Sib-Confcommercio

“Balneari, infondata la richiesta dell’Antitrust al governo sulle gare delle concessioni”

Capacchione (Sib): "Grave l'intervento contro alcuni Comuni, ma la lettera a Draghi è destituita da ogni fondamento"

Alcune notizie di stampa hanno riportato con grande enfasi che l’Antitrust avrebbe chiesto al governo di mettere immediatamente a gara le concessioni balneari. Dall’attenta e certosina verifica degli atti adottati e pubblicati dall’Antitrust, si tratta al momento di una notizia destituita da ogni fondamento.

L’Antitrust in data 15 febbraio 2021 ha sì inviato al governo e al parlamento una lettera, ma la stessa non ha riguardato i balneari bensì la disciplina concernente gli ambulanti. Infatti la segnalazione n. AS1721 ha ad oggetto la “Disciplina delle concessioni di posteggio per il commercio su area pubblica”. La si può facilmente leggere nell’ultimo suo ultimo bollettino del 1° marzo scorso e verificare che con la stessa «l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, nell’esercizio dei poteri di cui all’articolo 21 della legge n. 287/90, nell’adunanza del 2 febbraio 2021 ha inteso formulare alcune osservazioni in merito all’attuale disciplina delle concessioni di posteggio per l’esercizio del commercio su aree pubbliche».

Con questa segnalazione si chiede, pertanto, esclusivamente di rivedere la normativa per gli ambulanti anche se, a tal proposito incidentalmente, si citano alcuni orientamenti riguardanti le concessioni demaniali marittime: orientamenti che come è noto non sono affatto uniformi né definitivi.

Senza in alcun modo sottovalutare il gravissimo intervento dell’Antitrust nei confronti di alcuni Comuni (che stigmatizziamo e che stiamo contrastando anche in sede giudiziaria perché del tutto infondati oltre che inammissibili e irrituali), ciò non toglie che la notizia della richiesta dell’Antitrust al governo al momento è destituita di ogni fondamento.

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Antonio Capacchione

Avvocato, presidente nazionale del Sindacato italiano balneari - Fipe Confcommercio dal 2018, già vicepresidente vicario.
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  1. …sempre sul pezzo Capacchione!
    “Anche la contigua giurisprudenza, europea e nazionale, in materia di concessioni demaniali marittime ha costantemente ribadito la necessità di assegnare le concessioni all’esito di selezioni trasparenti e non discriminatorie e per una durata limitata e proporzionata agli investimenti(4). La giurisprudenza ha altresì costantemente ribadito l’illegittimità di previsioni che dispongano proroghe automatiche al concessionario uscente, in quanto di per sé ostative a qualsiasi forma di selezione, necessaria ogni qual volta occorra assegnare un bene pubblico per l’esercizio di attività suscettibili di apprezzamento in termini economici(5).
    L’Autorità, del resto, ha già evidenziato le criticità concorrenziali proprie di alcune norme del Decreto Rilancio che prorogano automaticamente la durata delle concessioni in vari settori, invitando il legislatore a ponderare gli effetti di lungo periodo di chiusura del mercato in seguito a provvedimenti di proroga che, posticipando il confronto concorrenziale, dovrebbero essere rigorosamente temporanei e non eccedere comunque le reali esigenze delle amministrazioni, per consentire quanto prima il ricorso a strumenti idonei a favorire un utilizzo efficiente delle risorse pubbliche. Né una proroga di siffatta durata può essere considerata in alcun modo necessaria e proporzionata alle specifiche esigenze che l’amministrazione eventualmente rinviene nell’attuale situazione di emergenza sanitaria”.
    (4) [Cfr. sentenza della Consulta del 23 luglio 2018, n. 176, in cui si legge “alla luce del diritto europeo, la regolazione dell’accesso ai mercati in base a concessione è compatibile con il principio della concorrenza a condizione che: la scelta del concessionario avvenga in base a criteri oggettivi, non discriminatori e nell’ambito di procedure di evidenza pubblica; non sia previsto alcun diritto di proroga automatico in favore del titolare della concessione scaduta o in scadenza, il quale sottrarrebbe, di fatto, il rinnovo della concessione demaniale alle garanzie di tutela della concorrenza; la durata delle concessioni non sia eccessivamente lunga, in quanto durate eccessive stimolano gestioni inefficienti; non vengano riconosciute esclusive, né preferenze, nel conferimento o rinnovo delle concessioni”.]
    (5) [Cfr. la sentenza della Corte di Giustizia 14 luglio 2016, causa C-458/14, Promoimpresa Srl e del 30 gennaio 2018, causa C- 60/15, Vesser, nonché, da ultimo, Consiglio di stato, Sez. VI, sentenza dell’11 luglio 2019 n. 874. Si richiamano anche recenti interventi di advocacy in materia, tra i quali, ex multis, la segnalazione AS1712, Comune di Castiglione della Pescaia (GR) – Proroga concessioni demaniali marittime con finalità turistico-ricreative, in Boll. n. 50/2020. Si veda altresì la sentenza della Corte costituzionale, 21 gennaio 2021, n. 10.]

