Emilia-Romagna

Rimini, via libera alle piscine negli stabilimenti balneari

Lo prevede il nuovo piano spiagge, ma solo per le attività che si accorpano.

Via libera alle piscine negli stabilimenti balneari di Rimini, purché siano di facile rimozione e realizzate tra più attività che si accorpano. Il nuovo piano spiaggia comunale apre per la prima volta alla possibilità di installare strutture leggere e con una profondità massima di 1,40 metri, semplificando inoltre le procedure per installare giochi d’acqua, spa e vasche idromassaggio in tutti i lidi.

In precedenza, invece, questo era praticamente impossibile per i balneari riminesi: colpa del precedente piano spiaggia, risalente al 2006, che obbligava a una lunga trafila burocratica di vincoli e permessi per poter rinnovare gli stabilimenti balneari, impedendo di fatto l’installazione di nuove strutture, anche se poco impattanti. Tuttavia, se oggi le condizioni normative sono cambiate, ai titolari di lidi manca la necessaria certezza per investire: Rimini è infatti tra i pochi Comuni dell’Emilia-Romagna a non avere ancora rilasciato l’estensione delle concessioni fino al 2033. E finché i titoli rimarranno con la scadenza del 31 dicembre 2020, sarà difficile che qualche imprenditore possa investire nella costruzione di una piscina, anche se le condizioni normative glielo facilitano.

Le regole del nuovo piano spiaggia

Il nuovo piano spiaggia di Rimini è stato presentato nei giorni scorsi alle associazioni di categoria dall’assessore comunale al demanio Roberta Frisoni, che ha spiegato come la filosofia dietro alle nuove regole sia quella di «ridurre i manufatti esistenti, in particolare le cabine, e aumentare i servizi».

Per quanto riguarda le piscine in spiaggia, questo è il compromesso a cui si è giunti dopo un lungo braccio di ferro tra Comune e Soprintendenza: saranno consentite le installazioni di piscine realizzate con materiali leggeri e una profondità massima di 1 metro e 40 centimetri. E per volontà del Comune, sarà possibile farlo solo negli stabilimenti di grandi dimensioni o fra più attività che si accorpano, secondo le possibilità previste dal progetto “Parco del mare”. La possibilità di riqualificarsi sarà data a tutti gli stabilimenti, ma con premialità per quelli che si accorpano (per esempio, la possibilità di procedere per stralci con permessi rilasciati ai singoli operatori).

Sulle spa, invece, bisognerà rispettare una dimensione minima di 50 metri quadrati da calcolare sull’intera superficie utile. Semplificate anche le procedure con cui gli stabilimenti balneari di Rimini potranno installare saune e vasche idromassaggio (in questo caso consentite anche ai lidi più piccoli).

Via libera, infine, agli ampliamenti delle strutture di bar e ristoranti di spiaggia, che da quest’anno potranno arrivare ad avere una superficie massima di 250 metri quadrati (con il precedente piano spiaggia, il limite era di 200 mq). A Rimini nord sarà anche possibile realizzare terrazze panoramiche sui ristoranti, con materiali, arredi e colori che dovranno rispettare le linee guida definite dallo studio Miralles Tagliabue per armonizzare i progetti del lungomare.

Le tempistiche e la mancata estensione

Il nuovo piano spiaggia (formalmente si tratta di una variante, seppure consistente, a quello del 2006) dovrebbe essere approvato entro la primavera, permettendo così agli stabilimenti balneari di iniziare eventuali lavori di restyling subito dopo la stagione estiva. A patto che il Comune di Rimini acceleri con l’estensione fino al 2033: altrimenti, come detto, gli imprenditori della spiaggia non avranno un sufficiente orizzonte temporale per poter investire a beneficio del turismo.

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