Norme e sentenze

Balneari, Consiglio di Stato respinge tesi scarsità risorsa e interesse transfrontaliero

Palazzo Spada continua ad annullare le sentenze controcorrente del Tar Lecce confutando una dopo l'altra le tesi a favore dei concessionari

Il Consiglio di Stato sta continuando ad annullare le svariate sentenze del Tar di Lecce che, uniche fra tutti i tribunali amministrativi italiani, tra il 2020 e il 2021 hanno confermato l’estensione delle concessioni balneari al 2033 disposta dalla legge 145/2018. I contenziosi sono precedenti alla nota pronuncia dell’adunanza plenaria che a novembre 2021 ha annullato la proroga al 2033 per tutti i concessionari: ma mentre gli altri Tar della penisola, anche prima della storica decisione di Palazzo Spada, già tendevano a disapplicare la proroga ritenendola in contrasto con la direttiva europea Bolkestein, il presidente del tribunale amministrativo di Lecce Antonio Pasca, con una serie di sentenze fuori dal coro, aveva invece deciso di confermare la scadenza al 2033, affermando che la Bolkestein non è una direttiva autoesecutiva e pertanto, in assenza di un’altra normativa nazionale, doveva restare valida la 145/2018. Tuttavia il Consiglio di Stato nelle ultime settimane sta confutando una dopo l’altra le tesi di Pasca: dopo essersi espresso lo scorso maggio su alcuni contenziosi di Lecce, dando ragione al Comune che non voleva applicare la proroga al 2033, due giorni fa lo stesso è avvenuto nella vicina località di Taviano. Con la sentenza n. 4934 del 16 giugno, infatti, la settima sezione del Consiglio di Stato ha accolto l’appello proposto dal Comune di Taviano riformando la pronuncia n. 603 del 29 aprile 2021 del Tar Lecce, che aveva accolto parzialmente il ricorso di un concessionario contro l’amministrazione che gli negava la proroga al 2033. E in questo caso Palazzo Spada è andato addirittura oltre rispetto alla precedente sentenza, pronunciandosi negativamente su argomentazioni come il legittimo affidamento, la scarsità delle risorse e l’interesse transfrontaliero, utilizzate dall’avvocato Danilo Lorenzo in difesa del concessionario salentino ma sonoramente bocciate dal massimo tribunale amministrativo.

Tra le argomentazioni sollevate dalla società concessionaria nella sua difesa, c’era l’inapplicabilità della Bolkestein al suo caso specifico, in quanto il rapporto concessorio è precedente al recepimento della direttiva e pertanto vale il principio del legittimo affidamento. Tuttavia Palazzo Spada, richiamando la sentenza della Corte di giustizia europea “Promoimpresa” del 14 luglio 2016, ha affermato come una giustificazione fondata sul principio della tutela del legittimo affidamento richieda «una valutazione caso per caso che consenta di dimostrare che il titolare dell’autorizzazione poteva legittimamente aspettarsi il rinnovo della propria autorizzazione e ha effettuato i relativi investimenti. Una siffatta giustificazione non può pertanto essere invocata validamente a sostegno di una proroga automatica istituita dal legislatore nazionale e applicata indiscriminatamente a tutte le autorizzazioni in questione».

