Sindacati e associazioni

Balneari, Fenailp: “Urge decreto transitorio per consentire avvio stagione”

Gentili: "Troppi imprenditori rischiano denunce come abusivi, il governo intervenga"

Fenailp (Federazione nazionale imprenditori e liberi professionisti) chiede al governo un decreto transitorio che consenta il rinnovo automatico dei titoli degli stabilimenti balneari per il 2021 al fine di evitare il rischio di sequestro delle imprese con concessioni non in regola. Spiega infatti una nota dell’associazione: «Con la sentenza 7258/2019 il Consiglio di Stato aveva sottolineato come i Comuni potevano e dovevano applicare la legge 145/2018 attraverso il rilascio dell’estensione delle concessioni turistico ricreative fino all’anno 2033; successivamente, con la sentenza 7874/2019 arrivò a definire la suddetta proroga illegittima in quanto contrastante con le direttive impartite sulla materia dall’Unione europea. Il Tar Salerno nella sentenza 265/2021 ha sottolineato con forza che le proroghe delle concessioni al 2033 vanno disapplicate, mentre il Tar Lecce, con svariate sentenze, ha imposto ai Comuni di procedere al rilascio. In definitiva, oggi sindaci e dirigenti comunali possono scegliere se farsi denunciare dall’attuale concessionario (se non tengono conto della norma) oppure dagli aspiranti concessionari (se applicano la legge italiana)».

Dichiara Mario Arciuolo, segretario generale della Fenailp: «Non possiamo e non vogliamo dimenticare che in mezzo a questo caos amministrativo e giudiziale si trovano sempre e comunque gli imprenditori balneari, i quali, dopo l’emergenza pandemica che lo scorso anno ha causato la perdita di almeno due mesi di lavoro, oggi si trovano a nutrire molte incertezze sull’apertura e sulla gestione delle imprese in vista dell’imminente stagione estiva. Ci troviamo insomma di fronte a due categorie di concessionari: quelli che hanno ottenuto l’estensione del titolo concessorio fino al 2033 (la minoranza), e coloro i quali possono contare solo sul possesso della concessione scaduta il 31 dicembre 2020 (la maggior parte)».

Aggiunge Pietro Gentili, responsabile dei sindacati nazionali Fenailp: «Dobbiamo affrontare e tentare di risolvere l’attuale situazione, assolutamente incerta, nella quale si trovano, senza colpa alcuna, tanti imprenditori. Oggi in migliaia corrono seriamente il rischio di subire una denuncia come “abusivi”, non essendo in possesso di alcuna autorizzazione per l’uso del demanio marittimo né per quest’anno né per quelli futuri. Non sarebbero in regola neanche nel momento in cui avviano i lavori di manutenzione e di miglioramento dello stabilimento balneare o, peggio ancora, potrebbero dover essere obbligati alla chiusura dell’azienda a stagione avviata».

«Siamo certi che, come è sempre avvenuto, gli imprenditori balneari non soffermeranno il proprio pensiero su questi rischi e, senza dubbio, provvederanno a offrire servizi sempre migliori e di qualità, ma molti si faranno spontaneamente la domanda sull’opportunità o meno di investire il proprio capitale per migliorare le imprese con il rischio, però, di subire un sequestro», conclude Gentili. «In virtù di questi elementi oggettivi, pensiamo che l’attuale posizione degli imprenditori balneari sia davvero incerta, anche perché risulta difficile individuare chi, come e quando potrà assicurare una risposta efficace e definitiva alle diverse problematiche che attanagliano la categoria».

Fenailp è dell’avviso che «debba essere il governo a rispondere seriamente e urgentemente a questi interrogativi attraverso un decreto transitorio, rispetto a quello in preparazione attinente alla riforma organica delle concessioni, che ribadisca il rinnovo automatico delle concessioni scadute il 31 dicembre 2020 per tutto l’anno in corso, così da permettere la gestione delle imprese turistiche nella stagione 2021 con la certezza di non incontrare alcun problema per la mancanza del titolo sia in campo giudiziale che amministrativo. Si tratterebbe di un primo passo, molto importante, da parte del premier Mario Draghi, verso quelle modifiche legislative al Codice della navigazione che chiuderanno, in modo definitivo, la vertenza comunitaria sulle concessioni demaniali. Un traguardo indispensabile per il futuro degli imprenditori balneari, sempre promesso ma mai realizzato dagli undici governi che si sono succeduti alla guida del paese nell’ultimo decennio».

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