Opinioni

Balneari uniti al grido di “no all’esproprio”, o sarà la fine

Accordarsi su un unico slogan è possibile e necessario per difendere la propria azienda; continuare coi litigi e le divisioni è invece autodistruttivo

Il copione lo abbiamo già visto in passato: battibecchi e attacchi tra colleghi, confronti fotografici tra sale convegni, applausi a chi dice ciò che si vuole sentir dire e fischi a chi invece si azzarda in dichiarazioni meno consolatorie. Una pantomima tutta interna alla categoria dei balneari, frammentata in dieci (!) associazioni di categoria che si alleano e si dividono un giorno sì e l’altro pure, mentre a Palazzo Chigi si scrivono provvedimenti distruttivi per migliaia di piccole e medie imprese familiari.
Quelle a cui abbiamo assistito in questi giorni alla fiera Balnearia di Carrara sono le stesse scene dei tempi del “ddl Arlotti-Pizzolante”, che nel 2017 stava tentando di dare un nuovo assetto normativo alla gestione delle concessioni demaniali marittime prevedendone il rinnovo tramite evidenze pubbliche. Anche allora, come oggi, le associazioni erano divise tra chi rifiutava qualsiasi forma di gara e chi invece riteneva più strategico accettarle. Una mischia in cui la politica si è tuffata a capofitto per meri calcoli elettorali, che ha portato alla mancata approvazione dalla riforma. Non avere approvato quel disegno di legge – e nemmeno avere completato il riordino previsto dalla successiva legge 145/2018 – ha significato far incancrenire la situazione fino all’estremo, col risultato di arrivare alla devastante sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la validità delle attuali concessioni e imposto di riassegnarle entro la fine del 2023. Le vittime di tutto ciò non sono solo i titolari di stabilimenti balneari (che pur con l’incertezza sul loro futuro, finora hanno comunque potuto continuare a condurre le proprie aziende), ma anche e soprattutto i produttori e fornitori di attrezzature, arredi e tecnologie per la spiaggia: un indotto da 400 aziende e 150 milioni di euro annui che sta facendo i conti col blocco totale degli investimenti e con una fiera di settore molto sottotono, perché ovviamente nessun gestore di spiaggia oggi è in condizione di fare acquisti, dal momento che rischia di perdere la propria attività nel giro di un anno e mezzo.

Ma finché la lotta dei balneari sarà concentrata più all’interno che all’esterno, e finché la categoria non imparerà ad affrontare la realtà e a imparare dagli errori del passato, la situazione non potrà che continuare a peggiorare. Allora per i prossimi mesi sarà forse il caso di cercare di mettere da parte le differenze, le manie di protagonismo e la caccia alle tessere, al fine di lottare tutti per un unico obiettivo. Perché in tutta questa complessa vicenda, una cosa è innegabile: tutta la categoria è sulla stessa barca che sta affondando e nessun balneare accetta l’esproprio della sua azienda; ci sono solo opinioni diverse su come raggiungere la propria salvezza. E visto che è importante riassumere le proprie rivendicazioni con uno slogan – anche e soprattutto in una questione tecnica e difficile come il demanio marittimo – la frase che mette d’accordo tutti ci può essere, ed è appunto “No all’esproprio delle imprese balneari”.

