Sicilia

Balneari Sicilia in lotta per proroga concessioni al 2033

I concessionari rivendicano che la sentenza del Consiglio di Stato non riguarda il territorio regionale

Anche la Sicilia dovrà rispettare la sentenza del Consiglio di Stato che ha fissato al 31 dicembre 2023 la scadenza di tutte le concessioni balneari in essere. Sono dunque state smentite le recenti dichiarazioni dell’assessore regionale al territorio Toto Cordaro, che aveva dichiarato di voler ignorare la pronuncia di Palazzo Spada poiché, rivendicando l’autonomia sul demanio marittimo consentita dal regime a statuto speciale, «la Regione Sicilia è l’unica ad avere esteso le concessioni balneari con una norma».

Invece, pare proprio che ciò non basterà: una comunicazione inviata nei giorni scorsi dagli uffici regionali a tutti i concessionari balneari siciliani informa infatti che «fatte salve le successive verifiche che saranno effettuate dall’amministrazione, la concessione di demanio marittimo continua ad avere efficacia solo fino al 31 dicembre 2023».

Ma i balneari del territorio non ci stanno: l’Associazione turistica balneare siciliana ha infatti replicato inviando una lettera alla Regione per sostenere che «la sentenza del Consiglio di Stato ha evidenziato l’inapplicabilità dell’estensione automatica del titolo concessorio già rilasciato. Il concessionario della Regione Sicilia non ha avuto un’estensione automatica del proprio titolo: al contrario, la Regione ha sottoposto il rilascio dell’estensione a un nuovo iter istruttorio e ha obbligato il concessionario anche al pagamento dei “diritti fissi” di 250 euro». Le ragioni dei balneari siciliani si basano insomma su una sfumatura giuridica: la sentenza del Consiglio di Stato afferma infatti che il tacito rinnovo delle concessioni è contrario al diritto europeo, ma la Regione Sicilia per prolungare le concessioni al 2033 non ha effettuato un tacito rinnovo, bensì ha emanato un decreto con tanto di nuova registrazione all’Agenzia delle entrate dopo un nuovo iter istruttorio che ha posto l’obbligo di presentare nuova documentazione, Durc e garanzia del canone fino al 2033.

Il presidente dell’associazione Antonello Firullo ha già annunciato battaglia in tribunale: «Ognuno di noi ha investito migliaia di euro pensando di poter ammortizzare la spesa di qui al 2033. Questa interruzione lede i nostri diritti e ci provoca un danno che qualcuno dovrà risarcire». Il contenzioso, insomma, arriverà molto probabilmente in tribunale. Come d’altronde accade da anni su tutto ciò che riguarda il demanio marittimo, dal momento che manca una legislazione chiara a livello nazionale.

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  1. Giusto perché non mi era chiaro quanto la politica potesse influenzare legittimamente un funzionario vi riporto l’articolo dove il tecnico di Sabaudia che prima ha revocato le concessioni per mancati pagamenti dei canoni (già quei concessionari sono dei mortaccioni perché hanno tolto ai loro concittadini oltre 150mila euro) per poi archiviare su pressione del sindaco è indagato..il raglio della politica ora vale ZERO e lo dimostrala smentita dell’assessore!

    https://www.latinaoggi.eu/news/cronaca/204378/arresti-a-sabaudia-le-concessioni-balneari-e-le-ingerenze-del-sindaco-gervasi

    • e secondo te noi siamo tutti come quelli dell articolo che hai descritto? praticamente ci dai dei delinquenti perche’ a sabaudia lo sono? infatti a tutta le persone oneste come noi invece delle bollette arrivano a casa i carabinieri guardia di finanza etc perche’ siamo pericolosi
      terroristi. sei proprio un p….di m…. sergio diario e andresti denunciato e io lo faro’.i tuoi dati li ho e ora provvedero’ alla tua denuncia presso la procura della mia regione cosi vediamo se ti permetterai ancora di accusare ingiustamente tutti .pensa invece che la sicilia ha il 99% di coste libere e l italia intera ha l 80% libero su 10000km …questo avresti dovuto evindenziare non persone disoneste che nulla hanno a che fare con noi balneari onesti.

  2. Francesco says:

    La storia del si è no continua ancora!si fa un contratto con lo stato ,e da un giorno all’altro non vale niente ! draghetto servo fedele dell europea!

