per cui non potrebbero e dovrebbero fare gola a nessuno e non si capisce cosa ci sarebbe da speculare; si dive cge le spiagge non sono scarse (e allora spostatevi no?), ma si ignora che quelle sfruttabili e gestibili sono forse un quarto e che le risorse naturali sono economicamente e giuridicamente “scarse” per definizione…eccetera, eccetera, eccetera. Semplicemente patetico.

      • Caro avvocato Nicolaus , capisco il suo pur apprezzabile di vista della tutela della concorrenza ma parlare di possibilità di andare altrove o spostarsi dopo aver consolidato clientela e avviamento sembra veramente ridicolo, ovvio che vogliono stare dove sono queste imprese . Ma considerando il fatto che ci sono evidenti sproporzionata consolidate europee e non solo italiane nell’ applicazione della direttiva non le sembra corretto che l’Europa affronti il problema uniformando le vedute ?? O qua ci sono paesi di serie a e paesi di serie b . L’unica soluzione è considerare queste imprese come soggetti giuridici non soggetti al regime concorrenza così come previsto dalla direttiva servizi. Hanno effettivamente esercitato impresa come dei legittimi proprietari, sarà forse che un piccolo legittimo affidamento si è formato? Dai su .

  3. Purtroppo, sono vere tutte le tesi. Giuridicamente un giudice deve valutare le norme esistenti e quindi se reputa direttamente esecutiva la direttiva allora fa bene ad applicarla. Tuttavia le altre nazioni non avendo permesso l’accesso agli stranieri se non dopo 75 anni, allora l’Europa anziché rompere le palle con le procedure e lettere varie dovrebbe accordare il massimo termine concesso a tutte. Per gli sciacalli che godono nel vedere le spiagge ormai in mano straniere, dico che dovrebbero vergognarsi a pensare che mentre noi non possiamo partecipare alle aste in Spagna Portogallo e Croazia perché non ancora attivate per gentile concessione della comunità Europea, la stessa comunità vuole dare le nostre spiagge a tutti. … I vari professionisti che leggono qui dovrebbero spiegarci perché quando l’Europa adotta due pesi e due misure non si adoperano visto che sono emeriti professori ed esperti di diritto, direttamente nelle sedi europee chiedendo a gran voce di partecipare alle aste anche in Spagna Portogallo e Croazia. Finiamola di cercare sempre di fottere quello a fianco….

  4. Guardate c’è un problema grosso di proporzionalità nell’applicazione delle direttive sia in Europa sia in Italia con la 145 e mancata estensione in molti enti locali. Questo è un dato oggettivo che non può non essere preso in considerazione. Vista la normativa Spagnola e Portoghese su una materia del tutto simile non può ricadere sull’Italia un applicazione distorta in senso sfavorevole al cittadino, e se l’Europa non crea problemi a loro non può crearli all’Italia. Sicuramente servirà un riordino della materia e delle regole chiare ma la concorrenza o vale per tutti e per tutte le categorie in gioco o non vale per nessuno. Dato il fatto certo che un impresa non è come uno yogurt che ha una scadenza è ovvio la necessità di assicurare la stabilità economica in un momento del genere. Ci sono tutti i presupposti basta toccare i nervi giusti e dare un appiglio alla commissione per venirne fuori, esplicando la materia in modo totalmente diverso. La tesi di centinaio può essere una strada , ma la direttiva è assolutamente inconciliabile con il comparto balneare , creerebbe molti più danni che benefici sia in termini di lavoro sia in termini di concorrenza. È proprio il concetto di base che è sbagliato. Un impresa balneare è già sul mercato ed è già soggetta a concorrenza, e di conseguenza al fallimento in caso di cattiva gestione, già si trova in un mercato iper concorrenziale dove la gente si sposta in base alle mode e agli investimenti di ogni struttura data la vastità di imprese, lavora oltretutto pochi mesi all’ anno ed è soggetta ad eventi atmosferici dannosi in modo certo , tranne alcune località l’erosione ha cancellato interi tratti di costa. Dalle mie parti lo scarso anno due lidi hanno aperto solo i bar perché la spiaggi era scomparsa , chi farebbe un asta li. Non si può dire ad un imprenditore arrivederci sei scaduto è stato un piacere. Siate seri.