Che si tratti di evitare del tutto le gare come alcuni continuano a proclamare, oppure di affrontarle con adeguati paracadute (il riconoscimento della professionalità e del valore aziendale), in entrambi i casi si tratta comunque di impedire un esproprio di Stato restando nelle maglie del diritto attuale, e ricordando che seppure le spiagge sono un bene pubblico, le imprese che vi sorgono sopra sono una proprietà privata. Con le gare e i sequestri che incombono, impedire l’esproprio è la priorità di oggi; poi a come raggiungere una situazione più definitiva sul medio-lungo termine si potrà pensare in un secondo momento. È allora sotto lo slogan “No all’esproprio aziendale” che sarebbe auspicabile che la categoria andasse unita in piazza a manifestare il prossimo 10 marzo a Roma: si tratta della sopravvivenza comune di migliaia di imprese, nei confronti delle quali non è giusto prendersi il merito del successo né la soddisfazione per il fallimento. Gli imprenditori balneari sono dotati di sufficiente coscienza e libero arbitrio per capire da soli se e come andare in piazza, mentre boicottare e denigrare i colleghi che non la pensano allo stesso modo, oltre a essere un brutto spettacolo nei confronti dell’opinione pubblica che già non ama la categoria dei balneari, è soprattutto il migliore dei modi per alimentare ulteriori divisioni e permettere a un governo nemico di decidere come gli pare (detta in termini più volgari ed efficaci, significa “tagliarsi le palle per far dispetto alla moglie”).

Dopo dodici anni di lotta, tanti balneari sono esausti e disgustati per queste divisioni interne, e hanno solo voglia di andare in piazza a difendere il proprio lavoro e la propria azienda, al netto dei tecnicismi e delle strategie portate avanti dalle varie associazioni. Soprattutto oggi, con i riflettori dei media puntati più che mai sui balneari, mostrarsi numerosi, uniti, arrabbiati e responsabili – mettendo da parte per una volta le sfumature e le casacche e accordandosi in maniera costruttiva su questo slogan che può mettere d’accordo tutti – dovrebbe essere la priorità ed è l’unico modo per difendere i propri diritti. Non farlo sarebbe invece autodistruttivo.

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in demanio marittimo, turismo e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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    • È paradossale parlare di esproprio su un bene che non è di proprietà. Purtroppo viviamo in un paese dove le leggi vengono scritte ad uso e consumo della categoria di turno che porta più voti. Grazie a ciò avete avuto il privilegio di arrivare fino al 2023. Si parla di investimenti fermi ma solo perché adesso finalmente c’è un termine perentorio che prima non esisteva. Dal 2024 state sicuri che si ripartirà con nuovi investimenti che, ovviamente, saranno proporzionati agli anni di occupazione ma che ci saranno. Se siete veri imprenditori saprete sopravvivere altrimenti c’è sempre un brevetto da bagnino che vi aspetta.

  1. Disilluso says:

    Alex mi complimento con lei per l’onestà intellettuale unita al sano distacco sindacale che ha avuto nel redigere questo articolo. Mi ritrovo perfettamente nelle sue parole, sopratutto nei passaggi dove menziona l’abilità che la politica ha avuto in questi anni nell’utilizzare queste divisioni in seno ai diversi schieramenti sindacali per un proprio tornaconto. Questa epopea è ciclica e da oltre 12 anni si ripete senza che nulla cambi di fatto. Pazzesco come sigle sindacali non riescano a trovare una linea comune nascondendosi dietro uno slogan preteso da alcuni e rigettato da altri. Alla fine vai a vedere che l’oggetto della discordia deve essere la frase “no alle aste”. Roba da matti.
    Nelle parole del suo articolo Alex, con la proposta di frasi alternative da esibire sugli striscioni che riescano ad accomunare ed accontentare un po tutti, noto un disperato appello all’integrita intellettuale e morale che evidentemente manca nelle più alte cariche dirigenziali sindacali in questo periodo. Il suo è un voler dare simbolicamente uno schiaffo in faccia a questa gente per spronarli a svegliarsi e uscire da un torpore che li ha portati a questa situazione di empasse che solo danni può creare alla categoria. Dal mio canto non posso quindi far altro, nel mio piccolo, che unirmi al suo appello, ricordando a queste persone che il fine ultimo deve essere il bene della collettività che rappresentano e non lotte fraticide interne per vedere tra di loro chi ce lha più lungo. Svegliatevi e unitevi e ricordandovi che come i politici anche tutti voi siete sotto esame da parte della categoria. Nessuno escluso. Una sana autocritica unito ad un bagno di umiltà alle volte farebbe bene, ma queste persone evidentemente non conoscono questi termini o peggio ancora, fanno finta di non conoscerli.
    Un caro saluto e continui su questa linea editoriale se può.