    Secondo Capacchione si citano solo alcuni orientamenti che come è noto non sono affatto uniformi né definitivi. Mah… a parte lui e il TAR Lecce, gli orientamenti assolutamente maggioritari e delle magistrature superiori sono quelli citati dall’AGCM… come si possa porre sullo stesso piatto le diverse pronunce è un grande mistero… vabbè.

    • graziosi antonio says:

      se lei è così convinto di tutto ciò perché non prende il posto di chi fa le leggi nel governo a tutela del comparto..tanto loro sono solo dei fessi eletti democraticamente con voti popolari….che vuoi che sia…..mi domando come mai non è stato chiamato a risolvere il problema……così non ci saranno più discussioni e noi tutti lasceremo le nostre aziende a lei che ne disporrà a suo piacimento insieme ai suoi amici euroburocati…..buona serata…..

    • Tutela imprese says:

      Lei forse non ha capito che la questione è sociale oltre che giuridica , la soluzione sarà solo una , quella della difesa delle imprese e delle famiglie che perderebbero qualsiasi sostentamento economico senza una valida giustificazione a monte . La possibilità di cambiare le cose c’è , la volontà che conta è solo quella politica. O si va incontro a problemi seri molto seri.

    • Nikolaus Suck says:

      Capacchione ha scritto un articolo certamente di parte, variamente criticabile e non condivisibile ma anche lineare e assolutamente sostenibile, formalmente e sulla carta non fa una piega anche se poi nella sostanza andando a vedere il quadro di insieme le cose stanno e vanno in tutt’altro modo. Ma esprime una posizione ragionata e fa il suo lavoro.
      Il problema vero sono quelli (e non serve fare i nomi, sono sempre gli stessi tre/quattro e si riconoscono) che continuano a raccontare ma soprattutto raccontarsi le favole dell’uomo nero (eh già,
      il nero…), delle aziende scippate e dei lavoratori sulla strada, credendoci e anzi pensando pure di essere particolarmente dotti e arguti. Ma dando la zappa sui piedi a se stessi e alla categoria intera.

  2. Certe persone scrivono senza pensare. A titolo di esempio, perché non toccano i notai o i farmacisti? Ed ancora, perché il governo draghi ha prorogato alcune misure volte a tutelare alcune categorie?e perché mai non dovrebbe fare la stessa cosa con i balneari?quindi per esempio è giusto prorogare il divieto di licenziamento in questa fase ma non lo è prendersi cura dei balneari?ed infine, perché il posto statale non viene assegnato a rotazione??insomma, i beni demaniali devono essere assegnati, ma i posti di lavoro statali no. Ecco perché oggi molti che occupano posti fissi statali non capiscono nulla, perché tanto nessuno gli soffia il posto. Insomma, sono tutti fr..i col culo degli altri….ma quando il subentrante dopo 5 anni in cui magari ha investito molto, viene messo alla porta senza aver guadagnato, che farà??si lamenterà o farà l’onesto come fa oggi???se i beni fossero statali, e fossero dati in gestione senza esborsi, avrebbe senso….ma così…dai…

    • Nikolaus Suck says:

