Norme e sentenze

“Concessioni balneari valide fino al 2033 con evidenza pubblica”, sentenze del Tar Bari

Il tribunale amministrativo conferma la validità del titoli in base alla legge 145/2018, se rilasciati in seguito ad adeguata pubblicità

È valida la durata delle concessioni balneari fino al 2033, se rilasciata in seguito a un’evidenza pubblica. Lo ha stabilito il Tar di Bari con diverse sentenze di contenuto analogo (numero 553/2024, 565/2024, 566/2024), depositate ieri e riguardanti l’atto deliberativo del Comune di Monopoli che aveva applicato l’articolo 3, comma 1 della legge 118/2022 (la legge sulla concorrenza del governo Draghi, NdR), riducendo la durata delle concessioni vigenti dal precedente termine del 31 dicembre 2033 (legge 145/2018) al 31 dicembre 2024 (legge 14/2023 “Milleproroghe”).

In sostanza, il Comune di Monopoli aveva prima esteso la durata delle concessioni demaniali fino al 31 dicembre 2033, e in seguito aveva provveduto a ridurne il termine finale di efficacia al 31 dicembre 2024 in applicazione dei principi della sentenza dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato n. 18/2021 e dell’articolo 3, comma 1 della legge 118/2022. Tuttavia, il Tar di Bari ha ritenuto illegittima questa riduzione perché l’articolo 3, comma 2 della stessa legge 118/202 fa salva una diversa durata degli atti che sono stati sottoposti a pubblicità, in questo caso ex articolo 18 del regolamento di attuazione del Codice della navigazione. Infatti, accogliendo il ricorso dei concessionari di Monopoli, il tribunale amministrativo di Bari ha affermato gli atti del Comune pugliese «riducono illegittimamente l’orizzonte temporale al 31 dicembre 2024, per effetto di una non corretta applicazione dell’articolo 3, comma 2, della legge n. 118/2022» (punto 11 della sentenza).

Per il Tar di Bari vale la pena di ricordare che anche «il Consiglio di Stato, con sentenza della sezione VII, 30 novembre 2023, n. 10378, ha espressamente stabilito come sia legittima la proroga di una concessione demaniale marittima ai sensi della legge n. 145/2018 a seguito della procedura comparativa di cui all’art. 37 del Codice della navigazione preceduta dalla pubblicazione delle istanze ex art. 18 del relativo regolamento, essendo vietate dall’ordinamento solo le proroghe automatiche» (punto 23).

Vedremo ora cosa deciderà il Consiglio di Stato nella causa che sarà discussa oggi a seguito dell’annullamento operato dalla Cassazione a sezioni unite della sentenza dell’adunanza plenaria n. 18/2021 su iniziativa del Sib-Confcommercio. Sta di fatto che è certo che la giurisprudenza amministrativa non ha ancora un orientamento consolidato e uniforme: lo dimostrano queste sentenze del Tar di Bari, che si aggiungono a quelle del Tar di Lecce. Ecco perché restiamo convinti che la soluzione della questione balneare non spetti ai giudici, bensì al governo e al parlamento italiano.

Il testo integrale delle sentenze

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Antonio Capacchione

Avvocato, presidente nazionale del Sindacato italiano balneari - Fipe Confcommercio dal 2018, già vicepresidente vicario.
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