Eventi

Sun 2021, gli eventi per i balneari in programma alla fiera di Rimini

Un ricco calendario di convegni con ospiti di rilievo, tra cui il giudice Pasca e il ministro Garavaglia

Si avvicina la fiera Sun 2021, in programma dal 13 al 15 ottobre a Rimini: come di consueto, il salone dedicato al settore beach&outdoor ospiterà, oltre agli stand dei fornitori di arredi, servizi e tecnologie per gli stabilimenti balneari, anche un ricco calendario di convegni, incontri e seminari dedicati alle più importanti tematiche che interessano gli imprenditori del settore. Tra gli ospiti di rilievo ci saranno il giudice Antonio Pasca, il ministro del turismo Massimo Garavaglia, il sottosegretario Vannia Gava e il senatore Gian Marco Centinaio, oltre a svariati tecnici, avvocati ed esperti del settore.

I convegni tecnici di Mondo Balneare

Mondo Balneare organizzerà alcuni convegni di taglio tecnico per fornire spunti necessari alla riforma delle concessioni balneari, che il governo intende varare entro la fine dell’anno. Tutti gli appuntamenti organizzati dalla nostra redazione si terranno nella “Beach Arena”, lo spazio incontri nel padiglione B3 adiacente al grande stand di Mondo Balneare.

Si inizia mercoledì 13 ottobre alle 10.30 con “Il rating di legalità delle imprese balneari e le responsabilità amministrative sul demanio“: poiché negli ultimi anni è aumentata l’attenzione nei confronti degli stabilimenti balneari da parte di forze dell’ordine e di altre autorità che a vario titolo intervengono nella gestione del demanio marittimo, è importante che i titolari di stabilimenti balneari adottino un modello organizzativo relativo alla prevenzione della propria responsabilità amministrativa nei malaugurati casi di contestazione di reati. Si tratta di un argomento di novità non ancora affrontato adeguatamente nel settore, e di cui occorre iniziare a parlare alla luce della legge 145/2018 che prevede, al termine del periodo transitorio di 15 anni, l’istituzione di un “rating di legalità”. Il tema sarà affrontato in ogni suo aspetto dall’avvocato Luigi Roma, specializzato in demanio marittimo.

giochi festopolis

Sempre mercoledì 13 ottobre alla Beach Arena, alle ore 14 si terrà il convegno “Legge 145/2018 e investimenti delle imprese balneari: un’indagine conoscitiva“, con la partecipazione di Cristina Pozzi (avvocato e professoressa di diritto comunitario dei trasporti all’Università di Parma), Piero Bellandi (commercialista e docente all’Università di Pisa), Gian Marco Centinaio (senatore Lega) e la conduzione di Alex Giuzio (caporedattore Mondo Balneare). La legge 145/2018, avendo disposto l’estensione di 15 anni delle concessioni demaniali marittime, ha consentito alle imprese balneari di ricominciare a investire dopo anni di blocco totale dovuto all’incertezza legata alla direttiva Bolkestein. Cristina Pozzi ha realizzato una prima ricognizione degli investimenti effettuati dalle imprese balneari italiane sul demanio statale in seguito a questo provvedimento: i dati, che saranno presentati in anteprima assoluta al Sun di Rimini e commentati da Piero Bellandi, sono frutto di una prima indagine conoscitiva del programma Market Survey, utile alla puntuale rappresentazione degli investimenti migliorativi dell’offerta turistico-balneare effettuati dalle imprese concessionarie italiane sul demanio. Tale rappresentazione costituisce il principale argomento, non ancora del tutto investigato, relativo ai punti 55 e 56 della nota sentenza “Promoimpresa” del 14 luglio 2016 della Corte di giustizia europea, relativi alla valutazione caso per caso degli investimenti operati e del correlato legittimo affidamento, in materia di continuità della concessione, su cui dibatterà il Consiglio di Stato il prossimo 20 ottobre in adunanza plenaria.