  5. Mr Souk, la sua “parte” su questo portale è davvero incomprensibile a dir poco, nessuno ha mai detto di volersi appropriare delle aree in concessione, Lei, semplicemente disconosce le problematiche ripetutamente discusse su questo portale, (diritto di impresa, leggi dello stato italiano, successivamente cambiate e quindi ingannevoli, altre a contrapporsi a “direttive” di comodo, immensi capitali investiti, gravi incertezze sui futuri e necessari investimenti, oltre che nelle vite di moltissimi italiani, non spagnoli, non portoghesi, non tedeschi, non austriaci, non francesi, non di qualsiasi altro Paese al mondo, etc etc). La145/18 serve esattamente a superare queste problematiche. Inoltre, Lei e i suoi sostenitori, continuate a eludere quanto riportato nell’articolo introduttivo e quanto dal sottoscritto commentato, anche nelle parti più salienti, stravolgendo, a mio modestissimo avviso, il vero diritto (le leggi, egregio avv Souck, per alcuni si applicano, per altri si interpretano!) Insisto, questo è diventato un gioco molto “sporco” e soprattutto vergognoso. Io direi che urge “AZIONE-SALVA – ITALIA”!

    • Nikolaus Suck says:

      No sig. Renzo se si prende la briga di esaminare i vari commenti miei e altrui, nessuno nega che le problematiche esistono ma tutti i punti e rilievi che Lei ripetitivamente pone (diritto di impresa, sorte degli investimenti passati e futuri, successione di leggi, affidamento, differenzee tra paesi, e tanti altri) sono stati affrontati, discussi e motivatamente contestati e, almeno secondo me, anche smontati. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Saluti.

      • Suck mi potrebbe gentilmente indicare su quale forum posso trovare le discussioni riguardanti che in altri stati le concessioni sono di 30 e 70 anni e qui no, grazie. Sarei veramente curioso di leggerle.

  6. Nikolaus Suck says:

    No Luigi questo non si può fare. L’imprenditore è imprenditore e come tale è per definizione soggetto alla concorrenza (è il prezzo della libertà economica e di impresa), non esistono non possono esistere imprenditori protetti e privilegiati rispetto a qualsiasi altro imprenditore. Le risorse pubbliche devono essere liberamente contendibili e utilizzabili. Un legittimo affidamento di essere diventati proprietari o anche solo “come dei proprietari” di tali beni non esiste e non può formarsi, non è proprio legalmente concepibile, e che le concessioni prima o poi dovevano scadere e sarebbe scadute si sa da moltissimo tempo, abbastanza per adeguarsi e regolarsi invece di fare finta di niebte sperando che tanto non sarebbe cambiato nulla. Ci sono stati cambiamenti di disciplina in moltissime materie e settori in concessione e a nessuno è mai venuto in mente di lamentarsi tanto meno di accampare le assurde pretese di questa particolare categoria. Si adegua la propria (attività di) impresa e si va avanti con le regole del momento, come tutti. E dai su!

    • scusate se m intrometto nella discussione ma io credo che il signor Renzo non ragioni poi cosi male e mi riferisco al fatto che se si vuole adottare un regime di concorrenza(che poi non capisco dove sia questo insormontabile problema) si dovrebbe(in base a quello che ho letto nell introduzione dell articolo Bolkestain…) a parita di stati essere applicata anche alle altre nazioni la stessa e identica direttiva. Ma da quello che ho letto non è poi cosi , visto che gli altri stati la disapplicano sistematicamente…..Spagna Portogallo Grecia Croazia dai 70 ai 30 anni. Spiegatemi per favore perchè loro si e qui no(questa non è concorrenza). Il nostro stato italiano dove lavorano giuristi e avvocati veramente preparati pensate che non abbiano gia preso le cotromisure contro questo caos? Per i più la riforma del demanio a livello legislativo non si è mai potuta fare perchè dal 2010 ad oggi abbiamo avuto 6o7 governi ma mai come oggi tutte le forze politiche sono unite per difendere non i balneari ma tutto un comparto lavorativo turistico ……

  7. Tutela imprese says:

    Questa gente vuole solo lavorare , non c’è nemmeno bisogno di interloquire, qui dovremmo essere tutti d’accordo. Togliere il lavoro alle persone , qualunque esse sia e in qualunque modo lo faccia purché sia lecito è una cosa disumana. Altro che tutela della concorrenza, qui manca la tutela del lavoro, cosa sconosciuta all’ Europa, che se continua così implode.

