Itb Italia

Termina la stagione balneare 2021: consuntivi e propositi

Tra rinnovo delle concessioni, problemi ambientali e Covid, una riflessione sulle questioni da risolvere con urgenza

Anche la stagione balneare 2021 sta volgendo al termine e a questo punto sono necessarie alcune riflessioni. L’esame della gestione degli stabilimenti balneari a fronte del secondo anno di Covid non può che essere positivo: regole rispettate, nessun focolaio originato dall’affollamento delle nostre spiagge e flusso di turisti superiore alle attese, viste le premesse. L’unico aspetto negativo è stato l’inopportuno fermo biologico della pesca in piena stagione, che ha penalizzato i nostri operatori: la qualità della nostra offerta turistica balneare è anche in ciò che mangiamo, e l’estate non è e non deve essere la stagione degli hot dog e dei wurstel, bensì delle nostre squisitezze marinare.

A questo punto, però, siamo in attesa che il governo provveda una volta per tutte a risolvere l’annoso problema connesso alla direttiva Bolkestein: è giunto davvero il momento di definire il futuro dell’intero sistema degli stabilimenti balneari e di definirlo con gli operatori del settore. La soluzione latita dal 2006 e quello che come categoria professionale chiediamo è di poter discutere e concordare, fra governo e associazioni di settore, l’assetto definitivo del sistema balneare: no a dannose proroghe ma anche no a gare aperte a tutti (ovvero anche a coloro che non hanno mai operato nel settore e che possono solo fare basse speculazioni e mettere a rischio l’intero settore), e sì al riconoscimento delle migliorie apportate dagli attuali operatori e al valore che la nostra professionalità ha dato a tutto il sistema turistico balneare italiano, soprattutto riconoscendo le imprese balneari ai reali e legittimi proprietari.

In questo fine stagione, poi, abbiamo ancora una volta dovuto subire l’inadeguatezza delle nostre strutture per la mancanza di piani regolatori adeguati alle variazioni atmosferiche che sempre più spesso nei casi più dannosi si abbattono sulle nostre strutture, rendendole inutili. Tutto ciò perché tali strutture sono state progettate molti anni fa e oggi andrebbero riviste e adeguate alle diverse esigenze legate alle variabili ambientali sempre più estreme a causa del riscaldamento globale in atto, dall’erosione costiera alle trombe d’aria.

Infine, quello che sembra incredibile è che molti Comuni non si sono messi a norma nel rilascio delle licenze demaniali fino al 2033, come previsto dalla legge nazionale 145/2018. Praticamente è come se le nostre imprese fossero abusive, ovvero al livello dei venditori ambulanti extracomunitari che occupano la spiaggia. Abbiamo atteso anni e sperato invano in soluzioni intelligenti; quello che ora ci aspettiamo dal ministro del turismo Massimo Garavaglia è un tavolo paritario dove discutere finalmente e una volta per tutte, con tutte le categorie interessate, del futuro del turismo balneare e concordare insieme un piano di sviluppo del settore. Basta con le penose e dannose proroghe… noi vogliamo un assetto definitivo per questo importante settore della nostra economia.

© Riproduzione Riservata

Giuseppe Ricci

Presidente Itb Italia, associazione degli imprenditori turistici balneari con base a San Benedetto del Tronto.