Itb Italia

Tre ipotesi sul futuro delle concessioni balneari

Il settore è davanti a tre possibili scenari, ognuno con i suoi vantaggi e svantaggi

Nel mondo del turismo balneare ormai sono troppe le parole inutili, come anche troppe sono le promesse e le minacce ancora più inutili, quali quelle, per esempio, di togliere il lavoro a persone e famiglie come le nostre che hanno creduto e investito nel turismo balneare e da sempre lo hanno fatto nel rispetto delle regole vigenti.

Tanto per chiarirci le idee, esaminiamo quale potrà essere il destino dei nostri stabilimenti balneari, che secondo alcuni che dovrebbero andare a gara fra qualche anno. Ben altre erano le aspettative, in base all’articolo 37 del Codice della navigazione e all’articolo 10 della legge 88/2001; ma vediamo le tre ipotesi che attualmente si prospettano per il nostro futuro:

  1. Verranno indette nuove gare cui parteciperanno anche imprenditori europei e non solo, ma anche riciclatori di denaro sporco e speculatori di ogni genere, e soprattutto certi “compari” e amici degli amici.
  2. I Comuni assumeranno in prima persona la gestione degli stabilimenti balneari.
  3. Verranno consolidate le attuali situazioni e assegnate le concessioni definitivamente a chi da anni e da generazioni se ne è preso cura, concedendo, come da sempre sperato da Itb Italia (si veda a questo proposito la nostra proposta “Limpida”), le aree dove sono poste le nostre strutture e la spiaggia resterà di pertinenza delle attuali imprese balneari.

Analizziamo ora nel dettaglio quali sono le conseguenze di queste tre ipotesi.

Ipotesi 1: nuove gare aperte a tutti

La prima ipotesi può sicuramente portare nuovi e più alti incassi di affitto allo Stato, ma con un rischio: gli stabilimenti migliori potranno essere affittati a condizioni migliori delle attuali, mentre quelli di livello più basso rischiano di rimanere deserti. Ci sarebbe, inoltre, un’imprenditoria più anonima e meno legata al territorio; e non da ultimo, i costi sicuramente aumenteranno per i turisti e quindi probabilmente diminuiranno le presenze sulle nostre spiagge e gli introiti degli stabilimenti

Il rischio è poi che aumentino anche i costi di gestione a carico dei Comuni per lo svolgimento delle attività che inesorabilmente andranno a loro carico (la pulizia delle parti comuni, il servizio di sicurezza…), nonché le attività di gestione dell’ordine pubblico e di salvataggio in mare. Il tutto prescindendo dagli spaventosi contenziosi che sicuramente seguiranno a causa delle richieste di risarcimento degli innumerevoli investimenti fatti dagli attuali concessionari volti al miglioramento dei servizi negli stabilimenti e nelle pertinenze; investimenti autorizzati dai piani regolatori di spiaggia e redatti localmente dai Comuni interessati. Tutto ciò comporterà dunque un pesante carico di lavoro per la magistratura per un lungo periodo, con il rischio di bloccare il lavoro delle imprese balneari stesse.

Ipotesi 2: gestione diretta del Comune

Questa seconda ipotesi prevede dei costi diretti per l’assunzione stagionale, la selezione e l’organizzazione del personale, la gestione diretta dei controlli di spiaggia, la sicurezza in mare, gli investimenti per la sicurezza e la pulizia e la cura delle pertinenze, come accade oggi sulle spiagge libere. Ma tutto ciò comporterebbe nei confronti del Comune una serie di contenziosi da parte dei concessionari uscenti per tutte le migliorie e gli investimenti fatti negli anni. In pratica c’è il rischio, in una situazione di minore flusso turistico o di una stagione con clima avverso, di un forte aggravio dei costi per il Comune a fronte di minori incassi.

Ipotesi 3: consolidamento delle attuali gestioni

Questa è l’ipotesi a nostro parere migliore, perché garantisce una serie di vantaggi: assicura la presenza di gestori degli stabilimenti di grande esperienza, con grande conoscenza delle necessità dei turisti e amicizie consolidate nel tempo, nonché una professionalità maturata in anni e anni di servizi di spiaggia. La conoscenza da parte dei gestori attuali del territorio e dei suoi aspetti più interessanti per i turisti, la familiarità maturata addirittura da generazioni nei rapporti con loro, sono la migliore garanzia per tutti gli operatori locali (ristoranti, bar, locali di divertimento, mercato e mercatini, eccetera) di continuità nel tempo. Questa soluzione genererebbe, inoltre, un flusso economico di denaro per lo Stato, che potrebbe essere investito per il miglioramento e il consolidamento del turismo balneare, primario elemento trainante dell’economia nazionale.