  2. Parole solo parole niente altro che parole… Penso che tutti i dirigenti sindacali sanno perfettamente questa cosa la maturità deve avvenire in ognuno di noi… e certo che le aste non piacciono di noi e non le vogliamo abbiamo sempre combattuto per questo da 12 lunghissimi anni abbiamo anche avuto fiducia in chi ci governava ma…

  3. Sono un balneare di 60 anni.
    Io voglio continuare a fare il mio onesto lavoro. Pago tutto quello che mi viene richiesto.
    Pretendo di decidere quando e a che prezzo vendere l’azienda che ho creato.
    Non accetto le aste per tanti motivi.
    1 non posso partecipare in nessun paese della UE a fare gare per spostare la mia azienda.
    2 Siamo beni e non servizi.
    Quindi no Bolkenstain
    3 non c’è scarsità di risorse.
    Quindi in un momento di pos pandemia e all’inizio di una probabile terza guerra mondiale il governo italiano vuole impegnarsi a distruggere ingiustamente 30000 aziende familiari italiane?
    Bene si assumeranno le proprie responsabilità di quello che stanno per fare.

  4. Oggi si fotografa quello che era inevitabile che accadesse!
    12 anni di servilismo di alcune sigle sindacali hanno allontanato i balneari dalla salvezza delle loro imprese. Il ddl ne è l’esempio. È un indegno e disumano attacco ai balneari.
    Le stesse sigle sindacali che quasi giustificano il ddl perché comunque deve passare al vaglio della sentenza della plenaria. La sentenza della plenaria, l’altra porcata scritta forzando, maldestramente, alcuni concetti per “espropriare” le imprese dei balneari.
    I dirigenti sindacali dovrebbero indignarsi e sbraitare, come solo alcuni di loro sanno fare, contro la porcata della plenaria e i ddl del governo. E no contro coloro che cercano in tutti i modi di urlare il NO alle aste per non perdere tutto quello che hanno creato fidandosi dello Stato.
    Il NO alle aste deve essere il punto fermo per la prossima riforma… perché ce ne sarà un’altra, mi pare scontato.
    Il NO alle aste, non è uno slogan, è quel senso di giustizia di cui tutti i balneari sono alla ricerca.
    Il NO alle aste è il principio fondamentale per una sana imprenditoria. Non si può fare impresa col timore di perderla perché appetibile. E’ una follia! E lo sarebbe anche per gli eventuali subentranti, la’ dove dovessero aggiudicarsi l’asta.
    …. Secondo me!

  5. Vorremmo essere uniti con una sola scritta lasciateci Sognare, Lasciateci Investire il Made in italy siamo noi! No alle Aste No all’Esproprio!! La concorrenza e la competitività va creata su aree libere
    Perché i lidi sono sempre stati sul mercato (sui vari portali) quindi accessibili a tutti!! Distruggerci farà solo male allo Stato E a tutti i fornitori poiché ci sarà una valanga di attrezzatura usata…!! Opporremo resistenza fino all’ultimo!! Ribalteremo i politici dalle loro sedie che ci hanno illusi e venduti!! Siamo uniti e attenti a tutto!! Il nostro comparto vanta di numerose figure professionali avvocati ingegneri ecc.. non temiamo nessuno!! Ora basta con le chiacchiere!! Lo Stato ci deve tutelare. Siamo noi il Made in Italy!!

  6. bravo Giacomo questo è l’approccio corretto, nel frattempo che tu stai ancora ad argomentare concetti giuridici già cassati dalla magistratura ,la procura ti sequestrerà la concessione demaniale in quanto, il consiglio di Stato ha previsto la cessazione al 31.12.2023.