  8. Secondo me non avete capito o non volete capire che le aste le vogliono gli italiani non i tedeschi francesi spagnoli cinesi etc , ma tanto ormai non ci sono molte strade , per quest’anno ormai avete tirato tanto che alla fine ve lo lasciano ma da settembre si chiudono i battenti e si aprono le evindenze pubbliche!

    • Tu Claudio forse…dico forse (perché non ci sono informazioni su quali parametri verrebbero utilizzati nelle assegnazioni) prenderai una concessione ma quando poi ti chiederanno di lasciarla a favore di altri e tu ti troverai senza guadagni rilevanti e a 40/45 anni a dover ricominciare daccapo…ti attaccherai come si attaccano oggi gli invidiati balneari…auguro a te di trovarti un giorno nelle loro condizioni e che tu possa vivere il dolore che stanno vivendo loro….

  9. Non ho avuto spiegazioni giuridiche da nessun commentatore su come sia possibile che sulla stessa materia due stati Europei soggetti alle stesse direttive ( Spagna e Italia ) applichino di fatti due misure interne diverse , tra cui la prima legittimata dall ‘ Europa. Fatemi capire , al netto di tutto del riordino interno comunque è ingiustificabile per l’interesse transfrontaliero che io non posso andare in Spagna a fare asta. Violazione del principio di proporzionalità?? Io dico di sì.

  10. Lei continua a sorprendere Suck, le aziende private, nascono affittando e costruendo strutture, esattamente come hanno fatto le imprese dei balneari, che hanno preso in fitto dallo Stato, aree demaniali che all’origine non voleva nessuno. Inoltre, i balneari, subiscono già una fortissima concorrenza tra colleghi dello stesso comparto. Mi preme ricordare, che tra i concessionari, non ci sono soltanto chi affitta sdraio e ombrelloni, ci sono anche chi ha costruito alberghi, ristoranti, bar, piscine e diverse altre attività che non possono improvvisarsi dall’oggi al domani. Suck, scusami tanto, dicci la verità, chi ti manda?!

  11. Rodolfo martinelli says:

    https://www.youtube.com/watch?v=jHnzSze7AiA ne sapete più dell’autore della direttiva?La libera concorrenza presuppone che i compratori abbiano sul mercato prodotti omogenei da valutare…perchè 340 milioni di europei possono venire a concorrere ad aste balneari in Italia?E 60 milioni di italiani dove trovano lo stesso prodotto in Europa?Nei mari del Nord?Ad Ostenda?….Sul demanio esistono anche sciovie…acque minerali…terme…cantieri navali…ristoranti …discoteche…spa…bar…cave di marmo…estrazione di materiali dai fiumi…edicole…e soprattutto…AUTOSTRADE…cui gentiloni prima di andarsene di notte ha concesso…con quali aste?…altri vent’anni di concessione…..i fanghi…la neve…le acque minerali sono anch’essi beni comuni o no?Eppure nessuno ha mai messo in discussione 99 anni di concessioni…perchè solo i balneari?Non cìè scritto che puoi partecipare ad un’asta SOLO PER UNA CONCESSIONE..e…GESTITA PERSONALMENTE con verifiche ad ogni anno concessorio…giusto per favorire chi vuole acquisirsi pezzi di costa non una concessione…la libera concorrenza sarebbe fatta solo tra chi ha ingenti capitali da investire…..invito a leggersi attentamente l’art.12 della direttiva o il pronunciamento della Commissione europea sul legittimo affidamento ed anche il…SMALL BUSINESS ACT…ed il trattato di Lisbona..e per ultimo il pronunciamento della commissione delle petizioni che ci ha ascoltato a Bruxelles che parlava di uniformare le leggi in Europa….in primis l’IVA…noi paghiamo il 22% mentre grandi alberghi e grandi camping con un volume di affari cento volte il nostro pagano il 10% di IVA agevolata…noi vendiamo scarpe?A Madeira l’IVA è al 4,5% e la media di IVA balneare in Spagna è del 7%…ma come costa poco andare in Spagna vero?Intanto con i 75 anni sono partiti investimenti e posti di lavoro,,,quanto dovrebbe essere il periodo di ricambio?6 anni?…10?…e quale sarebbe l’imbecille che farebbe grandi investimenti per 10 anni?Trovatemelo….ai grandi gruppi darebbero 99 anni in virtù dei grandi investimenti col crollo dei posti di lavoro italiani e ogni incasso portato nei paradisi fiscali oltre a non pagare una lira di tasse per anni in virtù delle quote di ammortamento….risultato:30.000 famiglie per strada se non tutte almeno il 60% ha casa e lavoro sul bagno…quindi emergenza sociale..più le centinaia di migliaia di famiglie italiane che sono impiegate nelle strutture…forse che sulle navi da crociera trovate italiani?Più migliaia di famiglie di fornitori…il made in cina abbonderebbe…in più le migliaia di famiglie dell’indotto…volete questo?Accomodatevi..e se tra l’altro avete uno stipendio fisso statale o comunale che ve ne fotte della sorte altrui…voi avrete il culetto al sicuro tutta la vita e noi in mezzo ad una strada…curioso che ci chiamino servizi ed io come gli altri debba pagare ogni anno 7.600 euro di IMU riservata ai beni…curioso davvero come la spiegate?Grazie!

