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Riforma spiagge, il governo torna al lavoro: martedì le audizioni

Dopo un mese di pausa per l'elezione del presidente della Repubblica, riprende il tavolo di confronto con le associazioni di categoria

Conclusa la partita sull’elezione del presidente della Repubblica, il governo è pronto per riprendere i lavori del tavolo tecnico sulla riforma delle concessioni balneari, tra i temi in cima alla lista delle priorità del premier Mario Draghi. Dopo i primi due incontri con le associazioni di categoria, tenutisi il 28 dicembre e il 4 gennaio, il tavolo è rimasto fermo per un mese a causa del rinnovo della massima carica dello Stato, finché ieri il ministro del turismo Massimo Garavaglia ha convocato i tecnici incaricati dai sindacati degli imprenditori balneari per il prossimo martedì 8 febbraio alle ore 12. Sul fronte politico, inoltre, lo stesso giorno si terrà in Senato una serie di audizioni sul disegno di legge per la concorrenza, che potrebbe contenere anche il riordino delle concessioni balneari.

Com’è noto, l’esecutivo ha fretta di approvare un provvedimento che regolamenti la riassegnazione delle concessioni demaniali marittime, dopo che il Consiglio di Stato ha annullato la proroga al 2033 disposta dalla legge 145/2018 e imposto di indire le gare entro la fine del prossimo anno per rispettare il diritto comunitario che vieta i rinnovi automatici delle concessioni di spiaggia al medesimo titolare. Sul tavolo del consiglio dei ministri ci sarebbe già un disegno di legge pronto per evitare l’imminente procedura di infrazione europea, ma i dicasteri in quota alle forze di centrodestra (insieme a Garavaglia ci sono i ministri dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e degli affari regionali Mariastella Gelmini) stanno cercando un dialogo con le associazioni di categoria in modo da individuare una strada giuridicamente compatibile che tuteli i diritti degli attuali imprenditori: con la scadenza al 2033 prima approvata dal parlamento e poi annullata da un giorno all’altro da Palazzo Spada, il rischio è infatti che in seguito alle gare pubbliche si generi una pioggia di ricorsi che bloccherebbe l’intero settore del turismo balneare per almeno un paio di stagioni, in uno scenario che il nostro paese non può certo permettersi.

Oltre alle difficoltà del governo che, come i precedenti sette esecutivi, non sta riuscendo a redigere una riforma che concili le varie istanze in campo, c’è anche il problema delle otto associazioni di categoria che non hanno ancora individuato una posizione unitaria con cui presentarsi in maniera forte e compatta al tavolo tecnico: alcune sigle stanno chiedendo una generica esclusione delle concessioni balneari dalle gare e dalla direttiva Bolkestein, altre invece, nel rispetto della recente pronuncia del Consiglio di Stato, stanno chiedendo di inserire nel disegno di legge alcune forme che concilino il principio di concorrenza con la tutela dei diritti degli attuali concessionari, come per esempio il riconoscimento economico del valore aziendale in caso di passaggio di titolarità della concessione. Se alcuni di questi nodi riusciranno a essere sciolti, lo si verrà a sapere soltanto martedì.

Al tavolo di lavoro sulla riforma delle concessioni balneari interverranno i tecnici incaricati da Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti, Cna Balneari, Assobalneari-Confindustria, Federbalneari Italia, Confartigianato imprese demaniali, Oasi, La base balneare e Itb Italia; mentre alle audizioni sul ddl concorrenza sono stati convocati i rappresentanti di Comuni (Anci), Province (Upi), Conferenza delle Regioni e Agenzia del demanio, nonché i presidenti delle associazioni Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Confindustria e Coordinamento nazionale mare libero.

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Alex Giuzio

Caporedattore di Mondo Balneare, dal 2008 è giornalista specializzato in turismo, demanio marittimo, economia costiera e questioni ambientali e normative legate al mare e alle spiagge. Ha pubblicato "La linea fragile", un'inchiesta ecologista sulle coste italiane (Edizioni dell'Asino, 2022).
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  1. Per favore colleghi non commentate più le risposte dei 4 soliti deficenti e gente pagata per denigrare che tipo di persone possono essere…

    • Salve, sono uno dei 4 deficienti (con la i dopo la c) e mi rivolgo a Luca che come i bambini si tappa le orecchie e pesta i piedi per terra per non sentire la verità. Mi dispiace per te, perché dimostri solo di non avere nulla da dire e non sapere come affrontare il problema. Tu sei uno dei soggetti più dannosi per la tua categoria, non lo sono né io, né gli altri 3 deficienti, ma solo quelli come te. Posso solo augurarti ogni bene, ma se affronti i problemi in questo modo la vedo male… A proposito non ho mai letto una tua proposta, che strano, uno in gamba come te…

      Giusto una precisazione: non è vero che “la scadenza al 2033 prima approvata dal parlamento e poi annullata da un giorno all’altro da Palazzo Spada”. Le avvisaglie c’erano tutte. Da un lato la VI Sezione del Consiglio di Stato si era già espressa molto chiaramente, mentre la V Sezione evitava il problema, ma dopo la sentenza della CGUE del 14/07/2016 (anniversario della presa della Bastiglia) la strada era tracciata. Dire che dal luglio del 2016 al novembre del 2021 possa considerarsi “da un giorno all’altro” non mi pare corretto.
      Altra precisazione: Il Consiglio di Stato non ha annullato la proroga al 2033, ha solo detto che la norma italiana va disapplicata perché la Direttiva 2006/123/CE prevale sul diritto nazionale e perciò qualsiasi atto di proroga è tamquam non esset. L’efficacia della sentenza è sospesa fino al 31/12/2023. La legge 145/2018 è pienamente in vigore e non è stata annullata (compito della Corte costituzionale), ma i suoi effetti non si esplicano nelle parti in cui va ad incidere in un ambito di competenza che non gli è riconosciuto dalla Costituzione e con un meccanismo ritenuto perfettamente valido dalla stessa Corte costituzionale. Il legislatore se vuole può manifestare la propria intenzione di prorogare le concessioni o renderle infinite, ma tale norma non avrebbe effetto… potrebbe perfino decidere che la temperatura del mare debba mantenersi obbligatoriamente intorno ai 25°, la Corte costituzionale non annullerebbe la norma, ma la stessa non avrebbe alcun effetto.

      Infine… mi rivolgo ai Balneari (quelli che non ci ritengono dei deficienti), fate sapere ai vostri rappresentanti cosa volete davvero e fate portare proposte serie. Io sono con Voi.

      • Congratulazioni e massima stima!
        Questi sembrano quei bambini che ,per non farsi vedere dalla mamma mentre le mangiano le frittelle , chiudono gli occhi!

  2. Vorrei tanto sapere se i vari Centinaio, Salvini ecc non si vergognano nonostante ancora sono al Governo proprio con un Ministro che dovrebbe difendere la Loro Legge e che il CdS ha dichiarato illegittima. Se onesti si dimettano.

    • Questa è un’ottima domanda. No, non si vergognano. Specialmente finchè ci sarà gente che crede ciecamente alle loro stronzate.

      • Teo Romagnoli says:

        Le leggi le fa’ e approva il parlamento..che è rappresentante del popolo e quindi sovrano! Chiaro..! Altrimenti bisogna fare un’ altra rivoluzione per impedire a burocrati e scrivani di sostituirsi al volere del popolo !

