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Riforma spiagge, il governo torna al lavoro: martedì le audizioni

Dopo un mese di pausa per l'elezione del presidente della Repubblica, riprende il tavolo di confronto con le associazioni di categoria

Conclusa la partita sull’elezione del presidente della Repubblica, il governo è pronto per riprendere i lavori del tavolo tecnico sulla riforma delle concessioni balneari, tra i temi in cima alla lista delle priorità del premier Mario Draghi. Dopo i primi due incontri con le associazioni di categoria, tenutisi il 28 dicembre e il 4 gennaio, il tavolo è rimasto fermo per un mese a causa del rinnovo della massima carica dello Stato, finché ieri il ministro del turismo Massimo Garavaglia ha convocato i tecnici incaricati dai sindacati degli imprenditori balneari per il prossimo martedì 8 febbraio alle ore 12. Sul fronte politico, inoltre, lo stesso giorno si terrà in Senato una serie di audizioni sul disegno di legge per la concorrenza, che potrebbe contenere anche il riordino delle concessioni balneari.

Com’è noto, l’esecutivo ha fretta di approvare un provvedimento che regolamenti la riassegnazione delle concessioni demaniali marittime, dopo che il Consiglio di Stato ha annullato la proroga al 2033 disposta dalla legge 145/2018 e imposto di indire le gare entro la fine del prossimo anno per rispettare il diritto comunitario che vieta i rinnovi automatici delle concessioni di spiaggia al medesimo titolare. Sul tavolo del consiglio dei ministri ci sarebbe già un disegno di legge pronto per evitare l’imminente procedura di infrazione europea, ma i dicasteri in quota alle forze di centrodestra (insieme a Garavaglia ci sono i ministri dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e degli affari regionali Mariastella Gelmini) stanno cercando un dialogo con le associazioni di categoria in modo da individuare una strada giuridicamente compatibile che tuteli i diritti degli attuali imprenditori: con la scadenza al 2033 prima approvata dal parlamento e poi annullata da un giorno all’altro da Palazzo Spada, il rischio è infatti che in seguito alle gare pubbliche si generi una pioggia di ricorsi che bloccherebbe l’intero settore del turismo balneare per almeno un paio di stagioni, in uno scenario che il nostro paese non può certo permettersi.

Oltre alle difficoltà del governo che, come i precedenti sette esecutivi, non sta riuscendo a redigere una riforma che concili le varie istanze in campo, c’è anche il problema delle otto associazioni di categoria che non hanno ancora individuato una posizione unitaria con cui presentarsi in maniera forte e compatta al tavolo tecnico: alcune sigle stanno chiedendo una generica esclusione delle concessioni balneari dalle gare e dalla direttiva Bolkestein, altre invece, nel rispetto della recente pronuncia del Consiglio di Stato, stanno chiedendo di inserire nel disegno di legge alcune forme che concilino il principio di concorrenza con la tutela dei diritti degli attuali concessionari, come per esempio il riconoscimento economico del valore aziendale in caso di passaggio di titolarità della concessione. Se alcuni di questi nodi riusciranno a essere sciolti, lo si verrà a sapere soltanto martedì.

Al tavolo di lavoro sulla riforma delle concessioni balneari interverranno i tecnici incaricati da Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti, Cna Balneari, Assobalneari-Confindustria, Federbalneari Italia, Confartigianato imprese demaniali, Oasi, La base balneare e Itb Italia; mentre alle audizioni sul ddl concorrenza sono stati convocati i rappresentanti di Comuni (Anci), Province (Upi), Conferenza delle Regioni e Agenzia del demanio, nonché i presidenti delle associazioni Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Confindustria e Coordinamento nazionale mare libero.

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Alex Giuzio

Dal 2008 è giornalista specializzato in economia turistica e questioni ambientali e normative legate al mare e alle coste. Ha pubblicato "La linea fragile", un saggio sui problemi ecologici delle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022), e ha curato il volume "Critica del turismo" (Grifo Edizioni 2023).
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