  3. Dovrebbero essere così veloci i funzionari del demanio anche quando ricevono le domande di concessioni invece non fanno niente, vedi la sezione di trapani

  4. Salve,
    Mi chiedo….. dopo tanti sacrifici… e dopo aver inventato un turismo… che prima di noi non esisteva, adesso in modo repentino.. ci dite ciaoooo.
    Bravi complimenti alla politica Italiana per come ci protegge… Ci state svendendo ai poteri forti.. Ma noi non molliamo.
    NO ASTE

    • Nikolaus Suck says:

      Beh in modo repentino non direi. A parte che le concessioni sono sempre state previste come temporali e a scadenza, sono oltre 12 anni, dal 2009 almeno, che sapete che devono scadere e andate avanti a colpi di mere “proroghe” temporanee.

      • Teo Romagnoli says:

        La posizione ufficiale del governo del gennaio 2021 spiega all’ Europa chiaramente che le spiagge italiane non sono soggette alla bolkestein!!! Poi è arrivato draghi che ruba ai poveri italiani per regalare ai ricchi europei…invito i 4 D ad essere onesti e dire il vero.. non solo e sempre le cose sfavorevoli ai bagnini per forviare l’opinione pubblica ! I concubini dei ladri sono semplicemente spregievoli M…e !

  5. Qui siamo di fronte al più grande conflitto di attribuzione e di competenza della storia della repubblica.
    C’è una legge dello stato che ha prorogato le concessioni fino al 2033, c’è la regione Sicilia che la recepisce e in più oltre a recepirla legifera e regolamenta il modo di attribuzione delle concessioni, sulla base di questo migliaia di aziende con famiglie investono su queste concessioni tutto quello che hanno per crearsi un lavoro un futuro. Il tutto viene spazzato via da una sentenza del consiglio di stato che si sostituisce al parlamento e alle regioni e detta tempi, modi di attribuzione e mantenimento delle concessioni in virtù di una direttiva comunitaria europea ancora da capire su tanti aspetti come la scarsità di risorsa, il legittimo affidamento, senza una mappatura senza nulla mandiamo al manicomio decine di migliaia di padri di famiglia con una leggerezza disarmante oltre che vergognosa e voglio dire ai nostri politici che non basta indignarsi o dichiarare in tv che siete vicini agli imprenditori balneari bisogna INTERVENIRE ma ci credo poco anzi pochissimo. Una cosa è certa arriveremo fino alla corte suprema dei diritti dell’uomo, non arretreremo di un cm.

        • Nikolaus Suck says:

          No meglio di no infatti. Impiega quel tempo per studiare, visto che sei quello che “fino alla cassazione le sentenze non producono effetti”.
          L’unica cosa azzeccata è la faccina, fai proprio sorridere.

          • La realtà è proprio questa non è più vincolante però si è capito che qualche bagnino ti picchiava da piccolo.

            • Nikolaus Suck says:

              L’unica realtà è che non sai di che parli, ma va bene così continua pure è divertente.

  6. 1. non avete fatto neussun contratto,ma sottoscritto una concessione
    2.non e’ da un giorno all’altro ma da un DECENNIO ALL ALTRO! e finiamola di dire stupidaggini

  7. Le concessioni non si chiedono ma si mettono a bando in funzione dei piani della costa quindi bene fanno a non rispondere ad una richiesta inutile.

    • Teo Romagnoli says:

      La politica con la P maiuscola sta dando una buona lezione di democrazia a sti burocrati, giudici ed avvocati che si credono di comandare in lungo e in largo tra le lacune della politica …per non parlare del draghetto che doveva mettere (STRANISSIMAMENTE) un progetto di legge ( scandalosamente modificato da quello che era uscito dal cdm) alla fiducia lunedì scorso, poi martedì,poi entro al fine settimana ora la settimana prossima…PAURA!!!!!!! La poltrona è comoda non solo per i politici ma anche per dragetto e il suo entourage EVIDENTEMENTE ! Alla fine se si cambiasse per il meglio non ci lamenteremmo tanto..ma buttare alle ortiche il lavoro d’una vita non ci sta nemmeno un po! No alla bolkestein sulle spiagge italiane !