  3. Speriamo che i 5 stelle non combinino altri guai prima di sparire del tutto, ed essere ricordati come una pagina nera della nostra storia insieme al Covid

  4. Hai proprio ragione luca.
    Non so se sono
    Pagati da qualcuno ma sicuramente con ideali statalistici, il che fa supporre che sono di estrema sinistra, quindi in quanto tali e’ praticamente inutile parlarci..

    • Mistral (il deficiente... uno dei 4) says:

      mih… un altro sapientone pieno di idee e proposte. Questo però fa anche analisi sociopolitiche estremamente profonde. Chissà se manderanno lui al tavolo delle trattative.

  5. Non che ne abbia bisogno ma prendo volentieri le difese di Mistral, che lungi dall’essere un deficiente, mi pare sia l’unico giurista fra quelli che intervengono qui, e probabilmente anche il più preparato, a dimostrare attenzione e sensibilità verso una categoria in cui molti stanno andando incontro a grossi problemi lavorativi.
    Perché giustamente molti di noi non stanno rischiando di perdere l’inscrizione al circolo della falconeria, ma il proprio lavoro, reddito e patrimonio.
    E anche il buon Suck per quanto sia umanamente discutibile (da come interviene qui) non fa che il riassunto di come stanno andando finora le cose nelle aule dei tribunali. Poi per carità, ha tutto il diritto di usare gli strumenti della sua professione a sostegno della sua palese antipatia personale per la categoria. Gli ricorderei solo che non siamo tutti papponi seduti all’ombra a bere il gin tonic mentre i nostri schiavi lavorano per noi e i nostri buttafuori picchiano quelli che osano entrare in spiaggia senza pagare il pizzo.
    Altri giuristi a favore del nuovo sistema di gare a parte questi due in questo forum mi pare non ce ne siano, mentre concordo sul fatto che ci sia parecchia gente ottusa che scrive contro i balneari sulla base di considerazioni molto superficiali e palesemente dettate da invidia sociale.
    Ora, anche la giurisprudenza come tutto è in continua evoluzione e non è detto che in un futuro non troppo lontano riconosca ragioni e tutele a chi ha operato nel quadro che ha retto il settore balneare fino allo scorso novembre e che di fatto, oltre che di diritto, oggi non esiste più.
    Di serie tutele al momento non ne vedo: tre persone nel mio comune possono decidere di togliermi la mia azienda (comprata a prezzo di mercato 8/9 anni fa) e farne gentile dono a chi più loro aggrada secondo la loro pressoché totale discrezionalità. Griglie, punteggi.., non me ne voglia Mistral ma per me sono solo espedienti utili a dare una parvenza di oggettività a decisioni arbitrarie. Troppo potere in troppe poche mani, e soprattutto tutto meno che una ‘liberalizzazione’.

  6. Signor Mistral
    Ho il sospetto che lei non sia un deficiente, come da alcuni asserito, ma una persona che ha interessi nel settore che non corrispondono ai nostri (Biagini)

    • Gentilissimo Sig. Bruno, per curiosità sono andato a cercare chi sia Biagini… non capivo a chi si riferisse (pensavo fosse il suo cognome), da presumo si riferisca all’ex Assessore di Rimini.
      Per quanto mi riguarda può pensare che io sia chiunque Lei voglia, non è un mio problema, ma non credo che l’Avvocato Biagini possa essere contento di essere chiamato in causa a sproposito, ma anche questo è un problema suo.
      Quanto ai miei interessi nel settore, come ho avuto modo di spiegare più volte, sono di tipo giuridico-scientifico, non esercito la professione e perciò non sono a caccia di incarichi legali. Ho pubblicato sulla materia (e questo credo sia evidente) e vorrei che questa volta non andasse tutto a ramengo per l’ottusità di alcuni. Questo è l’unico motivo per cui ho dato la mia disponibilità e ho formulato una proposta. Può farne quel che vuole dei miei consigli, le dico solo che ciò che è capitato a novembre del 2021 lo avevo già scritto e pubblicato a maggio del 2019. Non è preveggenza, ma semplice studio e applicazione delle regole del diritto.
      Le auguro una buona serata.

  7. Esatto gli ideali statalistci !…. li hanno coloro i quali vivono in un oligopolio e rifiutano la concorrenza pretendo di occupare beni di tutti con proroghe infinite.

  8. La costituzione prussiana ha un capitolo che stabilisce la sua supremazia sulle leggi comunitarie. La nostra conterebbe meno? O siamo una colonia?

    • Per quale motivo una norma costituzionale che prevede “L’Italia […] consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”, dovrebbe essere una riduzione di dignità di uno Stato? Credo, al contrario, che sia uno dei più alti valori espressi dalla nostra Carta.
      Detto fra noi non mi risulta che la Prussia sia uno degli Stati membri della UE, perciò se mai esistesse una tale norma è priva di qualsiasi rilevanza.

      • È pure finita in infrazione, credo, la Germania, quando la corte di Karlsruhe un paio d’anni fa contestando il quantitative easing della bce ha affermato la primazia del diritto costituzionale tedesco su quello comunitario.

  9. A questi balneari non interessano le argomentazioni giuridiche acclarato da decenni circa l obbligo di evidenza pubblica delle aree demaniali, a loro interessa solo una cosa, fare confusione su tutto per pwrdere altro tempo e chiedere : La PROROGA.

    Soltanto anziché chiederlo esplicitamene(perche’ taluni lo ritengono indegno di un paese civile) ritornanano sempre con i soliti argomenti di facciata:

    Famiglie contro multinazionali
    Scarsità di risorse
    Direttiva servizi e non beni
    Investimenti fatti a vita su un bene pubblico perche ‘ lo Stato lo ha detto

    Non c e’ un solo balneare che si preoccupi dei criteri dei bandi, i piu pensano a indennizzi e legittimo affidamenti

  10. Carlo, in realtà occuparsi oggi dei criteri è inutile. Anche perché il sistema migliore è quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Vero è che è necessario affrontare l’aspetto economico, perciò si dovrebbe parlare dei seguenti aspetti:
    1) peso della parte economica dell’offerta (max 10/15%)
    2) canone commisurato al valore commerciale delle locazioni del luogo, ridotto del valore dei servizi prestati e del sovracanone per i Comuni e aumentato del contributo per il pagamento dell’indennizzo ai concessionari uscenti ripartito sui 12/20 anni di concessione;
    3) sovracanone da destinare ai Comuni per l’attività amministrativa svolta per conto dello Stato;
    4) coerenza tra l’offerta, i ricavi e le spese, con la presentazione di un Piano Economico e Finanziario certificato come previsto dal D.Lgs. 50/2016 per i Project Financing;
    5) obbligo di inserimento nell’offerta delle previsioni di spesa per il personale (solo quello per cui si pagano i contributi) e attribuzione di uno specifico punteggio; il mancato rispetto della spesa annua comporta il ricalcolo del punteggio e può determinare la decadenza della concessione;
    6) obbligo per i Comuni dell’attivazione del “baratto amministrativo” a favore dei concessionari al fine di ridurre le imposizioni locali mediante “contratti di partenariato sociale, sulla base di progetti presentati da cittadini singoli o associati, purche’ individuati in relazione ad un preciso ambito territoriale. I contratti possono riguardare la pulizia, la manutenzione, l’abbellimento di aree verdi, piazze o strade, ovvero la loro valorizzazione mediante iniziative culturali di vario genere, interventi di decoro urbano, di recupero e riuso con finalità di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati”. Art. 190, D.Lgs. 50/2016.