La qualità dei servizi forniti è quella che fa la qualità del territorio ed è stata la passione degli operatori balneari a far diventare tutte le realtà rivierasche italiane un must del turismo internazionale. Inoltre con il mantenimento degli attuali operatori si evita il rischio di una serie di cause legali per gli investimenti fatti per il turismo, quali il consolidamento delle strutture di spiaggia e i servizi di sorveglianza del territorio, che sarebbero toccati al Comune, così come i servizi di pulizia gli investimenti in strutture comuni, i servizi di salvataggio, eccetera: tutte attività che sarebbero state di competenza della pubblica amministrazione ma che svolgiamo noi balneari.

Ecco perché diventa per noi necessario procedere con le sdemanializzazioni delle aree dove insistono le nostre strutture. Insistere che questa soluzione porti a uno scontro fra Stato e concessionari è un errore: bisogna uscire dalla logica “io vinco e tu perdi” per entrare nella logica del “win-win” ovvero del vincere in due. Questa logica, infatti, è giustamente mirata a consolidare il lavoro fin qui svolto e gli investimenti fatti, a norma di legge, dalle nostre famiglie da tanti anni a questa parte. La sdemanializzazione deve essere, pertanto, la degna conclusione di un iter politico mirato al consolidamento del lavoro svolto fin qui svolto e degli investimenti fatti negli anni, in maniera legale, dai balneari italiani. Per questo noi dell’Itb Italia rinnoviamo la nostra richiesta di sdemanializzazione delle aree dove insistono le nostre strutture.

Conclusioni

Nel settore balneare c’è un prodotto che non si può comperare nei supermercati, poiché ci vogliono anni a farlo maturare: è la capacità di fare turismo e di stabilire quelle relazioni di fidelizzazione della clientela che ha portato le nostre città costiere a diventare un’eccellenza nel mondo. Questo ha permesso, inoltre, uno sviluppo importante di attività economiche e lavorative perché, in realtà, le nostre strutture turistico balneari sono state sono ancora fonte di ricchezza e lavoro per interi territori costieri di tutta Italia. Per avere lavorato per creare tutto ciò, le gare non possono essere la ricompensa.

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Giuseppe Ricci

Presidente Itb Italia, associazione degli imprenditori turistici balneari con base a San Benedetto del Tronto.
  1. Lorenzo Pinto says:

    Ahahahah!
    Bello il punto 3: regalare per SEMPRE le spiagge degli italiani ai balneari…
    Come no.
    Avete capito tutto…
    Mi raccomando, continuate a farvi difendere e consigliare da questa gente che vi illude, e ad evitare di affrontare il problema.
    Nel frattempo arriva il 2024.

      • Lorenzo Pinto says:

        Non c’è bisogno che me lo dica lei, io lavoro tutto l’anno come il resto degli italiani.
        Non 4-5 mesi per poi grattarmi gli attributi e spendere il nero fatto in estate.
        Se lo trovi lei un lavoro, e le conviene farlo prima del 2024.

        • Sono 8 toto mesi di lavoro,per 12,14 ore al giorno,ininterrottamente,non puoi permetterti nemmeno di ammalarsi,tu che lavoro fai,8 0re al giorno,sabato,domenica,malattie,ferie,a casa e pagate,cosa metti in gioco,forse qualcosa di tuo?Fatti due conti,l’invidia rende ciechi e incapaci di ragionare

        • Come è attivo questo Lorenzo Pinto!!!!
          Mi lasci dire che forse è ora che pensi a sui mazzi perché l’invidia è una brutta malattia.
          Se vuole non c’è bisogno di accanirsi tanto gli passo io il mio balneare molto volentieri.

      • Ho sempre lavorato……tu invece cosa speri?????di usufruire magari di tutto ciò che noi abbiamo costruito e curato negli anni????ti costerebbe tanto credimi!!!!!

    • Noi bagnini non vogliamo niente per regalo e ricorda che quello che abbiamo costruito negli anni l’abbiamo sempre fatto con le nostre mani nelle nostre spiagge si paga solo il noleggio di ombrelloni e lettini tutti gli altri servizi sono gratis a partire dal servizi di salvataggio parco giochi docce calde ecc. ecc. E puliamo la merda anche per chi non ci lascia un centesimo perciò prima di parlare a vanvera sciacquati la bocca se non sai la realtà dei fatti.