  8. Liberamente says:

    Quando sento negare la scarsità della risorsa mi viene da sorridere, soprattutto se penso alle cittadine della Liguria dove l’alternativa ai bagni quando esiste è la roccia inaccessibile, la foce putrida di un fiume o la bocca di un porto… Liguria dove la rappresentanza dei balneari ovunque potentissima dai comuni fino alla regione sembra quasi aver creato nei decenni un legame che garantisce a qualcuno la comoda poltrona in cambio di protezione e leggi accomodanti… Questi signori hanno infatti un peso non trascurabile durante le tornate elettorali e ce lo ricordano puntualmente. Ho viaggiato parecchio per l’Europa e non esiste da nessuna parte, anche nei posti più VIP e quotati come Formentera, una gestione degli arenili così folle come in Italia. Ovunque nel mondo le spiagge sono luoghi dove si respira la natura, dove gli spazi sono aperti liberi e pubblici, le senti tue e ne godi…in Italia sembrano un mix tra circhi e baraccopoli, a mio parere inutili, asfissianti, esclusive (nel senso che escludono chi non può permettersele). I gestori occupano spazio con ombrelloni e lettini impedendo l’accesso anche quando sono vuote dalle persone, per rivendicare una proprietà che è ingiusta e in realtà non esiste ma che loro impongono. Cancelli chiusi e lucchettati alla chiusura, spesso guardiani che impediscono di passeggiare di notte…tutto tollerato dagli amministratori “amici”. E nessuno che si accorge che questo modo di fare turismo “all’italiana” arricchisce pochi e allontana gli stranieri che sgomenti non capiscono perché per fare un bagno devono pagare 50 euro per un “servizio” che tra l’altro non vogliono… A parte la questione delle aste, che capisco coinvolga tante famiglie che sono rimaste più o meno consapevolmente “incastrate” in questo sistema, ci si dovrebbe interrogare anche come “ridisegnare” le nostre coste restituendo ai cittadini gli spazi che sono stati loro sottratti rivedendo le percentuali di arenile a piena gestione pubblica. Non si può pensare semplicemente che le vecchie concessioni vadano messe al bando, vanno ridisegnate le aree e spazi…

    • é veramente incredibile caro liberamente quanto questa cosa sia vera, in ogni parte del mondo se vai sulla spiaggia ti sdrai dove ti pare e se vuoi affitti un ombrellone, ma se non vuoi nessuno ti rompe le palle , te pensa che io abito da sempre a 200 metri dal mare, e non posso andarci se non a pagamento, mio padre che ormai è morto solo da più di 30 anni se ne è sempre afflitto, e loro piangono, ma ora faremo fest grande.

      • Liberamente says:

        La cosa incredibile e che si sia inventata la “professionalità” dell’ombrellone e si minacci il pubblico di fare venire meno questo “servizio” come se fosse qualcosa di indispensabile al nostro vivere quotidiano…e questo la dice lunga sul come ci siamo ridotti. Io fino a prova contraria non credo che cambierà nulla… e nel dubbio ho già fissato la prossima vacanza in Corsica. Italietta…

        • Infatti è un settore che abbiamo costruito e inventato in Italia, tutto il modo ci ha copiato e invidiato e tu scrivi cialtronerie guardando solo il marcio che trovi ovunque anche in Corsica su “italietta” sei stato pietoso veramente. Persone come te sono nocive per questa nazione che elogiano i francesi ridicolo rimani in Corsica.

      • VERITà L INVIDIA PER CHI HA CREATO UN QUALCOSA DA ZERO TI ACCECA….FALLO ANCHE TU IL BALNEARE INVECE DI ROPERE I C….. ALLA GENTE ONEESTA