Altro evento di grande rilievo organizzato da Mondo Balneare è la tavola rotonda in programma giovedì 14 ottobre alle ore 15, dal titolo “Concessioni balneari: prospettive per la riforma del settore“, con la partecipazione del presidente del Tar Lecce Antonio Pasca, degli avvocati Leonardo Maruotti e Luigi Roma, della sindaca di Cavallino Treporti Roberta Nesto (coordinatrice del G20 Spiagge, summit delle più importanti località balneari italiane), del commercialista Piero Bellandi e del presidente della Federazione imprese demaniali Salento Mauro Della Valle. Autore di innovative sentenze che hanno confermato la validità dell’estensione delle concessioni balneari al 2033 e la non autoesecutività della direttiva Bolkestein, il giudice Pasca analizzerà i possibili percorsi giuridici per il riordino del demanio marittimo che il settore attende da anni, anche alla luce dell’imminente adunanza plenaria del Consiglio di Stato, confrontandosi con gli altri ospiti della tavola rotonda. L’incontro sarà moderato dal caporedattore di Mondo Balneare Alex Giuzio.

Infine, chiude il calendario dei convegni di Mondo Balneare la presentazione del libro “Granelli di sabbia: una guida per camminare sul bordo del mare“, che raccoglie tutti gli articoli scritti dal prof. Enzo Pranzini nella sua omonima rubrica domenicale su Mondo Balneare, che ha conosciuto un grande successo di pubblico. Il volume, edito da Pacini Editore, mette in ordine i preziosi contributi che l’autorevole geologo ha pubblicato negli ultimi due anni per spiegare, con parole semplici e atteggiamento critico, i fenomeni che modellano le coste del mondo, dal movimento delle onde alla composizione della sabbia, dal fenomeno dell’innalzamento del mare alle tante strategie per difendersi dall’erosione costiera.

Innovatori e innovazioni in spiaggia: Best Beach e Sun Next

Al Sun di Rimini si terranno anche le premiazioni di Best Beach, gli oscar dei migliori stabilimenti balneari d’Italia organizzati da Mondo Balneare. I vincitori della sesta edizione riceveranno come trofeo un pezzo unico realizzato dall’artista piemontese Piero Bussetti e le gigantografie dei loro stabilimenti saranno esposte allo stand di Mondo Balneare. La cerimonia si terrà il 14 ottobre alle 16.30, con un brindisi finale per tutti i presenti.

Spazio alle innovazioni per la spiaggia del futuro con Sun Next, l’area dedicata alle idee più interessanti e originali che si rivolgono agli stabilimenti balneari, sempre organizzata da Mondo Balneare. La selezione di quest’anno vede la presenza, tra le altre cose, di un sistema per aiutare le persone disabili a nuotare in mare, uno schermo gonfiabile per offrire il cinema in riva al mare, una trivella per piantare più velocemente gli ombrelloni nella sabbia, un codice QR per ordinare il pranzo o l’aperitivo direttamente sotto l’ombrellone e un tavolino portatile per consumarli in comodità seduti sul proprio lettino. Mercoledì 13 ottobre alle ore 15.45 le aziende selezionate si presenteranno al pubblico in cinque minuti ciascuna, durante un tavolo intitolato “Tecnologie per la spiaggia del futuro“.

Le iniziative delle associazioni di categoria

Come di consueto, le principali associazioni rappresentative degli imprenditori balneari parteciperanno alla fiera Sun di Rimini organizzando iniziative pubbliche di rilievo. In particolare, il Sib-Confcommercio organizzerà giovedì 14 ottobre alle ore 11 un grande evento per celebrare il 60° anniversario della sua costituzione, consegnando dei diplomi speciali ai titolari di stabilimenti balneari con più di cento anni di storia. Il programma dell’iniziativa è ancora in via di definizione e sarà comunicato nei prossimi giorni (tra gli invitati figura anche il ministro del turismo Massimo Garavaglia).

