Ambiente Liguria

Surf reef a Ventimiglia, progetto approvato: lavori entro il 2025

L'opera, con un costo complessivo di 6 milioni di euro, ha il duplice scopo di difendere la costa e generare onde da surf

Ventimiglia sarà la prima località balneare a dotarsi di un moderno surf reef per la difesa della costa. Si tratta di una struttura all’avanguardia che ha il ruolo di contrastare l’erosione costiera e che, andando a modificare l’onda incidente, ne dissipa l’energia dandole anche un profilo e un andamento che favoriscono il surf. Come ha spiegato il geologo Enzo Pranzini in un articolo della sua rubrica “Granelli di sabbia” su Mondo Balneare, questo tipo di strutture viene installato e apprezzato in tutto il mondo grazie al duplice scopo di difendere la costa e far divertire i surfisti, aumentando di conseguenza la loro presenza sul territorio (e quindi gli introiti per le attività turistiche), ma in Italia non aveva ancora preso piede, a eccezione di un surf reef “casuale” generatosi nel 1971 al largo di Varazze in seguito allo scarico in mare 200.000 metri cubi di detriti derivanti dallo scavo della nuova ferrovia. Ora, invece, al largo della costa ligure sorgerà il primo surf reef vero e proprio: la giunta comunale di Ventimiglia ha infatti ottenuto la conferma definitiva dalla Regione Liguria, che ha approvato lo stanziamento di 3,3 milioni di euro provenienti dai fondi Pnrr per realizzare l’opera di difesa della costa più innovativa mai realizzata in Italia.

Il reef artificiale di Ventimiglia è stato progettato dallo studio Sirito di Savona e servirà sia a proteggere la pista ciclabile che a favorire la formazione delle onde a-frame per il surf. In base alla delibera di approvazione, i lavori avranno un costo complessivo di 6 milioni di euro e dovrebbero terminare entro la fine del 2025. L’opera è stata fortemente voluta dall’ex assessore al demanio Tiziana Panetta, che sin da subito ha sposato l’idea promossa dai surfisti del territorio e si è impegnata per le necessarie modifiche al Piano di utilizzo del demanio.

I primi lavori riguarderanno l’area compresa tra via Lamboglia e l’Hotel Kaly, dove verranno installate delle barriere sommerse a basso impatto ambientale, con lo scopo di difendere la spiaggia e con uno shape in grado di offrire il frangimento di onde destre e sinistre, sia con mareggiate di libeccio sia dai quadranti sciroccali, secondo l’analisi simulata dallo studio Sirito. Con i fondi stanziati per ora si potrà realizzare solo il primo stralcio del progetto, che per completarsi in tutte le sue parti dovrà essere coperto da nuovi finanziamenti futuri.

Il reef artificiale di Ventimiglia presenterà una forma della secca sommersa a “V rovesciata”, molto simile al reef “involontario” già esistente a Varazze. La secca avrà una lunghezza di 130 metri e una larghezza di 111 metri e genererà onde surfabili sia con swell da sud-ovest che da sud-est. La finalità principale del reef è quella di difesa della costa, proteggendo allo stesso tempo il tratto di litorale in cui verrà realizzata la nuova pista ciclabile, ma al tempo stesso la sua forma è studiata per ottenere un “reef break” per il surf, in grado di attenuare i frangenti generando un’onda a-frame. Un altro importante vantaggio della realizzazione di reef artificiali rispetto alle classiche scogliere frangiflutti sta nella sua capacità di favorire il deflusso dell’onda e la circolazione dell’acqua, senza impattare negativamente nell’ecosistema marino come invece accade con le vecchie e problematiche barriere.

Per gli interessati, ulteriori dettagli tecnici sullo studio e la realizzazione del surf reef di Ventimiglia sono disponibili sul sito di 4actionsport.

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  1. Da Ligure apprezzo l’intraprendenza dell’amministrazione di Ventimiglia, che dimostra di aver capito come il turismo, soprattutto straniero e del nord Italia, apprezzi particolarmente la pratica di questo sport… però dalla redazione mi aspettavo, e so che non tarderà ad arrivare, un pezzo sulla bomba sganciata oggi da Tommaso Labate sul Corriere della Sera: è ufficiale, la delega sul demanio marittimo va a Raffaele Fitto, che brucia Musumeci sul filo di lana… vediamo cosa si dirà della coerenza della Beata Giorgia Salvatrice dei popoli…

  2. Anzi, devo correggere il mio commento prima ancora che venga pubblicato e moderato, ma ciò che emigra è la delega al sud, mentre resta nelle mani di Musumeci il “mare” e quindi anche la delega al demanio marittimo… errore mio nella lettura della prima parte dell’articolo, di cui mi scuso! In effetti sarebbe stato uno sgambetto troppo grande anche per la stessa Meloni

    • Sì ma guarda che in ogni caso Fitto non decide neanche il colore dei calzini che indossa il mattino prima di uscire di casa.. onestamente temere un personaggio del genere non onora la categoria.

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