    • LIBERAMENTE INFATTI IL NOSTRO PAESE NO HA NIENTE HA CHE VEDERE CON GLI ALTRI PAESI DOVE PER FARE UN BAGNO TI DEVI VESTIRE DA PALOMBARO…ELENCAMI UNA NAZIONE CON LA MORFOLOGIA DELLE COSTE COME IL NOSTRO.10000 KM BALNEABILI 3 MILIONI DI LAVORATORI 80% DI SPAZI LIBERI E UNA PECULIARITà TUTTA ITALIANA. AVRESTI DOVUTO DIRE ALTRE COSE COME AD ESEMPIO CHE NEGLI ALTRI PAESI GLI STABILIMENTI BALNEARI NON ESISTONO PERCHE NON SANNO COSA SONO….OGNI STATO HA LA SUA STORIA E LA SUA PECULIARITà.. …. GLI SPAZI LIBERI CI SONO MA VOI CONTINUATE A DENIGRARE SPARANDO CAZZATE PER SENTITO DIRE….TU SARESTI IN GRADO DI DIRE QUANTO ARENILE LIBERO C è IN ITALIA? PRIMA DI PARLARE INFORMATI….E FINITELA CON LA STORIA DEI 50 EURO E CHE NON CI SONO SPIAGGE LIBERE…..IO CON 15 EURO FACCIO FARE UNA GIORNATA INTERA DALLE 7 ALLE 19 CON RICEVUTA FISCALE E SE IL CLIENTE VUOLE DI FIANCO C è KM DI SPIAGGIA LIBERA….. LA BOLKESTAIN SE FOSSE APPLICATA CORRETAMENTE NEI LUOGHI DOVE C è SCARSITA DELLA RISORSA ( E LA MAGGIOR PARTE DELLE REGIONI NON LO SONO COME EVIDENZIATO DALLE MAPPATURE PRODOTTE DA GASPARRI) SI DOVREBBERO FARE I BANDI, MENTRE IN QUEI LUOGHI DOVE NON ESISTE LA COSIDDETTA SARSITà ( PERCHE DOPO RICOGNIZIONE DELLE PA COME PREVEDE LA BOLKESTAIN E LA PROMOIMPRESA) SAREBBE POSSIBILE APRIRE A NUOVE AUTORIZZAZIONI..MA IL GOVERNO VUOLE FARE DI TUTTA L ERBA UN FASCIO …CAPISCI PERCHè SIAMO INCAZZATI…NON C è UNA CORRETTA APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA..TI FACCIO L ESEMPIO DEL LAZIO DOVE SONO IO….LA REGIONE LAZIO HA PUBBLICATO LA MAPPATURA DEL TERRITORIO GIA NEL 2018 …476 PAGINE DOVE SONO EVIDENZIATE QUANTE CONCESSIONI SPIAGGIE CI SONO QUANTI BAR PISCINE ETC COMPRENSIVI DI CANONI E METRATURE SUI 250 KM DI COSTE…NON SOLO LA REGIONE HA STABILITO CHE GLI SPAZI LIBERI DEVONO ESSERE IL 50% DELLE COSTE….EBBENE SAPPI CHE SOLO IL 20% è OCCUPATO DA CONCESSIONI DI CUI SOLO 1200 STABILIMENTI BALNEARI….SECONDO TE VIGE LA SCARSITà DELLA RISORSA PERCHè LO DICE IL CDS OPPURE UN LIBRO DI DIRITTO? COME FAI HA DIRE CHE LA RISORSA è SCARSA SE NON HAI COGNIZIONE DI LOGICA DI COSA HAI SU L TERRITORIO? COME FAI AD IMPOSTARE BANDI SE NON SAI COSA C è SUL DEMANIO MARITTIMO? LE MAPPATURE SONO NELLE MANI DEL GOVERNO DA MAGGIO 2020 …DOMANDATI PERCHè LO STATO NON LE HA PUBBLICATE…..SECONDO TE PERCHè C E SCARSITà E INTERESSE TRANSFRONTALIERO? SICILIA 98% LIBERO SARDEGNA 95% LIBERO LAZIO 80% LIBERO CAMPANIA 80% LIBERO PUGLIA 84% LIBERO …PER IL MOMENTO SOLO LA TOSCANA DICIAMO NON è IN LINEA CON LE PUBBLICAZIONI DELLE MAPPATURE MA IL 70% DEL TERRITORIO è LIBEROE COSI DICASI PER LE ALTRE REGIONI…IN QUANTO ALL INCASTRARE LE FAMIGLIE ERA PIù CORRETTO DIRE TRUFFATE DA UNO STATO LADRO …MA NOI NON CI FERMEREMO QUI ….RICORDA CHE LE PERSONE DISONESTE SONO IN TUTTI I CAMPI LAVORATIVI E STA AD UNO STATO CONTROLARE MA SE LO STATO è IL PRIMO TRUFFATORE E POLTRONARO ABUSIVO COME FAI A FIDARTI…L ACCESSO ALLE SPIAGGE NON DEVE ESSERE PRECLUSO A NESSUNO ANCHE DI NOTTE MA SE TU FAI DANNI PERCHE UBRIACO O DROGATO ( E GUARDA SO DI COSA STO PARLANDO) ALLORA IL DISCORSO CAMBIA…PER LEGGE DOPO LE 19 GLI ARENILI ( ANCHE CAUSA COVID) DEVONO ESSERE LASCIATI LIBERI MA IL TRANSITO NON è NEGATO A PATTO CHE TU NON ARRECHI DANNI ALLE STRUTTURE …ECCO PERCHè DEI GUARDIANI E DELLA VIGILANZA…

