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Balneari, Centinaio: ”15 anni sono validi, convinceremo l’Europa”

Il ministro del turismo interviene in seguito alle false indiscrezioni pubblicate dalla stampa generalista su una procedura di infrazione europea e annuncia i contenuti dell'imminente riforma.

«Cercheremo di far capire alla Commissione europea la logica dell’estensione delle concessioni balneari. Confido di evitare la procedura di infrazione». Lo ha detto il ministro del turismo Gian Marco Centinaio in un’intervista pubblicata oggi da Repubblica, rispondendo alle indiscrezioni pubblicate dallo stesso quotidiano (ma prive di fondamento) che darebbero per certa una procedura di infrazione europea contro l’estensione di 15 anni disposta dal governo Conte nell’ultima legge di bilancio.

Nell’intervista odierna a Repubblica, il ministro conferma quanto sostenuto da Mondo Balneare nell’articolo di ieri: «Non mi risulta alcuna comunicazione un’imminente procedura», ha detto il leghista, annunciando che «in questi giorni presenteremo il decreto attuativo del provvedimento con gli obiettivi che ci siamo prefissati». Centinaio si riferisce al dpcm che lo stesso governo si è impegnato a presentare entro quattro mesi dall’entrata in vigore dell’estensione di 15 anni (il termine scade oggi, ma non è perentorio e l’esecutivo sembra essersi preso qualche settimana in più). Tale decreto dovrà andare a fissare i capisaldi della riforma delle concessioni balneari, definendo le modalità di rinnovo e di assegnazione trascorsi i 15 anni, nonché il riordino dei canoni demaniali.

Così Centinaio ha illustrato a Repubblica i contenuti dell’imminente decreto: «Faremo una mappatura del litorale per capire quante sono esattamente le spiagge libere, imporremo in capo a chi rinnoverà la concessione degli obblighi sulla qualità dei servizi e sulla tutela del territorio e del mare. Poi promuoveremo l’aggregazione tra stabilimenti, così come la partnership tra pubblico e privato e infine prevediamo un rating per colpire i furbetti, ovvero chi subappalta e non paga le tasse, che saranno penalizzati per il rinnovo tra 15 anni». Ma soprattutto, conclude il ministro, «cercheremo di far capire alla Commissione che le concessioni balneari non sono servizi e quindi non rientrano nel perimetro della Bolkestein». Su quest’ultimo aspetto pare però che sia in corso un serrato braccio di ferro tra Lega e Movimento 5 Stelle, con i grillini che sarebbero più orientati verso le gare (e proprio queste sembrano essere le ragioni del ritardo del dpcm).

Sul tema interviene anche il coordinatore di Cna Balneari Cristiano Tomei: «L’estensione della durata delle concessioni a 15 anni è una legge che va sostenuta e difesa in europa per il futuro di 30 mila imprese balneari italiane. Le regioni costiere hanno esplicato con circolare quanto contenuto nel provvedimento varato a dicembre e oltre 700 comuni rivieraschi hanno avviato le procedure di validazione dell’estensione delle attuali concessioni demaniali fino al 2033. Il pool tecnico-legale di Cna Balneari è pronto a portare il proprio contributo all’interno del tavolo tecnico ministeriale per lavorare sugli obiettivi stabiliti nella norma riportata in legge di bilancio, necessari per confermare l’attuale estensione delle durata delle concessioni e per individuare i contenuti per una riforma complessiva di settore che ne preveda, anche dopo il 2033, l’esclusione dal perimetro della direttiva servizi».

Anche Maurizio Rustignoli (presidente Fiba-Confesercenti) e Antonio Capacchione (presidente Sib-Confcommercio) hanno commentato la vicenda. Leggi gli articoli:
Rustignoli (Fiba): ”Bene chiarimenti Centinaio su Bolkestein”
Capacchione (Sib): Nessuna procedura di infrazione Ue sui balneari”

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