Sicilia Sindacati e associazioni

Associazione Balneare Sicilia ricorre al Tar per riavere concessioni al 2033

Un gruppo di imprenditori balneari aderenti all’Associazione Turistica Balneare Siciliana ha presentato ricorso al Tar di Catania per riottenere le concessioni con durata fino al 31 dicembre 2033. Nello specifico, i balneari hanno chiesto l’annullamento dei provvedimenti ha anticipato la scadenza dei loro titoli al 31 dicembre 2023.

La Regione Sicilia ha annullato le concessioni al 2033 e fissato la nuova scadenza al 2023 in osservazione alla sentenza del Consiglio di Stato che, a novembre 2021, ha cancellato la proroga di quindici anni che era stata disposta dalla legge nazionale 145/2018. Tuttavia l’Associazione Turistica Balneare Siciliana rivendica che, grazie al regime di statuto speciale della regione, sarebbe possibile mantenere la validità dei titoli fino al 2033.

«Pur nell’ambito delle disposizioni comunitarie, le proroghe di natura tecnica e correlate al coordinamento delle diverse situazioni locali rientrano nelle attribuzioni delle autorità nazionali e regionali competenti, nell’esercizio di una discrezionalità insindacabile da parte degli organi giudiziari», afferma una nota dell’associazione balneare, che per il ricorso ha incaricato gli avvocati Andrea Scuderi, Felice Giuffrè e Giovanni Mandolfo.

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  1. Io credevo che patroni avesse scritto apposta tamquam non esset per poterle annullare direttamente tramite sentenza senza bisogno di atti conseguenti.
    Sentiremo gli avvocati, semmai ci facciamo rinnovare le concessioni fino al 2033 anche nel resto d Italia .
    Ma allora mi domando: Draghi ma che sentenza hai dettato a Patroni ?
    non vorrei che l’ Europa, mi bacchettasse sto statista mandato a casa dal suo governo.
    (con lega e fi che invece gli avevano votato la svendita della categoria balneari)…
    Vedremo. Intanto avanti così come cani sciolti.

  2. Sarebbe interessante leggere questa curiosa impugnazione. Sia perché a fronte della legge nazionale n. 118/2022, cioè una sopravvenienza legislativa in una materia di competenza statale e vincolante anche per le Regioni speciali, sembrerebbe morta in culla. Sia perché, se si tratta di “discrezionalità insindacabile da parte degli organi giudiziari”, questo vale pure per i provvedimenti al 2023 che sarebbero stati impugnati, e nessun Giudice o Tribunale può o potrebbe ordinare all’amministrazione di dare la proroga al 2033. Sì, proprio curioso.

    • Ma hai cambiato il nick???
      Curioso sarebbe vedere le vostre facce quando la nostra Giorgia ci fa uscire dalla porcata
      Tanta salute a voi ….ma tanta tanta

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