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Sib Lazio, in assemblea tante idee per salvare le imprese balneari

Si fa sempre più ampia la consapevolezza della necessità di un maggiore riguardo verso l'ambiente. 'Ma occorre l'aiuto delle amministrazioni locali', sottolinea il presidente Fumagalli

Oltre 300 imprenditori balneari provenienti da tutta la regione hanno partecipato a Ostia all’assemblea del Sindacato Italiano Balneari Lazio, intitolato “Ci stanno togliendo anche la dignità. Scenari e azioni per difendere l’impresa balneare del Lazio”.

La discussione sulla proroga delle concessioni balneari immaginata di 30 anni, poi ridotta a 5, ha messo in evidenza posizioni retoriche, ormai incomprensibili, tenute dalla maggior parte delle associazioni ambientaliste e dei consumatori. «Un ‘difetto’ straordinario del nostro Paese, che veste di ideologia ogni discussione che riguarda le imprese balneari – ha affermato Fabrizio Fumagalli, presidente del Sib Lazio – determinando ritardi e addirittura annullando ogni azione tesa ad aggiornare e migliorare l’offerta balneare. Credo sia condiviso da tutti che i Paesi sviluppati come il nostro fondino la propria possibilità di crescita sulle imprese, che all’interno di norme condivise debbano avere la capacità di svilupparsi producendo lavoro e ricchezza per l’intera comunità. Non si capisce come si possa immaginare che le imprese balneari, diversamente dalle altre, debbano essere mantenute in una situazione di incertezza e precarietà».

L’assemblea del Sib Lazio intende rilanciare l’idea di un progetto condiviso con le amministrazioni locali per contribuire alla nascita dei distretti turistici locali, capaci di pianificare lo sviluppo dell’offerta turistica sulle coste del Lazio. «In quest’ottica chiediamo il sostegno aperto della politica che lavori di concerto con il mondo dell’impresa – continua Fumagalli – semplificando le procedure amministrative per la ristrutturazione degli impianti, che possano diminuire l’impatto ambientale di queste strutture, migliorando la visibilità del mare e la qualità dei servizi. Chiediamo un piano organico e sistematico per combattere il grave fenomeno dell’erosione dei litorali del Lazio, uscendo dalla logica degli interventi spot, che si facciano investimenti sulle infrastrutture pubbliche, valorizzando i lungomare e la viabilità. Per superare la crisi dobbiamo finalmente rendere possibile la realizzazione di un sistema ricettivo sulla costa che ci consenta di superare la visione esclusiva di servizi per il tempo libero per i nostri cittadini, proiettandoci nel mercato turistico internazionale. Ostia, ad esempio, attende da 30 anni un nuovo lungomare e un nuovo sistema ricettivo».

Nel corso dell’assemblea ha poi preso la parola il Mario Esposito, docente di diritto costituzionale all’Università del Salento, il quale ha evidenziato come la Comunità europea abbia erroneamente espresso una competenza sulla gestione delle spiagge, in quanto lo stesso trattato europeo riconosce la gestione dei suoli come di pertinenza esclusiva dei Paesi sovrani. «Su questo principio – conclude Fumagalli – siamo pronti ad azioni di protesta e di contrasto, compreso impugnare, di fronte ai tribunali italiani e sino alla Corte di giustizia europea, ogni provvedimento che metta in discussione la piena legittimità delle imprese balneari del Lazio».

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Sib Confcommercio

Il Sindacato italiano balneari si è formalmente costituito il 14 dicembre 1960 e, attraverso la Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE), aderisce alla Confcommercio - Confturismo.
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