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Balneari, Conferenza Regioni: “Governo risolva problemi applicativi su estensione al 2033”

Approvati all'unanimità due documenti che chiedono un indirizzo di certezza entro il 30 novembre

La Conferenza delle Regioni ha approvato due documenti sul demanio marittimo, che chiedono al governo maggiori certezze sull’estensione al 2033 e una riforma complessiva del settore. I contenuti dei documenti, approvato all’unanimità nella seduta di ieri, erano stati concordati dalle commissioni interregionali al demanio marittimo e alle infrastrutture, che si erano riunite nei giorni scorsi. In particolare, secondo le Regioni la legge 145/2018 «ha determinato rilevanti problemi applicativi, difficoltà e contraddizioni non solo per l’assenza di indirizzi univoci per garantire un’omogenea e uniforme applicazione sul territorio nazionale, ma anche per il consolidarsi di un orientamento giurisprudenziale che sancisce in via generale l’illegittimità di una normativa sulle proroghe ex lege delle concessioni demaniali marittime, in quanto ritenuto confliggente con il diritto eurounitario».

Con questa motivazione, la Conferenza delle Regioni ha dunque chiesto ufficialmente al governo:

  • di fornire entro il 30 novembre «indicazioni chiare e univoche sulla piena efficacia e applicabilità della vigente normativa in materia», anche alla luce del successivo decreto rilancio che, avendo confermato l’estensione al 2033 in seguito all’emergenza del Covid-19, «pone alla base dell’estensione temporale delle concessioni demaniali in essere una nuova e diversa ratio»;
  • di concedere la possibilità, per i Comuni, di rilasciare nuove concessioni demaniali marittime non ancora assegnate (la legge 145/2018, oltre ad avere istituito l’estensione al 2033, ha infatti anche proibito il rilascio di nuove concessioni balneari);
  • di rivedere l’aumento del canone minimo a 2500 euro (la richiesta è riferita alla legge salva-pertinenziali contenuta nel “decreto rilancio”, che ha abrogato i valori Omi e aumentato i canoni minimi da 362 a 2500 euro come compensazione);
  • di varare «una riforma organica dell’intera materia riguardante il demanio marittimo che possa dare certezze alle imprese e nuova opportunità di sviluppo».

Secondo l’assessore al demanio della Regione Liguria Marco Scajola, coordinatore della commissione demanio della Conferenza delle Regioni, «la posizione compatta espressa dalle Regioni per la richiesta al governo di un atto chiarificatore e definitivo, entro il 30 novembre, sulla vigenza del regime di proroga per tutte le concessioni demaniali è un fatto molto importante che non potrà rimanere senza risposta».

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