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Riforma spiagge, Zucconi traccia la strada: “Norma su non scarsità risorsa coerente con diritto Ue”

Il deputato di Fratelli d'Italia rompe il silenzio sui contenuti del riordino che dovrà approvare il governo Meloni

A meno di due settimane dalla scadenza delle concessioni balneari, con i Comuni che stanno procedendo in ordine sparso e il governo che non ha ancora approvato una norma per mettere fine al caos in corso, il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo Zucconi rompe il silenzio che da alcune settimane gli esponenti della maggioranza stanno mantenendo sulla riforma delle spiagge. In una nota diramata oggi, il segretario di presidenza del partito di Giorgia Meloni traccia infatti la strada per riordinare la gestione delle concessioni demaniali marittime rispettando la direttiva europea Bolkestein e al contempo concretizzando il lavoro fatto finora per dimostrare la non scarsità della risorsa.

«Sulle concessioni demaniali marittime mi pare che il panorama normativo si presenti assai semplificato, dopo la sentenza della Corte di giustizia europea che ha ribadito come fondamentale, per l’applicazione della direttiva Bolkestein, la verifica del requisito della scarsità della risorsa – una verifica che la sentenza stessa rimette a criteri valutativi di ogni Stato membro – e dopo la sentenza della Corte di Cassazione che ha annullato per eccesso di giurisdizione la sentenza n. 18/2021 del Consiglio di Stato», afferma Zucconi. «Gli esiti del tavolo interministeriale sulla mappatura delle spiagge hanno indiscutibilmente stabilito che in Italia le risorse non sono scarse e da quel dato credo si debba partire per un riordino complessivo del settore. Innanzitutto col predisporre una norma che certifichi come il combinato disposto della legge sulla concorrenza 2022 e del decreto milleproroghe 2023 lasci agli enti concedenti ampi spazi temporali, fino al dicembre 2025, per ricevere le indicazioni sui criteri in basi ai quali si debba procedere concretamente alla applicazione della direttiva in Italia. I passaggi, dunque, dovrebbero consistere sia nel ribadire le suddette scadenze temporali, sia nell’attestare i risultati della mappatura operata dal tavolo interministeriale e nel prevedere nuovi decreti legislativi, visto che quelli previsti dalla legge sulla concorrenza sono ormai scaduti».

Conclude Zucconi: «Al termine di questo percorso sarà dunque possibile produrre una normativa perfettamente coerente con il diritto Ue e che finalmente riordinerà complessivamente un settore così importante per l’economia italiana». La strada sembra insomma chiara; ora non resta che vedere se l’esecutivo la concretizzerà in una legge.

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