    E poi smettetele di dire che sono aziende familiari, cosa vuol dire ? ci sono milioni di imprese FAMILIARI che non occupano il demanio marittimo

    Dovete partecipare alle gare perchè il demanio non puo essere occupato in ETERNO e’ di tutti e non vostro ,l’azienda e’ a tempo e la portate via quando finisce la concessione.
    NON SE NE PUO’ PIU

    • Sergio Piansatelli says:

      Non se ne puo’ piu’ ma di gente come te che non hanno altri problemi che rompere le scatole ad una categoria di imprenditori per la maggior parte onesti che hanno fatto grandi sacrifici per le loro famiglie e per l’ intera comunita’ e che non possono essere considerati dei privilegiati per come si son dovuti sacrificare per avere a disposizione le loro aziende che ora fanno gola a tutti

    • giovanni, quale cds quello a cui è stata consegnata la sentenza scritta da giavazzi e d alberti e poi data a patroni griffi( come affermato sul foglio di giuliano ferrara) il venduto? il cds farebbe bene a tacere perche sappiamo bene cosa ha fatto e per conto di chi? il 10 saremo tutti a roma …non c e ne frega un cazzo ne del cds ne tantomeno dei 5sm venduti a draghi per arrivare al 22 settembre per avere la pensinone ….draghi non è stato votato e deve andarsene (poichè non ci rappresenta ) o ci penseremo noi….non farà macelleria sociale come è successo in grecia dove ha affamato un popolo…. …cosa credi che perchè lo dice il cds l europa e draghi tutta gente venduta noi il 10 gli porteremo dei fiori e ci faremo portare via tutto quello in cui abbiamo investito? è meglio che se ne vada prima che succeda qualcosa di grave….inoltre se tu avessi preso la briga di leggere la pubblicazione della mappatura della regione lazio( unica che ha fornito le mappature dei territori con tutte le licenze canoni etc…..476 pagine con 245 km di costa ) invece di dire cazzate senza senso avresti potuto constatare di persona che non c è affatto la risorsa scarsa del territorio ( 75 % libero ……leggi prima di parlare) . se nel lazio dove c è la maggior concentrazione del turismo italiano non c è scarsita di risorsa figuriamoci nelle altre regioni….poi è dal 20 maggio 2020 che lo stato ha le mappature dei territori , coma mai non vengono pubblicate? basta non se ne può più te lo diciamo noi ora… se non siete contenti il 10 venite a dircelo di persona. le imprese famigliari esistono perchè noi le abbiamo create e non grazie a gente come te ne ai nostri governanti ladri che prima ci esortano ad investire e poi cercano ( quando la pappa è pronta) di farci fallire….qui il lavoro lo devi dare non togliere ….dove ora c è benessere e lavoro prima c era merda…. tu in cosa hai contribuito che parli?

    • Infatti nel caso la portero’ via con me gli lascio sabbia come l ho trovata io e la mia famiglia + di 40 anni fa !

    • Francesca says:

      Ti sbagli..
      Nessuna azienda è a tempo
      E abbiamo fatto regolare domanda per avere in concessione un terreno demaniale e chiesto tutti i permessi e dopo approvazione dello stato c’è abbiamo potuto realizzare la nostra attività e il nostro lavoro a nostre spese.
      Potevi farla tu la domanda e rischiare come abbiamo fatto noi imprese familiari – troppo comodo ora trovare tutto allestito.
      Vorrei vedere se qualcuno venisse a “rubare” il tuo lavoro se saresti contento e disposto a cedere tutto.

      • Vi hanno concesso la sabbia e il mare. Avete messo un bagnino, gli ombrelloni, i lettini e avete cominciato a guadagnare.
        Cosa avete rischiato ??

        • max tu saresti il classico imprenditore che fallirebbe alla prima stagione ragionando in questo modo….. bagnino ombrelli e lettini e poi tutto guadagno? non ti rispondo nemmeno perche quello che hai detto si commenta da solo

        • e chi se ne frega suck…i tuoi articoli truffa mangiateli e il 10 perche non vieni in piazza a dircelo…vedrai come tutti capiranno……..te li diamo noi il cds patroni griffi draghi vedrai come ci atterremo alle truffe ordite da gente non eletta dal popolo italiano…..

