Toscana

Toscana, in Corte costituzionale la legge sui 20 anni di concessione

Quasi 400 balneari avranno il titolo nei prossimi giorni, mentre per chi non ha ancora fatto domanda potrebbe essere troppo tardi.

400 imprenditori balneari hanno già concluso la procedura per avere vent’anni di concessione, ma ora potrebbe essere troppo tardi per chi non ha ancora sfruttato questa possibilità. Stiamo parlando del cosiddetto “atto formale”, regolamentato dalla Regione Toscana con la legge 31/2016 che ha permesso, a chi ne ha fatto richiesta, di ottenere un nuovo titolo ventennale sul proprio stabilimento. La legge però non era piaciuta al governo Renzi, che lo scorso 30 giugno in consiglio dei ministri ha deciso di impugnarla, ritenendo che la materia invadesse «la competenza esclusiva statale in materia di ordinamento civile, di tutela della concorrenza e del paesaggio». E la questione, ora, passerà nelle aule della Corte costituzionale, che ha appena fissato la data della decisione al prossimo 23 maggio.

Nel frattempo, però, sono 387 gli stabilimenti balneari toscani (su circa mille nel territorio regionale) che hanno già sfruttato l’opportunità e che si troveranno presto con il titolo blindato in tasca, senza rischiare più nulla. Gli effetti di un’eventuale decisione negativa della Corte costituzionale, infatti, porterebbero all’annullamento della legge facendo sfumare la possibilità per chi non ha ancora deciso di coglierla, ma sarebbe invece estremamente difficile portare via la concessione ha chi l’ha già ottenuta quando il testo era in vigore. E sono in tanti ad avercela fatta, quasi tutti concentrati in Versilia: a Lido di Camaiore, per esempio, sono stati 83 stabilimenti su un totale di 98 (vedi notizia). Questi imprenditori sono riusciti a ottenere un orizzonte temporale certo in base a cui programmare i propri investimenti, dopo che il recepimento della direttiva Bolkestein in Italia ha causato l’abrogazione del rinnovo automatico a cui non è mai seguito, in dieci anni, un riordino della materia.

La possibilità in ballo, d’altronde, era ghiotta: la legge ha dato infatti la facoltà a qualsiasi imprenditore di fare domanda per ottenere una nuova concessione ventennale in base alla presentazione di un piano di investimenti. Dalla presentazione della domanda doveva trascorrere un periodo di pubblica evidenza, ma in nessun caso sono arrivate domande concorrenti, dal momento che la stessa legge ha stabilito che un altro potenziale interessato avrebbe dovuto riconoscere al precedente concessionario l’intero valore commerciale dell’azienda, secondo una cifra stabilita da un perito nominato dal concessionario stesso.

Ciò ha dimostrato, insomma, che la tutela architettata dalla Regione Toscana in favore dei balneari è stata piuttosto accurata, impedendo ad altri imprenditori aggressivi di aggiudicarsi gli stabilimenti. E di sicuro questo fatto avrebbe incoraggiato gli indecisi a tuffarsi nell’atto formale nel 2017: ma in vista della sentenza della Corte costituzionale, ora il rischio appare molto più elevato.

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