L’associazione Federbalneari Italia organizza invece per mercoledì 13 ottobre alle ore 11.30 in Beach Arena un convegno da titolo “La transizione ecologica balneare italiana, valore d’azienda e continuità d’impresa: riforma possibile?”, con gli interventi di Vannia Gava (sottosegretario al Ministero della transizione ecologica), Marco Maurelli (presidente Federbalneari Italia), Giorgio Ardito (presidente Federbalneari Friuli Venezia Giulia), Vincenzo Cellamare (avvocato e capo ufficio legale Federbalneari Italia) e Paola Mancuso (Osservatorio Recovery Plan). Durante il convegno, l’associazione traccerà le sue prospettive per una possibile riforma del settore, tra valore d’azienda e continuità d’impresa.

Infine, Cna Balneari propone per mercoledì 13 ottobre alle ore 14, in sala Diotallevi (hall sud), il convegno “Gli interventi nel Piano nazionale di ripresa e resilienza per il rilancio del turismo”. Interverranno Marco Misischia (presidente nazionale Cna Turismo e Commercio), Sabina Cardinali (presidente nazionale Cna Balneari) e Cristiano Tomei (coordinatore nazionale Cna Turismo e Commercio).

Mondo Balneare Beach Village

Mondo Balneare sarà presente al Sun 2021 con uno stand di oltre 300 metri quadri in cui sarà allestito il “Mondo Balneare Beach Village“, un’area-mostra con le attrezzature più innovative degli espositori presenti in fiera. All’interno del Beach Village ci sarà anche la struttura di due piani allestita da Gio’ Stemar con il bar e la redazione di Mondo Balneare che si trasferirà per tre giorni alla fiera di Rimini per raccontare tutto ciò che accade al Sun attraverso articoli, foto e video. Inoltre, in un angolo sarà collocato l’originale sidecar di Mondo Balneare dove il pubblico sarà invitato a scattarsi foto e a condividerle sui social.

Allo stand sarà possibile ritirare una copia gratuita dell’Annuario cartaceo di Mondo Balneare, una pubblicazione patinata di oltre 150 pagine con molti articoli di approfondimento sulle tematiche più importanti per il settore balneare e con le comunicazioni sulle novità di oltre 60 aziende per la prossima stagione tra attrezzature, prodotti, tecnologie e servizi.

Marketing e comunicazione per le spiagge all’avanguardia

Al fine di accrescere le competenze in marketing e comunicazione tra i titolari di stabilimenti balneari, Teamwork organizza in Beach Arena una serie di seminari a tema: “Exterior design per spiagge e stabilimenti balneari. Il verde che fa tendenza” (13 ottobre, ore 12.30), “Nuove frontiere degli stabilimenti balneari. Percorso in tre step per rinnovarsi” (13 ottobre, ore 17), “Instabeach: l’hashtag giusto per il cliente giusto” (14 ottobre, ore 13.30) e “Stessa spiaggia, stesso staff? Differenze generazionali e caratteriali: valorizzarle per motivare il team” (15 ottobre, ore 13.30).

Per maggiori informazioni

Per ulteriori informazioni sul programma e per scaricare i biglietti di ingresso al Sun 2021, il sito ufficiale della fiera è www.sunexpo.it.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mondo Balneare

Dal 2010, il portale degli stabilimenti balneari italiani: notizie quotidiane, servizi gratuiti, eventi di settore e molto altro.
Seguilo sui social:
  1. Elvo Alpigiani says:

    Al convegno con il giudice Pasca è possibile fare un intervento sulla corretta applicazione della direttiva Bolkestein?

    • Buongiorno, il convegno avrà una durata di un’ora e mezza e i relatori sono numerosi, ma se avanzerà tempo daremo senz’altro la possibilità al pubblico di intervenire. Grazie per la proposta.

  2. Elvo Alpigiani says:

    Queste sono le motivazioni di quanto in sintesi esporrei nel mio intervento.

    Lettera della Commissione UE di messa in mora del Governo italiano, in merito all’assegnazione e alla durata delle concessioni di beni demaniali marittimi, lacuali e fluviali.

    Osservazioni

    La Commissione UE, nella lettera di messa in mora del 3.12.2020 inviata al Governo italiano, desidera sottolineare che il quadro giuridico nazionale prevedendo, la reiterata proroga della durata delle concessioni balneari, compromette gravemente la certezza del diritto a danno di tutti gli operatori italiani, a causa dell’illegalità del quadro normativo italiano che scoraggia gli investimenti e la modernizzazione del settore e impedisce di ottenere un congruo corrispettivo alle comunità locali.
    Le concessioni prorogate dalla legislazione italiana sono “impugnabili” e soggette ad “annullamento” da parte dei tribunali italiani.

