Sicilia Sindacati e associazioni

I balneari siciliani chiedono le concessioni fino al 2033

La richiesta dell'associazione degli imprenditori di spiaggia sottoposta al consigliere Carta

Una delegazione dell’Associazione Turistica Balneare Siciliana ha incontrato lo scorso 3 gennaio il consigliere Giuseppe Carta, presidente della IV commissione “Ambiente e territorio” dell’assemblea regionale siciliana, per discutere sulla problematica riguardante il demanio marittimo della regione e, in particolare, sull’applicazione della direttiva europea Bolkestein a seguito della sentenza del Consiglio di Stato che riconosce la validità delle concessioni in essere solo fino al 31 dicembre 2023. «L’incontro è stato cordiale e proficuo, grazie alla disponibilità del presidente Carta che ha accolto la nostra richiesta per discutere e trovare soluzioni migliorative alla gestione del demanio marittimo della Sicilia», afferma Antonio Firullo, presidente dell’Associazione Turistica Balneare Siciliana.

Questi i temi sottoposti dall’associazione al consigliere Carta:

  • che occorre la conferma della legge regionale numero 24/2019 e le prescrizioni del decreto Arta numero 137/Gab del 21 maggio 2020, al fine di confermare il rilascio delle concessioni demaniali al 31 dicembre 2033 e sospendere, in autotutela, l’efficacia delle comunicazioni già inoltrate telematicamente a diversi concessionari del demanio marittimo della Sicilia, che convalidano l’efficacia delle concessioni al 31 dicembre 2023;
  • che la sentenza del Consiglio di Stato, approvata in adunanza plenaria n.17 e 18 del 9 novembre 2021, ha evidenziato al governo nazionale l’inapplicabilità dell’estensione automatica del titolo concessorio;
  • che i concessionari della Sicilia non hanno ottenuto l’estensione “automatica” del proprio titolo ma soltanto dopo una specifica richiesta, tramite il portale, dalla quale l’amministrazione regionale si è riservata di convalidare l’estensione al 31 dicembre 2033, “fatte salve le successive verifiche che saranno effettuate dall’amministrazione”;
  • che la Regione Sicilia, a differenza del resto d’Italia, ha rilasciato il titolo concessorio al 2033 dopo:
    1. un nuovo iter istruttorio;
    2. il pagamento dei “diritti fissi” di 250 euro “al fine di consentire a questo Ufficio di procedere al rilascio”;
    3. una nuova fidejussione assicurativa a garanzia dei pagamenti fino al 2033;
    4. il pagamento per la registrazione del nuovo decreto;
    5. la pubblicazione in GURS per trenta giorni del nuovo decreto valido fino al 31 dicembre 2033;
  • che in Sicilia l’occupazione del pubblico demanio marittimo, ai fini della balneazione, incide di circa il 15% su 1.500 km di costa con tipologie di attività diverse come bar, ristoranti, pizzerie, stabilimenti balneari, aree attrezzate, eccetera;
  • che la Regione Sicilia ha già individuato e approvato procedimenti per rilasciare nuove aree in concessione:
    1. di breve durata (tre mesi) ai sensi del decreto assessoriale numero 351/Gab del 7 ottobre 2019, aggiornato con decreto assessoriale numero 38 Gab del 31 maggio 2021, che possono essere autorizzate anche se non riconosciute nei PUDM dei Comuni costieri e fino a cinque metri da una struttura balneare esistente;
    2. di sei anni (legge regionale numero 32, articolo 2, del 16 dicembre 2020, pubblicata in GURS del 21 dicembre 2020;
  • che nel 2016, la nostra regione ha tutelato i beni in concessione prorogando tutti i titoli demaniali in corso di validità fino al 31 dicembre 2020, sottolineando che l’articolo 12 della direttiva europea 123/CE del 2006 si applica solo “qualora il numero di autorizzazioni disponibili in atto per una determinata attività sia limitato per via della scarsità delle risorse naturali o delle capacità tecniche utilizzabili” (D.A. numero 319/GAB del 5 agosto 2016);
  • che per i fatti sopra esposti e in applicazione del comma 1 dell’articolo 12 della direttiva europea Bolkestein non vi sono dubbi sulla regolarità dei nostri titoli concessori fino al 2033 in quanto esistono le risorse.

«Il presidente Carta ha ascoltato con molto interesse gli interventi dei concessionari presenti – riferisce Firullo – proponendo una nuova legge in commissione per riformare la gestione del demanio marittimo della Sicilia e convocare le categorie del settore al fine di lavorare insieme alla stesura del nuovo testo. Il presidente si è anche reso disponibile a confrontarsi con i concessionari del demanio marittimo della Sicilia per valutare la possibilità di confermare l’estensione dei quindici anni delle aree già in concessione, laddove le risorse naturali lo consentono ai sensi dell’art. 12, comma1 della direttiva Bolkestein. Un confronto e una proposta importante che ci fa ben sperare nella salvaguardia dei nostri investimenti e, soprattutto, per lo sviluppo turistico della nostra Sicilia».

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  1. Si sono dimenticati il punto 6).

    Per la verifica della scarsita rosorse e la conferma delle proroghe, occorrera’ verificare tramite il satellite della Nasa la presenza di spiagge libere su Marte, sempre che gli alieni siano d accordo.

  2. Teo Romagnoli says:

    Finalmente cominciano i ricorsi nel confronti d” uno sciagurato sfracelo del maggior e miglior settore turistico italiano. Come chiedere di ottenere le concessioni degli impianti sciistici.. visto che le montagne come il mare sono di tutti.. opp. Le autostrade dei Benetton,, le antenne TV di Rai e Berlusconi, le acque minerali, le estrazioni minerarie ecc.. ma lasciateci lavorare..chi le vuole metta le mani al portafoglio e si rimbocchi le mani..come abbiamo fatto moi !!!

  3. Gioacchino Assogna says:

    Come si fa per un Assessore rappresentante delle Istituzioni non chiarire che ci sono sentenze del Consiglio di Stato che vanno rispettate per svolgere dei Bandi Pubblici per le concessioni demaniali.
    Si potranno realizzare anche più introiti per le casse dello Stato.
    È veramente stupefacente la pretesa dei balneari di disporre di una proprietà pubblica come se fosse privata e loro.

    • Provo a darle un altro punto di vista.
      posta la paradossale situazione in cui si trova ad oggi un imprenditore nel gestire la propria azienda con concessione in scadenza , la politica anziché affrontate il problema , sfrutta la disperazione con promesse “alla Gasparri” per pura propaganda. Avrei invece grossi dubbi sulla certezza di un aumento di introiti per lo stato. Il governo meloni ha aumentato i canoni del 25%, quindi ci sono già più introiti, quindi non servono le evidenze?
      Gli introiti dello stato, sono il n degli addetti, i loro contributi, l iva,le tasse sui redditi, dei dipendenti e dei titolari, il fatturato, e 1000 altre spese. Un aumento certo di gettito da queste voci, passa o da una continuità aziendale o da un impegno garantito da fideiussioni di un entrante. Credo che il secondo caso Leda la libertà di impresa, quindi senza continuità aziendale, lo stato che il buon senso vuole che aumenti gli introiti , si accollerà invece le conseguenze dell’ incompetenza di un entrante.Non affermare che il livello delle aziende attuali deve essere un punto di partenza per migliorarle tutte con le evidenze anziché sostituirle con l incommensurabile è criminale verso gli italiani, più che verso i concessionari.

  4. pensionato says:

    Anche il mio Comune ha rilasciato concessioni, esposto queste su albo pretorio, fatto pagare tassa di registrazione fino al 2033, non solo la Sicilia. E in maggioranza sono no profit.

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