    Credo ce ne sia in abbondanza.

    • Avrei dei dubbi Mistral sul punto 5: garantire elevati livelli occupazionali è certamente un obiettivo condivisibile, ma il criterio che proponi potrebbe premiare la gestione meno efficiente: avrei bisogno di x dipendenti per la gestione ottimale della mia attività, mi impegno ad assumerne 1.3x per avere più chances quando si va a gara. Nemmeno gli enti pubblici sono più disposti ad assumere oltre lo stretto necessario. E i livelli dei salari dovrebbero essere lasciati a logiche di mercato.
      Più in generale sono scettico sul business model promosso dal quadro di riferimento che prospetti, forse più adatto a public utilities (e mutuato dal loro mondo), che non a piccole imprese nate e vissute per decenni secondo logiche (essì) strettamente private (per la natura dei servizi offerti). Grazie del contributo.

  11. Be direi che i criteri e non solo solo quelli strettamente economici, sarebbero uno dei temi piu importanti da trattare per i balneari
    Occorre tuttavia che questi criteri siano:

    Siano oggettivi e non discrezionali
    Misurabili
    Controllabili durante l iter concessorio,pena decadenza automatica della concessione

    Poi la politica puo’ favorire alcuni di questi es:
    Numero massimo concessioni
    Peso dei criteri ai fini del punteggio

    Ma tutti questi discorsi non interessano, molti di questi balneari vogliono:
    Proroghe
    Indennizzi
    Risarcimenti a pioggia

    • Premesso che credo di essere stato propositivo, almeno un pochino.
      Premesso anche che, tranne Mistral, non è che abbia notato particolare fervore nel rispondere alle mie proposte, tantomeno da Te, Carlo, per cui il pistolotto che fai mi sembra di cattivo gusto.
      Vorrei attrarre la tua attenzione sulla circostanza per cui non esistono “i bagnini” come categoria omogenea. In alcune regioni i concessionari possono fare sulla spiaggia ciò che vogliono (nell’ambito della legalità ovviamente) e quindi ombrelloni di giorno, ristorante, discoteca la sera e anche noleggio canoe o moto d’acqua. In altre regioni se noleggi sdraio non puoi far da mangiare, se fai da mangiare non puoi affittare pedalò e così via. Sono scelte territoriali lecite, ma assolutamente diverse tra loro.
      Poi i concessionari sono assolutamente diversi tra loro: c’è il bagno dove il dj anima l’ambiente h24, quello in cui si prestano servizi specifici per i bimbi e le loro famiglie, il bagno privato di un albergo, dove gli ombrelloni sono servizio accessorio del soggiorno alberghiero e non servizio principale come nel bagno accanto che non è di un albergo.
      Potrei stare per ore a tratteggiarti casi specifici. La verità è che sulle spiagge italiane non c’è la minima standardizzazione, e di questo ci vantiamo.
      Ne consegue che nessuno di noi è in grado di pensare i criteri che chiedi. Pochi, oggettivi, misurabili. Perché la realtà non è così, per cui i criteri che tu vorresti non possono interpretarla.
      In politica abbiamo visto una manica di inetti accingersi ad aprire il parlamento come una scatoletta di tonno al grido di criteri semplici, oggettivi, misurabili. Uno vale uno (e poi qualcuno è valso più degli altri), retrocessione di parte dello stipendio (ma i bonifici a volte non partivano…), massimo due mandati (e qui vi voglio fra un anno!). E’ facile proclamare “Io nun sò ‘na politica” e poi darsi da fare per mantenere ad un familiare la casa popolare cui non aveva diritto, come qualsiasi becero politico di basso livello.
      Noi semplicemente non ci fidiamo della politica, di questa politica. E non ci fidiamo di semplificazioni proposte da gente che non ha mai operato nel nostro settore, che non è standardizzabile senza fargli perdere fascino.
      Quanto alla decadenza automatica della concessione, Suck può spiegarti meglio di me che per revocare una concessione (così come per far rimuovere un abuso edilizio, per esempio. Non è norma specifica per il demanio) bisogna comunicare la contestazione con avviso di apertura del procedimento. Se il concessionario non si attiva, poi si emette un’ordinanza, il concessionario la impugna al TAR, il Comune si costituisce. Chi perde davanti al TAR fa appello in Consiglio di Stato, ecc.
      Questo iter, che dura da 5 a 10 anni, non è frutto di una democrazia malata: è segno di grande cultura giuridica (a parte i tempi un pò troppo dilatati). Dato che dovremmo aver smesso di essere sudditi, ed essere cittadini, non ci deve essere un personaggio che con una firma dispone “automaticamente” della mia vita.
      E, perdonami, se si è sentito il bisogno di garantire un equo processo anche a serial killer, gerarchi nazisti, terroristi e killer della mafia, mi chiedo che cosa ti abbiano fatto i bagnini per meritare meno considerazione di queste categorie.
      In ultimo, che ti avrò già annoiato abbastanza (ammesso che tu legga ciò che scrivo, circostanza che ignoro dato che non mi rispondi mai), ti vorrei far immaginare cosa succederebbe se per legge si mettessero oggi a bando tutti gli alloggi di edilizia popolare locati. Gli inquilini si interrogherebbero sui corretti principi sottostanti l’edilizia residenziale pubblica in uno stato civile della Comunità Europea? No di certo, essendo esseri umani si dispererebbero, cercherebbero di mantenere il tetto che hanno sulla testa il più possibile con proroghe di ogni genere e poi spererebbero in un contributo dallo Stato per poter trovare un’altra casa. Ovviamente il riferimento alle case popolari è puramente accademico: non sto suggerendo di togliere la casa alla gente.
      Il tutto per dirti che quando metti una grande quantità di persone a rischio di perdere un bene essenziale (la casa, il lavoro, ecc.) è difficile che essi facciano filosofia. Cercano semplicemente di sopravvivere. E’ la Politica (con la P maiuscola, ormai in via di estinzione peggio della tigre siberiana) che dovrebbe studiare le varie posizioni e partorire un corpus normativo adeguato.
      Vedremo

  12. I trattati tra stati servono a scavalcare i parlamenti e i partiti, per permettere ai più forti il dominio. Vengono stipulati in famiglia, tra buoni amici.Toglere beni e lavoro senza ristoro è un furto- La Germania è sempre la Prussia.Auspico la caduta della moneta coloniale per sciogliere un patto tra diseguali Allegria..

  13. Invece di fare i filosofi sprecando il vostro tempo impegnatevi a trovare soluzioni per difendere la categoria dei lavoratori,altrimenti avete sbagliato portale,mondo balneare non fa per voi,chiedete al fatto quotidiano o a l unità se vi possono assumere in redazione,quella è la vostra collocazione.per chi invece svolge la professione di avvocato si impegni a difendere i propri clienti.vi auguro buona vita e buona domenica.

