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Balneari, Pasca: “Termine 2023 non vale nulla”

Il presidente del Tar Lecce sulla riforma delle concessioni demaniali: "Assurdo che legislatore si sia appiattito su sentenza Consiglio di Stato"

«Sulla riforma delle concessioni balneari, trovo assurdo che il primato del legislatore rispetto al potere giudiziario abbia invece visto il legislatore appiattito su una sentenza del Consiglio di Stato che fissa un termine che non vale nulla e che dà un’inibitoria preventiva al governo». Lo ha detto il presidente del Tar di Lecce Antonio Pasca, intervistato da Telerama, a margine di un convegno giuridico organizzato venerdì scorso dal tribunale amministrativo pugliese. Il giudice Pasca si riferisce alla riforma delle concessioni balneari inserita nella legge sulla concorrenza, approvata lo scorso agosto in via definitiva, che ricalca l’eclatante sentenza dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato con cui lo scorso novembre è stata cancellata l’estensione delle concessioni fino al 2033 e imposta la riassegnazione tramite gare pubbliche entro il 2023.

«Avere dato il termine del 31 dicembre 2023 significa non avere compreso il problema», ha aggiunto Pasca. «Le gare si devono fare, ma con regole uniformi, e credo che molti concessionari balneari non avrebbero nessun problema a lasciare la loro attività qualora il loro lavoro di anni e i loro investimenti fossero riconosciuti».

Sul demanio, ha concluso il giudice, «ci sono molte situazioni particolari, come per esempio le spiagge collegate a villaggi turistici o alberghi retrostanti, che non è possibile includere nel termine del 31 dicembre 2023. Occorre una legge seria che contenga norme adeguate per la riforma del settore: non è scontato che chi avrà le nuove concessioni otterrà anche il permesso a costruire, che è un’altra cosa; perciò bisogna ragionare su una sorta di “autorizzazione demaniale integrata” che contenga un po’ tutto».

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