    • Rodolfo buonasera. Hai colto nel segno. Per quanto l’avvocato Suck (anche perché l’avvocato Mistral è scomparso dai radar) abbiano sempre indicato elementi difficili da contraddire, i tuoi Rodolfo sono molto interessanti. E tanti basta a creare difformità tra comuni italiani e soprattutto in confronto con la Spagna. La verità è che il quel momento storico gli altri stati hanno approfittato della novità e hanno messo subito in chiaro le cose(proroghe da 30 a 75 anni) in Italia si narra che qualcuno mirasse a creare un monopolio con l’aiuto di una classe politica che oggi (forse ravvedutasi) ci appoggia…io buon senso dovrebbe farmi dormire sonni tranquilli….ma il dover fare affidamento alla classe politica mi fa avere incubi perenni… speriamo in un miracolo…ma ammetto che sono pessimista

  12. Anacleto Sacla says:

    La solita fuffa italiota
    Leggi che non spiegano
    Punti di vista
    Interpretazioni
    Prima si fa e poi si disfa
    Sempre gli stessi inconcludenti punti di vista
    Tutti giusti e tutti sbagliati
    Ma non è che tra i due litiganti …..

  13. Pienamente d’accordo Rodolfo, questa tesi deve essere supportata con forza in Europa fino allo sfinimento, rassegnarsi su posizioni diverse per il comparto balneare significa regalare le aziende ad altri soggetti economici con il solo fine speculativo e che non ha nulla a che vedere con la concorrenza. L’interpretazione del sig. Bolkes. è autentica e non lascia spazio a dubbi. La direttiva non è assolutamente applicata in modo uniforme e aggiungo è impossibile che lo sia. Io bene è solo quello è stato concesso in fitto e non l’azienda che si è costituita. Il diritto si evolve e si aggiorna questo e veramente uno di quei casi in cui riconsiderare in maniera oggettiva l’uso del bene pubblico può portare tutela e benefici in termini di investimenti, la rotazione porterebbe ad un aumento dei prezzi e ad una massimizzazione del profitto con un investimento calibrato e non duraturo, inconcepibile anche dal punto di vista economico.

  14. Ho un dubbio e una domanda per l’avvocato suck e l’avvocato Mistral. Una concessione demaniale senza spiaggia e quindi senza posa ombrelloni come viene inquadrata?qui il servizio è pressoché inesistente. Una concessione demaniale del 1970 senza spiaggia, nata e divenuta famosa per la produzione artigianale dei propri prodotti, alla quale viene affiancata una spiaggia solo nel 2014, come può definirsi un servizio?infine se questa spiaggia in realtà è un Solarium (ossia non una spiaggia attrezzata ma solo ed esclusivamente ombrelloni e lettini ma senza soccorso) come può ancora definirsi un servizio? grazie mille per l’eventuale risposta. Vi auguro una buona serata

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