Fiba-Confesercenti Sib-Confcommercio

Sib-Fiba: “Lettera d’indirizzo su concessioni balneari importante ma insufficiente”

I presidenti Capacchione e Rustignoli: "Serve un provvedimento legislativo per la messa in sicurezza delle imprese"

«Il comunicato ufficiale del consiglio dei ministri in tema di concessioni demaniali marittime è importante, ma non sufficiente, per dare serenità ai balneari». Lo affermano in una nota congiunta Antonio Capacchione, presidente del Sib-Confcommercio, e Maurizio Rustignoli, presidente Fiba-Confesercenti, in merito alla lettera di indirizzo approvata ieri da Palazzo Chigi per informare i Comuni costieri sulla possibilità di estendere le concessioni balneari fino al 31 dicembre 2024, in base alla legge 118/2022.

«Da mesi chiediamo al governo, inutilmente, di emanare una nuova legge, o comunque un provvedimento normativo o amministrativo chiarificatore che dia certezze alle imprese attualmente operanti», continuano Capacchione e Rustignoli. «Apprezziamo che Matteo Salvini, ministro delle infrastrutture e dei trasporti e vicepresidente del consiglio, abbia portato all’attenzione dei ministri la problematica delle concessioni demaniali marittime a uso turistico ricreativo. Ed è importante che il consiglio dei ministri abbia invitato le amministrazioni periferiche a evitare l’avvio di gare nell’assegnazione delle concessioni vigenti, che determinerebbero ripercussioni negative sull’intero sistema turistico italiano. Importante, inoltre, è la sottolineatura della necessità di completare i lavori per l’accertamento della scarsità o meno del demanio disponibile per nuove concessioni, che costituisce il presupposto per l’applicazione della direttiva Bolkestein, come chiarito dalla Corte di giustizia dell’Unione europea».

Tuttavia, concludono i presidenti di Sib e Fiba, «siamo preoccupati per le tempistiche e sollecitiamo il governo a procedere senza indugio all’emanazione di ogni provvedimento legislativo e amministrativo per la messa in sicurezza di questo comparto economico strategico per il paese, dando certezza di continuità di lavoro a decine di migliaia di aziende prevalentemente a conduzione familiare che hanno avuto l’unico torto di avere confidato nelle leggi dello Stato».

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