Attualità

Riforma spiagge: Meloni vuole chiudere, sabotaggio Fitto

La premier tira dritto con la mappatura per dimostrare la non scarsità di risorsa, ma il ministro agli affari europei sarebbe in disaccordo

Sulle concessioni balneari, il governo Meloni sta procedendo con celerità e vuole chiudere la partita entro l’estate. Dopo l’approvazione del decreto attuativo sulla mappatura delle concessioni, licenziato lunedì scorso dal consiglio dei ministri, il prossimo martedì 25 luglio si terrà il terzo appuntamento del tavolo fra ministeri e associazioni di categoria: sarà l’occasione per comunicare i dati definitivi sulla quantità di spiagge libere e i prossimi passi che intende fare l’esecutivo per decidere il futuro delle concessioni in scadenza il 31 dicembre 2024.

La strategia del governo è nota: dimostrare che in Italia esiste un’abbondante quantità di litorali concedibili per avviare nuove imprese balneari, in modo da garantire la concorrenza richiesta dall’Europa e al contempo mantenere i concessionari storici. Una strategia giudicata debole dalle opposizioni, ma sulla quale invece Meloni sta tirando dritto, convinta che sia una strada compatibile con la direttiva europea Bolkestein che all’articolo 12 prevede di effettuare le gare solo in caso di scarsità delle risorse disponibili. L’unico modo per riuscirci è però calcolare la percentuale su base nazionale, in modo da evitare trattamenti differenziati tra Comuni o Regioni che hanno ancora molti chilometri di litorali liberi e quelli dove invece non ci sono più tratti di spiaggia concedibili.

Tuttavia la premier deve fare i conti con alcuni tentativi di sabotaggio dall’interno. Il giorno dell’approvazione del decreto attuativo sulla mappatura, infatti, è stato piuttosto agitato: sul tavolo del consiglio dei ministri era comparsa dal nulla una bozza di legge – di cui Mondo Balneare ha preso visione – che proponeva di istituire le gare delle concessioni balneari in scadenza già dal 2024, ignorando tutto il discorso della mappatura. Nel giro di poche ore la notizia è filtrata fra le associazioni di categoria, scatenandone le ire e costringendo la Meloni in persona a intervenire per sotterrare il testo. Dietro al fattaccio ci sarebbe stato il ministro agli affari europei Raffaele Fitto, da sempre scettico sulla linea della non scarsità di risorsa e convinto che le gare siano inevitabili e da fare in fretta. Per il momento la bozza è stata chiusa in un cassetto, ma non è da escludere che una manina la tiri fuori nuovamente. Sarebbe un film che i balneari hanno già visto molte altre volte.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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