Confartigianato Imprese Demaniali

Riforma spiagge, l’appello di Confartigianato: “Politica dimostri coerenza”

Vanni: "Per far fronte agli impegni del Pnrr e inchinarsi all'Ue, stanno stritolando 30mila imprese e mettendo a rischio un comparto decisivo per l'industria italiana dell'accoglienza"

«Noi balneari stiamo finendo dentro al tritacarne: serve salvare i soldi del Pnrr, ma vengono calpestati i nostri diritti e il lavoro svolto in questi mesi. Non vogliamo essere merce di scambio. La realtà è che negli ultimi dodici anni la nostra situazione è solo peggiorata». Lo ha detto Mauro Vanni, presidente di Confartigianato Imprese Demaniali, che ieri mattina ha organizzato il convegno “La spiaggia che verrà” ai Bagni Ricci di Miramare a Rimini, con la presenza degli esponenti politici regionali impegnati ai vari livelli (nella foto). «Abbiamo ascoltato parole che ci confermano la comprensione e la condivisione della politica regionale a sostegno della nostra battaglia per la tutela delle imprese balneari – ha aggiunto Vanni – ma il fatto è che poi a Roma i ministri di riferimento degli stessi partiti agiscono spesso diversamente».

Sono intervenuti al convegno i senatori Antonio Barboni (Forza Italia), Marco Croatti (Movimento 5 Stelle), Marco Di Maio (Italia Viva), Jacopo Morrone (Lega) e Stefano Collina (Partito democratico), quest’ultimo relatore del ddl concorrenza in X commissione. C’erano inoltre il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Marco Lisei e l’assessora al demanio del Comune di Rimini Roberta Frisoni.

L’attualità del convegno è stata determinata anche dalla comunicazione del premier Draghi che ieri, a un consiglio dei ministri convocato in tutta fretta, appellandosi alla sentenza del Consiglio di Stato del novembre scorso, ha ricordato che le concessioni demaniali per finalità turistico-ricreative saranno efficaci entro il 31 dicembre 2023, termine entro cui i Comuni devono indire le evidenze pubbliche. In linea generale tutti gli esponenti politici si sono mostrati fiduciosi, pur con qualche distinguo, sul fatto che i pochi giorni che restano possano essere utili a individuare uno spazio di mediazione per inserire il riconoscimento dell’avviamento agli imprenditori uscenti e un vantaggio nelle evidenze pubbliche per coloro che vi parteciperanno sulla base del fatto che, in ogni caso, una legge modificherà sostanzialmente le condizioni sulle quali sono stati decisi gli investimenti delle imprese.

«Ritengo Draghi una persona stimabile – ha detto Vanni in apertura – ma ritengo che per eccesso di zelo nei confronti dell’Europa stia perdendo di vista le necessità delle nostre imprese e del nostro turismo. Noi vogliamo proteggere le famiglie che hanno fondato le loro micro-imprese, anche per il bene dell’Italia, e la qualità con cui accogliamo i turisti, che è un plus riconosciuto in tutta Europa. Riteniamo che la politica italiana possa permettersi questo moto d’orgoglio».

Il senatore Stefano Collina (Pd) ha sottolineato che «il tema delle concessioni balneari fa parte di un orizzonte più ampio su cui, come X commissione, abbiamo trovato l’accordo con tutta la maggioranza e il governo. Il passaggio per dare delle certezze è trovare il percorso per arrivare a fare le evidenze pubbliche. Per arrivarvi abbiamo individuato dei punti: il primo è fissare dei criteri di accesso al bando e il secondo punto sono le garanzie. Non siamo lontani da una formulazione soddisfacente di quello che per noi dovrebbe essere l’indennizzo. Poi ci sono i tempi, perché vanno aiutate le amministrazioni a redigere e gestire con equità i bandi».

Secondo il deputato Jacopo Morrone (Lega), «se non vivi questa realtà non la conosci, e questo accade all’Europa. Le 30.000 aziende che hanno investito sulle loro attività balneari, hanno creato un comparto importante che coinvolge anche gli alberghi e le attività commerciali. Il rischio è che depotenziando il settore, a ricaduta ne risentano tutti. È importante avere una mappatura, capire cosa va riassegnato, ed è importante fissare l’indennizzo e puntare i piedi per ottenere una proroga che la Lega ha chiesto. Attenzione: se sarà imposta la fiducia, si sappia che sarà sul testo base uscito a novembre, dove il riferimento alla Bolkestein era solo quello relativo alla mappatura da svolgere. Significherebbe quindi buttare a mare tutto il lavoro svolto in questi mesi».

Così invece il senatore Marco Croatti (M5S): «Il termine “proroghe” ha distrutto la crescita di questo settore, o perlomeno lo ha rallentato. Noi dobbiamo difendere i diritti dello Stato e quello delle imprese. Il lavoro che è stato fatto va visionato nello specifico. Dobbiamo pensare anche a chi utilizza queste spiagge, perché ci sono caratteristiche che vanno tutelate, e in più chi ci lavora. La fiducia fa il male di questo provvedimento, perché scavalca i partiti. Ognuno deve far crescere quella legge, migliorarla con le specificità necessarie».

Per Fratelli d’Italia è intervenuto il consigliere regionale Marco Lisei: «Fratelli d’Italia mantiene la stessa linea a tutti i livelli. Se ci sarà un voto di fiducia sarà la prevaricazione del lavoro che è stato fatto, per interessi che non sono di Stato. Noi aiutiamo i cittadini e le imprese, non ci stiamo ad aiutare il governo. L’interesse è quello di depotenziarci, perché l’offerta che abbiamo in Italia non ha pari in Europa. L’indennizzo non potrà mai tenere conto della storia e del sudore alle spalle di uno stabilimento. La differenza fra noi e gli altri partiti è che abbiamo la stessa linea, sul territorio e al governo».

Per Marco Di Maio (Italia Viva), «dobbiamo capire come tenere insieme il rispetto delle regole e la tutela delle imprese. Sicuramene la valutazione del valore aziendale è un punto che deve essere chiarito e rafforzato. L’altra questione delicata è quella della scadenza al 2023. Votare la fiducia al testo base è deleterio, non solo per le imprese ma per tutto il comparto. Bisogna però evitare che la corda si spezzi».

Queste, infine, le parole del senatore Antonio Barboni (Forza Italia): «Come Forza Italia ci siamo concentrati su indennizzi e mappature, non solo per avere la proroga. Sul discorso degli indennizzi, alla scrittura del testo c’è il nostro viceministro. Speriamo di trovare un punto di sintesi, ma ricordiamoci che il ddl concorrenza è strettamente legato ai fondi del Pnrr ed è molto più articolato e con tanti altri contenuti».

Ha chiuso l’assessora al demanio di Rimini Roberta Frisoni: «Qui ci sono operatori e amministrazioni in grado di fare le cose per bene, però non possiamo farlo nell’incertezza. Se subiamo una normativa che non si raffronta con la realtà dei fatti, ci troveremo ad affrontare ricorsi e contro ricorsi. Noi Comuni, anche Rimini con 400 gare da organizzare, siamo stati fin qui tenuti all’oscuro. Abbiamo bisogno di certezze, la spiaggia coi suoi imprenditori ha saputo partire subito dopo la pandemia, esprime un valore fondamentale per l’economia, non possiamo permetterci di frenare la sua ripartenza e il suo sviluppo».

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