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Sicilia, approvata legge che estende concessioni balneari fino al 2033

I titolari degli stabilimenti devono presentare domanda entro il 30 aprile per ottenere il titolo prolungato di 15 anni.

L’assemblea regionale siciliana ha approvato ufficialmente il disegno di legge che estende le concessioni degli stabilimenti balneari fino al 31 dicembre 2033, in linea con la normativa nazionale. Al contrario delle altre regioni, in cui sono le amministrazioni comunali a dover applicare l’estensione, in Sicilia occorreva un provvedimento regionale in quanto si tratta di un territorio a statuto speciale.

Cosa prevede la legge regionale

La norma regionale siciliana recepisce le disposizioni della legge nazionale 145/2018, che ha esteso di 15 anni le concessioni degli stabilimenti balneari. Per ottenere il proprio titolo prolungato fino al 31 dicembre 2033, i titolari dei lidi siciliani dovranno presentare apposita domanda al Dipartimento regionale dell’ambiente entro il 30 aprile 2020. Le modalità di inoltro delle richieste saranno definite da un decreto dell’assessorato al territorio, da emanarsi entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge regionale.

I commenti di politica e sindacati

«Abbiamo votato questo ddl – spiega una nota del Pd Sicilia – consapevoli dell’importanza di assicurare continuità alle strutture di un comparto che in Sicilia coinvolge circa 3.000 imprese e un gran numero di lavoratori. Al tempo stesso però sappiamo bene che in questo settore gli aspetti da migliorare sono molti: bisogna innanzitutto incrementare le verifiche in fase istruttoria, così come i controlli sul campo a garanzia del rispetto ambientale e delle tutele per i lavoratori».

Protesta, invece, il Movimento 5 Stelle: «È stato un grave errore recepire in aula, in modo così semplicistico, la legge nazionale sul rinnovo tacito delle concessioni demaniali. Nella disordinata situazione siciliana, in alcune zone dell’isola i privati la fanno da padrone nelle spiagge, in spregio ai più elementari diritti dei bagnanti. Non è raro che ai cittadini vengano negati non solo l’accesso, ma anche la semplice vista del mare per interi chilometri di costa. Questo rinnovo automatico rischia in alcuni casi di sanare situazioni al limite della legalità. Tutto questo in un territorio privo di regole unitarie, senza i principali strumenti di pianificazione come i Pudm (Piani di utilizzo del demanio marittimo) e nel quale le leggi in materia, di fatto, non sono mai state applicate».

Per quanto riguarda le associazioni di categoria, il presidente del Sib-Confcommercio Sicilia Ignazio Ragusa esprime «grande soddisfazione per l’approvazione di un provvedimento che attendevamo da tempo, frutto del lavoro che il Sib Sicilia ha portato avanti al fianco della Regione. Ora auspichiamo la massima celerità anche nel definire le modalità di invio delle domande necessarie per ottenere il titolo».

Soddisfatta anche Cna Sicilia, che parla di «una battaglia vinta. La nostra azione, ferma e costante nei confronti della deputazione e del governo, ha prodotto i suoi frutti. Le istituzioni politiche, quando dialogano con il territorio – affermano il presidente Nello Battiato e il segretario Piero Giglione – riescono a varare norme che rispondono alle esigenze degli operatori economici. E il provvedimento licenziato da sala d’Ercole ne è la conferma». Per Cna Balneari Sicilia, aggiungono il coordinatore Gianpaolo Miceli e il portavoce Guglielmo Pacchione: «Un plauso al parlamento regionale che ha compreso le ragioni di un settore fondamentale per lo sviluppo del territorio e un sincero apprezzamento per il lavoro e l’impegno profusi alla commissione ambiente dell’Ars, con in testa la presidente Giusy Savarino, relatrice della legge, e all’assessore al ramo Toto Cordaro, il quale tanto ha creduto nelle istanze di un mondo che, con le sue tremila attività collegate, rappresenta le fondamenta per il turismo siciliano. Adesso la palla passa all’assessorato regionale al territorio, per il decreto che stabilirà procedure e tempi per la richiesta della estensione da parte delle imprese. La proroga del termine, la cui scadenza era fissata al 2020, consentirà finalmente ai titolari degli stabilimenti balneari di potere accedere al credito, di avere certezze e quindi di realizzare investimenti molto importanti utili a ridare linfa al tessuto economico dell’isola».

Domani ad Agrigento, Cna Balneari ha programmato un focus dal titolo “Diamo forza alle imprese balneari”, durante il quale saranno illustrati i dettagli della nuova norma (leggi il programma »).

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    Buongiorno, essendo gestore di piscina estiva , mi chiedo se un provvedimento del genere può essere richiesto o applicato anche per le piscine scoperte , non sono però nella regione sicilia,grazie.

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