      Mah, chissà, forse perché i Notai o anche i dipendenti pubblici rendono un servizio pubblico per lo Stato, previo concorso e con controlli rigorosi e tariffe o stipendi fissi, e senza usare risorse e beni pubblici sottraendoli all’uso collettivo per speculazione personale? Così per fare un’ipotesi eh…
      Ma perché tutti voi prima di aprire bocca e dare fiato, di norma per piangervi addosso, non provate, dico provate, a studiare le cose di cui pretendete di parlare? Il Governo che fa le leggi, la rotazione dei posti pubblici (che sono impiegati previo concorso, non imprenditori che guadagnano su beni altrui), assimilare i licenziamenti alle gare, le questioni sociali che manco i lavoratori in miniera nell’Ottocento, le aziende espropriate, direttive che possono essere “non applicate” se contrastano con la legge (è l’esatto contrario e da decenni), e altre macroscopiche quanto ridicole fesserie (perché questo sono e non altro ed è dimostrato e dimostrabile), che continuate a riproporre in modo stantio e ripetitivo e il bello è che qualcuno di voi ci crede o ce li fanno credere pure… vabbè, buona fortuna!

      • Hei Nikolaus, io non sottraggo niente a nessuno, sia ben chiaro, pago un canone che lo stato quantifica a sua totale discrezione, senza nemmeno poterlo contrattare aggiungo, dico questo per anticipare l’antifona dei canoni irrisori, che nel mio caso tanto irrisori non sono. Riassumendo: io pago per quello che uso e non sottraggo niente a nessuno, gli unici che vorrebbero sottrarre qualcosa sono quelli come te che vorrebbero espropriare, a costo zero, aziende create e avviate da altri.

        • Nikolaus Suck says:

          Andrea non ho mai scritto detto o affermato nulla del genere da nessuna parte, semmai il contrario e a più riprese, quindi come prima cosa impara a leggere e comprendere, poi forse possiamo parlare. Detto ciò, pagare un canone non ti autorizza ad occupare a vita un bene indisponibile della collettività, che stai appunto sottraendo all’uso comune per la durata del rapporto. Che però ha e deve avere un termine, trattandosi di demanio e non di beni disponibili. Ma questa probabilmente per chi ragiona come te (pago quindi è mio) è roba troppo tecnica. Studia.

    • Intanto i posti statali sono assegnati con bandi quindi già il paragone non regge e poi tu devi fare piani di investimento della durata della concessione e se poi c’è un problema è prevista una proroga..prima del 2009 i piani di investimento dovevano essere di 6 anni in 6 anni e non eterni. Non ci sono scuse o impedimenti ai bandi per una categoria che avrà le abilità per vincere le spiagge o trovare altre opportunità, smettetela di piangervi addosso!

  3. graziosi antonio says:

    io ho capito molto bene….e sono pienamente d’accordo con lei..la tutela impresa in primis….ma lei pensa veramente che il governo affossi il comparto perché lo dice l Europa?… la bolkestain e una direttiva e non il vangelo e non è riferita solo per i balneare ma per tutto un settore turistico che e il 20% del nostro PIL nazionale…miliardi di euro……quindi il danno economico a livello di imprese sarebbe ingente… inoltre la corte costituzionale nel tempo a limitato l ingresso di normative europee perché contrastano con la nostra costituzione (e la bolkestai e una di queste….guarda caso nessun paese europeo l applica ….vedi Spagna Grecia Portogallo..tanto per citarne alcune ) ma qui si fa sempre riferimento al diritto europeo….non le sembra una cosa poco chiara?

    • Ma non si affossa nulla è quello che fate finta di non capire , perché gli stabilimenti non chiudono ,sono i gestori che forse cambiano , è differente la cosa ! Non c’è nessuna perdita per lo stato ne per la comunità in generale!

  4. Massi, diamo la possibilità alla quasi totalità dei Paesi dell’unione europea ed alle multinazionali (poveracci, sic!) che non hanno un centimetro di costa balneabile, di poter “scippare” le piccole imprese dei balneari italiani, in barba alle leggi dello Stato. Considerando soprattutto, che altri Paesi europei con coste balneabili, non lo consentono (a causa delle concessioni a 75, dico settantacinque anni) Anche la malavita organizzata, non avrebbe grosse difficoltà, specialmente di questi tempi, in alcuni Comuni che dovrebbero “gestire” le “assegnazioni”! Malauguratamente, dovesse passare la tesi del Sig Mistral, sarebbe l’ennesima conferma che siamo un popolo di sprovveduti (a dir poco!). Sono certo che anche Draghi, grande europeista, non lo permetterà.