  14. Per nick.
    1.Non e’ vero che non sia possibile adottare criteri uniformi salvaguardando la specificità e l eterogeneità dell offerta

    2.Mentre i temi come il legittimo affidamento sono stati sviscerati dalla giurisprudenza e soprattutto dalla sentenze delle Corte di Giustizia europea il governo a mio avviso può fare poco, i temi dei criteri ai fini dei punteggi in fase di aggiudicazione della concessione, non lo sono stati: cosa vogliamo?
    Favorire il capitale?
    Favorire la piccola impresa?
    Favorire il lavoro femminile e giovane?
    Questo sono alcuni temi su cui si dovrebbe dibattere
    3. Non e’ vero che non sia possibile individuare ipotesi di decadenza immediata ed automatica della concessione: es. L ordinanza della Regione puglia lo prevede
    4. I miei pistollotti sono frutto delle assurde e continue pretese di molti balneari
    5. Il rischio di perdere il lavoro e’ insito nell attività di impresa, se poi taluni pensavano di continuare a avere proroghe infinite allora hanno fatto finta di non comprendere l istituto giuridico DELLA CONCESSIONE SU BENI COLLETTIVI
    5. I bagnini non mi hanno fatto nulla, ma questo cosa c entra con il fatto che devono consentire a tutti di poter partecipare allw gare?
    Per favore non buttiamola sul personale per fare confusione

    • 1. secondo me non è possibile adottare criteri uniformi, se, come dicevi nel commento precedente, devono essere oggettivi, misurabili, ecc.
      Magari sono poco fantasioso (ma ne dubito). Illuminaci tu, se vuoi. Io ti darò una mano se ti va. Tu proponi ed io sulla mia esperienza ti segnalo cosa potrebbe andare storto. Inviterei anche Mistral, BFo e Suck (anche se è restio a lasciare i codici a favore della pratica) a darti la stessa mano.
      Entro poco credo che matureresti la mia stessa opinione, ma se vuoi io ci sto.

      2. il legittimo affidamento è stato sviscerato, ma lo stesso CdS del 9 novembre us sul tema si è limitato a dire che non può essere oggetto di concessione di proroghe generalizzate, ma va analizzato caso per caso (e non era la prima pronuncia giurisprudenziale in tal senso, a mia memoria). Grazie tante: come lo valuti? che griglia di date adotti? E non dirmi Teleaustria tout court: l’evoluzione (e la confusione) normativa è ben più articolata.
      Per fare un banalissimo esempio: chi ha avuto il rilascio o ha acquisito una concessione fra il 01.01.2019 ed il 30.04.2019, oppure in tale periodo ha fatto investimenti come lo tratti? In quei 120 gg il Governo doveva avviare una revisione della normativa demaniale e all’uopo aveva dato un periodo transitorio al 2033. poi se ne è fregato e così l’Europa ci ha tirato le orecchie. Dovevamo noi balneari sapere che l’intero consiglio dei ministri fosse un branco di inetti tesi solo a valutare le strategie per le elezioni di turno? Effettivamente i segnali c’erano tutti, e fra un Papeete ed un’ordine di banchi a rotelle potevamo aspettarci questa catastrofe. Ma è colpa nostra?

      3. Sono ligure, e non conoscevo l’ordinanza della Regione Puglia. me la sono scaricata. L’unica cosa che preveda in tema è all’Art. 8, comma 4. “I trasgressori, salvo che il fatto non costituisca più grave reato, saranno perseguiti, a mente della normativa vigente in materia, dalle Autorità a ciò preposte.” e cioè si applica la normativa generale.
      Comunque la Legge 241/90 è vigente anche in Puglia. Dacci un’occhio, che è la norma cardine dei procedimenti amministrativi. Se trovi quello che hai detto, avvisami. Essendo non di primo pelo, nel 1990 quando è stata emanata ero già maggiorenne, vaccinato e laureato, quindi l’ho più o meno letta e riletta fino alla nausea, nel testo originale e in ogni modifica ed integrazione. Dubito che troverai conferme alle tue teorie.
      Mi permetto di fornirti una perla di fantadiritto amministrativo da marciapiede: se anche ci fosse una tale norma, che mi toglie la concessione su due piedi, io potrei comunque adire le vie legali davanti al TAR, che magari la vede diversamente dal funzionario che ha firmato la revoca, e mi da ragione giudicando illegittimo l’atto. A questo punto qualcuno dovrà pagarmi i danni per aver perso per tot anni la mia azienda. E poi qualcuno dovrà pagare i danni al nuovo concessionario che ha avuto per X anni la mia concessione ed ora glie la devono togliere per ridarla a me. Chi paga? Facciamo un quiz:
      A) Babbo Natale.
      B) Bill Gates.
      C) Il funzionario che ha firmato l’atto rivelatosi poi illegittimo.
      Ecco che ti è chiaro che nessun funzionario comunale/provinciale/regionale/statale/intergalattico firmerà mai un atto sanzionatorio di tal genere (revoca della concessione) con effetto immediato. Salvo che sia ottantenne, nullatenente e dalla salute malferma. Pensaci: non hanno revocato la concessione delle Autostrade ai Benetton dopo 43 morti sul ponte Morandi. Peppiniello Conte ha annunciato la revoca due giorni dopo il crollo, ma poi gli hanno spiegato che, come diceva Oscar Wilde “è meglio stare zitti e sembrare scemi che aprire bocca e togliere ogni dubbio”.

      Perdonami la sincerità: vivi un pò sulla luna. Te lo dico affettuosamente e non ti azzardare a dire che sono di parte: ho ripetutamente bacchettato i miei colleghi che propongono marce su Roma, bombe sulle autostrade e ronde armate. Le assurdità sono tali sia che siano dei tuoi colleghi che della controparte

  15. Mistral ha gia’ fornito un pensiero approfondito, puo’ essere un idea giusta o sbagliata ma e’ un idea pertinente alla questione:
    L offerta economica rappresenterebbe max il 15% del “peso”
    Tutti i punti trattati ad eccezione del punto 6 ) si basano sull aspetto economico, corretto?
    Il punto 6 rischia di essere eccessivamente aleatorio e discrezionale, e’ condivisibile , ma occorre ancorararlo a elementi piu’ concreti e meno ideologici

  16. Il tavolo tecnico dovrebbe servire a questo, invece mi cadono le braccia quando ho letto le proposte de Sib fiba federbalneari: proroghe proroghe proroghe

  17. Carlo, lei fa veramente pena vive in un altro pianeta.Nick il commento più completo e veritiero letto fino ad ora,è uno dei pochi (se non l’unico di quelli che commentano)che sa veramente di cosa sta parlando e conosce bene la realtà di noi imprenditori balneari.Gli altri “avvocati” preparati ma faziosi tanto quanto i nostri colleghi che si sentono i padroni eterni della spiaggia.

