Opinioni

Balneari, Gasparri: “Più coerenza per risolvere impasse su concessioni”

La lettera del senatore di Forza Italia alle associazioni di categoria: "Nubi all'orizzonte, occorre prendere decisione finale"

La vicenda della proroga per le concessioni balneari dura ormai da molti anni ed è giusto fare un po’ di chiarezza. Fu importante l’intervento mio e del senatore Massimo Mallegni presso il ministro Gian Marco Centinaio, per arrivare nel dicembre 2018, d’accordo con lui e altri gruppi parlamentari, a una norma di estensione delle concessioni al 2033, contenuta nella legge di stabilità per il 2019. Successivamente, purtroppo, le autorità di governo non hanno prodotto gli atti necessari per attuare la norma, indebolendo così l’intervento e lasciando nell’incertezza amministratori e imprenditori.

Con il cambio di governo, di fronte alle incertezze e alle ostilità, il sottoscritto ha sollecitato il ministro Dario Franceschini (al quale è stata dal governo tuttora in carica assegnata la delega al turismo, precedentemente affidata al ministero dell’agricoltura) per varare nel “decreto rilancio” la norma che attuasse definitivamente la proroga, senza possibilità di ulteriori interpretazioni. Il mio intervento fu tale che Il Fatto Quotidiano (ostile come tanti settori grillini e della sinistra ai balneari) denunciò questo accordo con una copertina con il fotomontaggio di Gasparri e Franceschini in costume da bagno.

Dopo questa iniziativa tornano delle nubi all’orizzonte, sotto forma di una cervellotica sentenza della Corte di cassazione che, senza conoscere la fatica, la sofferenza, i sacrifici delle imprese e degli operatori (peraltro massacrati dal virus, dalla scomparsa del turismo e, non ultimo, dal maltempo che si è abbattuto sulle coste italiane), si occupa ancora una volta delle concessioni. Come se non bastasse l’Antitrust (che si inginocchia davanti allo strapotere di Amazon, di Google, di Huawei, dei cinesi e di tutte le altre multinazionali che fanno concorrenza sleale alle nostre imprese) va a occuparsi di regolamentare la concorrenza per le spiagge di Piombino. Queste nubi all’orizzonte rendono incerto ancora una volta il futuro delle imprese balneari.

Forza Italia rivendica una linea di coerenza, con le proroghe che ottenemmo prima contestando il governo Monti, con una battaglia “fisica” che io ho fatto nell’ufficio dell’allora presidente del consiglio, alla presenza del sottosegretario alla presidenza del consiglio Antonio Catricalà (proroga al 2020 ottenuta da Gasparri), poi insieme a Centinaio con l’estensione al 2033 e, successivamente, con Franceschini. Ora, di fronte a nuove insidie, noi diciamo una volta per tutte all’intero settore: avete diritto di esistere, di operare in continuità, di poter fare investimenti e di sopravvivere in un momento in cui le entrate oscillano tra lo zero a quel poco che si è incassato.

Dobbiamo esigere dal governo attuale di dirimere una volta per tutte la questione Bolkestein in sede europea. Questo io ho difficoltà a farlo, perché è il governo che parla con Bruxelles in un dialogo tra istituzioni. Noi possiamo però chiedere nelle sedi parlamentari italiane (sollecitando ancora io Franceschini) di definire interventi che evitino le interferenze di autorità locali e della magistratura. Evitando la confusione per i sindaci che si trovano in mezzo a una moltitudine di norme e sentenze che dicono tutto e il contrario di tutto.

Bisogna una volta per tutte assumere una decisione finale: le imprese balneari sono o non sono una risorsa del paese da salvaguardare? Cosa si deve fare? Le mie idee e posizioni sono note e ho fatto tutto quello che potevo e anche di più, ricordando che tutto questo l’ho fatto stando all’opposizione per gran parte di questi anni, mentre altri sono stati al governo, per sempre o a tratti. Le associazioni devono prendere atto di chi c’è sempre, di chi è ostile e di chi c’è con minore continuità. Io ci metto impegno come pochi da anni. Chiedo chiarezza anche a voi, una volta per tutte.

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Maurizio Gasparri

Senatore di Forza Italia.
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