  5. Io credo Renzo che se venisse un cinese, una multinazionale o qualcuno a pagarti la cifra che chiedi in contanti per la tua attività tu gliela daresti senza i moralismi che spacci come etici per non fare le aste..a voi rode e lo capisco non avere un indennizzo e vi auguro di avere il giusto che purtroppo per voi è sempre troppo poco.

    • graziosi antonio says:

      quello che non capisci e che tu vendi l avviamento e il materiale non il suolo pubblico..ma sai quante pratiche burocratiche devi fare…quanti permessi occorrono…quante tasse e conttolli…per non parlare dei materiali …ti potrei elencare kilometri di cose ma sarebbe inutile..,..cosa pensi che se metti 200 ombrelli sulla spiaggia e tutto guadagno…..ma di cosa parli..impare a fare impresa e poi ne riparliamo….se noi abbiamo quello che abbiamo l abbiamo creato non rubato….potevi chiedere anche tu licenze balneari invece di criticare continuamente il comparto come fossimo dei criminali……perche invece non difendi o parli delle cooperative che sfruttano i lavoratori ,dei diritti negati ai raiders delle imprese che chiudono……… impara a rispettare e finiscila

  6. A chi non vive nel mondo dei sogni dico questo: concorsi pubblici e rigorosi?con stipendio fisso??vi sono indagini che raccontano come moltissimi concorsi siano stati truccati…gli stipendi poi….. ci sono cariche con stipendi elevati rispetto agli standard e detto così sembra che chi abbia un posto fisso viva sempre con due lire in tasca. Ma il principio del posto fisso era il mio messaggio non inteso. Anche a voler credere che si superi il concorso con le proprie forze, una volta seduti su quella poltrona noi italiani smettiamo di lavorare perché tanto lo stipendio arriva a fine mese lo stesso. Quanto poi ai notai…beh…qui sembra di cadere da un pero…leggo di servizi per lo stato…ma informatevi…anche oltre le normali norme. In primis perché non vengono autorizzati altri notai quando invece sono pochissimi i posti? secondo lei non sarebbe opportuno a titolo di esempio ( uso termini semplici così non c’è il rischio che anche stavolta non venga compreso) che autorizzare a svolgere il lavoro del notaio altri soggetti ( ovviamente con controlli e qualifiche opportune) possa livellare verso il basso i costi degli atti??forse non tutti sanno che anni va una proposta di legge aveva l’intenzione di allargare agli avvocati alcune operazioni di valore inferiore ad una certa soglia. Ma chissà perché tale proposta fu affossata…e qui torno alla questione non intesa, nessuno tocchi la casta dei notai. In questo senso….

