“Modificheremo l’articolo 49 del Codice della navigazione, in modo da eliminare la norma a cui i giudici e la Commissione Ue si continuano ad appigliare per contestare il decreto sugli indennizzi ai balneari”. Lo ha annunciato oggi il ministro delle infrastrutture Matteo Salvini, intervenendo all’assemblea organizzata da Sib-Confcommercio e Fiba-Confesercenti al salone InOut di Rimini. L’articolo 49 prevede l’incameramento delle strutture balneari al termine della concessione: significa che lo Stato diventa proprietario dei beni non amovibili a titolo gratuito. “Abbiamo concordato ieri in consiglio dei ministri di portare avanti questa linea – ha detto Salvini – e sono convinto che sia la strada giusta. Ma serve il sostegno di tutta la categoria”. A questo proposito il ministro ha ringraziato Sib e Fiba, “che hanno sempre difeso i loro associati con proposte concrete e costruttive, anziché urlare e fare danni”.
Due giorni fa la Commissione Ue ha scritto l’ennesima lettera al governo italiano per contestare la bozza del decreto attuativo sugli indennizzi, come aveva già fatto lo scorso luglio. Secondo Bruxelles, riconoscere il valore aziendale sarebbe un vantaggio improprio per i concessionari uscenti. Non è della stessa idea il ministro: “I balneari hanno il diritto a vedersi riconoscere i sacrifici e gli investimenti effettuati negli anni”. Per questo il governo intende giocarsi l’ultima carta, quella di una riforma parziale al Codice della navigazione, approvato nel 1942. “L’intenzione è approvare la norma entro la fine dell’anno, mettendo mano a vari articoli del Codice”, ha specificato Salvini. “Ci porteranno in Corte di giustizia europea, ne sono certo, ma vogliamo andare fino in fondo. Se necessario andremo allo scontro, come stiamo facendo su altre leggi europee che penalizzano l’Italia, per esempio il calibro delle vongole. La Commissione Ue sta cambiando idea su tante cose, dal Green deal alle auto elettriche, e siamo certi che riusciremo a farla ragionare anche sui balneari”.
All’iniziativa è intervenuto anche il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale. “Il settore balneare è una colonna portante del turismo italiano – ha detto – e ha bisogno di risposte chiare. Mi pare che il governo non abbia la volontà di uscire dalle evidenze pubbliche, mentre prima delle elezioni era un tema esistente. Resta la questione degli indennizzi: pensare di calcolarli sulla base degli investimenti non ammortizzati è offensivo. Gli investimenti sono fermi da 15 anni proprio a causa dell’incertezza normativa”. Il governatore ha rivolto un appello alla presidente del consiglio Giorgia Meloni: “Dal 2006 nessun governo italiano ha mai chiesto un incontro al presidente della Commissione europea sul tema dei balneari. La premier inviti Von Der Leyen a un confronto sul tema; non si può più continuare a ingerire”.
In rappresentanza dei Comuni è intervenuto Daniele Silvetti, vicepresidente Anci con delega al demanio: “Come Anci abbiamo già iniziato a ragionare su un bando-tipo da mettere a disposizione dei sindaci per affrontare questa nuova sfida. Abbiamo bisogno di strumenti che evitino contenziosi il più possibile con gli operatori e che al contempo non vengano contestati da Anac e Antitrust”.
Dal fronte delle associazioni, così il presidente di Fiba-Confesercenti Maurizio Rustignoli: “Non siamo disposti ad accettare una legge senza il riconoscimento del valore delle nostre imprese. Il governo continua a proporre soluzioni equilibrate, ma l’Ue dimostra un atteggiamento di totale chiusura. È inaccettabile”. Antonio Capacchione, presidente del Sib-Confcommercio, ha sottolineato che “il diritto agli indennizzi era scritto nella legge sulla concorrenza del governo Draghi, mai contestata dalla Commissione Ue. La legge Salva-infrazioni del governo Meloni, che è stata peggiorativa, viene invece presa inspiegabilmente di mira da Bruxelles. Senza una norma adeguata avvieremo un contenzioso colossale, che metterebbe in difficoltà l’economia dell’intera Europa”.
A margine dell’intervento di Salvini, il presidente del Sib ha commentato: “Bene la volontà del ministro di mettere mano al Codice della navigazione”. Soddisfatto anche Rustignoli: “Riteniamo la riforma dell’articolo 49 del Codice della navigazione una misura di assoluto buon senso e corretto inquadramento della materia. È un passo determinato e coraggioso, frutto di una visione chiara e di una volontà politica volta a restituire equilibrio, certezza e coerenza normativa a un settore strategico per il paese. Un intervento meditato e decisivo, espressione di buona legislazione e di un approccio concreto alla corretta composizione degli interessi pubblici e privati. Chi si oppone a riforme di questo genere dimostra di avere obiettivi diversi dalla tutela dell’interesse nazionale e dal rafforzamento del sistema paese”.
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