Dagli anni ’60 al futuro: la ristrutturazione del Bagno Sagano

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L’intervento di ristrutturazione dello stabilimento balneare Sagano, a Lido degli Scacchi (Ferrara), si configura come un tassello e primo step attuativo di una proposta di riqualificazione globale che si spinge oltre i limiti del comparto di intervento, suggerendo una trasformazione unitaria del segmento di costa interessata. La proposta parte dall’elemento naturale che maggiormente caratterizza questo tratto di costa: il sistema dunale che si sviluppa a nord-ovest rispetto allo stabilimento. Un brano di paesaggio arcaico da valorizzare e tutelare e che il progetto assume come presenza protagonista del contesto, lasciandosi influenzare dalla sua struttura e conformazione morfologica, dalla vegetazione che lo colonizza, dalla sua topografia sinuosa e mutevole. La centralità di questo sistema ambientale spinge il progetto a proporre l’ampliamento dell’ambito dunale occupando il sedime dell’attuale parcheggio, per sfumare verso est in un’alternanza di spazi ricreativi.

La concessione del Bagno Sagano prima e dopo l’intervento di ristrutturazione

Unità minima di intervento

La soluzione progettuale relativa all’unità minima di intervento, ovvero lo stabilimento e le sue aree di pertinenza, prevede la riqualificazione del corpo edilizio del Bagno Sagano attraverso il miglioramento dell’immagine turistica e la qualificazione architettonica del fabbricato, il riordino tipologico e distributivo delle strutture della balneazione, la riorganizzazione degli spazi di pertinenza con l’inserimento di una piscina.

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In linea con gli indirizzi promossi dal Piano dell’arenile comunale vigente, la proposta progettuale affronta temi come la riduzione della superficie coperta del 10%, l’apertura di coni visivi verso il mare, l’utilizzo di strutture leggere e precarie realizzate con materiali eco-compatibili, la riduzione della superficie impermeabile.

La prima operazione progettuale consiste nella demolizione delle cabine e dei servizi igienici esistenti e la riorganizzazione di questi ultimi in un unico corpo, posizionato sul limite sud del lotto, con sviluppo ortogonale la costa, realizzato su palafitte. Tale scelta determina una radicale apertura del cono visivo da via Mare Ionio verso la costa e genera uno strategico spazio vuoto tra il corpo del Bagno Sagano e il volume dei servizi: un interessante ambito di transizione tra la strada e l’arenile, con un forte potenziale urbano a servizio della balneazione.

Protagonista della progettazione di tale vuoto è il suolo, inteso come tessuto connettivo tra i diversi manufatti edilizi ed elemento capace di generare, attraverso la sua morfologia, una forte continuità con il sistema dunale limitrofo, del quale riprende la struttura e la conformazione morfologica. È immaginato infatti come un suolo morbido e sinuoso, la cui modellazione, assieme alla struttura vegetativa, consente di definire ambiti più raccolti e protetti, alternati ad altri aperti e permeabili.

I bordi perimetrali, generati dai diversi salti di quota della pavimentazione, si comportano come barriere rispetto l’azione modellante del vento, e partecipano alla formazione naturale di rilievi sabbiosi, che concorrono al raccordo dei diversi piani.

L’edificio

Sul corpo edilizio del Bagno Sagano si prevede un intervento di ristrutturazione globale, che viene affrontata come l’occasione per valorizzare complessivamente l’immagine turistica dello stabilimento. Seppure privo di un effettivo valore architettonico, la storia dell’edificio, costruito nei primi anni ’60, ha portato alla scelta di non negare l’idea architettonica che lo permea, bensì di reinterpretarne i suoi caratteri essenziali, quelli di una struttura a palafitta con pilastri esili e tamponature trasparenti.

Il Bagno Sagano prima dell’intervento di ristrutturazione.

A partire da questa immagine, il progetto interviene sull’involucro edilizio esistente che viene integralmente ridefinito, riportando a nudo lo scheletro strutturale e con esso l’idea originaria di un oggetto intelaiato esile e privo di massa. Su questa maglia strutturale si innesta una nuova pelle, per lo più vetrata a tratti protetta da frangisole in legno, le cui doghe facendosi più fitte diventano il rivestimento delle parti cieche. Il nuovo involucro si configura quindi come successione di segmenti opachi e trasparenti, i primi funzionali a racchiudere nuovi spazi di servizio e locali tecnici, i secondi a potenziare la vista panoramica verso la costa e al contempo ad aumentare la permeabilità visiva e fisica del corpo di fabbrica.

Crediti

  • progettista: INOUTarchitettura (architetti Mario Benedetto Assisi e Valentina Milani)
  • foto: Mario Benedetto Assisi
  • localizzazione: Lido degli Scacchi, Comacchio (Ferrara)
  • superficie progetto: 800 mq
  • importo: 500.000 euro
  • committente: privato

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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