Sib-Confcommercio

Balneari, Sib: “Partita su gare concessioni non è ancora chiusa”

Capacchione: "Pronti a tornare in piazza se non arriveranno risposte dal prossimo governo e parlamento"

Il Sindacato italiano balneari aderente a Fipe-Confcommercio commenta negativamente l’approvazione definitiva del ddl concorrenza, avvenuta ieri in Senato, che contiene la delega al governo per istituire le gare delle concessioni balneari. «Le dimissioni del governo imponevano, come abbiamo ripetutamente chiesto, di stralciare questa problematica dal ddl concorrenza – ha dichiarato il presidente del Sib Antonio Capacchione – anche perché non rientra nei poteri che la Costituzione, ex articolo 61 c.2, riserva a un parlamento che è stato sciolto. Sul punto si ricorda infatti che la questione balneare è estranea al Pnrr, sul quale invece il parlamento può continuare a legiferare».

Prosegue il presidente del Sib-Confcommercio: «È certo che la nuova legge sarà solo fonte di contenzioso, anche a livello costituzionale, qualora fosse effettivamente applicata. A questo proposito giova sottolineare che questa legge, nell’abrogare la 145/2018, si limita a delegare il Governo a emanare decreti legislativi per disciplinare la materia. Per cui il processo legislativo è incompleto e non ancora definitivamente concluso: c’è la legge delega, ma senza i prescritti decreti legislativi la stessa è inefficace. In mancanza di questi decreti legislativi, infatti, la legge che è stata oggi approvata decade».

«In sede di approvazione il rappresentante del governo, il viceministro Gilberto Pichetto ha dichiarato che l’emanazione dei decreti legislativi spetta al prossimo esecutivo, oltre che per opportunità, anche per ragioni temporali e di procedura (legate alla necessità che sugli stessi vi siano i pareri del Consiglio di Stato e delle camere, nonché un atto di intesa con la Conferenza unificata delle Regioni e Comuni). Se così non fosse, si aggraverebbero i motivi di contenzioso per palese incostituzionalità di decreti legislativi approvati da un governo e da un parlamento, come sopra detto, non più nel pieno dei loro poteri», aggiunge Capacchione. «Riteniamo comunque che questa legge non vada applicata, bensì vada cambiata perché profondamente ingiusta e pasticciata. Per cui la “partita” non è affatto finita; anzi la lotta continua con forza e determinazione».

Conclude Capacchione: «Ricordo l’iniziativa sindacale già decisa dagli organismi dirigenti e discussa nelle assemblee del 30 maggio e dell’11 luglio scorso, che consiste in particolare in una giornata di mobilitazione nella quale divulgare le ragioni di una lotta per difendere il nostro lavoro e le nostre aziende salvaguardando un modello di balneazione attrezzata efficiente e di successo, costruito in decenni di sacrifici e che costituisce un importante fattore di competitività del nostro paese. Già lo scorso 10 marzo abbiamo dimostrato la nostra forza e determinazione. Come pubblicamente anticipato, se non dovessero venire risposte adeguate dal prossimo governo e parlamento, siamo pronti a ritornare a Roma con tutta la forza e la determinazione che la situazione impone».

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Il Sindacato italiano balneari si è formalmente costituito il 14 dicembre 1960 e, attraverso la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE), aderisce alla Confcommercio - Confturismo.
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