      • Lorenzo Pinto says:

        Senta, sig. bagnino, ma lei ha una vaga idea di quanto ci vorrebbe per sdemanializzare 4000 km di coste, ovvero tutta l’Italia?
        Probabilmente decenni.
        Nel frattempo, le concessioni andrebbero comunque all’asta.
        Come si fa a ritenere SERIA una simile proposta?
        Come fate a dare retta a certa gente?

      • Sappiamo la realtà, e che puliti merda di altri, di quelli che non pagano ne anche un caffè al bar. Ho fatto giro nelle scogli di lungomare di Marina di Massa, quanto sporco c’è , plastica, vetro e tutto resto . Nessuno pulisce spazi liberi.

        • Signora Anna con tutto il rispetto… se deve scrivere qui prima riordini le idee e si esprima correttamente, non si capisce quel che dice e a cosa si riferisce.

    • Negli anni 70 e 80 siamo stati invitati dall’amministrazione comunale ad investire nel settore turistico balneare perché puntualmente ignorate aste ed affidi di gestione. Molte amministrazioni comunali e regionali hanno addirittura rilasciato concessioni a titolo gratuito purché sulle nostre coste ci fossero ombrelloni e turisti. Quindi noi deficenti abbiamo investito denaro acquisito dalle banche per creare turismo adesso improvvisamente siamo diventati imprenditori milionari…meditate e riflettete perché dopo sarà troppo tardi….con cinesi mafiosi e multinazionali peggio delle prime e due…….

    • hahahahahahahahahahahahahahahahahahahahaha….à Pinto der caxxo…ecchèccevò!! basta che lo STATO ci risarcisca i soldi che abbiamo speso legalmente quando in base all’art.37 del codice di navigazione ci era stato garantito il rinnovo automatico delle concessioni ogni 6 anni altrimenti col caxxo che avremmo investito i ns. capitali (ipotecando spesso case e terre, come successo a me) la legge prevede buonuscite e risarcimenti .-
      tu avresti investito 350 milioni di lire nel 1997 se dopo venti anni ti toglievano tutto..???? ed è anche anticostituzionale in quanto se io avessi comprato altro, l’investimento sarebbe stato sicuro come mio diritto di cittadino italiano. cmq…dulcis in fundo la direttiva Bolkestein è inapplicabile nella forma e nella sostanza come ebbe anche a dire Fritz Bolkestein autore della direttiva il 20.04.2018 al parlamento italiano. prima di sparare puttanate….informatevi…

      • Nikolaus Suck says:

        Nel 1997 non esisteva nessun rinnovo automatico, ma semmai la scadenza automatica. Il rinnovo automatico è esistito solo tra il 2001 e il 2010 e non dava nessuna “garanzia”, non significava né rinnovo dovuto né rinnovo eterno, e faceva salva la revoca in ogni momento.
        Nessuna incostituzionalità, concessioni pubbliche e investimenti connessi sono a tempo per definizione, e le scadenze erano note e sono sempre esistite.
        Dulcis in fundo la applicabilità della direttiva alle c.d. concessioni serventi è accertata da una vita anche a livello nazionale.

          • Nikolaus Suck says:

            Il “legittimo affidamento” ha un significato preciso, e pretendere che ti rinnovino un titolo, o addirittura te lo lascino per sempre, perché te lo hanno sempre rinnovato prima non ci rientra.
            Anche le locazioni private si rinnovano “automaticamente” e possono durare pure decenni, ma se è quando alla scadenza il proprietario disdice e rivuole l’immobile nessuno si sogna di pretendere di restare perché è sempre stato lì o di invocare inesistenti “legittimi affidamenti” basati sui rinnovi precedenti.
            Figurarsi per le risorse pubbliche che sono collettive e di tutti.

      • La storia delle concessioni balneari parla da sola e ha già in sé la sua soluzione. Basta prevedere una revisione analitica di ciascuna concessione da parte di esperti nominati dai vari comuni, che leggano ciascun fascicolo delle concessioni balneari, facciano una ricognizione della situazione dalla data del rilascio ad oggi ed esprimano un parere sulla qualità della gestione di quel tratto di demanio concesso. Se la concessione risponde a requisiti di qualità ambientale, conformità urbanistica, paesaggistica e demaniale, regolarità nel pagamento dei canoni, allora perché revocarle? Inoltre, dal punto di vista economico, lo Stato ha lo strumento della definizione annuale delle tariffe, perciò faccia una seria stima del valore delle aree demaniali marittime per zone a diversa rilevanza turistica e faccia pagare ai concessionari le tariffe più congrue rispetto alla faccia di appartenenza. É un concetto semplice, rispettoso del bene pubblico e dell’economia. La concorrenza di mercato viene rispettata perché, superata la selezione sulla certificazione di qualità di cui sopra per avere diritto a mantenere la propria concessione da parte del concessionario, é il cittadino che sceglie in quale stabilimento andare, più concorrenza di così!