  9. Alessandro says:

    Egregi signori TUTTI
    Mi chiamo Alessandro e sono un balneare in Sicilia, precisamente a Mondello (Palermo).
    Sono anche presidente regionale di FIBA Confesercenti, ed ho realizzato due stabilimenti balneari in due zone di Costa, letteralmente abbandonate allo schifo più assurdo della inciviltà.
    Ebbene, vivendo da oltre 40 anni questo territorio, e vedendolo abbandonato all’incuria, dove oltre la stagione balneare è una cartolina paradisiaca, un giorno mi sono seduto al bordo del marciapiede attinente la spiaggia, ed ho cominciato ad intervistare gli avventori chiedendo loro cosa avrebbero desiderato in un posto così bello ma ridotto ad uno schifo causa inciviltà costante e disservizi pubblici di cui i comuni difficilmente x non dire mai, sarebbero in grado di soddisfare. Ebbene, dopo il marketing, ho progettato un’idea che ad oggi dopo 15 anni è vincente. Ingresso libero, servizi a pagamento da €.5 a €.40, e area libera, ( che manteniamo pulita) dove sono garantiti i servizi essenziali di docce, WC, e salvataggio. Il punto è:
    Quando ho presentato il progetto, ho dovuto partecipare al bando x l’assegnazione su una mia idea. Dopo 5 anni di gare di appalto, (dal 2002 al 2007) finalmente rivinco e, con la legge che permetteva il rinnovo automatico etc etc, ho investito indebitandomi, pensando “FINALMENTE “ di avere e di dare un futuro alla mia famiglia.
    Ad oggi noi ed altri come me, si trovano nella condizione che non valiamo NULLA.
    Quindi mi pongo un quesito x me è x tutti:
    i diritti costituzionali x cui esiste il diritto d’impresa, il diritto al lavoro ed il diritto alla vita, valgono solo x attività oltre il demanio???
    Noi paghiamo allo stato un canone dallo stesso richiesto, produciamo reddito, occupazione, paghiamo tasse, subiamo il sopruso di abusivi che fanno cassa e non versano nulla all’erario, e da domani vivremo di reddito di cittadinanza…….
    è vero che non siamo tutti Briatore, ma è anche vero che ognuno decide che clienti vuole…., viceversa, compro un jeans cinese €.5, oppure ARMANI €. 175.. ARMANI ed i cinesi continueranno a vendere, e nessuno dirà loro che il tempo è scaduto.
    Per gli ignoranti in materia, e fautori accaniti europeisti, ricordo che l’Europa in materia di “concorrenza “ esprime una legge (217/2011) che recita: non si può creare disparità di trattamento tra aziende site in territorio comunale e/o demaniale.
    SIAMO EUROPEI A CONVENIENZA????, visto che altri stati fanno il bello ed il cattivo tempo…. oppure ( a pensare male si fa peccato ma spesso ci si INDOVINA), ci sono interessi per agevolare il RICICLAGGIO DI SOLDI SPORCHI DELLA MAFIA ????????????
    Alessandro Cilano

    • Nikolaus Suck says:

