Avviate le procedure comparative per l’assegnazione delle concessioni ad Arma di Taggia. Il Comune sceglie la strada del “taglio netto”: premi a chi riduce il cemento e garantisce servizi sulle spiagge libere, ma nessun rimborso previsto per gli uscenti.
ARMA DI TAGGIA – Il Comune di Taggia rompe gli indugi e apre ufficialmente la stagione delle gare, diventando uno dei primi banchi di prova per l’applicazione delle sentenze del Consiglio di Stato e dei rilievi dell’Antitrust. Con la pubblicazione degli avvisi per 12 lotti, l’amministrazione guidata dal sindaco Mario Conio ha delineato una strategia che punta alla discontinuità: le nuove regole non prevedono indennizzi per i concessionari uscenti, una scelta che segna una linea di demarcazione netta nel panorama balneare nazionale.
La scelta del Comune: no agli indennizzi
Contrariamente a quanto auspicato da molte associazioni di categoria a livello nazionale, il bando del Comune di Taggia specifica che non sono previsti indennizzi a carico del concessionario subentrante per il valore aziendale o per le opere realizzate dai gestori precedenti. Questa decisione si inserisce nella complessa partita giuridica tra Tar e Antitrust, con l’amministrazione che ha scelto di muoversi nel solco della legittimità immediata per evitare ulteriori ricorsi e blocchi amministrativi.
I criteri di gara: meno superfici, più servizi pubblici
Il sistema di punteggio studiato dalla Giunta Conio (che assegna un massimo di 100 punti) premia chi propone un modello di spiaggia più leggero e integrato con il bene pubblico. I criteri principali sono:
- Riduzione delle superfici occupate: Verranno premiati i progetti che prevedono la diminuzione delle aree coperte da manufatti, favorendo la visuale libera e il ripristino ambientale dell’arenile.
- Servizi sulle spiagge libere: Una quota importante del punteggio riguarda l’impegno del concessionario a garantire pulizia, salvataggio e presidio anche sulle porzioni di spiaggia libera confinanti.
- Qualità e Accessibilità: Restano centrali gli investimenti per l’abbattimento delle barriere architettoniche e l’implementazione di servizi ecosostenibili.
Il contesto: la pressione dell’Antitrust
L’accelerazione di Taggia arriva dopo mesi di tensioni legali. La scelta di bandire le gare senza prevedere indennizzi risponde alla necessità di superare la “partita” delle proroghe tecniche, dichiarate illegittime dai tribunali amministrativi. Per le 30.000 partite IVA del settore balneare italiano, il “caso Taggia” rappresenta un precedente osservato con estrema attenzione, poiché mostra come un ente locale possa decidere di interpretare la Direttiva Bolkestein in assenza di una legge nazionale definitiva sugli indennizzi.
Le concessioni. Sono dodici gli stabilimenti balneari in gara e sono i seguenti: SC15 “Bagni Patrizia”, SC13 “Vittoria Beach”, SC5 “Piccolo Lido”, SC7 “Playa Manola”, SC8-b “Lido Blu”, SC10 “Tre Alberi” (l’unico per cui è previsto un indennizzo entro i 12 mesi dall’aggiudicazione), SC12-a “Idelmary”, SC2 “Lido Annunziata”, SC4 “Il Gabbiano”, SC11 “Piccolo Jolly”, SC9 “Bagni Meridiana” e SC14 “Bagni Germana”.
Il termine. Per la presentazione dei plichi la scadenza è fissata alle ore 12:00 del 75° giorno successivo alla pubblicazione, precisando che, nel conteggio, fa fede la data di pubblicazione avvenuta per ultima tra quelle previste.
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