    • Sembri solo un invidioso se parli così. Con le giuste misure il punto tre e’ la situazione migliore, perché l’ Italia campa con il turismo ed è grazie anche ai Romagnoli con la loro esperienza, sono riusciti a dare un grande contributo al turismo italiano. Quindi pensaci bene prima di spararci contro.

    • Nessuno vuole spiagge in regalo..tant’e’ che si paga da anni un canone demaniale ,le spiagge sono e devono essere di tutti .
      Cosa che si rischia pero’ con il punto 1 , assegnare spiagge a terze parti multinazionali ecc che con la forza economica possono davvero forzare la situazione. E se arriva il 2024 come ben sempre abbiamo fatto dopo ogni mareggiata ci alziamo le maniche e faremo altro, poi pero’ non si potra ‘ piu’ tornare indietro, sara’ come il salumiere do fiducia sostituito dal banco frigo del centro commerciale.
      Dare la possibilita’ a tutti non si significa spodestare chi con fatica e sudori per anni ha costruito e fatto funzionare una macchina che, come solo chi del settore sa puo’ funzionare se metti faccia ,cuore e..tanto sacrificio. Che sia monito e riflessione, grazie

    • Teo+Romagnoli says:

      Il problema NON C’È…sono i burocrati esurpatori che il problema lo hanno creato.. Ascolta,
      1 sentenza del cds POLITICA,
      2 che invalida una LEGGE (rinnovo al 2033)
      3 basata su dati assolutamente FALSI di legambienteda
      4 Da giudici inquisiti !
      5 Da una direttiva europea che parla di concorrenza ove concorrenza (per ammissione dell’ antitrust)
      6 e dove non c’è mercato libero
      Non c’è e il mercato è liberissimo ( decine e decine di nuove concessioni sono state assegnate dai comuni negli ultimi anni)
      7 in un settore che va no bene BENISSIMO ed è volano per il turismo e territorio
      CE SALVA A SPESE SUE le persone che affogano in mare
      8 Che È CUSTODE e tiene PULITO l’arenile di tasca propria
      9 che DI TASCA PROPRIA paga ripascimento e ruspature (quando le regioni non sono efficenti) A DIFESA DI COSTA E ABITATO
      10 che FORMA nuovi GIOVANI con apprendistato e lavori stagionali che in futuro magari faranno altro..ma come primo lavoro svolgono un “servizio sociale” RETRIBUITO
      E potrei continuare ma non voglio annoiare nessuno..ribatti se puoi!
      I BALNEARI NON DOVRRBBERO RIENTRARR NELLA BOLKESTEIN !! IL SETTORE VA’ BENISSIMO. Chiedere ai turisti per credere.

    • Regalare c sempre le spiagge .ma sai quanto le abbiamo pagate almeno quanti investimenti ci sono dietro ad un stabilimento balneare .lei augura noi di andare male di finire moglie e figli x strada .,non sei italiano sei un comunista.tu lo auguri noi noi lo auguriamo te di finire c strada sotto un ponte far la fame

  2. ……il patrimonio demaniale è dei cittadini (;stato)…….. non si vende….fattene una ragione…. E preparati per l’asta…..i privilegi generazionali sono finiti lo stato rientra in possesso dei propri beni

    • Tanto dopo di noi ci sarà qualcun’altro …che credi!e tu cosa ci guadagni ehhh.vi ho già detto che x godere ci sono altri metodi che evidentemente tu non conosci.ahhhh

    • anche le imprese che gestiscono le autostrade partecipano alle aste, cosi come le imprese di acqua minerali che sfruttano le sorgenti idriche

      • Teo+Romagnoli says:

        Le cave, porti, aeroporti, mercati, stazioni del bus, taxi, stadi, luce gas, inceneritori…lasciamo perdere..
        Si arrabbiano con noi per DERUBARCI INGIUSTAMENTE !!!!

    • Tania becchere says:

      Questa è pura ignoranza in materia.ma hai mai analizzato la vita dei balneari che stanno attenti al loro pezzo di spiaggia per 12 mesi.pulendola tutto l anno da quello che porta il mare con libeccio ecc. E poi il ripristino di tutte le strutture dalla a alla zeta per arrivare a maggio quando arrivano i primi clienti. Ma cosa ne sai del nostro lavoro e poi.tutto.quello.cge si paga fra concessioni e non 1500 ma 15.000 poi TARI IMU CONCESSIONE REGIONALE .CONCESSIONE COMUNALE E via discorrendo.nonche tasse.e via….prima venite sui bagni e poi parlate.

