Emilia-Romagna

Rimini cancella storico stabilimento balneare, al suo posto una spiaggia libera

Con la scadenza delle concessioni, il Comune ha deciso di convertire la destinazione di un tratto di litorale su cui esisteva un'impresa con novant'anni di storia

Il Comune di Rimini lo aveva annunciato e lo sta facendo davvero: con il nuovo Piano degli arenili approvato lo scorso dicembre, nel capoluogo romagnolo aumenteranno le spiagge libere a discapito di alcuni stabilimenti balneari. La prima vittima sacrificale è il Bagno Anna 22, storica attività con quasi novant’anni di storia: situata nella frazione di Viserba, a nord della località, per questa concessione è stata decisa la riconversione in spiaggia a libera fruizione. Una scelta che ha fatto scalpore anche al di fuori dei confini cittadini: si tratta infatti del primo caso in cui un Comune, in vista della scadenza delle concessioni balneari, ha deciso di imporre lo smantellamento dei manufatti esistenti per rendere libero quel tratto di litorale. Tanto più se a farlo è la capitale del turismo balneare in Italia.

Dal punto di vista legale, l’amministrazione comunale ne ha piena facoltà: in seguito alla scadenza delle concessioni, fissata per il 31 dicembre 2023 da una nota sentenza del Consiglio di Stato e per il 31 dicembre 2024 dalla legge 118/2022 del governo Draghi modificata dal governo Meloni, i Comuni allo stato attuale sono obbligati a indire le evidenze pubbliche per riaffidare i titoli a nuovi soggetti attraverso delle procedure di evidenza pubblica, ma hanno anche potenzialmente la possibilità di convertire le stesse spiagge alla libera fruizione. Proprio ciò che ha fatto Rimini, rispettando il suo obiettivo, contenuto nel Piano degli arenili, di aumentare i litorali liberi dagli attuali 14 a 26.

Inevitabile, in questa operazione, è la rimozione di alcuni stabilimenti. Se in altri tratti della città l’aumento delle spiagge libere sarà effettuato frazionando le concessioni esistenti, a Viserba si è deciso di rimuovere una storica attività. La scelta è caduta sul Bagno Anna poiché si trova davanti a un grande piazzale, dove il Comune di Rimini col nuovo Piano degli arenili ha preferito ottenere un varco pubblico e una spiaggia libera, anziché riaffidare la storica concessione. Tuttavia la decisione, come era comprensibile, ha provocato la reazione negativa dei gestori. Così Michela Pasolini, suocera del titolare Luigi Ghinelli, ha descritto il suo stato d’animo al Corriere di Romagna: «Un misto di sgomento, shock, amarezza. Una ferita mortale per mio suocero in primis. Dopo aver dedicato una vita all’attività, essere cresciuto lavorativamente lì, averci messo fatica, sudore, sacrifici economici e impegno, aver creato un rapporto di stima e fiducia con gli alberghi con cui mio suocero ha sempre collaborato, prima con la vecchia generazione e poi con i figli che si sono susseguiti nella gestione delle attività e con tutti i clienti passati negli anni, vedersi mandare via con un senza nemmeno un “grazie è stato bello” è umiliante».

La famiglia Ghinelli ha fatto sapere a Mondo Balneare di avere intenzione di presentare ricorso. Al momento non sono ancora chiare le modalità con cui gli attuali concessionari dovranno smantellare la loro struttura, né se l’amministrazione comunale intende prevedere degli indennizzi economici per la famiglia uscente o delle premialità per partecipare all’affidamento di una nuova spiaggia su un altro tratto concedibile. Su questo la norma nazionale non è affatto chiara; ma con l’avvicinarsi della scadenza delle concessioni, in assenza di una legge-quadro statale, ogni Comune sta facendo da sé. Generando la confusione normativa e la disparità di trattamento che si temevano da tempo.

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