  7. Su 92 concessioni demaniali marittime del litorale di Arzachena (Costa Smeralda) solo una piccolissima percentuale è in mano alle famiglie, tutto il resto ai grandi colossi del turismo e multinazionali. Lo schema della piccola azienda familiare regge poco, o meglio ancora per poco. La verità è che le famiglie che avevano la concessione su un bene di proprietà pubblica lo hanno ceduto a prezzo di speculazione ai famosi soggetti orribili di cui tanto si teme la scalata. Quei piccoli imprenditori che invece non li hanno venduti a suon di milioni di euro, ma che forse li hanno comprati a quel costo, oggi vedono sfumare l’affare della loro vita, perché le gare metterebbero a disposizione del miglior offerente il famoso bene pubblico. Ecco il problema.
    Eh sì, si tratta proprio di un bene pubblico, nel senso più ampio del termine, e cioè “res communes omnium” perché non possono appartenere a nessuno, neanche agli enti, per quanto pubblici, che li amministrano. E si chiama “concessione” perché il diritto viene creato appositamente per un uso straordinario di quel bene che, al termine della durata prevista, cessa di esistere, per poi essere ricreato, eventualmente, con un altro diritto nuovo.
    Poi, se vogliamo distrarci dal reale problema, tiriamo fuori gli “scippi” alle piccole imprese locali, la questione sociale, per arrivare alle assurdità di danno economico ingente che andrebbe ad incidere sul 20% del PIL. Queste sono semplici parole al vento, perché con le gare non ci sarà nessun danno economico al PIL, nessuna massa di lavoratori che perdono il lavoro, nessuno scippo alle imprese locali. Ci saranno altri imprenditori al posto di quelli che non sono riusciti a proporre un progetto di sviluppo migliore degli altri, che assumeranno gli stessi dipendenti di prima e che produrranno la medesima fetta di PIL di prima… forse con qualcosa in più. Quello che non sarà possibile, sarà il realizzo dell’investimento azzardato che consiste nell’acquistare un’azienda a colpi di milioni contando sulla perpetuità della concessione. Un po’ come acquistare a colpi di milioni l’affitto di un albergo con il contratto di locazione in scadenza o con preavviso di fine contratto. Nessuno riuscirà ad ottenere il diritto di mantenere quel bene privato per il solo fatto che stava lì da 30 o 40 anni, ma allora perché dovrebbe essere diverso per il “bene di tutti”? Il fatto che si chiami “bene di tutti” non significa che l’uno tra tutti che ce l’ha se lo tiene per sempre perché è un po’ anche suo. No. E’ di tutti e dunque tutti possono aspirare a goderlo.
    Interessante l’osservazione a (s)proposito della Corte costituzionale che (nel tempo) avrebbe limitato l’ingresso delle normative europee, perchè contrastano con la nostra Costituzione… e la Bolkestein è una di queste. Non so dove Sig. Graziosi abbia appreso questa notizia, ma non è proprio così. Mai fidarsi di chi conosce poco e parla molto, perché poi chi ascolta rischia di fare figuracce. L’incostituzionalità delle norme europee è prevista solo per i casi in cui queste violino i principi fondamentali dello Stato italiano, cioè quei principi inalienabili della persona e della forma di Stato… e la Bolkestein, le posso assicurare, non ha nulla a che vedere con questi principi. Naturalmente al netto di quanto la Corte costituzionale ha già affermato più volte sulla Bolkestein.
    “Dipendenti pubblici a rotazione”. Altro slogan. Quindi si vorrebbe che la tutela dell’ordine pubblico e l’uso della forza per la sicurezza dei cittadini venisse affidata, compreso l’uso delle armi, a rotazione a tutti? Un anno al poliziotto che ha vinto il concorso e ha avuto una adeguata formazione, poi al panettiere, poi al medico, poi al parrocco, e così via. Così pure i medici che ci accolgono al Pronto Soccorso, oggi al laureato e specializzato, vincitore di una selezione, poi l’anno dopo al giornalaio, al commercialista e, perché no? Al sacrestano. Oppure facciamo ruotare solo i tecnici che si sono fissati con le norme europee? Ah già! Erano solo quelli che dovevano ruotare.
    Infine… saremo un popolo di sproveduti se rispettiamo le regole che ci siamo dati? No, ovviamente, magari facciamo rispettare tutte le regole che ci fanno comodo e massimizziamo i benefici della nostra presenza in europa, come la libera circolazione dei turisti e delle merci, così possiamo guadagnare bene con gli stabilimenti balneari, ma se qualcuno vuole partecipare all’uso dei nostri beni allora tiriamo per la giacchetta Draghi che, da grande europeista, non lo permetterà mai.

    • Nikolaus Suck says:

      Per me e nel mio piccolo l’ultimo commento di Mistral è tombale e perfetto, non avrei saputo dirlo meglio. Fa giustizia di quasi tutte le argomentazioni pretestuose e strumentali portate avanti con malafede o ignoranza da chi vuole solo salvare la propria rendita di posizione, che poi è il contrario del “fare impresa”. Brava/o e grazie.