    • Marco Giacomozzi says:

      Cioè della sabbia senza ombra di dubbio. Ma il resto è di chi ha creato e per creato intendo generato dal nulla in settore inesistente prima

    • Mi piacerebbe capire che lavoro fai per poterti rispondere…
      Ma forse ti darei troppa soddisfazione , ed in automatico, io scenderei di livello.

  3. Andate a sciacqquarvi il culo al mare invidiosi di mer…vi auguro pene peggiori di quelle che stiamo vivendo noi oggi…buon natale a tutti i colleghi anche se non credo lo sarà.

  4. Ci fosse un rappresentante di categoria che ammetta come l’aver puntato ad evitare a tutti i costi i bandi bocciando ogni possibile riforma abbia portato a questa situazione di assoluto svantaggio..l’unica associazione di categoria, credo fosse Oasi, è emarginata nei commenti e negli articoli..queste ultime tre interviste poi sono ormai anacronistiche e incommentabili!

  5. Todusco Bruno says:

    Spiagge libere all’80%,sono beni comuni e fra l’altro e’ demanio.
    In ogni caso la concessione puo’ consistere nel mettere a didposizione ,sedie ed ombrelloni, se richiesti ,mai interdire l’uso drlla spiaggia ai legittimi ptprietari ,i cittadini.

    • Poi però quando hai finito la tua giornata di relax al mare ricordati di rimettere il lettino sulla catasta raccogliere tutta l immondizia che hai fatto e riportartela a casa e visto che la spiaggia sarà sicuramente sporca in quanto competenza del comune raccogli pure un po’ di robaccia in giro degli altri visto che la spiaggia è del cittadino! Ah dimenticavo!! Attenta ai vetri sotto la sabbia! Perché non credo che il comune tutt’e le mattine farà passare i netturbini con i rastrelli a togliere vetri e mozziconi!

      • Questo è un problema serio, e comuni ci devono pensare seriamente. Però vedo che a Marina di Massa, difronte casa mia, c’è spiaggia libera che va pulita perfettamente da tutto, quando esco alle 7.45. Invece quelli privati sono sporchissime soprattutto fuori stagione.

  6. Ricci vuole sdemanializzare perche’ ha in mente un’idea brillante!Fare stanze d’hotel al posto delle cabine e dividere gli spazi in reparto giorno e reparto notte.Sue testuali parole.E poi vi chiedete perche’ l’opinione Pubblica e’ inferocita?

    • Lorenzo Pinto says:

      Avete una vaga idea di quanto ci vorrebbe per procedere alla SDEMANIALIZZAZIONE di 4000 km di costa?
      Ci vorrebbero decenni solo per capire chi, cosa e dove.
      E nel frattempo, le licenze vanno all’asta.
      Come cavolo si fa a dare retta a uno che propone una soluzione IMPRATICABILE?

  7. Ai soliti 4 rosiconi mettetevi l animo in pace tra un po’ è Natale e state certi che alla fine come sempreprevale il buon senso , non ci saranno espropri proletari o rosiconiani.
    Buon Natale Bagnini ed anche ai rosiconi

  8. Io voto per l istituzione di un nuovo Periodo Transitorio o meglio di Peroodo Passaggio perche ‘ due anni per fare una riforma sono pochini …E’ piu semplice la colonizzazione di Venere che fare una legge con principi che si conoscono da 20 anni…

    Buttiamola sempre in vacca, avanti tutta verso il vuoto normativo, perche in questo modo le associazioni di categoria condurranno i balneari (evidentemente rappresentate da chi non ha nulla da perdere)verso il caos totale

  9. Se le spiagge verranno desmanializzate non vuol dire che vengono privatizzate,ma semplicemente date in gestione permanente a chi ha investito sul proprio lavoro e fatto sviluppare il turismo e ricchezza. Ricordiamoci che su un libero mercato tutto è in vendita e tutto ha un valore perciò basta contrattare, è così che funziona al mondo, O NO?

    • A parte che è evidente l’assurdità anche solo di pensare di privatizzare dei beni demaniali, ma per quale motivo dovrebbero lasciarli a te e non metterli a disposizione di chi ne faccia l’offerta migliore?

