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Spiagge, Barnier: ‘La proroga al 2020 danneggia i consumatori’

Il commissario Ue risponde nel suo ultimo giorno di mandato a un'interrogazione del M5S, alludendo a una velata contrarietà alla proroga delle concessioni balneari.

Il responsabile tecnico di Itb Italia Antonio Smeragliuolo ci manda un’importantissima segnalazione: l’ormai ex commissario europeo al mercato interno Michel Barnier, con un inaspettato quanto sconsiderato colpo di coda, proprio nel suo ultimo giorno di mandato ha risposto all’interrogazione del capogruppo del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo Ignazio Corrao.

Questa l’interrogazione di Corrao, risalente al 27 agosto 2014 (vedi qui):

«In data 15 agosto 2014 è stata inviata al Commissario Barnier una lettera da parte di membri della deputazione regionale, nazionale ed europea del Movimento 5 Stelle con riferimento alla possibile violazione del diritto europeo da parte della Regione Sicilia in relazione al sistema delle concessioni del demanio marittimo previsto dalla legge regionale n. 15/2005 [vedi notizia, NdR]. Il gruppo parlamentare regionale M5S ha presentato una mozione per impegnare il governo regionale a intervenire per garantire il rispetto della normativa europea e per fare in modo che le coste siciliane vengano gestite in maniera appropriata, pianificata e nel rispetto della normativa europea. Al contrario, è notizia di qualche giorno fa l’emanazione di un decreto da parte del governo regionale che proroga automaticamente fino al 31 dicembre 2020 tutte le concessioni demaniali in corso. Di fatto viene creato un meccanismo di rinnovo tacito e automatico. Ciò avviene in un contesto di mancata pianificazione della gestione del demanio marittimo, con potenziali effetti negativi sul patrimonio naturalistico costiero, in gran parte inserito nella rete europea Natura 2000. Può la Commissione analizzare le informazioni inviate nella lettera e intervenire presso le autorità regionali, informando l’interrogante sull’esito della valutazione e sugli atti adottati?»

Qui di seguito la risposta ufficiale del commissario Barnier, pubblicata il 31 ottobre (leggila nel sito del Parlamento europeo):

«La proroga delle concessioni marittime in Italia è questione ben nota alla Commissione: in esito a una procedura d’infrazione avviata dalla Commissione nel 2009 e conclusa nel 2012, l’Italia ha abrogato il principio di rinnovo automatico delle concessioni marittime. Nondimeno, l’Italia ha recentemente deciso, in base alla legge 24 dicembre 2012 n. 228 (legge di stabilità 2013), di ammettere una proroga fino al 2020 per agevolare una transizione fluida. La Sicilia ha adeguato di conseguenza il regime regionale a quello introdotto sull’intero territorio nazionale. La Commissione sta discutendo con le autorità italiane al fine di trovare rapidamente una soluzione a questo stato di cose. La questione è altresì affrontata nel contesto del semestre europeo: nel documento di lavoro allegato alla raccomandazione specifica per paese di quest’anno, la Commissione ha sottolineato la necessità d’intervenire sulle concessioni marittime».

Nella risposta, apparentemente neutrale ed evasiva, è invece presente una freccia avvelenata che ci colpisce direttamente: si tratta di quella piccola postilla, nascosta in fondo alla nota relativa alle “raccomandazioni” (i famosi “compiti a casa”) che la Commissione europea ha fatto al governo italiano.

Il documento della raccomandazione specifica, la cui nota in calce alla riposta di Barnier rimanda a pagina 28 (leggilo qui), nel paragrafo in cui si parla delle concessioni marittime si può leggere: «Per quanto riguarda le concessioni marittime, la loro lunga durata (anche dovuta alle ripetute proroghe) limita la scelta dei consumatori e aumenta il costo dei servizi». Dunque una chiara bocciatura all’attuale e alle eventuali nuove proroghe ancora ipotizzate da più parti.

A dire il vero, e i molti presenti possono testimoniarlo, in merito eravamo già stati “avvertiti” dall’europarlamentare Lara Comi durante l’incontro di Itb Italia “Salva Spiagge… Salva Italia” alla fiera Sun di Rimini, la quale aveva poi aggiunto che l’Europa non può e non vuole più accettare le soluzioni “all’italiana” che, invece di risolvere una volta per tutte un problema, cercano il modo per rinviare, prorogare, posticipare, eccetera eccetera.

È tempo che il governo italiano, forte di un ampio consenso tra le forze politiche di maggioranza e opposizione, vada in Europa con una soluzione che risolva definitivamente la questione, così come l’Itb Italia ha proposto. No a nuovi balletti ventennali, trentennali, decennali o quinquennali, utili più a illudere e addormentare la gente che a risolvere veramente la questione.

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Itb Italia

Itb Italia è un'associazione nazionale di imprenditori del turismo balneare.
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