          • Nikolaus Suck says:

            Oh ecco finalmente “chi se ne frega delle norme”. Ecco il punto, grazie di averlo detto.
            Qualcuno si dissocia o tutti d’accordo con il collega?

      • Hai potuto lavorare su un terreno pubblico…non è vietato rinnovare le concessioni partecipando ai bandi.

    • elena secondo te cosa e’ invece? truffa , furto? la pacchia il 10 sara finita per i nostri governanti non eletti e usurpatori di un potere che noi non gli abbiamo conferito, a partire da draghi e dai pagliacci 5m che sono riusciti ( unici nella storia) a stare in tre governi e che approvano senza nessun passaggio parlamentare qualunque cosa quel dittatore di draghi gli presenti pur di arrivare al 22 settembre 2022 (fine legislature) per avere la pensione…noi dovremmo dipendere da questi pagliacci? e meglio che si dimettano perche noi ci faremo ammazzare ma non molleremo mai…buffoni senza ritegno

  7. Disilluso says:

    Mi scusi Giovanni, mi ero ripromesso di non rispondere più a messaggi come il suo, ma è più forte di me.
    Ad oggi abbiamo una sentenza del tar della Puglia (un tar regionale e non della Corte Costituzionale) e una sentenza della Plenaria, ben più grave contro cui però è stato presentato un ricorso che andrà in dibattimento a luglio. Magari perderemo, ma magari anche no. Bisogna quindi quantomeno attendere prima di decantare il deprofundis, a meno che lei non sia Giuliano Amato ed allora alzo le mani.
    Altra cosa, il Signor Giacomo ha menzionato la non scarsità del bene e quindi chiedo a lei. È forse in possesso di qualche documento ufficiale del Governo dove si afferma che quel che dice il nostro amico è inesatto? Non si affanni, la risposta è NO e sa perché??….. Perché il governo farà una legge senza presentare la mappatura che tutte le sigle sindacali(che su questo punto almeno sono in accordo) chiedono.Peccato però, che la mappatura è fondamentale dato che è prevista dalla direttiva servizi (a tal riguardo vada a vedersi l’intervento del creatore del Sid in occasione dell’incontro tenutosi alla fiera Balnearia, magari si schiarisce un po le idee al riguardo) e senza di quella qualsiasi legge potrà essere impugnata e cassata come già fatto dalla plenaria con la 145.Indi per cui il Signor Giacomo ha detto forse qualche inesattezza, ma di certo nessuna fandonia, semmai è lei che ha già celebrato il funerale senza che però sia ancora morto nessuno.

  8. Esposito gennaro says:

    Liberalizzare, riformare, nuove concessioni su demanio. Parliamo invece delle farmacie: La licenza per aprire una farmacia rimarrà vincolata al numero di residenti sul territorio. Un criterio che risale a più di un secolo fa, alla riforma Giolitti del 1913 precisamente. Quindi, come previsto dal governo Monti (art. 11 della legge 27 del 2012), oggi ci deve essere una farmacia ogni 3.300 abitanti. Ma l’iter dei concorsi da allora non si è ancora concluso e il numero delle farmacie è rimasto invariato (18.200), secondo il vecchio criterio che ne prevedeva una ogni 5mila abitanti nei comuni con popolazione fino a 12.500 abitanti e una ogni 4000 negli altri. Giolitti introdusse anche il concorso per la licenza. Ai nostri tempi invece può essere anche ereditata o acquistata.