La difesa della società concessionaria sosteneva inoltre che la spiaggia in Italia non è una risorsa naturale scarsa e che sulla specifica porzione oggetto del contenzioso non sussistesse l’interesse transfrontaliero alla luce delle ridotte dimensioni e della marginalità dell’area – elementi, questi due, previsti dalla Bolkestein per giustificare l’esclusione dalle gare – ma anche in questo caso il Consiglio di Stato ha dato torto al balneare: riprendendo le tesi espresse a novembre dall’adunanza plenaria, la settima sezione di Palazzo Spada ha infatti affermato che «le concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative presentano un “interesse transfrontaliero” che rende il relativo affidamento soggetto al diritto sovranazionale. L’interesse in questione consiste nella “indiscutibile capacità attrattiva verso le imprese di altri Stati membri”, il quale trae origine dal “dato di oggettiva e comune evidenza, legata alla eccezionale capacità attrattiva che da sempre esercita il patrimonio costiero nazionale (…) per conformazione, ubicazione geografica, condizioni climatiche e vocazione turistica”. Su tale base si giustifica, dunque, l’applicazione alle concessioni del demanio marittimo per finalità turistico-ricreative delle regole della concorrenza e dell’evidenza pubblica di matrice europea, finalizzate ad aprire settori di interesse economico alla concorrenza ed a rimuovere situazioni di ostacolo all’ingresso di nuovi operatori, invece favorite da norme di proroga dei rapporti in essere». Inoltre, prosegue la sentenza 4934/2022 del Consiglio di Stato, «il bene costiero in Italia rappresenta una risorsa scarsa, poiché i dati forniti dal sistema informativo del demanio marittimo (SID) del Ministero delle Infrastrutture rivelano che “quasi il 50% delle coste sabbiose è occupato da stabilimenti balneari, con picchi che in alcune Regioni (come Liguria, Emilia-Romagna e Campania) arrivano quasi al 70%”: a ciò vanno aggiunti i fenomeni dell’erosione, dell’inquinamento e dei limiti quantitativi di costa assegnabili in concessione stabiliti in molte Regioni, “nella maggior parte dei casi” coincidenti con la percentuale già assentita».

Andando a esaminare le questioni dell’interesse transfrontaliero e della scarsità di risorsa alla specifica concessione oggetto del contenzioso, il Consiglio di Stato ha infine sottolineato che «l’adunanza plenaria ha considerato i due presupposti della scarsità della risorsa naturale e dell’interesse transfrontaliero in relazione al patrimonio costiero nazionale nella sua interezza. Per altro verso, legare l’accertamento del suddetto interesse, in sede di valutazione caso per caso, alla superficie assentita e alle dimensioni dell’azienda concessionaria (in un’ottica di esclusione delle fattispecie de minimis) comporta il rischio di un’agevole elusione della normativa eurounitaria attraverso la polverizzazione delle concessioni».

Per approfondire

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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  1. Non ci deve essere nessun mercato unico europeo delle concessioni balneari marittime perché è un settore che esiste quasi esclusivamente in Italia. Quanto alla foto in testa all’articolo, vedo lettini e ombrelloni piantati nel bagnasciuga: da balneare mi pare un’evidente situazione di illegalità. Prima di pensare a introdurre regole nuove bisogna pensare a far rispettare le regole esistenti.

  2. Ed invece… i sindacati premono affinche i politici approvino la riforma con principi che sono stati nuovamente dichiarati illegittimi,gettando il settore nel caos piu totale:

    Salvare le imprese balneari ed i loro investimenti: appuntamento lunedì prossimo 20 giugno alle ore 20.30 a Villa Nobel, Sanremo per l’importantissima Assemblea organizzata da CNA Imperia e CNA Liguria a titolo ‘Avanti tutta’ – Questione Balneare: la fine non è ancora scritta’.

    CNA Balneari lancia un appello al Governo, che sarà chiamato a emanare i decreti attuativi destinati a riformare l’attuale disciplina delle concessioni demaniali a uso turistico e ricreativo. La richiesta: prevedere il riconoscimento dell’effettivo valore di avviamento commerciale delle imprese al netto degli investimenti realizzati nel corso degli anni. CNA ribadisce inoltre la necessità che venga garantito il diritto di prelazione agli attuali concessionari, condizione indispensabile per tutelare 30mila famiglie che da decenni e decenni dedicano praticamente la loro vita alla conduzione di queste attività.

    Al centro del dibattito di lunedì, la salvaguardia dell’attuale modello balneare italiano, con interlocutori d’eccellenza. Parteciperanno infatti:

    • Brando Benifei, Eurodeputato
    • Marco Campomenosi, Eurodeputato
    • Giorgio Mulè, Sottosegretario di Stato al Ministero della Difesa
    • Di Muro Flavio, Deputato
    • Zucconi Riccardo, Deputato
    • Marco Scajola, Assessore Regionale al Demanio marittimo e Coordinatore del Tavolo interregionale sul Demanio
    • Gianni Berrino, Assessore Regionale al Turismo
    • Sabina Cardinali, Presidente nazionale CNA Balneari
    • Cristiano Tomei, Coordinatore nazionale CNA Balneari

    «Avviamento commerciale al netto degli investimenti, diritto di prelazione, tutela delle imprese balneari, che hanno fatto di questo lavoro una scelta di vita, ed infine mappatura: queste le condizioni assolutamente necessarie per avere delle garanzie ed un riconoscimento dovuto agli attuali concessionari da inserire nei decreti attuativi affidati, per la loro stesura, dal Parlamento al Governo», dichiara Luciano Vazzano, Segretario territoriale CNA Imperia.