    Applicazione dell’articolo 12 della DS e dell’articolo 49 TFUE

    La Commissione ritiene pertanto che la legislazione nazionale in questione, inevitabilmente, riguardi concessioni aventi ad oggetto risorse che devono essere considerate scarse in base ai criteri stabiliti dall’articolo 12 della DS e specificati nella sentenza della CGUE. Inoltre, la legislazione nazionale in questione non distingue tra situazioni in cui esiste un interesse transfrontaliero certo e situazioni in cui tale interesse non esiste, per cui ha ad oggetto anche situazioni che rientrano nell’ambito di applicazione dell’articolo 49 TFUE.
    La sentenza della Corte Suprema di Cassazione del 21/10/2020 n. 29105, ha precisato che le pronunce pregiudiziali della Corte di Giustizia europea, hanno efficacia diretta nell’ordinamento degli Stati membri. (self-executing)

    Dalla sentenza del 14 luglio 2016, la Corte UE dichiara che l’articolo 12, della direttiva 2006/123, deve essere interpretato nel senso che osta ad una misura nazionale che prevede la proroga automatica delle autorizzazioni demaniali marittime e lacuali.

    Inoltre, l’articolo 49 TFUE, deve essere interpretato nel senso che osta a una normativa nazionale che consente una proroga automatica delle concessioni demaniali pubbliche in essere per attività turistico-ricreative, nei limiti in cui tali concessioni presentano un interesse transfrontaliero certo.

    La Corte UE, usa due diverse definizioni di “concessione demaniale”, per qualificare due provvedimenti amministrativi diversi.

    I provvedimenti amministrativi oggetto di contestazione della Commissione:
    l’autorizzazione è quel provvedimento amministrativo attraverso il quale la P.A., nell’esercizio di un’attività discrezionale amministrativa, incide su diritti, condizionandone l’esercizio, a carattere ampliativi della sfera soggettiva dei privati, ma non costitutivo, in quanto esso non crea diritti o poteri nuovi in capo al destinatario, ma legittima solo l’esercizio di diritti o potestà già preesistenti nella sfera del soggetto.
    la concessione è il provvedimento amministrativo con cui la P.A. conferisce – attribuisce o trasferisce – ex novo posizioni giuridiche attive al destinatario, ampliandone la sfera giuridica. Si distinguono tra concessioni di beni e concessioni di servizi (cd. traslative).

    Conformità all’articolo 12 della DS.

    Gli stabilimenti balneari marittimi, sono un settore importante dell’economia turistico-ricreativa italiana per questo è necessario un quadro normativo che assicuri la certezza del diritto per tutti gli operatori del settore.
    Il Governo italiano, al quale spetta la tutela dei beni demaniali, deve chiarire con la Commissione UE che le aree demaniali concedibili non sono scarse (i lidi, la spiaggia, i laghi, i fiumi, le lagune, ecc.) e che la legislazione nazionale definisce la concessione demaniale, una concessione in uso di un’area demaniale, per questo, occorre riportare tale “concessione demaniale” nel suo alveo normativo, quello del Codice della Navigazione, di cui all’articolo 28, “beni del demanio marittimo”.

    L’articolo 36, del C. N., definisce la concessione di bene demaniale, l’atto amministrativo, con il quale l’amministrazione pubblica, “compatibilmente con le esigenze del pubblico uso (motivo imperativo di interesse generale), può concedere l’occupazione e l’uso, anche esclusivo, di beni demaniali per un determinato periodo di tempo”.

    La Corte UE, nella sentenza del 14/7/2016, al punto 48, il considerando 15, della direttiva 2014/23, precisa che “taluni accordi aventi per oggetto il diritto di un operatore economico di gestire determinati beni o risorse del demanio pubblico, in regime di diritto privato o pubblico, quali terreni, mediante i quali lo Stato fissa unicamente le condizioni generali d’uso dei beni o delle risorse in questione, senza acquisire lavori o servizi specifici, non dovrebbero configurarsi come concessione di servizi ai sensi di tale direttiva”.

