Sib-Confcommercio

Spiagge, -30% di presenze a luglio in stabilimenti balneari

Sulle vacanze al mare pesano i rincari e il covid

A luglio 2022 le presenze sulle spiagge italiane sono diminuite di circa il 30% rispetto allo stesso mese del 2019, l’ultimo prima della pandemia. Lo affermano i dati del Sindacato italiano balneari, aderente a Fipe-Confcommercio. Tra le cause della flessione, al primo posto i rincari generalizzati, al secondo posto l’aumento del corso del carburante e al terzo i timori per i contagi da covid.

«Non ci aspettavamo una tale flessione delle presenze, soprattutto dopo un mese di giugno più che promettente», commenta all’Agi il presidente del Sib-Confcommercio Antonio Capacchione. «Oltre all’incertezza e ai rincari, a pesare sul fenomeno è ancora il covid: circa il 10% delle minori presenze sulle nostre spiagge è dovuto al fatto che le persone si infettano durante le vacanze e sono costrette, insieme ai contatti stretti, a stare in casa. Poi incide anche il timore che, una volta partiti per le vacanze al mare, ci si possa contagiare, con il rischio, anche in questo caso, di trascorrere diversi giorni in quarantena. In questo caso, ovviamente, si sceglie di non correre rischi e si rinuncia alla vacanza».

Conclude Capacchione: «Il covid è ancora presente e molto contagioso, anche se non più letale, per fortuna. Ma accade abbastanza di frequente che nei nostri lidi gli ombrelloni di chi ha sottoscritto gli abbonamenti mensili o stagionali restino chiusi per una settimana o dieci giorni perché la gente si ammala».

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Sib Confcommercio

Il Sindacato italiano balneari si è formalmente costituito il 14 dicembre 1960 e, attraverso la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE), aderisce alla Confcommercio - Confturismo.
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  1. Vi è anche un quarto e non ultimo motivo, assolutamente da non trascurare: il CAOS E IL DEGRADO DEGLI STABILIMENTI BALNEARI e soprattutto LA DEPRESSIONE DEI LORO GESTORI (è sotto gli occhi di tutti).

    • Secondo lei perché è depresso il suo bagnino e il suo stabilimento, come si sentirebbe lei dopo che lo STATO le promette rinnovo automatico dietro investimenti economici e VITA personale. Lei sarebbe felice??? Più di dieci anni di angoscia e minacce che si sono concretizzate. Cerchi di capire cosa c’è dietro Alla depressione del suo bagnìno. Che investimenti dovremmo fare se non ci hanno ancora detto quali saranno le cose determinanti per riottenere la concessione.

      • È perché mai dovreste riottenere la concessione? Sui beni comuni tutti devono avere stessa opportunità di gestione. Non si può tollerare x sempre…per fortuna che c’è l’Europa come organo superpartes altrimenti in Italia si andava avanti così ad oltranza. Perché comandano le lobbyes

    • Nikolaus Suck says:

      D’estate non ci sono convegni per cui girare, ma deve restare in circolo, forse per le elezioni politiche…

  2. Lorenzo Pinto says:

    Cazzate.
    Il motivo è molto semplice: con questa assurda guerra in corso la gente ha meno soldi, e voi balneari avete quasi tutti aumentato le tariffe. E manco poco.
    Pure lo stabilimento dove vado io è mezzo vuoto, e siamo quasi a Ferragosto.
    La spiaggia libera di fianco invece, trabocca.

  3. Non potrebbe essere invece, che, trovando aumenti OVUNQUE, mediamente assai superiori a quelle degli stabilimenti balneari, che, assieme all’inflazione, la gente non riesce più a vivere?! Ma, di che vi lamentate, tanto il vostro Draghi, oltre ad aver tolto le concessioni demaniali marittime per darle ai suoi “amici” (multinazionali ed Europa) ha pensato anche a voi, dando aumenti a pensionati e aumentando le buste paga, di cinque/sei euro al mese (sich) 🤨!!!

    • Antilobbyi says:

      ……. Su questo hai ragione…… però c’è anche una guerra che nessuno al momento vuole far cessaaew con la nascita di negoziati e l’Europa non ha un proprio autonomo ruolo……..

  4. leggo da sempre i vostri articoli e da sempre gli stessi commenti, le stesse persone ,la stessa guerra sulle opinioni, quasi sembra che il problema sia tra i commentatori. Non fraintendetemi e scusatemi, se sono potuto sembrare polemico con voi che scrivete e con voi che commentate, vorrei esporre il mio punto di vista sulla questione che vede direttamente interessata la categoria. Sono un concessionario ventennale, che in linea di principio è d’accordo sui bandi pubblici, ma non d’accordo che si sia prima legiferato e poi si discutano i valori da dare alle aziende. Il mio punto di vista è che non è concepibile fare dei bandi senza prima definire il valore delle aziende attualmente titolari delle concessioni.

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