  9. La chiave di volta che ,oltre a salvare la dignità dei balneari fatta a pezzi con una leggerezza da caccia alle streghe medievale , la dignità dei politici che spesso non sanno neanche di cosa stanno parlando 🤦‍♀️, la dignità dell’Europa ,che mentre accorre a salvare giustamente famiglie in difficoltà fuori dai propri territori , diventa implacabile con una fetta importante di famiglie italiane ,intimando all’Italia di buttarle in fretta in mezzo alla strada senza tanti complimenti e nessuna comprensione 🥺così tanto per far vedere che dentro quei palazzi ci si impegna a portare avanti progetti … o forse sarebbe meglio dire crociate ??? ( a proposito di Medioevo) La dignità della categoria dei giornalisti che non voglio rassegnarmi a credere sia tutta asservita alle logiche politiche e spesso cosa più incredibile dei luoghi comuni ………E la dignità direi degli Odiatori di professione 😳 Già !!!che si impegnano giorno dopo giorno ( come chi fa volontariato anche se in tasca non gli ci viene niente ) a cercare di convincere la società a fare ciò che fanno loro : Denigrare fino allo sfinimento i malcapitati di turno e poi finalmente……GODERE delle disgrazie altrui !!!!!Dignità si .. anche la loro … perché è penoso sentirli parlare così a vanvera solo per acredine e quasi nessuna conoscenza reale del loro bersaglio 🎯 La chiave di volta allora ?? La SDEMANIALIZZAZIONE dei stabilimenti balneari STORICI .Vendere ai legittimi proprietari il terreno su cui poggiano le strutture ,su cui lo stato stesso negli anni ha permesso loro di costruire !! Allo stesso tempo creare Nuove Concessioni ,con criteri nuovi ovviamente sia per il periodo della durata che per i requisiti che dovranno avere i ‘nuovi’ bagnìni e per i nuovi materiali da utilizzare . Ovviamente non su tutte le coste potranno essere la stessa quantità … ma ci sono zone dove veramente sarebbe necessario creare stabilimenti ( rispettosi dell’ambiente ) e automaticamente posti di lavoro … cosa di cui veramente uno Stato serio dovrebbe preoccuparsi…. Non di lasciare disoccupato un cittadino con il quale ha avuto sempre un rapporto sereno e regalare pure la sua attività ad un altro senza colpo ferire … ( e poi diciamo che certo capi di Stato all’estero si impazziscono !!!) solo perché al popolo è stato messo in testa di prendersi gli stabilimenti al grido di ‘Sono di Tutti ‘!!!🤯 Giù le zampe !!! Se fosse stato per lo Stato oggi a posto dei stabilimenti in gran parte delle coste ci sarebbero ancora solo fili d’erba bruciati dalla salsedine , piante piene di spine e detriti e rifiuti di ogni tipo che non avrebbero permesso di stendere nemmeno un piccolo telo ….. Gli unici stabilimenti che lo Stato ha costruito sono quelli dei vari Ministeri che ancora oggi sono un oasi per pochi privilegiati … quelli sì che sono stati costruiti coi soldi pubblici e dovrebbero essere considerati di Tutti e aperti a tutti !!!

    • Antilobby says:

      ……la sdemanializzazione a favore dei bagni storici creerebbe dei concessionari di serie A e di serie B è poi perché lo Stato deve vendere un territorio demaniale, che appartiene a tutti i cittadini, ad una categoria? Ricordo che la vendita di un bene demaniale è lunga e il bene deve essere messo all’asta, con adeguata pubblicità, aperta a tutti. Semmai lo stato dovrebbe tutelare i nuovi concessionari che hanno sottoscritto mutui ed i beni ancora da ammortizzare a differenza dei bagni storici che sono già ammortizzati per la struttura creata.

  10. Come sempre in questo paese le responsabilità della politica ricade sui cittadini e così come non sono stati capaci negli ultimi 30 anni di realizzare una scelta energetica fondamentale per un paese industrializzato, con i risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti, allo stesso modo non si sono mai assunti la responsabilità di determinare un periodo di durata delle concessioni che fosse di 10, 20 o 30 anni perseverando con rinnovi annuali o quadriennali che hanno fatto maturare a torto o ragione tra i balneari il convincimento che salvo eventi eccezionali nessuno mai li avrebbe cacciati e li ha comunque portati a fare investimenti molto importanti. Ritengo che l’argomento della durata delle concessioni sia fondamentale per chiunque debba decidere un eventuale investimento ma ancora nessuno ne parla. A proposito, se qualcuno pensa di subentrare gratis et amore Dei in una concessione già avviata credo che ci resterà male. Buona vita a tutti.