  18. 1. In via generale a mio avviso i criteri relativi ai punteggi non devono, non possono ,riguardare la tipologia di attivita’ ,e non avrebbe nemmeno senso.,

    Oltre al criterio economico che Mistral ha elaborato
    Si Potrebbero privilegiare:

    la piccola impresa a discapito della grande e viceversa

    Il lavoro femminile, quello giovanile, dei disabili

    L impegno a effettuare azioni coordinate di rinascimento, previo rilascio di cauzioni ad hoc

    L unione in cooperative al fine di aumentare i servizi con costi ridotti

    Eccc…
    I criteri e il loro peso , qualunque esso sia , dipende dalla lungimiranza della politica, A mio avvio questi criteri determineranno il futuro assetto della balneazione italiana, non la Prussia..
    Ps. ORDINANZA BALNEARE PUGLIA :L impedimento al demanio marittimo da parte del concessionario, costituisce decadenza automatica e immediata della concessione

    • partendo dal fondo
      la previsione dell’ordinanza pugliese per cui mi decada automaticamente la concessione se impedisco alla gente di transitare sull’arenile opera a seguito di accertamento:
      * che io abbia effettivamente negato l’accesso e il transito
      * che non ci fosse un varco pubblico nell’ambito di 150 m a destra o sinistra.
      Come accertare tali circostanze? Con la procedura di legge che ti ho tratteggiato. Tant’è che nella stessa ordinanza, al comma 6 dell’art. 4 si prevede la decadenza per il caso di “mancata rimozione delle recinzioni non autorizzate”.
      E’ così automatica la decadenza che prima mi chiedono di rimuovere le recinzioni, e poi mi fanno partire la procedura di revoca.

      Sull’unione in cooperative per avere maggior punteggio, mi trovi d’accordo. Così i balneari di una determinata località si costituiranno la loro bella cooperativa e quando tu chiederai di entrare per poter aver il relativo punteggio per il bando ti diranno che ci devono pensare, convocare il consiglio e poi l’assemblea, ecc. ecc. fino a dopo la scadenza del bando! E’ strano… certe pratiche se le chiami cooperative suona cool mentre se le chiami lobby urtano, ma la differenza è labile.
      Beninteso, non tutte le cooperative sono lobby mascherate, anzi. Ma lo strumento civilistico della cooperativa in questo caso può essere piegato a giustificare abusi di diritto.

      L’impegno ai ripascimenti (credo fosse questo che volevi scrivere) lo sottoscriveranno tutti. Chi non vuole migliorare il proprio arenile?

      Sull’impegno a garantire/favorire il lavoro di categorie quali donne, giovani, disabili sono d’accordissimo. Ma puoi mettere tali previsioni generalizzate in tutti i bandi? Nella mia società dei bagni la maggioranza delle quote sono di mia moglie e di mio figlio. Quindi sono buono. I miei vicini sono due fratelli adulti. Nella loro società devono fare entrare le mogli per diventare buoni? E se un gestore fosse omosessuale? E’ a prescindere cattivo? mah…

      Sulla piccola impresa è facile: si definisce tale un’impresa sotto i 50 dipendenti e sotto i 10 milioni di fatturato. Siamo tutti così, o quasi. ma mettiamo che un grande stabilimento balneare di successo arrivi ad impiegare più di 50 dipendenti e sforare i 10 milioni di giro d’affari. Il messaggio che vogliamo dargli è che in sede di bando gli preferiremo un collega un pò meno bravo che resti a 49 dipendenti e a 9 milioni di fatturato? Ed al 50esimo dipendente che va a casa solo per questo chi glie lo spiega? E l’IVA sul decimo milione di fatturato perché lo Stato deve perderla?

      Quello che mi urta è però quel “viceversa”. Cioè troveresti interessante favorire la grande impresa a scapito delle imprese familiari, vero? E allora tutto si spiega, le cooperative, ecc.
      Mettiamo una spiaggia della COOP in ogni località. Una di Eataly. Una Autogrill Beach ce la vogliamo far mancare?
      E’ così che vuoi consentire a tutti di partecipare alle gare? Così il turismo balneare finisce, perlomeno come è stato sviluppato negli ultimi 60 anni. Io personalmente me ne stropiccio, non ho una concessione a rischio bando e sono abbastanza avanti negli anni da non essere spaventato dal futuro, ma tutti quelli come me che la concessione l’hanno acquisita e non ereditata e poi ci hanno investito tutto quello che avevano non possono vedere di buon occhio una tale svendita.
      Che mi sostituisca un concessionario più bravo di me ci sta. Che l’assessore mi estrometta per far posto alla COOP no. E qui mi taccio

  19. Sul legittimo affidamento Suck ha fornito spiegazione esemplare in diritto mi limito a ripetere il concetto base:
    spetta solo quando:
    L imprenditore poteva legittimamente aspettarsi il rinnovo( proroga) della sua concessione in presenza di elementi precisi , circistanziati e CONCORDANTI
    Dopodiche deve dimostrare di non aver ancora ammortizzato gli investimenti
    Da quando le proroghe sono state considerate illegittime? Dalla sentenza Teleaustria, a mio avviso

    • Con la doverosa premessa che:
      * la mia concessione ha data anteriore a Teleaustria
      * la mia azienda ha una grande parte di beni ancora da ammortizzare
      devo dire che rifarsi a Suck (che stimo) per regolare il legittimo affidamento equivale a dire che esso non esiste. Suck ritiene, con una lettura legittima ma secondo me non del tutto aderente alla realtà (come ho già scritto ed evito di ripetere per non annoiare), che tutti i concessionari sapessero che il titolo era a tempo, revocabile, ecc.
      Ora, se fosse così semplice lo avrebbero scritto anche Patroni Griffi e c. nella nota sentenza.
      Se fosse così semplice, i governi degli ultimi 20 anni lo avrebbero canonizzato in un qualche provvedimento.
      Se fosse così semplice, Draghi (che non mi pare uno sprovveduto) ne avrebbe tenuto conto e non avrebbe atteso un tavolo tecnico per legiferare sulla riforma del demanio. Anzi, il demanio non lo avrebbe neanche riformato: secondo molti di voi (escludendo per correttezza Mistral) sarebbe giusto ed equo cacciare via tutti e fare i bandi col codice degli appalti, che è vigente. Sarebbe possibile, certo. ma quanto a giustizia ed equità non ne vedo io (che conto nulla) e non deve vederla neanche il legislatore

      Infine: il legittimo affidamento nulla c’entra con l’ammortamento dell’investimento. Gli investimenti non ammortizzati possono concorrere a definire un eventuale indennizzo, ma non creano legittimo affidamento, che per contro ci può essere anche in capo ad un concessionario senza investimenti in essere. Dipende dai titoli. E non solo da Teleaustria

  20. Ragazzi una preghiera: siamo nel 2022 , questo paese deve rinascere , in tantissimi settori, non solo quello dei balneari, lasciamo perdere la Prussia, perche altrimenti mi viene nostalgia del Sacro Romano impero

  21. Bene, nel tuo caso invece e’ molto semplice a mio avviso, la tua concessione rientra tra quelle che hanno pieno diritto ad vedersi riconiscere quel valore dei beni non ammortizzato ,
    perché e’ antecedente alla Sentenza Teleaustria
    Perche’ i tuoi beni( nonostante il tempo trascorso ) tu dici che non sono stati ammorttizzati
    Questo e’ cio’ che ha stabilito la Giurisprudenza comunitaria.
    Ripeto, a mio avviso

  22. I criteri che ho citato sono solo concetti per far capire come si possa indirizzare il settore balneare, gia adesso in molti bandi e’ attribuito un punteggio maggiore al lavori femminile ad esempio :
    Sara poi la politica, i sindacati, le associazioni di categoria a dover decidere, ma questo doveva essere discusso nel tavolo tecnico, non proposte irrealizzabili

  23. Buon giorno
    mi rivolgo a Nick che senza ombra di dubbio è la persona che ha più chiaro il problema. Parlando della sua situazione dice che ha ancora beni da ammortizzare e quindi rientrerebbero nell’indennizzo, ma il valore commerciale dell’impresa?, l’avviamento? cosà è un dono che il concessionario uscente gentilmente regala all’entrante? Sarebbe una stortura che non esiste in alcun ambito imprenditoriale.