    Ne consegue che le concessioni demaniali quali concessioni di beni del demanio pubblico, non sono concessioni di servizi pubblici ai sensi della direttiva 2014/23.

    Il considerando 14, della direttiva 2014/23, “non dovrebbero configurarsi come concessioni determinati atti dello Stato membro, quali autorizzazioni o licenze, con cui lo Stato membro o una sua autorità pubblica stabiliscono le condizioni per l’esercizio di un’attività economica,…… . Nel caso di tali atti dello Stato membro, sì applicano le disposizioni specifiche della direttiva 2006/123/ CE ….”

    Per questo, le due diverse definizioni di “concessione demaniale” della Corte, perché sono due provvedimenti amministrativi diversi.

    Pertanto, le disposizioni specifiche della direttiva 2006/123/CE, si applicano soltanto alle “autorizzazioni” per l’esercizio delle attività nelle aree del demanio marittimo. Non si applicano all’atto amministrativo della concessione di bene demaniale.

    Per quanto concerne l’uso del termine “autorizzazione” nell’articolo 12, il considerando 39 della direttiva sui servizi, conformemente alla definizione di cui all’articolo 4, punto 6, chiarisce che “la nozione di regime di autorizzazione dovrebbe comprendere, in particolare, le procedure amministrative per il rilascio di autorizzazioni, licenze, approvazioni o concessioni, ma anche l’obbligo, per potere esercitare l’attività, di essere iscritto in un albo professionale, in un registro, ruolo o in una banca dati, di essere convenzionato con un organismo o di ottenere una tessera professionale. L’autorizzazione, può essere concessa non solo in base ad una decisione formale, ma anche in base ad una decisione implicita derivante, ad esempio, dal silenzio dell’autorità competente o dal fatto che l’interessato debba attendere l’avviso di ricevimento di una dichiarazione per iniziare l’attività o affinché quest’ultima sia legittima”.

    Si possono ricondurre alla categoria delle autorizzazioni: l’abilitazione, l’approvazione, il nulla-osta, la licenza, la registrazione, la concessione edilizia, la concessione per la vendita di automobili, la concessione per sede di farmacia, ecc. .

    Per le autorizzazioni all’esercizio delle attività nell’ambito delle concessioni demaniali, in base al decreto L. n. 222/2016, Tabella A, si applica la l. 241/90, in particolare dall’art. 19: 1.) Ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque denominato, comprese le domande per le iscrizioni in albi o ruoli richieste per l’esercizio di attività imprenditoriale, commerciale o artigianale il cui rilascio dipenda esclusivamente dall’accertamento di requisiti e presupposti richiesti dalla legge o da atti amministrativi a contenuto generale, è sostituito da una segnalazione dell’interessato.(SCIA)

    Dall’articolo 4, direttiva 2006/123, al punto 7, la definizione di requisito: qualsiasi obbligo, divieto, condizione o limite stabilito dalle disposizioni legislative, regolamentari o amministrative degli Stati membri o derivante dalla giurisprudenza, dalle prassi amministrative, dalle regole degli organismi e ordini professionali …..

    Ai punti 44) e 45), della sentenza del 14 luglio 2016, la Corte UE precisa che le disposizioni relative ai “regimi di autorizzazione” della direttiva 2006/123, non attengono alla conclusione di contratti da parte delle autorità competenti e non sono applicabili a concessioni di servizi pubblici che possono, in particolare, rientrare nell’ambito della direttiva 2014/23.