    • Nikolaus Suck says:

      Infatti nessuno lo pensa o ha mai pensato. È una cosa che dite voi per portare avanti la patetica tesi dell'”esproprio” che non esiste.

      • e infatti quello che abbiamo costruito in tanti anni ipotecando tutti i nostri beni c e l hai dato tu patetico avvocato suck.

  11. Ma quale esproprio, gli stabilimenti mica sono vostri vi sono stati concessi a canoni ridicoli, irrisori, ne avete fatto proprietà privata arricchendovi e passandoli ai vostri discendenti, ora basta vogliamo gare pubbliche, chi offre di più si giudica la concessione per tot anni poi di nuovo a gara

    • oronzo infatti sono tuoi perche hai contribuito a creare l eccellenza del nostro turismo in italia e nel mondo.

  12. Esatto unisciti anche tu a fratellidiballe proponiamo proprio questo!
    LA VENDITA DELLE SPIAGGE!
    Quale finto periodo transitorio, per quello devi votare forza italia lega ecc.
    Noi non siamo un centinaio qualsiasi che propone proroghe!

  13. Patrizia, sei meravigliosa, purtroppo però, qui, qualcuno non riesce a comprendere nemmeno la tua “bellezza” 👍🌹❤️

    • Un incubo che non ti saresti mai aspettato in un paese con leggi democratiche che si vanta con tutto il resto del mondo di avere un cuore grande …..un paese purtroppo vittima invece della propria cronica ipocrisia che risparmia poche teste …. Solo quelle che mal sopportano il giogo ….ma ‘ Così è se vi pare ‘!!!! E si salvi chi può !!!

  14. Disilluso, di stupiddaggini ne dici parecchie.
    1. Dove sarebbe il ricorso alla Corte Costituzionale?
    2. La Corte puo’ decidere solo per questioni attinenti alla giurisdizione e non al merito della sentenza dek Consiglio di Stati. E poiche’ non vi e’ difetto di giurisdizione, la questione e’ chiusa.
    3. La spiaggia e’ un bene esauribile e commercialmente contendibile non all infinito
    Ma noi stiamo ancora qui a spiegare e rispiegare a causa delle balle che raccontano alcuni politici e sindacati, ed alcuni balneari sono li a ripeterli come i pappagalli..mentre la nave va affondo

    • carlo ma che cazzo dici…ma quale questione chiusa…ma stai fuori di testa? ma quale pappagalli …la risorsa scarsa e’ il tempo, le coste italiane devono essere dimostrate che lo sono,cosi come l interesse transfrontaliero…finitela di ripetere le cagate perche tanto ormai sappiamo tutto e nessuno vi crede piu’…sai che draghi non potrebbe nemmeno esercitare il suo ruolo in quanto sommerso di denunce che sono arrivate quasi a 1 milione? lo sai che le procure stanno cercando di far sparire le denunce a suo carico? un premier che esercita la sua dittatura anche se coperto di denunce fatte dal popolo italiano e’ credibile secondo te?dovrebbe dimettersi….poi qui se c e un pappagallo sei tu che ripeti a memoria come uno scolaretto le solite cazzate…e inoltre tu sei in grado di dimostrare cosa c e sul demanio dato che parli? come cazzo fai a fare bandi se non conosci la realta’ dei fatti ….non conosci le area da dare in concessione non conosci i vincoli ambientali le aree abusive quante autorizzazioni si possono dare e in che luoghi etc..sei in grado di dimostrarlo sapientone..e questo e niente …ti posso elencare una sfilza di cose che ci vorrebbe una settimana ad elencarle..tutti bravi con la tastiera specialmente voi detrattori…

    • Disilluso says:

      Carlo hai ragione. Ho detto un inesattezza. Il ricorso è stato presentato in cassazione. Sulla mappatura confermo invece quanto detto e ribadito anche da Antonio.Questo per correttezza.