      Caro sig. Alessandro Cilano il Suo intervento è interessante e merita gratitudine perché permette di puntualizzare alcune cose fondamentali.
      In primo luogo Lei dice che a suo tempo ci furono un bando per l’assegnazione e vari anni di gare d’appalto. E questo ci conferma che le gare si fanno e facevano anche prima e a prescindere dall’Europa. Infatti si tratta di un principio fondamentale per l’assegnazione e gestione delle risorse pubbliche a livello nazionale che esiste da sempre (quanto meno dal 1925 quando è stato consacrato nella legge di contabilità pubblica) e prescinde da Europa e concorrenza.
      In secondo luogo, riferisce che gli anni di gare sono state tra il 2002 e il 2007, ovvero in pieno periodo di vigore dei c.d. rinnovi automatici (che sono durati dal 2001 al 2010). E questo ci conferma che gare e rinnovi automatici non si escludono a vicenda e che la possibilità dei rinnovi automatici non faceva e non fa venire meno la (necessità di) assegnazione mediante evidenza pubblica.
      In effetti, i rinnovi “automatici” per il tempo che sono durati costituivano solo una semplificazione procedimentale, permettendo al concessionario di non dover rifare ogni volta la domanda per avere il rinnovo come avveniva prima, il che ovviamente gli dava maggiore stabilità, ma non prevedeva e tanto meno garantiva rinnovi anche “eterni” o “illimitati” sempre allo stesso soggetto. Infatti anche il c.d. diritto di insistenza era solo un diritto di prelazione a parità di condizioni (quindi a condizioni diverse e migliori se non accettate non operava) e, soprattutto, i principi fondamentali degli artt. 36 e 37 cod. nav., per cui lo sfruttamento del demanio può essere concesso solo per un periodo di tempo determinato e le concessioni hanno (e hanno sempre avuto) una durata ed una scadenza, non sono mai venuti meno. Anzi è stata esplicitamente precisata e tenuta ferma la scadenza di sei anni in sei anni. Ne viene che confidare in una durata a vita o per sempre di una concessione era ed è sempre stato impossibile, scorretto, e sbagliato, trattandosi di interpretazione personale contraria al dato testuale alla cui luce si interpretano le norme (art. 12 preleggi, in claris non fit interpretatio).
      La sfruttabilità del demanio solo per periodi di tempo limitati e il fatto che le concessioni scadano si riconducono ad un interesse pubblico prevalente e improntano anche le vicende delle imprese private svolte su/tramite il demanio. E l’impresa che segue e deve adeguarsi alle vicende della concessione pubblica che permette di svolgerla, NON il contrario.
      Per questo, ad esempio e tra le altre cose, il codice della navigazione prevede un indennizzo solo in caso di revoca anticipata della concessione (che è sempre possibile, art. 42.2. cod. nav.), e la giurisprudenza esclude da sempre l’avviamento per le imprese demaniali, su cui non matura proprio perché prevalgono principi e interessi diversi, pubblici (v. ad es. Cassazione n. 1283/98).
      Quindi non è vero che non valete NULLA. Valete quello che la legge ha sempre previsto valiate e possiate valere.
      Sui “principi costituzionali” che cita: un “diritto di impresa” non esiste, esiste solo la “libertà di impresa” che rientra nella libera iniziativa economica, si svolge nell’ambito delle leggi che la disciplinano (e le leggi che disciplinano le concessioni demaniali sono quelle sopra), e assieme alla libertà comporta dei rischi. Il “diritto al lavoro” come tale riguarda i lavoratori subordinati ovvero i dipendenti, tutelati come parte debole di un rapporto privato. Voi siete imprenditori commerciali e capi di voi stessi e in nessun settore economico gli imprenditori hanno una tutela o garanzia statale del loro “posto di lavoro” (mentre in qualsiasi settore economico pagano canoni e spese, producono reddito e occupazione, pagano tasse e subiscono soprusi di abusivi). Il generico “diritto alla vita” non c’entra niente.
      Ad ARMANI e ai cinesi non dicono che “il tempo è scaduto” perché i loro jeans non li vendono occupando e sfruttando risorse pubbliche quali sono le spiagge. E così si chiude il cerchio e si torna a quanto detto sopra.
      Sul riciclaggio di soldi della mafia: salvo prova contraria credo che in linea di massima i soldi sporchi si riciclano molto più comodamente e facilmente in un trasferimento aziendale tra privati a prezzo libero e senza controlli, che non in una gara pubblica, in cui i valori economici seguono criteri oggettivi ed identità e requisiti dei partecipanti e provenienza di soldi e capitali possono e devono essere e verificati e controllati un un apposito procedimento pubblicamente e in modo trasparente, e inoltre ci sono controlli amministrativi e giudiziari anche successivamente.
      Infine una domanda da “asino” quindi molto più che solo “ignorante in materia”: quello che sostiene Lei sulla disparità tra imprese rileggendo la legge n. 217/2011 dove riguarda le concessioni demaniali io salvo errore non l’ho trovato, mi direbbe dove lo ha letto?
      Peraltro, si ha “disparità” solo quando situazioni uguali vengono trattate in modo diverso. Un’impresa che usa solo risorse private e una che lavora su e tramite risorse pubbliche e collettive in concessione NON sono situazioni uguali.

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