    • e lei forse che non ha capito il problema ……io l ho capito molto bene……il danno ci sarà eccome…qui non si parla solo di spiagge ma di un settore turistico intero..ad esempio un ambulante che a lavorato una vita sui mercati grazie alla sua amata bolkestain che fara ? il mendicante?gli si dice arrivederci e grazie tante… oppure chi non ha ammortizzato un capitale ( E CHI NON A FATTO MAI IMPRESA NON LO PUO CAPIRE)ipotecando anche la propria casa in alcuni casi per aver rinnovato una struttura cosa farà andrà in strada?…e secondo lei la bolkestain non e anticostituzionale?MA
      se è stato lo stesso Bolkestain a dire (durante una conferenza a Roma)che le spiagge gli ambulanti e tutto l intero comparto non rientravano nella direttiva ma che era un problema dello stato italiano che doveva risolvere…..perche queste cose non le dite voi che siete sempre attenti a cio che si scrive?..lei deve solo pensare al caos che si è creato nonostante ci fosse una legge 145/2018..legge di stato…quindi non e solo una questione di diritto ma bensi di interessi da parte di qualcuno che vorrebbe appropriarsi di una grossa fetta del comparto…..le ricordo che 6000 km di spiagge da assegnera sono a disposizione quindi se si vorrebbe fare qualcosa la soluzione ci sarebbe…… lei suppongo conosca molto bene l art.1 della costituzione……..e mi vuole dire che la bolkestain non lo colpisce e non colpisce l imprese?mi dica lei qul è la soluzione perche non fa altro(e io rispetto tutte le opinioni altrui) che dare solo giudizi negativi……..

      • La ringrazio Antonio per il tono comunque educato, a differenza di qualcun altro che per fortuna non scrive più qui (o non viene più pubblicato per fortuna). Capisco anche il suo ardore nel difendere una posizione legittima, ma non sostenibile in un sistema di regole. Le posso solo dire che chi ha sbagliato non è Lei o i suoi Colleghi balneari, ma chi ha pensato bene di approfittare di errori del passato per capitalizzare “voti” o altro (ma non voglio generalizzare). Lo sbaglio di questi personaggi è stato quello di puntare sulla scomessa sbagliata, cioè ignorare l’esistenza del mercato e cercare di barare inventando artifici giuridici per negare ciò che era evidente, come se tutti gli altri avessero l’anello al naso pronti a seguire le loro baggianate.
        Quelli che hanno alimentato questo incendio non sono mai stati imprenditori, né funzionari pubblici, né grandi studiosi, semplicemente hanno visto una categoria che urlava (forte) e si sono messi a capo di quella massa, dichiarandosi grandi sostenutori della loro causa, ma, come spesso accade, li hanno trascinati ad annegare nel fiume come il Pifferaio di Hamelin.
        Lei mi chiede soluzioni e non giudizi negativi. Le soluzioni c’erano, ma non erano quelle desiderate. Mai e poi mai si sarebbe dovuto puntare sulle proroghe. Quando mai la filosofia del calcio al barattolo poteva dare qualche frutto? Rinviare il problema sperando che tutto si risolvesse? Era questa la strategia? Sig. Antonio chi veramente ha costruito un’azienda sul bene demaniale (che continuo a ripetere è un bene di tutti) avrebbe dovuto pretendere, e a ragione, che se lo Stato voleva riutilizzare quel bene, non per metterlo a disposizione della libera fruizione, ma per fini economici, avrebbe dovuto calcolare, con le ordinarie tecniche di valutazione aziendale, quanto valore aggiunto era stato realizzato da quell’impresa, e quello avrebbe dovuto corrispondere al bravo imprenditore. Questo valore aggiunto sarebbe dovuto essere ragguagliato a parametri legati al numero di stipendi regolarmente corrisposti e all’entità della contribuzione fiscale. Solo così chi è stato bravo sarebbe stato premiato e chi ha evaso punito. Lo Stato non avrebbe perso nulla perché le concessioni con valori congrui (non simbolici come quelli attuali) avrebbero consentito di rifarsi di quanto pagato al concessionario uscente.
        In questo modo si sarebbero rispettate tutte le regole e chi usciva dalla concessione non avrebbe avuto nulla da recriminare. Invece No. Si è preferito puntare sulla follia della L. 145/2018 e ppeggio ancora sull’art. 182 del D.L. 34/2020. Si scrive demagogia e populismo, ma si legge azzardo sulla pelle degli altri.
        Le rinnovo il mio rispetto e la saluto cordialmente.

