È stato pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio del 16 agosto 2016 il nuovo regolamento sulla disciplina delle diverse tipologie di utilizzazione delle aree demaniali marittime per finalità turistico-ricreative. Di fatto il testo rappresenta una rivoluzione per le attività balneari delle coste laziali, che dovranno confrontarsi con una tipologia in meno: scompaiono infatti le spiagge attrezzate. Il nuovo regolamento prevede soltanto stabilimenti balneari e spiagge libere con servizi. Per queste ultime potranno essere date in concessione aree non superiori a 25 metri quadrati con l’aggiunta di convenzioni, a carattere oneroso o non oneroso, con il Comune di riferimento che impegna il richiedente a una serie di attività.
I Comuni laziali, alla luce di questa nuova norma, hanno 120 giorni di tempo, a far data dal 16 agosto scorso, di stabilire se le spiagge attrezzate già date in concessione debbano essere classificate come stabilimento balneare o come spiagge libere con servizi. La differenza non è solo terminologica ma sostanziale, poiché nel primo caso le strutture dovranno essere adeguate alla tipologia di stabilimento balneare e nel secondo caso alla tipologia della spiaggia libera con servizi.
L’articolo 18 della nuova disciplina è dedicato alla destagionalizzazione delle attività turistico-ricreative sul demanio marittimo:
1. La Regione, ai sensi dell’articolo 52bis della l.r. 13/2007, promuove la destagionalizzazione delle attività turistico ricreative sul demanio marittimo;
2. I Comuni, anche nelle more di approvazione dei Pua comunali fissano, entro il 30 settembre di ogni anno, i criteri e le modalità ai fini del rilascio delle autorizzazioni di cui al comma 2, dell’articolo 52 bis della l.r. 13/2007.
Per i Comuni, quindi, c’è un altro mese di tempo per promuovere deliberazioni di Consiglio comunale per disciplinare la destagionalizzazione.
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