A chi non piacerebbe un bel terrazzo sul mare, dal quale scrutare l’orizzonte e poi fare un bel tuf…? No, non è il caso di tuffarsi dai terrazzi, e tanto meno da quelli di cui parliamo oggi. I terrazzi marini sono delle morfologie che ci raccontano la storia geologica delle coste, e sono di grande importanza per studiare i movimenti tettonici e le variazioni del livello del mare. Siccome ve ne sono tantissimi, sia in Italia che in molti altri paesi, perché non imparare a riconoscerli e cercare di capire come si sono formati? E scoprire anche gli impostori: quelli che terrazzi non sono, ma che si camuffano come tali.
Possono essere presenti anche sotto il livello del mare, ma noi andremo a cercare quelli alla portata di tutti, che si vedono dalla spiaggia o anche percorrendo una strada interna. E spesso la strada corre proprio sul terrazzo, come quella ripresa in molti film che si svolgono in California, dove vi è quasi sempre una macchina che sbanda e precipita in mare dopo un volo di qualche decina di metri. La strada corre su di una superficie pianeggiante e il mare è subito sotto, ma molto più in basso! Quella è una superficie di spianamento generata dalle onde e poi sollevata dalla intensa attività tettonica della California, regione non a caso frequentemente funestata dai terremoti. Si sono formati circa 125.000 anni fa, durante l’ultima fase calda del Quaternario, quando il mare era 8 – 10 metri più alto di oggi, ma è il sollevamento del terreno che li ha poi portati ad una quota anche di 70 metri. Quindi l’auto è caduta in mare mentre correva su di un terrazzo in parte generato dalle variazioni del livello del mare (eustatico) e in parte dal sollevamento della regione (tettonico)… ma non crediamo che siano questi i pensieri che hanno distratto il guidatore!

La gran parte dei terrazzi ha, come quelli californiani, una duplice origine, ma se vogliamo trovarne di puramente eustatici dobbiamo andare sui margini passivi dei continenti, quelli dove non si è una significativa attività tettonica, e le spianate che vediamo dovrebbero essere oggi alla stessa quota che aveva il livello del mare quando le ha erose. Quelle meglio conservate sono ovviamente le più recenti, ossia dei soliti 125.000 anni, e le troviamo ad esempio in Bretagna, ma se vogliamo andare più lontano le possiamo cercare sulla costa atlantica degli Stati Uniti, nella Western Australia, sulla costa atlantica dell’Africa centro-meridionale, e in tanti altri luoghi. Chissà quante volte ci siamo stati sopra senza rendersene conto!
Ben più frequenti sono i terrazzi tettonici, anche se non è facile escludere una minima componente eustatica. Basta guardare a quante ripide montagne si affacciano sul mare e pensare che se sono ripide devono essersi sollevate da poco e, probabilmente, essersi portate dietro quelle spianate generate dalle onde sulle quali si potrebbero trovare anche delle antiche spiagge; magari con delle belle conchiglie!
La costa pacifica dell’America meridionale, con le Ande che sembrano sorgere dal mare, presenta scalinate di terrazzi lunghi anche centinaia di chilometri che si arrampicano sui versanti fino a 600 metri sul livello del mare. Assai studiati sono quelli del Giappone, altra area molto sismica, dove si trovano scalinate fino a 200 metri di quota, con alcuni terrazzi costituiti da antiche barriere coralline, come quelli che orlano la conca del Mar Morto, che devono la propria origine sia alla tettonica sia all’abbassamento del livello del lago (!), che giace ora 430 metri sotto quello di tutti gli altri mari.

Esempi molto belli, in cui la componente tettonica è dominante, li abbiamo anche in Italia, come nel Ponente Ligure e sulla costa settentrionale della Sicilia, ma non superano per numero ed elevazione quelli della Calabria, dove ai Piani d’Aspromonte troviamo depositi di spiaggia a circa 1.360 metri di quota formatisi 1,8-1,0 milioni di anni fa; e il sollevamento continua tutt’oggi, tanto che e i terrazzi di 125.000 anni fa che guardano lo Stretto di Messina sono a 157 metri s.l.m., denunciando una velocità di circa 1,2 mm all’anno. Non sarà facile per un ponte stargli dietro!

Ma non tutte le superfici spianate che si trovano lungo le coste sono state generate dall’erosione marina, e in molti casi non è facile distinguerle. In errore ci possono indurre le rocce con strati orizzontali, dove un livello più resistente può opporsi all’erosione e proteggere quelli sottostanti: si forma quindi una spianata orizzontale che, se vicino al mare, può spacciarsi come un terrazzo marino.


E possiamo avere terrazzi ibridi, perché i livelli resistenti, se hanno sopra rocce facilmente erodibili, possono sviluppare, sotto l’azione del mare, superfici orizzontali molto estese. Leggendole possono sembrare cose difficili, ma gli elementi in gioco, come abbiamo visto, sono solo due – le variazioni del livello del mare e il movimento verticale del suolo – e una passeggiata lungo una costa rocciosa può riservare sorprese e dare grande soddisfazione a una persona curiosa.
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