Opinioni

Spiagge, mappatura di qualità o di quantità? È un falso problema

La diatriba che si è aperta nei giorni scorsi è del tutto assurda: il governo Meloni non aspetti oltre e agisca subito nel pieno rispetto dei veri principi europei, senza continuare la stucchevole melina da campagna elettorale

Dopo il lavoro del tavolo tecnico sulla mappatura delle coste e la risposta al governo italiano della Commissione europea che ha avviato la procedura di infrazione, è cominciata un’assurda diatriba sulla mappatura qualitativa o quantitativa! Ma questa discussione, avviatasi in seguito a un intervento del commissario europeo al mercato interno Thierry Breton, è figlia del tentativo, ormai tanto datato quanto palese, di stravolgere i veri obiettivi della direttiva Bolkestein.

Lo ricordo per l’ennesima volta: nel considerando 1 della direttiva Bolkestein, possiamo leggere a chiare lettere che gli obiettivi principali della direttiva stessa sono aumentare il Pil, i posti di lavoro e la capacità di competere delle aziende esistenti. E per raggiungere questi obiettivi, basta applicare in modo corretto quello che troviamo scritto nella Bolkestein. In sostanza, lo Stato membro è chiamato a scrivere una norma che dia la possibilità di aprire nuove imprese là dove ci sono ancora spiagge da valorizzare e in quelle aree a maggiore rischio di povertà, come per esempio le spiagge dove oggi si trovano discariche o impianti industriali dismessi. In questo modo si creano anche nuove entrate per le casse dello Stato, grazie ai nuovi canoni, alle nuove tasse e ai nuovi contributi per i dipendenti. Inoltre si diminuisce la spesa pubblica, perché nuovi posti di lavoro vogliono anche dire meno reddito di inclusione e meno uso di ammortizzatori sociali quali la disoccupazione o la cassa integrazione.

Quindi, con una riforma che applichi in modo corretto i veri principi europei, il governo Meloni potrebbe diminuire il debito pubblico nel pieno rispetto della coesione sociale. Questa riforma si può fare subito, visto che non prevede richieste di deroghe o proroghe alla Commissione europea. E si può fare subito per evitare che i Comuni o i tribunali si sostituiscano maldestramente al governo e al parlamento, nonché per raggiungere l’altro vero obiettivo della direttiva, ovvero la certezza del diritto alle imprese già avviate, contenuta nell’articolo 11. Con la certezza del diritto si crea la base per nuovi investimenti che possano permettere al settore del turismo di competere nel mercato globale sempre più agguerrito e pronto a indebolire la già fragile economia europea.

In definitiva, la mappatura è solo uno strumento. L’attenzione vera va invece posta nel raggiungimento della crescita economica delle economie nazionali, che è il principale obiettivo dell’Unione europea e di ogni governo di buon senso. Quindi il governo Meloni non aspetti oltre e agisca subito nel pieno rispetto dei veri principi europei, senza continuare la stucchevole melina in nome delle imminenti elezioni di turno… sempre se vuole distinguersi veramente dai governi degli ultimi quindici anni e ridurre concretamente il debito pubblico!

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Ezio Filipucci

Presidente regionale di Assobalneari-Confindustria Emilia-Romagna e titolare del ristorante Sirena di Riccione con la famiglia dal 1980. In precedenza è stato presidente dell'Associazione ristoranti di spiaggia di Riccione e vicepresidente regionale di Fiba-Confesercenti.