    Essendo, le concessioni di beni demaniali assimilabili ai contratti di “locazione di beni immobili” (sentenza Corte UE del 25/10/2007, procedimento C-174/06), la direttiva 2006/123, di cui all’articolo 3, paragrafo 3, non riguarda norme diritto internazionale privato, in particolare quelle che disciplinano la legge applicabile alle obbligazioni contrattuali e l’articolo 17, comma 15, la presente direttiva non si applica: alle disposizioni riguardanti obblighi contrattuali e non contrattuali, compresa la forma dei contratti.
    La direttiva 2006/123, non si applica alle concessioni demaniali marittime, queste sono soggette alle norme del Regolamento Roma I n. 593/2008, sulle “obbligazioni contrattuali”. Si applica la legge dello Stato membro, del luogo di stabilimento del prestatore. (Codice della Navigazione)

    Le concessioni dei beni demaniali marittimi possono essere rilasciate per le attività di cui all’art. 1, comma 1, L. n. 494/1993 e per l’esercizio di tali attività sono necessarie le autorizzazioni, rilasciate dalle amministrazioni locali, in applicazione dell’art. 14, del d.L. n. 59/2010 e della direttiva 2006/123, articolo 10.
    Infatti, dal decreto L. n. 222/2016, Tabella A, il rilascio delle autorizzazioni e l’avvio dell’attività di stabilimento balneare con somministrazione di cibi e bevande, il regime amministrativo applicato è la SCIA unica, previa concessione demaniale che resta disciplinata dal Codice della Navigazione.
    Questo significa che tali autorizzazioni, non sono di numero limitato per via della scarsità delle risorse naturali, altrimenti si applicherebbe la procedura di selezione tra i candidati potenziali.

    Inoltre, le autorizzazioni per l’esercizio delle attività di cui all’art. 1, comma 1 della L. n. 494/1993 (affitto ombrelloni, sdraio, ecc., di ristorante, bar, ecc.), non essendo limitate, possono essere esercitate oltre che sulla spiaggia, sui laghi, sui fiumi ma anche in aree di montagna, di collina, ecc. .
    La spiaggia, è una delle molte possibilità di esercitare tali attività.
    La spiaggia è il mezzo per accendere alla risorsa naturale che è il mare.

    La non applicabilità dell’articolo 12, della direttiva 2006/123, alle concessioni di beni demaniali, è ulteriormente confermata dalla sentenza del 30 gennaio 2018, C-360/15 e C-31/16 Visser, (citata anche nella lettera di messa in mora, nota n. 17) nella quale, la Corte UE, al punto 131), sostiene che un piano regolatore, nel caso specifico, un Piano di utilizzo degli arenili (e la legge della Regione Liguria n. 13/1999, articolo 11 bis) che limita, il 60%, del fronte mare balneabile, alle aree in concessione e il restante 40%, ad aree libere, (non in concessione) contiene uno dei requisiti previsti dall’articolo 15, paragrafo 2, della direttiva 2006/123, in quanto subordina l’accesso a un’attività di servizio o il suo esercizio al rispetto di una restrizione territoriale, ai sensi dell’articolo 15, paragrafo 2, lettera a), di tale direttiva.

    Ne consegue, al punto 118), che gli articoli da 9 a 13 della direttiva 2006/123, relativi ai regimi di autorizzazione, non sono applicabili al Piano di utilizzo degli arenili (e alla legge regionale).

    Infatti, al punto 121), il considerando 9, della stessa direttiva, precisa che la direttiva si applica “unicamente ai requisiti che influenzano l’accesso all’attività di servizio o il suo esercizio”, il che esclude, di conseguenza, “requisiti come (…) le norme riguardanti lo sviluppo e l’uso delle terre, la pianificazione urbana e rurale” e al punto 123), la direttiva 2006/123 non e’ dunque destinata ad applicarsi a requisiti che non possono essere considerati costitutivi di siffatte restrizioni.

    La Regione Liguria ha ritenuto di porre un limite alle aree demaniali marittime in concessione, finalizzato a garantire un equilibrato rapporto tra aree libere e aree in concessione, la tutela del litorale, la protezione dell’ambiente marittimo e una migliore fruizione del litorale balneabile.
    Dalla sentenza citata, al punto 135), un simile obbiettivo di protezione dell’ambiente, ai sensi dell’articolo 4, punto 8, della direttiva 2006/123, può costituire un “motivo imperativo di interesse generale” tale da giustificare una restrizione territoriale.

    Tale restrizione, non è determinata dalla scarsità delle risorse naturali ma da una legge regionale e da un piano di utilizzo degli arenili.