    • Sono assolutamente dell’idea che l’avviamento debba entrare nella valutazione dell’indennizzo degli attuali concessionari cosi come dell’ indennizzo che i futuri concessionari dovranno poter pretendere al termine del loro periodo di concessione. Mi sembra l’unico modo per garantire lo Stato che le sue spiagge saranno gestite al meglio.
      Il codice della navigazione oggi non ne parla, ma so che è un argomento sul tavolo al ministero.
      Giuridicamente l’avviamento non è indiscutibilmente un “bene aziendale” ma è senza dubbio un componente dell’azienda tant’è che se cedo la mia azienda senza indicare quanto incasso per l’avviamento l’Agenzia delle Entrate mi fa un accertamento.
      Per assurdo due concessionari con spiagge con gli stessi lettini, ombrelloni ecc. dovrebbero aver diritto allo stesso trattamento anche se uno se ne frega e tratta male i clienti (che quindi lo mollano) e l’altro gestisce con cuore e testa e valorizza al meglio la sua azienda.
      Il mancato riconoscimento del valore dell’imprenditore porterebbe ad un livellamento verso il basso che non giova a noi e nemmeno al demanio.
      A margine penso anche che parte del merito nella riuscita dell’impresa e quindi del suo avviamento derivi anche dalla qualità dell’arenile, dalla sua posizione ecc. per cui non dovrebbe essere una bestemmia se ad un avviamento più elevato cortispondesse anche un canone concessorio più sostanzioso. Non tutti i colleghi concordano sul punto, ma io la vedrei così.
      Grazie per la considerazione

  24. Fianalmente una discussione (a parte le farneticazioni filoprussiane e sulle monete coloniali di fernando… sarà uno di quelli che avrà grandissima difficoltà a rientrare nel giro… mi dispiace per lui).
    Per meridio riporto la mia proposta sugli indennizzi che chiamo buonuscita:
    la mia proposta di buonuscita ha funzione transitoria e si compone di due elementi:
    1) ha funzione transitoria perché pone rimedio ad una condotta dello Stato (in particolare il legislatore e non gli apparati burocratici) che ha indotto alcuni imprenditori (non esenti da colpa o dolo) a ritenere (credere ingenuamente) che le concessioni fossero perenni. Se così fossero equivarrebbero ad una cessione del bene demaniale, ma il demanio non è né commerciabile, né usucapibile, né cedibile, perciò l’assioma rinnovo automatico = concessione perenne è insostenibile. Tuttavia molti sono stati indotti a ritenere che questo fosse l’indirizzo della normativa e hanno (ingenuamente?… colpevolmente?… dolosamente?) investito e messo a rischio la loro stabilità economica e quella della loro famiglia. Dunque un problema sociale di cui tenere conto, ma che non può dare luogo alla prosecuzione di un sistema patologico di uso del bene pubblico e di fare impresa. La transitorietà è limitata, dunque, al superamento di questo particolare momento.
    2) Il primo elemento della buonuscita è l’indennizzo per gli investimenti che aumentano oggettivamente il valore del bene da dare in concessione, che non può essere riconosciuto puramente e semplicemente, ma solo nella stretta misura in cui è utile per il successivo sfruttamento economico del bene demaniale. Quindi se si tratta di pertinenze demaniali ha un senso e serve a compensare il concessionario uscente che ha investito in qualcosa di utile per lo sfruttamento economico del bene, mentre è irrilevante se l’investimento viene effettuato su opere di facile rimozione o beni mobili (i quali sono commerciabili e rivendibili a chi si vuole). Altrettanto se si tratta di investimenti per beni voluttuari o campagne di fidelizzazione.
    3) Perché deve pagare lo Stato e poi rivalersi sulla concessione? Perché se il nuovo concessionario deve versare al concessionario uscente, il secondo ha un’enorme vantaggio nel proporre un canone più alto (anche se in termini di punti vale solo il 10/15%), ma soprattutto perché può proporre un progetto di miglioria più consistente del nuovo che deve sobbarcarsi i costi dell’indennizzo e i costi del progetto. Non vincerà mai, salvo le famose multinazionali che tanto sono temute. Il vecchio concessionario dovrà fare i conti con i debiti (indennizzo solo per gli investimenti documentati) e solo a questo serve l’indennizzo, ad evitare di perdere la casa utilizzata come garanzia.
    4) il secondo elemento è l’indennità di avviamento che consente a chi subentra di godere dei benefici di una buona attività d’impresa portata avanti dal precedente concessionario. Questa, però deve essere commisurata alle imposte pagate e ai contributi versati e non al canone effettivamente pagato (incongruo e uguale per tutti). Questa, però è dovuta solo se il concessionario esce dal giro per almeno 5 anni e viene corrisposta solo dopo tale periodo, proprio per evitare distorsioni del mercato.

  25. Nel rispetto della normativa sovranazionale, sarebbero tutelabili solo gli investimenti, non ancora ammortati,effettuati entro il 2006(dirett. 123), o al piu’, entro la data di recepimento della direttiva. Ma, a voler essere giustamente comprensivi, perche’, come piu’ volte evidenziato da Suck, “diritto di insistenza” e” rinnovo automatico”, non significano concessione perenne, ma concessione a scadenza predeterminata, e che il codice della nav., e l’ atto concessorio stesso, sottoscritto dal beneficiario piu’ volte reca l’ autodichiarazione che alla scadenza lo stesso deve lasciare libera e sgombra l’area. E che se non lo fa l’ente, se non decide di incamerare eventuali manufatti, potra’ effettuare la demolizione, a spese dell’ex concesssionario inadempiente. Che poi facendo finta che tali principi non esistano, sia giusto trovare un modo maccheronico di “indennizzare” l’ uscente, questo e’ piu’ che ovvio che sia moralmente corretto

  26. L’eventuale concessionario entrante non deve “comprare”quello che e’ stato del concessionario uscente.Il concessionario entrante dovra’ presentare un progetto il piu’ possibile premiante e vincente.Non entrera’”aggratis” e con la tavola apparecchiata e non dovra’ essere obbligato a tenere il pacchetto gia’ confezionato da altri.

    • Approvo l’osservazione di Ilaria, ma questo vale per le opere di facile rimozione e per le attrezzature, ma quando si tratta di pertinenze demaniali il discorso è diverso. In questi casi se le diverse pianificazioni del litorale lo prevedono, o lo consentono, e se l’Agenzia del Demanio è d’accordo, il concessionario entrante può provvedere alla demolizione e ricostruzione, anche con lo “spacchettamento” delle mega strutture, trasformandole in qualcosa più in linea con le attuali esigenze di contenimento energetico e di tutela dei litorali.