    • Bravo mistral , il bello è che qualche furbetto convinto che siamo tutti stupidi continua a dire che in Sardegna le concessioni appartengono alle piccole famiglie sarde e che si guadagna pochissimo una miseria , quando è assolutamente il contrario , le famiglie che hanno la concessione sono veramente poche e dei guadagni in costa smeralda beh basta pensare alla classe sociale della clientela che si ha in quella zona ! Per fortuna che presto ci saranno le gare , e anche i sardi e non solo potranno partecipare veramente come è giusto che sia

  8. Se il problema sono i colossi allora che la norma di riordino pensi a controllare che dietro ad una spiaggia ci siano famiglie e non colossi. Su questo sono perfettamente d’accordo. Ma non mi pare che un colosso abbia un antenato che abbia ricevuto un secolo fa un bene demaniale e lo abbia successivamente trasferito ad un figlio. Ma tantissimi di voi hanno puntato il dito sul fatto che la stessa famiglia si tramandasse un bene demaniale e non che il bene fosse gestito da colossi. Poi ripeto, forse Non riesco ad essere chiaro quindi faccio un esempio: se tizio oggi ha un ruolo nella polizia di stato come commissario, non è che domani un panettiere deve soffiargli il posto, semmai quel posto dovrebbe essere messo a bando e chi come il panettiere, che nel frattempo ha studiato e preso i titoli per partecipare al bando, è giusto che subentri. Oppure no???la verità è che chi parla di questo argomento in questa sede difficilmente è un libero professionista, credo piuttosto sia un dipendente pubblico o forse un disoccupato. Quindi ribadisco, se un bene demaniale deve andare all’asta, allora un posto pubblico ottenuto con un concorso, deve essere messo a bando e vedrai che al 99% oggi un neolaureato di 30 anni sicuramente soffierebbe quel posto di lavoro ad un 60enne che non sa nemmeno accendere un computer. Invece quel suo posto di lavoro gli resta a vita. Non raccontateci delle favole. In Italia ci sono privilegi ben peggiori. Invece il vs è esclusivamente odio mosso dall’invidia…anzi ribadisco che quando voi subentrerete a tizio, e dopo 5 anni vi dicessero grazie lasciate il posto ad altri, allora capirete che seppur il principio sia giusto, non è detto che sia applicabile

    • Caro Carlo, non fare l’errore di pensare che tutti quelli che non la pensano come te non fanno il tuo lavoro o sono incapaci o sono disoccupati, perché è una presunzione dalle gambe corte.
      Pensa solo che il dipendente pubblico, quello vero, quello che è utile all’imprenditore come al pensionato e al disoccupato o allo stagionale, non è quello che sa che il suo posto dopo 5 o 10 anni viene assegnato ad un altro, oppure che perde il posto se non fa quello che la politica urlante gli dice di fare, o che viene rimosso se viene attaccato da qualcuno su facebook con un post da 1000 like. Quel dipendente pubblico, sarà sempre privo di quella autonomia e imparzialità che l’art. 97 della Costituzione prevede e farà solo quello che gli converrà fare per mantenere il posto. Pensi di avere inventato tu il posto a rotazione e a tempo determinato. Mi spiace deluderti, ma sei in grave ritardo e l’esperienza è fallimentare.
      E’ vero che non tutti entrano per merito, ed è anche vero che non tutti i sessantenni sanno usare il computer, ma sei altrettanto sicuro che siano tutti incapaci perché non fanno il tuo lavoro? Caro Carlo ti sbagli e anche di molto.

  9. Caro Mistral, mi piacerebbe potermi confrontare ma qui mi pare inopportuno. Sarei anche curioso di capire che lavoro tu svolga, perché dalla tua dialettica si capisce che sei molto preparato. Ciò non vuol dire che la tua parola sia il vangelo. È ovvio che occorra considerare l’avviamento e anche direi io l’urbanizzazione che alcune famiglie col sacrificio hanno realizzato. Oggi dove Tu o un nuovo concessionario trova una città, negli anni 70 c’era sabbia, ciottoli e la sera prima di rientrare a casa occorreva camminare per ore prima di calpestare l’asfalto. Perché di questo si tratta. Le famiglie più antiche legate alle concessioni demaniali storiche hanno coadiuvato i paesi ad urbanizzarsi. Tuttavia, tralasciando questo argomento, se tu oggi investi 300 Milà euro ( il minimo se devi realizzare da zero) non rientrerai mai della spesa. Quindi il principio seppur giusto non avrebbe margine, se non a discapito della qualità ( anziché investire 300 investi 50 per avere maggiori frutti ma abbassando la qualità del servizio offerto). E quando c’è da abbassare la qualità c’è sempre chi può giocare: chi deve ripulire il denaro sporco. Ti auguro una buona serata

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