Toscana

Spiagge, Camaiore dà il via alle gare su 16 concessioni

Approvata la determina che impone la conclusione dei bandi entro il prossimo 31 dicembre

Il Comune di Lido di Camaiore ha approvato una determina dirigenziale per avviare i bandi di gara su 16 concessioni demaniali marittime, di cui 12 stabilimenti balneari e 4 locali commerciali. L’atto risale allo scorso 29 aprile e riguarda solo le attività che non si sono avvalse del cosiddetto atto formale, ovvero di una procedura disciplinata dalla legge regionale toscana 31/2016 che aveva dato la possibilità di ottenere un nuovo titolo ventennale presentando un piano di investimenti e passando attraverso un’evidenza pubblica. Allora la vicenda della direttiva Bolkestein era meno intricata rispetto a oggi, ma nonostante ciò, nella località versiliese 86 stabilimenti balneari su 98 avevano già deciso di mettersi dalla parte del sicuro. E dal momento che non era arrivata nessuna domanda concorrente, questi concessionari avevano potuto ottenere un nuovo orizzonte temporale fino al 2036, nel rispetto del diritto europeo. Gli altri 12 colleghi hanno invece preferito non avvalersi di questa opportunità, forse nella speranza che i vari governi che si sono succeduti riuscissero nella missione di evitare per sempre le gare delle concessioni. Ma dal momento che nessun esecutivo ha ancora fatto nulla e che la scadenza delle concessioni si sta avvicinando, il Comune ha deciso di procedere con i bandi. Col rischio che oggi, rispetto a otto anni fa, la vicenda sia più attenzionata a livello mediatico e dunque possano esserci più partecipanti.

La determina dirigenziale impegna il Comune di Camaiore a completare le procedure di gara entro il 31 dicembre 2024, ma non detta le tempistiche per la pubblicazione dei bandi. La situazione, infatti, è ancora piuttosto confusa: la legge 118/2022 del governo Draghi ha fissato il termine delle concessioni entro la fine di quest’anno, ma non è mai stato approvato il decreto attuativo previsto per disciplinare dei criteri nazionali sui bandi. In campagna elettorale, Fratelli d’Italia aveva promesso di salvaguardare la continuità dei concessionari storici, ma ad oggi non ha approvato nessun atto concreto e perciò le amministrazioni locali stanno iniziando a scrivere i bandi, che sono procedure che richiedono un certo margine di tempo. In Toscana per ora le ha completate solo il Comune di Rio dell’Elba, dove tutte le tredici concessioni sono state riottenute dai precedenti titolari.

Le concessioni balneari di Lido di Camaiore oggetto della determina dirigenziale solo quelle relative ai lidi Biancamano, Bucintoro-Primavera, Conte Grande, Cristallo, Gioia, La Vela, Ninetta, Oceano, Patrizia, Sirio, Suisse Argentina, Venezia. I locali commerciali sono invece il Gran Mercato Cristanno, il LidoMare, il Dell’Amico e il Malfatti.

Il presidente dei balneari di Lido di Camaiore, Marco Daddio, ha già annunciato l’intenzione a presentare ricorso: «Impugneremo subito la determina dirigenziale», ha detto al quotidiano locale Il Tirreno. Secondo Daddio, le concessioni che il Comune intende mettere a gara sono blindate fino al 31 dicembre 2033, grazie alla proroga di quindici anni disposta dalla legge 145/2018 e applicata dall’amministrazione comunale. In seguito è intervenuta la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato la validità di tale proroga, ma secondo Daddio non conta: «Si trattava di un atto dovuto e certo non di una forzatura normativa, oltre che di un atto pubblico che ha avuto l’adeguata pubblicità. Voglio ricordare che nel caso di Castiglione della Pescaia quella proroga è stata considerata valida». Daddio si riferisce al fatto che anche per il rilascio della proroga al 2033 è stata effettuata una pubblicazione sull’albo pretorio, e questo è sufficiente per rendere valida l’estensione: a dirlo sono stati sia il Consiglio di Stato lo scorso dicembre, sia più recente il Tar di Bari. «La sentenza del Consiglio di Stato fa piazza pulita delle proroghe alle quali non fu data l’adeguata pubblicità: questo è il punto chiave», conclude Daddio. «Io sono sicuro che la proroga al 2033 è valida. Ci vado fino al Consiglio di Stato su questo, perché so di avere ragione».

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