  10. … i beni demaniali.. avete avuto la possibilità di sfruttarli economicamente per svariati decenni senza alcuna gara e quindi senza concorrenza di alcun soggetto che potesse subrentarvi….. ora è giusto che lo stato si riappropri dei beni e le rimetta in asta cui potete partecipare anche voi vecchi concessionari …

  11. Sdemanializzare non vuol dire svendere. Le coste sono in continuo allungamento.
    Tutta la Versilia il litorale massese pisano, livornese, ostiense erano Demanio in passato.
    Ancora gran parte della città di Viareggio è demanio, cantieri, case, attività oltre agli stabilimenti balneari. 150 anni fa era demanio parte della città dove ora vivono migliaia di cittadini.
    La spiaggia si è allungata e pian piano la città è avanzata. La spiaggia non sarà mai privata ma le strutture orami fanno parte integrante della città.
    Per dirla in poesia ‘E un cazzo in culo e accuse d’arrivismo, dubbi di qualunquismo, son quello che mi resta
    Voi critici, voi personaggi austeri, militanti severi, chiedo scusa a vossìa……

  12. Sdemanializzare ? Al massimo risarcire parzialmente strutture gia ‘ ammortizzate.. altrimenti si fa regalo di un patrimonio immobiliare .. come sempre un condono… e aumento del costo dei canoni , non dimentichiamoci che il demanio e’ pubblico e in luoghi sensibili ambientalmente e strategicamente a livello economico ed anche militare

  13. Sono d’accordo con la soluzione n.3 ,a mio modesto parere bisogna solo adeguare i canoni di locazione a dei prezzi più attuali.

  14. Elvo Alpigiani says:

    Quarta ipotesi:
    Lo smantellamento della sentenza del Consiglio di Stato, necessario per poi, in sede legislativa, porre quei necessari “paletti” di tutela dei concessionari uscenti nella ipotesi di evidenze pubbliche.
    Tale “presupposto” lo si ottiene con la mappatura su tutto il territorio nazionale delle concessioni demaniali con finalità turistico-ricreative.
    Il risultato della “mappatura”, dimostrerà che le aree demaniali in concessione non occupano tutte le aree disponibili alla balneazione e quindi la non applicabilità dell’articolo 12 della direttiva Bolkestein.
    Quindi, se si otterrà la modifica della sentenza del C. di S. per effetto di quanto sopra citato, tutta la verifica del settore Balneare è scritta nella legge 145/2018.

  15. Solo in Italia esiste la follia degli ” stabilimenti balneari” a tutto campo. 4000 km di coste blindate da baracche per cambiarsi le mutande. A Saint Tropez nel centro del paese c’è una deliziosa spiaggetta libera con tanto di doccia comunale gratuita. Dal lato opposto la spiaggia della Pamplona e’ per tutti e se si vuole si affitta un ombrellone da un “concessionario”.
    Basta con queste rendite di posizione protette da funzionari corrotti che si girano dall’altro lato.

    • Teo+Romagnoli says:

      In centro a Cesenatico c’è una spiaggia libera, a fianco a me c’è una spiaggia libera vuota e io sono pieno..chissà perché? chissà dove vanno a fare I bisogni i “naturalisti”? chi li salva se affogano..?chi pulisce la loro immondizia??

  16. Le coste sono in continuo ALLUNGAMENTO?OTTIMO AVEVO RAGIONE ALLORA..POSSIAMO RIPRENDERCI LA LIBIA E PERCHE NO PUNTARE ALLE EX COLONIE ROMANE.ROMA CAPUT MUNDI.
    IO SONO D ‘ ACCORDO
    Dai questa e’ bella, noi italiani siamo i numeri uno per Fantasia nell agomentare le proprie tesi indifendibile.
    Se a qualcuno sta bene argomentare in questi termini , va bene..non so se tutti i balneari hanno interesse a difendere tali posizioni

  17. Mandiamola in caciara e otteniamo un altra proroga attraverso fare incassi illegittimi su concessioni gia’ decadute…
    La strada e’ tracciata:

    dai che la riforma e’ complessa doveva iniziare 20 anni fa e i principi sono difficilissimi da individuare

    Poi sino al 2024 tutto puo succedere, ci potrebbe essere anche l annessione dell italia a alla Russia
    A que punto la dividente demaniale si amplia…e ci porterera via tantitissimj anni prima di individuarla..
    Poi ci sara LO SCIOGLIMENTO DEI GHIACCIAI CON L ARRETRAMENTO DELLA LINEA DI COSTA..
    Quindi possiamo sperare di continuare a fare profitti con proroghe illeggittime

  18. per capire cosa sia oggi uno stabilimento balneare basta andare in una agenzia immobiliare e chiedere di acquistare uno stabilimento…vi si aprirà difronte uno scenario che non avreste mai immaginato