    Pertanto, la direttiva 2006/123, in particolare l’articolo 12, non si applica a “requisiti” come le norme riguardanti la “pianificazione urbana”.

    Alle autorizzazioni, per l’esercizio delle attività nell’ambito delle concessioni demaniali marittime e lacuali, il cui numero non è limitato per via della scarsità delle risorse naturali, si applica l’articolo 10, della direttiva 2006/123 e l’art. 14, del d.L. n. 59/2010.

    Dalla sentenza della Corte UE, Visser citata, al punto 130): a tale riguardo, occorre rilevare che detto articolo 15, ha efficacia diretta in quanto, al secondo periodo del suo paragrafo 1, pone a carico degli Stati membri un obbligo categorico e sufficientemente preciso di modificare le loro disposizioni legislative, normative o amministrative per renderle conformi alle condizioni di cui al suo paragrafo 3.

    Conformità all’articolo 49 TFUE

    L’articolo 49 TFUE stabilisce inoltre che “le restrizioni alla libertà di stabilimento dei cittadini di uno Stato membro nel territorio di un altro Stato membro vengono vietate. Tale divieto si estende altresì alle restrizioni relative all’apertura di agenzie, succursali o filiali, da parte dei cittadini di uno Stato membro stabiliti sul territorio di un altro Stato membro” e che “la libertà di stabilimento importa l’accesso alle attività autonome e al loro esercizio, nonché la costituzione e la gestione di imprese e in particolare di società ai sensi dell’articolo 54, secondo comma, alle condizioni definite dalla legislazione del paese di stabilimento nei confronti dei propri cittadini, fatte salve le disposizioni del capo relativo ai capitali.”

    Nella sentenza del 14 luglio 2016, al punto 43, la Corte UE, ritiene che la verifica della scarsità delle risorse naturali, “spetta al giudice nazionale verificare se tale requisito sia soddisfatto”.
    In merito all’applicazione del diritto primario, al punto 61), “l’articolo 14 di tale direttiva, prevede un elenco di requisiti “vietati” nell’ambito dell’esercizio della libertà di stabilimento, si deve ritenere che gli articoli da 9 a 13 di questa stessa direttiva provvedono a un’armonizzazione esaustiva concernente i servizi che rientrano nel loro campo di applicazione” e al punto 62) “le questioni pregiudiziali, nella misura in cui vertono sull’interpretazione del diritto primario, si pongono solo nel caso in cui l’art. 12, della direttiva 2006/123 non sia applicabile ai procedimenti principali, circostanza che spetta ai giudici del rinvio stabilire”.

    E’ quindi, con questa riserva che la Corte risponde alle questioni sollevate”.

    In base al d. L. n. 222/2016, che individua i procedimenti oggetto di autorizzazione, nel caso specifico, la segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA).
    Sì deve ritenere che l’articolo 10, della direttiva 2006/123 applicato, provvede ad una armonizzazione esaustiva per le attività che rientrano nel suo campo di applicazione per cui l’articolo 49 non è applicabile.
    Inoltre, dallo stesso decreto, dalla Tabella A, il rilascio delle autorizzazioni e l’avvio dell’attività di stabilimento balneare con somministrazione di cibi e bevande, il regime amministrativo applicato è la SCIA unica, previa concessione demaniale che resta disciplinata dal Codice della Navigazione.

    Quindi, le concessioni di beni demaniali restano disciplinate dal Codice della Navigazione e alle norme diritto internazionale privato, in particolare alle norme che disciplinano la legge applicabile alle obbligazioni contrattuali. (Regolamento n. 593/2008)

    Inoltre, in base al considerando 15, della direttiva 2014/23, nel quale taluni accordi per gestire determinati beni o risorse del demanio pubblico, in regime di diritto privato o pubblico, non dovrebbero configurarsi come concessione di servizi ai sensi di tale direttiva”.