  15. Marino Albani says:

    L’esproprio viene fatto su un bene privato, voi siete titolari di una concessione che ha un termine, per cui vi presentate alle aste previste e se le vincete continuate la concessione. Tutto il resto sono chiacchiere per continuare con i privilegi che avete avuto per decenni.

  16. Ai detrattori dei balneari direi di cercarsi un lavoro oppure di richiedere il reddito di cittadinanza e non di sperare di avere un lido altrui gratis

  17. Gioacchino Assogna says:

    Ma dove è l’esproprio?. È proprietà del Demanio che è pubblico, quindi di tutti.
    Le gare pubbliche sono la garanzia della concorrenza con il valore da riconoscere per l’avvio fatto da chi eventualmente subentra.

  18. È finito il mondo dei principi fondamentali, della ragione e del buon senso, inizia invece l’agonia di un mondo sempre più malato, sotto gli occhi di tutti ormai, ha ragione Patrizia, “si salvi chi può”!

  19. Disilluso mi indichi il numero drl ricorso In CASSAZIONE? O e’ l ennesiama baggianata?

    Apprendo anche da Antonio che la risorsa spiaggie e’ infinita, evidentemente pensa di prosciugare il nostro mare.
    Bravi avanti cosi, con pretesti farlocchi per chiedere l unica cosa che vi interessa , altra proroga

  20. Ma veramente state dietro al governo draghi? lo stesso che praticamente sta mandando avanti una possibile guerra nucleare, lo stesso che ci farà subire enormi problemi economici tra aumenti e cavoli vari. o siete tutti dipendenti pubblici con 5 mila euro al mese, altrimenti tutta sta cattiveria non me la spiego, ma di una cosa son sicuro, vi fa gola una concessione demaniale come le spiagge perchè dall andamento del giornalismo italiano crediate che siamo tutti plurimilionari con i soldi che ci escono dalle orecchie. una cosa è certa, se la spiaggia andrà a qualcun altro senza un indennizzo che io considero adatto al valore aziendale, il prossimo si troverà solo che sabbia, vai a ricostruire tutto, le aziende non si regalano.

    • Disilluso says:

      Carlo non rispondo perché ho anche una vita e non sto come te dalla mattina alla sera a scrivere qui dentro. Non ti so dare il numero del ricorso. Mi basterebbe una telefonata per farlo ma francamente non voglio neanche. Prova a informarti tu attraverso i tuoi canali. Potrei darti anche nomi e cognomi degli avvocati che lo stanno seguendo e dirti per conto di chi visto che mi sono attivato per presentarlo anche io in prima persona, ma se non lo sai vuol dire che non sei così dentro al ns mondo come vuoi far credere. A questo punto che tu mi creda o no mi frega poco. Il ricorso è stato presentato e la data del dibattimento è stata fissata a luglio e questo è un dato di fatto. Buona giornata.

  21. Luci
    Forse avrò qualche problema ma vedere l’agonia di questi Balneari mi diverte molto.
    Vivo in un paese di mare e vi conosco bene, arroganti e presuntuosi all’inverosimile oltre che ladri. Volevate sistemarvi per generazioni a venire, purtroppo per voi c’è un DRAGO che circola.
    Dicevano che erano estinti o mai esistiti, invece c’è ne ancora uno e fa il primo ministro del governo italiano.
    Pacchia finita – trovatevi un lavoro se sapete fare qualche cosa, ma siccome non avete ne arte ne parte vi sarà molto difficile riciclarvi, però adesso che ci penso potreste andare a raccogliere i cartoni, una volta rendevano bene.
    Saluti figli del sole / Luci

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