  19. Ahahahah. Cari Balneari, vi volete mettere in testa che l’ipotesi 3 è illegittima e pertanto impraticabile?Dovete solamente al più presto fare baracca e burattini e partecipare alle nuove gare alla pari con gli altri, se volete sperare di continuare a fare questo lavoro. Al limite, potreste finire sotto padrone. Badate bene che non tutte le attuali aree su cui insistono stabilimenti balneari andranno a gara. Molte diverranno spiagge libere, anche nelle località più appetibili. E se vincerà la gara qualcuno con capitali sporchi, una volta provato ciò dall’autorità giudiziaria gli verrà revocata la concessione.

  20. Caro Carlo
    Te la dico sempre in poesia
    “L ignoranza fa paura ma il silenzio è uguale a morte”
    La linea di costa si allunga laddove ci sono fiumi con grande portata, PO, Arno, Serchio e Tevere.
    La spiaggia di allunga in media di 1 metro all Anno con variazioni più significative dove è intervenuto l uomo a fare dighe foranee ai porti quindi in qualche zona aumenta anche di 2 metri e in altre limitrofe resta stazionaria o magari diminuisce (vedi Marina di Massa) con la spiaggia scomparsa grazie al porto di Viareggio.

  21. Questa sentenza è sbagliata da qualunque punto la si guardi. Dalla parte di quei cittadini che invocano una presunta liberalizzazione della costa perché si ritroveranno davanti nuovi concessionari più agguerriti e sordi a qualunque richiesta di libera fruizione del mare, stranieri o italiani che siano i quali nel dubbio di operare in una legge trasparente che non garantisce modalità e durate delle gare, cercheranno di far fruttare il più possibile la nuova attività economica a discapito di prezzi e servizi. Sarebbe opportuno ricordare ai signori che prima invocavano la rivoluzione del popolo, che nelle aree dove questo è già accaduto i gruppi multinazionali non fanno avvicinare nessuno alla spiaggia che non siano espressamente clienti paganti con consumazioni obbligatorie e sono molto più efficaci in questo impedimento alla fruizione degli attuali concessionari italiani rispettosi di leggi e regolamenti nazionali, rispettosi della clientela. La sentenza è sbagliata anche guardandola dalla parte degli attuali concessionari che vengono catapultati ingiustamente in un periodo di incertezza che non consente loro di portare avanti gli opportuni investimenti al fine di garantire la migliore stagione ai loro clienti. Insomma siamo di fronte alla solita incapacità dell’Italia di imporre adeguatamente nel contesto europeo i propri legittimi interessi. La Bolkestein non dovrebbe proprio applicarsi alle concessioni demaniali in quanto non sussistono problemi di concorrenza al di fuori di determinate aree per le quali si potrebbe pensare ad una semplice regolamentazione e quelli che oggi “festeggiano” per una sentenza ai danni di altri cittadini potrebbero diventare domani vittime inconsapevoli di una burocrazia senza volto che non ascolta nessuno e persegue interessi non proprio chiari.

  22. Bene Stefano , allora aspetteremo gli eventi meteomarini … che si verificano in determinati punti dell italia, affiche’ si possa giustificare il concetto di non scarsita’ di risorsa-spiaggia(in barba alla plenaria del Cds) e potremmo partecipare ai bandi tutti in quei punti.
    In questo modo le concessioni attuali verranno prorogate.
    IO PENSAVO CHE SCHERZASSI, INVECE SEI CONVINTO.
    ok se questa convinzione ti puo’ aiutare ben venga..contento tu..

  23. Andrea Etruria says:

    A leggere tutto ciò mi viene da sorridere. Ancora gente che fa proposte quando è già stata data una sentenza. Dovevate farle prima le proposte non ora. Io ad ogni modo resto a guardare cosa succede e a come poter investire il mio denaro, sia che gli stabilimenti rimangano a voi, sia che vadano all’asta

  24. Che strano! Viste le premesse dell’articolo, non mi sarei mai aspettato che la terza fosse la migliore delle soluzioni….sigh!
    L’autore forse ha dimenticato, tra le cose negative della prima soluzione, che si andrebbe incontro ad un aumento dei malati di Covid-19; con l’ingresso delle multinazionali europee si metterebbe a rischio la purezza della razza italiana e forse anche altro.
    Ma dai; l’unica verità certa sarebbe che in caso di bando pubblico i balneari mettono in gioco lo status attuale. Posizione questa, che come noto dovrebbe tener conto sia del diritto comunitario che del fatto che le aree in cui si esercitano le attività sono pubbliche. Quindi credo che per la soluzione migliore si debba trovare la quarta soluzione, che media le tre esposte. Spero che la politica, e non altri, trovino il giusto compromesso.

