Storia delle cabine balneari: un’architettura tipica delle spiagge italiane

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Le cabine balneari sono un’architettura tipicamente italiana, che caratterizza le spiagge di tutta la penisola. Eppure queste strutture, che oggi sono l’elemento più tipico dei lidi nostrani, non sono nate nel Belpaese, bensì in Inghilterra. La storia delle cabine balneari ha infatti origine nel XVIII secolo nelle località costiere britanniche di Bath, Scarborough e Brighton: qui, nei tempi in cui mostrare anche solo un lembo di pelle era giudicato scandaloso, nacquero le “bathing machines”, ovvero delle cabine con ruote e scaletta per immergersi in acqua direttamente dallo spogliatoio, senza farsi vedere da sguardi indiscreti.

Le bathing machines furono utilizzate in Inghilterra fino al XX secolo e furono esportate anche negli Stati Uniti, dove vennero dotate di motore per evitare il bisogno di personale che spostasse le cabine mobili con la forza delle braccia.

Una bathing machine

Per architettura e per utilizzo, le bathing machines sono il primo esempio in assoluto di cabine balneari e possono essere considerate le antenate di queste strutture. In Italia, però, non vennero adottate, in quanto i primi stabilimenti balneari sorti tra il 1820 e il 1850 erano delle strutture su palafitte (i cosiddetti “kursaal”) da cui ci si poteva direttamente tuffare.

Nel nostro paese, invece, i primi esempi di cabine balneari sono molto simili alle strutture fisse che ancora oggi vediamo nella maggior parte delle spiagge italiane. Il primato appartiene alla città di Viareggio, dove nel 1740 una zona paludosa viene bonificata e lottizzata per la creazione di alcune residenze destinate alla villeggiatura sul mare, nelle quali vengono costruite delle cabine a uso spogliatoio. Pochi decenni dopo, nel 1781 a Livorno sorgono i Bagni Baretti, che sono il primo stabilimento balneare in assoluto ad avere dei piccoli camerini: è l’inizio della storia delle cabine balneari, che procede di pari passo con l’evoluzione dei costumi: tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento la balneazione smette di essere considerata una pratica termale salutista per assumere un aspetto ludico e divertente, e mostrarsi in spiaggia indossando il costume non è più considerato un atto osceno.

Le prime cabine balneari erano realizzate in legno, canne e stoffe, e avevano uno stile eclettico che poteva passare dall’orientale al neoclassico. Le strutture erano pensate per un utilizzo stagionale, pertanto venivano montate all’inizio dell’estate e smontate al termine della stagione. Poi il passaggio agli stabilimenti balneari realizzati in muratura, avvenuto a partire dal secondo dopoguerra, aprì la strada alle prime cabine in cemento armato. Questo tipo di strutture scatenò la fantasia di molti architetti, che osarono sperimentazioni come il trampolino del Kursaal di Ostia o i lidi di Mortelle ispirati all’Opera House di Sidney. A esprimere bene il fascino che le cabine balneari hanno esercitato sugli architetti ci sono queste parole di Aldo Rossi: «La cabina è una piccola casa: è la riduzione della casa, è l’idea della casa».

Per quanto riguarda le cabine semplici, queste si cristallizzarono nelle forme oggi diventate tradizionali, ovvero quelle del tipico tetto a capanna oppure piano e inclinato. Che sono rimaste anche nella produzione odierna di storiche ditte artigiane italiane produttrici di cabine balneari, come Fratelli Meucci, Ridap e Karem. Le quali non producono più cabine in muratura, bensì strutture in legno, alluminio o pvc, dal facile montaggio e smontaggio e dal design fortemente identitario.

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L'autore

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    Una meraviglia del passato, splendido. In alcune riviera all’epoca le donne e gli uomini facevano il bagno divisi in zone gli uomini da una parte e le donne dall’altra. A Pescara il poeta vate Gabriele D’Annunzio, inaugurò” L’INDUSRTIA balneare italiana” con uno stabilimento dal nome ASTERIA (stella del mare) veniva montato a maggio e smontato a ottobre. La palafitta entrava in mare per una ventina di metri ed aveva una forma a T bellissimo. La struttura in legno Co decorazioni floreali liberty e diverse cabine con discesa in mare con la scaletta retrattile una volta fatto il bagno si cambiavano e ci ci incontrava nella sala trattenimento per rifocillarsi e ascoltare musica. Non sarebbe male riscoprire questo principio di traslocare le strutture balneari su palafitte e liberare la spiaggia (soggette anche ad erosione) dagli stabilimenti Secondo il mio modesto parere potrebbe rappresentare il “Ritorno all’antico”. Sandro storico balneare di Pescara

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