Diciotto stabilimenti balneari di Viareggio hanno citato in giudizio il Comune di Viareggio, la Regione Toscana, l’Agenzia del Demanio e l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm), chiedendo il riconoscimento della validità delle proprie concessioni balneari almeno fino al 2033. Si apre così l’estate 2026, ultima in teoria prima delle gare per la messa a bando delle concessioni balneari, che dopo numerosi rinvii dovrebbero essere indette nel 2027.
Le concessioni sono già scadute secondo la giustizia italiana, il Consiglio di Stato e l’Agcm si sono espressi più volte sul punto e secondo la normativa europea. La direttiva Bolkestein (2006/123/CE), che impone di mettere a gara gli arenili, è del 2006, ma l’Italia non si è ancora adeguata. La Commissione europea ha emesso un parere motivato sulla procedura d’infrazione INFR(2020)4118 il 16 novembre 2023.
Il ricorso al Tribunale Civile per bloccare i bandi
Attualmente mancano i criteri generali per definire un “bando tipo”, inclusa la quantificazione dell’indennizzo per il concessionario che perde l’arenile. In questa situazione, i beneficiari delle concessioni intraprendono diverse iniziative per difendere i propri diritti. Dopo la bocciatura, da parte del TAR della Toscana, della proroga delle concessioni da parte del Comune di Viareggio, che ha ribadito l’obbligo di procedere con gare pubbliche, 18 storici lidi hanno spostato la battaglia dal piano amministrativo a quello civile. L’obiettivo è impedire la messa a gara della propria concessione, chiedendo i danni per la perdita di valore lamentata a causa del contenzioso sulla direttiva Bolkestein.
La Versilia diventa il banco di prova nazionale per la messa a gara delle spiagge pubbliche, nel rispetto dei principi di trasparenza e concorrenzialità, per decenni rimandata. Il governo deve intervenire per attuare le gare se si vogliono evitare le sanzioni della procedura di infrazione europea. Mentre gli avvocati presentavano il ricorso, il TAR bocciava la proroga concessa a Pietrasanta e Camaiore. A Camaiore il sindaco ha annunciato che non farà ricorso contro la sentenza del TAR e ha confermato tredici gare per i bagni del litorale.
Le sentenze del Tar Toscana e le reazioni della categoria
Anche il Comune di Grosseto, ha visto annullare le delibere che prorogavano le concessioni balneari. Il TAR della Toscana ha accolto il ricorso dell’Antitrust, stabilendo l’illegittimità delle proroghe automatiche e imponendo l’obbligo di procedere con gare pubbliche in conformità con la direttiva Bolkestein.
La stragrande maggioranza dei circa mille stabilimenti balneari lungo la costa toscana, (254 chilometri da Marina di Carrara a Capalbio) ha condotto in questi anni una dura battaglia contro le gare. I leader politici avevano rassicurato i balneari toscani nell’estate del 2022, promettendo che in caso di vittoria alle politiche si sarebbero battuti contro le gare.
Un balneare storico di Forte dei Marmi ha dichiarato: “Siamo stati traditi dal governo che ci ha lasciato in braghe di tela. Il governo diceva che avrebbe tutelato le aziende e invece è riuscito a fare peggio di chi storicamente è contro di noi come il Pd e M5s”.
Inutile dire che il persistere di questo clima di incertezze rischia di danneggiare gravemente l’intero indotto del turismo balneare italiano. L’auspicio è che le istituzioni e le parti coinvolte riescano a trovare quanto prima una soluzione per ridare stabilità e certezze a questo settore, che è uno dei pilastri dell’economia nazionale.
© Riproduzione Riservata

