  25. Buongiorno, ma perche’ continuiamo a rispondere a questi invidiosi per lo piu’ dipendenti pubblici che il loro impegno maggiore della giornata e” quello di alzarsi dal letto. Se avessero dovuto guadagnarsi il pane con la loro intraprendenza e voglia di lavorare sarebbero in fila alla “”caritas””.

  26. Mi metto nei panni dei concessionari e posso immaginare la loro preoccupazione, e non mi permetterei mai di riderli con commenti pungenti.
    D’altro canto però mi chiedo, ma come si può ritenere che un pezzo di spiaggia dato in concessione al bisnonno possa rinnovarsi negli anni in modo quasi automatico fino alle nuove generazioni? Come si può giustificare la conversione di un diritto a tempo in un vero e proprio privilegio ? Santo cielo…il Demanio dello Stato è di tutti, non può pretendere di considerarla come proprietà privata. Qualcuno dira’…”abbiamo investito, abbiamo speso in strutture…”, ma forse hanno dimenticato cos’è scritto nell’originale concessione sottoscritta dal bisnonno ? ISTALLAZIONE DI OPERE DI FACILE RIMOZIONE…, scritto così, non a caso…ma proprio a sottolineare la temporaneita’ della concessione. Capisco la voglia di fornire un livello di qualità, ma gli stabilimenti con piscine, doppi livelli , cemento armato e chi più ne ha più ne metta !Eddai su, mettetevi una mano sulla coscienza….sieti voi concessionari ad avere equivocato tutto questo tempo, e lo Stato ha la sola colpa di non avervelo ricordato mai quali erano le regole del gioco che avete voluto dimenticare.
    Dopo di voi ci saranno altri gestori, ed altri servizi sicuramente di pari livello.
    Vi auguro tanta fortuna.

    • ……. Hai descritto perfettamente la situazione…… lo stato per la sua inerzia li ha lasciati sfruttare per decine di anni il territorio demaniale con rinnovi automatici (senza fare pubbliche( non permettendo ad altri di subentrarvi così facendo i concessionari hanno creduto che il diritto di concessione fosse perpetuo e non a termine…..

  27. Francamente ritengo utile e opportuna una gara per almeno due motivi:
    Incentivare concorrenza, nuova imprenditoria e nuove idee
    Adeguare i prezzi delle concessioni al reale valore commerciale a beneficio delle casse pubbliche.
    Diversamente, se non vi fosse una temporaneità delle concessioni, ben si dovrebbe parlare di diritti feudali.
    Gli imprenditori che fino ad ora hanno goduto di concessioni potranno far valere la loro esperienze nei progetti e nelle offerte oggetto di valutazione.
    Ovviamente si scardina un centro di interessi forte, ma ciò avviene ovunque di voglia ristabilire dei principi di concorrenza e quindi non vedo nulla di terribile, nè nuove gare nè resistenze.
    Ad esempio a me piacerebbe cimentarmi un una attività del genere, investendo….

  28. Le spiagge sono del demanio, il demanio è dello Stato, lo Stato sono i cittadini, quindi le spiagge sono di tutti gli italiani. Pertanto non è accettabile che siano vendute / svendute o regalate a nessuno. Sicuramente fino agli anni 90 chi aveva in gestione una spiaggia pagava pochissimo al demanio e guadagnava molto .. ricordo che i gestori si vantavano che con quanto guadagnato in una stagione si compravano due appartamenti e molto altro. Probabilmente ora i guadagni si sono ridotti e forse ci sono anche più controlli .. Il gestore di uno stabilimento balneare è un’imprenditore che in cambio di “un’affitto” fa attività come tanti ristoratori che svolgono la propria attività senza avere la proprietà delle mura. Trovo corretto che si facciano gare per aggiudicare la gestione per x anni di una striscia di spiaggia perchè la concorrenza genera plus valore e trovo altresì giusto che a tali gare possano partecipare tutti : si chiama libera impresa. Altrimenti si rimane in questa condizione di monopolio di casta che trovo quanto meno anacronistica oltre che ingiusta

  29. lello spinosi says:

    tutti sapientoni…!!! ma il decreto Bersani con la liberalizzazione cosa ha prodotto ??? nell’immediato miriadi di negozi in concorrenza tra loro,poi……miriadi di serrande abbassate con cartelli di vendesi/affittasi frutto del NON guadagno..!!! meditate….

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