Per tutelare gli interessi della categoria dei balneari, l’associazione Itb Italia negli ultimi anni ha molto discusso e reclamato attenzione, ma la nostra proposta di sdemianalizzare le sole aree ormai urbanizzate regolarmente grazie alle nostre strutture, dando così a chi vi lavora da anni o secoli la possibilità di riscattarle, non ha al momento avuto risposta. Era una proposta semplice, ma forse per questo non ha avuto risposte; anzi ci sono state fatte proposte alternative, anche da parte di chi ci vuole in buona fede difenderci, quali buonuscite milionarie o risarcimento di danni per cessata attività. Ringraziamo di tutto questo, ma ci chiediamo che prezzo abbia la nostra storia: quanto valgono gli sforzi e i sacrifici dei nostri genitori e dei nostri nonni?
In realtà non si può comprare una storia antica di sforzi e sacrifici, non si può comperare il futuro dei nostri figli e nipoti che già operano e amano questo lavoro. Perciò non siamo d’accordo, e quando suoneranno le campane la nostra proposta di riscatto delle aree su cui sono insediati i nostri stabilimenti non deve restare inascoltata, ma deve essere capita.
Rivendico, per me e per tutti i balneari, il diritto a restare dove per anni hanno lavorato, investito e sofferto i nostri padri e i nostri nonni. In questo periodo così incerto c’è bisogno di una limpida chiarezza in questo settore per difendere la libertà d’impresa. Cercheranno di prenderci le nostre imprese perché, sotto il ricatto dell’acquisizione forzata, non varranno più molto, e allora dovremo difendere ciò per cui hanno lottato i nostri padri, i nostri nonni, i nostri bisnonni: tutti subito in piazza e a “muso duro”. Nelle piazze sventoleremo le nostre bandiere con scritto “limpida”, perché limpida è la nostra storia e limpido è il nostro diritto al riscatto delle nostre imprese balneari. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che ciò che abbiamo costruito sugli arenili è il frutto delle regole che ci venivano date da chi governava allora, e che oggi invece sembra dimenticare la storia del turismo balneare.
I nostri governanti e la politica tutta devono sapere che noi siamo in tanti, direttamente e indirettamente (pensate all’indotto commerciale) interessati a difendere il nostro lavoro, le nostre imprese e la nostra dignità di balneari. Quando suoneranno le campane per la fine del nostro lavoro, dovranno suonare intonate ai nostri bisogni e diritti e non come aggrada al campanaro politico di turno. La nostra campana, invece, forse risulta a tutt’oggi, stonata, visto che sembra essere inascoltata da quindici anni, ma noi non molleremo, perché rivendicare lo nostre imprese con una proposta che sia definitiva e per sempre è un nostro diritto.
Per dimostrare la nostra buona volontà di collaborare con tutti per la soluzione del problema delle concessioni, abbiamo approntato un documento chiamato “Limpida”, dove sono riportate le nostre proposte. Limpida è la nostra volontà di risolvere questa situazione dannosa per il turismo balneare, limpidi sono i nostri comportamenti verso la pubblica amministrazione, e limpida sarà la nostra intenzione di non mollare mai la rivendicazione del diritto alle nostre imprese. Sarà questa l’unica vera proposta per far continuare a crescere uno sviluppo sano e forte, come abbiamo sempre fatto.
Per approfondire
- Proposta di legge “Limpida” di Itb Italia »
- Studio “Demanio marittimo: inizio e cessazione della demanialità” di Monica Velletti
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