  27. Non c’è ambito economico in cui la valutazione di impresa sia una funzione di quante tasse paghi.
    (Anzi caso mai, una funzione inversa: Amazon varrebbe meno della mia baracca secondo l’agenzia delle entrate, quando invece gli analisti fra i tanti fattori che li portano a scrivere ‘buy’ nell’analisi del titolo Amazon premiano proprio i sofisticati dispositivi di elusione fiscale di cui questa azienda si è dotata. Non si risponda che Amazon non usa beni pubblici per operare, perché ha (avrebbe) una responsabilità sociale chiaramente infinitamente maggiore del più grande stabilimento balneare.)
    Il governo avesse mai intenzione di riconoscere il valore aziendale degli operanti nel settore balneare nomini un paio di advisor esattamente come farebbe per vendere Alitalia, ita o come si chiama adesso.

  28. Gianfranco+Cardosi says:

    Gianfranco Cardosi
    Spero ed auguro che le Associazioni rappresentative della Categoria interessata, si presentino all’incontro con un documento unico, sottoscritto ed approvato dai propri associati e non divise ed arroccate su posizioni diverse, come purtroppo spesso è accaduto passato.

  29. L’indennizzo sarà commisurato al reale valore, se ci sono beni da ammortizzare, dai risultati di bilancio. il concessionario entrante indennizzerà poco e potrà fare investimenti se la concessione vale poco, al contrario se si troverà un bene che vale indennizzerà meno, ma secondo me non se ne esce.

  30. Esatto franco, e’ un modo maccheronico anche a mio avviso,puo’ essere che moralmente sia accettabile anche per i concessionari consapevoli? Non lo sapremo mai.
    Il problema di fondo e’ che l avviamento si riconosce solo su imprese private, non imprese con concessioni che hanno una scadenza

    E anche se lo dovessero adottare, siamo sicuri che resistera’ dinnanzi al giudice?

    Ilaria ci sono casi

    • Quindi vi andrebbe bene un sistema che, a parte i pertinenziali, non concede indennizzi agli attuali gestori.
      E quindi chi subentrerà non pagherà nulla, ma saprà anche che alla fine del suo periodo non riceverà nulla.
      E quindi farà ogni investimento al risparmio. Fino a che negli ultimi anni di concessione smetterà di investire, tanto sarebbero soldi persi.
      Se il demanio fosse vostro, Ilaria e Carlo (non anche vostro come cittadini ma proprio vostro), affittereste con queste clausole i litorali? O vorreste che il concessionario sia spinto a curarli perché da ciò dipende una parte del suo risultato economico?
      Non credo ci siano dubbi.
      Quello che mi dispiace è che nella vostra furia distruttiva verso una categoria di lavoratori che ritenete dei privilegiati, mettete sul tavolo idee che se attuate porterebbero a svalutare un settore che funziona.
      Bisogna fare le aste per permettere a tutti di concorrere? Va bene. Però la riforma dovrebbe aprire il settore, non stravolgerlo, cambiarlo e depauperarlo.
      Mi da fastidio vedervi così inquadrati, convinti a prescindere e sordi ad ogni opinione dissonante. con la stolida determinazione di un soldatino cui hanno scritto “Dio è con noi” sulla fibbia della cintura evocate con la scusa della difesa del bene pubblico una estromissione di gente che lavora senza farvi nulla di male, negandogli anche solo il riconoscimento del valore di ciò che hanno realizzato.
      (Peraltro mi pare che qualcosa di simile sia già successo…)
      Mi immagino che quando andate in autostrada, o nelle stazioni ferroviarie, o negli aeroporti, e vedete tutte quelle insegne Autogrill vi indignate altrettanto, vero? Sono anche loro in concessione. Ed un bar nella stazione centrale di Milano rende molto di più di una spiaggia.
      Oppure vi prendete il vostro panino Camogli, pagate ringraziate ed andate via?
      Contenti voi…

  31. Nick, perche’ fara ogni investimento al risparmio? Lo fata’ in funzione degli utili che vorrebbe perseguire in un dato periodo

    Il concessionario deve curarli i litorali, o meglio la spiaggia dove iniste la concessione e’ insito nell atto

    Certo , il sistema concessorio delle Autostrade e’ stato gestito dai governi grazie ai Benetton che hanno finanziato tutti i partiti, lo ritengo altrettanto scandaloso

    Non sono inquadrato, mi riferisco alle norme che regolano i rapporti concessori, se poi si vuole prescindere e adottare una politica socio economica a favore dei concessionari, e’ una scelta del governo, reggera’ davanti al giudice? Io ho dei dubbi

    • se l’orizzonte temporale è determinato ed alla scadenza non ti spetta nulla per quello che lasci, allora farai in modo di non lasciare nulla.
      E’ insito nell’atto, come dici tu. Lo Stato mi dice che alla scadenza la mia azienda non varrà nulla. Io mi adeguo e faccio in modo da non spendere soldi che poi varranno, appunto, nulla.
      Mi stupisce che non capiate come, per agevolare lo sviluppo di un settore come quello turistico non si può creare fratture temporali fra un periodo di concessione ed un’altro. Per soddisfare la migliore clientela bisogna investire tutti i santi giorni. Non ci può essere un periodo in cui, per una stortura normativa, al concessionario non conviene investire.
      L’unica alternativa sarebbe dare concessioni lunghissime, oltre i 20/30 anni, tipo i porti turistici. Allora la scadenza è così remota che il concessionario investe lo stesso. Certo, il problema si riproporrà alla scadenza, ma avremmo il tempo per gestirlo.
      Ma tu saresti pronto a dare concessioni trentennali?
      Altrimenti, con periodi concessori oscillanti tra i 5 ed i 10 anni il sistema non sta in piedi. credimi

      • Scusa Nick ma se nell’ultimo anno o due anni il concessionario non investe allora corre il rischio anche di guadagnare meno…io non capisco quale vantaggio abbia nel non far affluire più clienti possibili offrendo il meglio negli ultimi anni di concessione visto che potrebbe non riottenerla e anche in quel caso il nuovo concessionario fare molto e meglio del precedente.

        • Perché gli investimenti non si recuperano in due anni. Spendo 100 e l’utile mi aumenta di 20 all’anno. Il risultato è che perdo (100-20×2)=60 e per di più ho abbellito e potenziato l’azienda che qualche tuo amico mi verrà a fregare gratis. Manco Madre Teresa di Calcutta lo farebbe

  32. forse non reggerà davanti al giudice, di sicuro non reggerà al mercato.
    Carlo insiste con i pertinenziali, ammettendo che sia così tutte le attrezzature per mandare avanti uno stabilimento balneare (non un chiosco che affitta le sdraio) le dovrà acquistare e le dovrà ammortizzare non è pensabile di farlo in un periodo breve, e queste sono briciole.
    Io credo che per qualche eccezione si fa di tutta un erba un fascio, molti forse la maggioranza ci tirano fuori il necessario per vivere e se gli utili si facessero in base agli investimenti come lei dice sarebbe tutto più facile, ma non è così scontato.
    I balneari iniziano a metter mano alle strutture già da ora perché di solito per Pasqua almeno nella mia zona le strutture devono essere fruibili, e la stagione finisce a fine Settembre il che significa che Ottobre si lavora per il rimessaggio, ma i giorni di lavoro non sono 5 su 7 ma nella maggior parte dei casi sono 7 su 7 e le giornate non sono di 8 ore.
    Se poi invece si crede di avere le concessioni con due spiccioli , allora sono bravi tutti, ma concordo con Nick tra qualche anno avremo strutture fatiscenti non degne di accogliere i turisti che contribuiscono ad una buona fetta del nostro PIL.