    E continua, «Serve soprattutto il riconoscimento dell’avviamento, del valore commerciale, di tutto il lavoro che hanno effettuato negli anni le imprese costituenti l’attuale sistema italiano della balneazione. E questo riconoscimento va fatto al netto degli investimenti effettuati: c’è un impegno messo in campo dai concessionari che ha trasformato l’offerta turistica balneare, anche grazie alla loro professionalità ed esperienza. Questo è un valore aggiunto per la nostra economia, unito al fatto che ci troviamo in un contesto unico nel panorama europeo».

    «Il secondo aspetto, proprio per tutelare e garantire questa condizione, è che ci sia un riconoscimento del diritto di prelazione. Queste 30 mila concessioni sono costituite per la maggior parte da microimprese a conduzione familiare. Nel diritto superficiario operano su un’area demaniale, ma sopra di essa hanno costruito un’azienda che è stata realizzato non solo a livello materiale, ma anche per i servizi di qualità, proprio da loro. Questo non deve essere solo un tema, ma un criterio da riconoscere.»

    «Infine la mappatura – conclude Vazzano – Riteniamo che ci sia ancora bisogno di un periodo transitorio e lo chiedono anche i Comuni costieri, che hanno confermato numerosi la partecipazione al nostro incontro, affinché si possa effettuare una ricognizione attraverso la mappatura per evidenziare le aree occupate da quelle disponibili per nuove iniziative».

    L’invito all’incontro è aperto alle imprese, agli Amministratori locali ed ai rappresentanti delle Istituzioni.

    Prevista la possibilità di assistere all’incontro anche in diretta streaming: per confermare la presenza o per richiedere il link di partecipazione, contattare CNA Imperia allo 0184/500309 oppure inviare una e-mail a centroassistenza@im.cna.it

    (in basso la locandina dell’incontro)

  3. Salvinicrepa says:

    Spero che respinga tutto quello che non aggrada draghi , pentastellati e c
    che in uno dei suoi tanti pronunciamenti vieti ai vecchi concessionari di partecipare alle gare in generale o almeno quella che avevano gia in concessione ,
    che revochi anche la legge proroga emanata dal consiglio stesso al 2023
    TROVO INVECE DIFFICOLTA OGGETTIVA , sostenere anche con legge apposita che per il bene dell italia e del mercato europeo, un azienda subentrante non debba dotarsi di attrezzature , avviamento, manodopera, come minimo a livelli di quella uscente per avere un volume di affari come minimo uguale ( nell interesse dello stato, socio di maggioranza di ogni azienda italiana concessionaria o no). quindi, nel non voler fare riconoscere il valore dell azienda che si vuole fare RUBARE, OBBLIGARE L ENTRANTE a dotarsi della stessa attrezzatura, a questo punto al valore del nuovo, sarebbe come minimo doveroso. Per l avviamento, sempre per legge, possono utilizzare il nostro che è il risultato di anni di semina.
    Ameno che al governo attuale non interessi sopprimere una categoria a un prezzo che si sapra solo a consuntivo, ma chi se ne frega.

  4. Scusate ma come potete pensare di far comprare attrezzature usate a prezzo del nuovo?..siete su un pianeta diverso dalla gente normale

    • salvinicrepa. says:

      ho capito che non hai capito.
      ma anche cheNon conviene capire.
      poiché riconoscere il valore aziendale
      é peccato mortale,io stato però pretendo che tu vincitore della ultima ora, gestisci la concessione con le stesse attrezzature dell’ uscente, per avere gli stessi fatturati.E siccome non devi comprarle dall’ uscente, le compri nuove al prezzo del nuovo. Cretino

      • Cretino le compro al prezzo del nuovo ma NUOVE!..potrei non volere le tue attrezzature perché magari non hanno i motori di raffreddamento che mi vanno bene oppure i colori che mi piacciono…capisco offrirle al nuovo concessionario ma pretendere che te le paghi come fossero nuovi è da deficienti più che cretini..deficienti nel senso di deficere di buonsenso

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