    Per quanto riguarda l’esistenza di un interesse transfrontaliero certo, la Corte UE al punto 66), della sentenza del 14 luglio 2016 occorre ricordare che quest’ultimo deve essere valutato sulla base di tutti i criteri rilevanti, quali l’importanza economica dell’appalto, il luogo della sua esecuzione o le sue caratteristiche tecniche, tenendo conto delle caratteristiche proprie dell’appalto in questione.

    Ma le concessioni di beni demaniali non sono concessioni di servizi, per cui il valore transfrontaliero certo non può essere valutato.

    Il Regolamento per esecuzione del Codice della Navigazione, Titolo II, Capo I, prevede all’articolo 8, per l’assegnazione delle concessioni demaniali marittime di cui alla legge n. 494/1993, art. 1, comma 1 e 2bis, il rilascio del titolo concessorio per licenza, mentre all’articolo 9, le concessioni devono essere rilasciate per atto formale e all’articolo 18, le procedure di rilascio per atto formale.
    Per quanto riguarda il valore transfrontaliero certo, per alcune concessioni demaniali è possibile presumere l’esistenza di tale valore, visto l’art. 9, del Regolamento del C. N., ma questo richiede una valutazione caso per caso, e tale valutazione è possibile nel momento in cui saranno approvati i decreti attuativi previsti dalla legge n. 145/2018, articoli 675 e seguenti, in un’ottica di armonizzazione delle normative europee.

    Conclusioni

    Il Governo deve avviare un confronto serio e definitivo con la Commissione europea, per l’applicazione corretta delle direttive, dei Trattati europei e delle sentenze della Corte UE (“self-executing” Corte di Cassazione, sentenza, n. 29105/2020 del 21/10/2020), alle leggi nazionali che regolano il rilascio e la durata delle concessioni di aree demaniali marittime e delle relative autorizzazioni necessarie per esercizio delle attività.

    La direttiva 2006/123, in particolare l’articolo 12, non si applica a “requisiti” come le norme riguardanti la “pianificazione urbana”.

    Le concessioni di beni del demanio marittimo non sono nel campo di applicazione della direttiva 2006/123, relativa ai servizi del mercato interno, in particolare dell’articolo 12.

    Le concessioni di beni del demanio marittimo, sono soggette alle norme del Regolamento Roma l n. 593/2008, sulle “obbligazioni contrattuali” e quindi in base a tali norme si applica la legge dello Stato membro, luogo di stabilimento del prestatore. (Codice della Navigazione)

    Alle autorizzazioni per l’esercizio delle attività nell’ambito delle concessioni demaniali, si applica l’articolo 10, e l’articolo 14, del decreto Legislativo n. 59, del 26 marzo 2010, attuazione della direttiva 2006/123/CE.

    La Legge n. 145/2018, (finanziaria 2019) al comma 675, il Governo si impegna ad adottare con decreto del Presidente del Consiglio, la generale revisione del sistema delle concessioni demaniali marittime e di fissare i termini e le modalità di tale revisione.
    Al comma 682, estende la durata delle concessioni, disciplinate dal comma 1, dell’articolo 01, convertito in legge n. 494/1993, vigenti all’entrata in vigore della presente legge, di anni 15.

    Tale estensione è necessaria per una corretta revisione del settore ed è conforme con il diritto comunitario.

    Coordinatore della Provincia di Genova
    Membro del Consiglio di Presidenza Nazionale FIBA Confesercenti
    Elvo Alpigiani

  3. Nikolaus Suck says:

    Alla faccia della sintesi.
    Sig. Alpigiani, senza nessuna pretesa da parte mia e con tutti i limiti dell’opinione personale, il diritto, le norme e le sentenze sono come un puzzle, ogni pezzo ha un suo posto preciso che è quello e basta, e solo lì ha un senso e una funzione nel quadro generale. In un qualunque posto diverso e sbagliato, tale senso viene meno e anzi non ha nessun senso.
    Quello che ha fatto lei è stato appunto prendere dai loro posti un sacco di pezzi che le piacevano, metterli in fila nell’ordine che le piaceva, per supportare una conclusione che le piace. E che però purtroppo è totalmente sbagliata in tutto e per tutto. Come ogni volta che si piegano le premesse alle conclusioni. Auguri per il Suo intervento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *