Attualità Liguria

Procura Genova: “Spiagge subito a gara”. Nuovo caos sul demanio marittimo

Una lettera sollecita le amministrazioni liguri a istituire le evidenze pubbliche sulle concessioni balneari. Ma l'estensione al 2033 resta valida.

La procura di Genova torna a sollecitare le gare immediate sulle concessioni balneari e fa tremare i titolari degli stabilimenti liguri. Dopo il caso dei Bagni Liggia, sequestrati la scorsa estate perché la concessione era ritenuta abusiva, nei giorni scorsi il procuratore Francesco Cozzi e l’aggiunto Paolo D’Ovidio hanno inviato una lettera a tutti gli enti competenti sul demanio marittimo, ribadendo l’incompatibilità delle proroghe con il diritto europeo. La circolare, resa nota dal Secolo XIX, inviterebbe le amministrazioni comunali a indire le procedure di evidenza pubblica su tutte le concessioni di spiaggia.

Secondo la tesi del procuratore di Genova, la sentenza “Promoimpresa” della Corte di giustizia europea (emessa il 14 luglio 2016) avrebbe dichiarato illegittimi i rinnovi automatici sulle concessioni e dunque sia la proroga fino al 31 dicembre 2020 (disposta dal governo Monti) che la successiva estensione fino al 2033 (istituita dal primo governo Conte) non sarebbero valide.

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La comunicazione della procura «era nata come circolare indirizzata alla Capitaneria di porto, che dopo il caso del sequestro dei Bagni Liggia aveva domandato formalmente come comportarsi, nell’intricata selva di norme», riferisce il Secolo XIX. «L’occasione è stata colta dai magistrati per informare tutti i soggetti coinvolti: il Comune di Genova; l’Agenzia del demanio e la Regione Liguria».

Il caso dei Bagni Liggia

L’accanimento della procura di Genova sulle concessioni balneari va avanti dalla scorsa estate, quando il tribunale ha disposto il sequestro preventivo dei Bagni Liggia, noto stabilimento del capoluogo ligure, ritenendo che l’area in concessione sarebbe occupata abusivamente e in violazione alla direttiva europea “Bolkestein”. Secondo il tribunale di Genova, le concessioni demaniali marittime sarebbero scadute da dieci anni perché contrarie alla normativa Ue (per l’intera ricostruzione del contenzioso, si rimanda all’articolo “Concessioni balneari abusive: giudice dispone sequestro, lidi in pericolo“).

Il ricorso in Cassazione contro il sequestro dei Bagni Liggia, presentato dal titolare Claudio Galli, verrà discusso il prossimo 9 febbraio e potrebbe portare ulteriori novità sulla vicenda.

L’estensione resta valida, ma serve una riforma generale del settore

A oltre un anno dall’approvazione della legge che estende le concessioni balneari fino al 2033, nessun tribunale si è mai espresso per dichiararne l’invalidità, né il provvedimento è attualmente al vaglio di procedure di legittimità costituzionale o di infrazione europea. La norma, dunque, è ad oggi valida a tutti gli effetti, tanto che molte amministrazioni comunali hanno già esteso ufficialmente i titoli fino al 2033.

La recente lettera della procura di Genova è basata solo sulla sentenza della Corte di giustizia europea che ha dichiarato illegittima la proroga al 2020, e non l’estensione fino al 2033. Quest’ultima è stata approvata successivamente alla sentenza europea e peraltro non si tratta di una proroga indiscriminata, bensì di un prolungamento della validità delle concessioni in essereal fine di garantire la tutela e la custodia delle coste italiane affidate in concessione, quali risorse turistiche fondamentali del Paese, e tutelare l’occupazione e il reddito delle imprese in grave crisi per i danni subiti dai cambiamenti climatici e dai conseguenti eventi calamitosi straordinari” (art. 1 legge 145/2018), nonché in attesa di una riforma completa del settore che andrà a decidere cosa accadrà dopo il 2033.

Proprio qui sta il problema: il precedente governo Conte 1 si era impegnato a varare le linee guida di questa riforma con un decreto del presidente del consiglio (Dpcm) da varare entro il 30 aprile 2019. Ma purtroppo questo termine non è stato rispettato e nel frattempo il governo Lega-5Stelle è caduto. Ora la questione è in mano alla nuova maggioranza Pd-5Stelle, che però pare non abbia ancora preso in considerazione di lavorare a una riforma. Finché il demanio marittimo non avrà una legge organica che regolamenti la gestione delle concessioni balneari, l’estensione fino al 2033 – seppure valida – si troverà in un contesto normativo molto debole e facilmente attaccabile. Lo dimostra proprio il caso dei Bagni Liggia e degli altri stabilimenti liguri, che sono in balia di una procura particolarmente concentrata a voler istituire a tutti i costi e il prima possibile le gare sulle concessioni. Se altri tribunali italiani seguissero lo stesso ragionamento, il settore piomberebbe in un terremoto giuridico senza precedenti e per gli imprenditori balneari sarebbe il caos. Per questo, è urgente che l’attuale governo Conte 2 completi il prima possibile la riforma del demanio marittimo che i precedenti esecutivi hanno colpevolmente rimandato.

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Alex Giuzio

Alex Giuzio

Caporedattore Mondo Balneare. Come giornalista si occupa di mare, coste e questioni ambientali.
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    No ma ci.mancano solo I giudici! Pensasero’ a fare il loro di lavoro come si deve….non si puo’ girare per la strada per merito loro!!!

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    Pippo Franco says:

    Ma cosa vogliono questi cittadini , pretenderebbe ti anche di poter andare in spiaggia e magari fare il bagno senza pagare??? Ma stiamo scherzando? Ho messo 6 cancelli e 12 cartelli ” attenti al cane “. Mi sono fatto una bella villetta ( che affitto ) al posto della casa di giardinaggio. A piano terra mi affaccio su una bella passeggiata e ho ricavato anche un paio di negozi che subaffitto tutto l’ anno. Ho una mega piscina dove faccio di tutto e di piu’ , a pagamento si intende. Nel ristorante ogni domenica anche due matrimoni per volta e sempre aperti , anche per i non clienti dello stabilimento ovvio. I bagnini li prendo da una cooperativa e non li pago un caxxo. Alla fine lavoro meno di 5 mesi l’ anno e pago una segata di oneri di concessione. Me lo posso subaffittare o anche rivendere….Ma cosa vogliono questi di Bruxelles, la concorrenza? Ahahahah SIAMO IN ITALIA e teniamo tutti famigghia….

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      Roberto topa says:

      Pippo Franco sempre comico,non so che realtà conosci,ma non è tutto così.. gran parte di noi sputano sangue per campare.

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