  33. Mi chiamo Fanco, sono un pensionato di anni 73 che per tutta la vita per passione ha dedicato il suo tempo libero al mare, sia come pescatore sportivo che in modo attivo aderendo ha diversi circoli di Associazioni non profit. tutti in area Demaniale, vita molto travagliata per dare spazio al turismo.
     Come altri centinaia di colleghi soci, ho avuto l’opportunità di essere da qualche anno titolare superficiario di un manufatto dato in concessione in un area del Demanio Marittimo. Licenza data in sanatoria dietro una domanda del 2008, poi a partire dal 2009/2014, poi suppletiva 2015 al 31/12/ 2020, oggi in attesa di estensione al 2033.
     Questa licenza come altre è per il mantenimento di un piccolo locale in muratura di 29 m.q. definito “grotta” in quanto una parte è all’interno della falesia dove passa la dividende Dem., locale acquisito dallo stato art.49 da utilizzare escusivamente per scopi ricreativi non di lucro. 
     Questi manufatti non demolibili, purtroppo per leggi Nazionali Regionali hanno la sfortuna di essere assoggettati al canone concessorio minimo (2500 euro D.L. di agosto 2020) e ci accomuna agli operatori di spiaggia, siamo considerati come “attività turistiche ricreative” ed con la suppletiva 2015 assoggettati alla legge Bolkestein in evidenza pubblica.
    Nella consapevolezza che gli operatori di spiaggia pagavano per quei  “vecchi canoni di 363 + tassa Reg.  ” dati per superfici fino a 1050 mq.,  noi in 20 soci a mala pena superieriamo quella metratura. Ritenevo equa e soddisfacente i circa 550 euro procapite che versavamo in modo annuale per un canone + ICI/IMU e TARI + q..
    Mi ritenevo fortunato credendo di aver trovato tranquillità.
    Comprendo lo sconforto degli operatori di spiaggie in quanto è in ballo il loro lavoro, ma di noi assegnatari di pochi m.q. non si sente voce, siamo in migliaia che per salvare dei pertinenziali siamo stati coinvolti in questa situazione d’incertezza. Per l’anno 2021 abbiamo pagato i 500 euro + tassa Reg. (emendamento LEU) ma per gli anni a venire? In quell’area dove non esiste spiaggia ma solo scogli dopo la scesa dei 224 gradini, si spera che la legge che si sta discutendo tenga conto dei concessionari delle piccole aree, come di quei manufatti costruiti dai nonni, padri e oggi per i figli anziani e diventato il loro scopo di vita.

  34. Nick e meridio, infatto io concordo in una concessione di lungo periodo 15 anni.
    Questo risolverebbe il problema da voi sollevato, un orrizzonte temoorale lungo consentirebbe di investire ed offrire setvizi adeguati evitando le baracche, ( ma anche i hrattacieli)

    Se la mia concessione dura 15 anni investo 100 anziche 10 ( l indotto ne beneficia) e ho tutto il tempo di ammortizzare.IL Mio investimento sara’ spalmato sui 15 anni, certo alla fine della concessione, non rimarra’ nulla, o meglio ci saranno quei beni che ti sono serviti durante l arco concessorio.

    LA SCELTA DELLA DURATA DELLA CONCESSIONE E’ UNA QUESTIONE POLITICA CHE INCIDE SUL MODELLO D IMPRESA.

    • Senti, Carlo, mi fa piacere conoscere qualcuno come te che crede nella bontà dell’essere umano ed in un mondo perfetto.
      Però qui non siamo in un mondo perfetto.
      Siamo in un mondo umano.
      15 anni non è un tempo lungo, è poco più di un lampo.
      Pensa che la nostra legge ti vieta di affittare un negozio per meno di 6+6= 12 anni ed un albergo per meno di 9+9= 18 anni.
      Psicologicamente, non solo in campo balneare, un’imprenditore investe con l’idea dell’orizzonte illimitato quando percepisce la durata della sua attività come eccedente la propria vita lavorativa e quindi trasmissibile ai figli per una parte della loro vita lavorativa.
      E’ umano: quanta gente compra casa al mare pur sapendo che le rate del mutuo gli permetterebbero ogni anno, per tutta la vita, di andare in albergo, in crociera, ecc? E non considerano le spese di condominio, le bollette, la raccolta rifiuti, ecc.? Pur sapendo che alla fine, se cercheranno di vendere probabilmente non recupereranno il capitale investito + le spese sostenute annualmente, se non in piccola parte? E sorvoliamo sugli eventi imprevedibili: incendi, terremoti, ecc. che potrebbero distruggergli la casa.
      Nessun dubbio: l’essere umano investe su un’idea di trasmissibilità ai posteri del proprio investimento. Per non andare off topic evitiamo considerazioni sui posteri che avrebbero preferito il grano in banca piuttosto che un trilocala a Ladispoli.
      Se ti aggiudichi oggi una concessione per 15 anni ti porrai il problema: e dopo cosa faccio per campare? mettiamo che tu sia un’agente di commercio, un professore di musica, un netturbino o un fisico al Cern di Ginevra. L’unica cosa certa è che una aspettativa di 15 anni non te la danno. Fra 15 anni sei a spasso. E visto che ha, per esempio, 35 anni, a 50 non è facile poi riciclarsi.
      Quindi cosa fai? Te lo dico io:
      * il 60% della gente ti dirà: investo il possibile all’inizio, per acquisire la migliore e maggiore clientela possibile e poi mungo la mucca. Dopo il terzo/quarto anno non spendo più in investimenti. Dopo il decimo non perdo più neanche tempo e soldi in manutenzioni. Personale ridotto all’osso (e possibilmente sottopagato in nero) perché ogni euro che spendo è un euro di gruzzolo in meno per i futuri anni di (probabili) vacche magre.
      * il 40% mente

      Non conta molto, per convincerti, ma lo Stato per incentivare gli investimenti sulle spiagge ha voluto emanare la nota L. 88/01 con cui di fatto diceva (secondo me) o lasciava che gli allocchi credessero (secondo Suck) che i rinnovi sarebbero sempre arrivati. E la categoria, a torto o a ragione, ha investito. Non sarà solo per quello, ma il Salento quando è fiorito? Da quando la ristorazione nelle località di mare si è definitivamente spostata dai centri per andare sulle spiagge, ecc.?

      15 anni vanno bene a me, che ho più di 55 anni ed i miei figli fanno altro. Ma se vuoi agevolare, come proponi tu, donne, giovani, disabili, ecc. non puoi prospettare un futuro da disoccupati a fine concessione.

      A meno che non ti convinci che ho ragione io sul sistema che propongo per le buonuscite:
      – quando entri mi dai un valore commisurato alla redditività della azienda che ho creato sul demanio;
      – quando esci prendi un valore commisurato alla redditività della azienda che hai gestito sul demanio;
      se sei bravo e fai in modo che il valore finale sia maggiore di quello iniziale ti trovi ad aver guadagnato non solo sulla gestione ma anche alla fine.
      Se hai pochi soldi o comunque non ti piace il rischio concorrerai per una spiaggia che oggi è poco valorizzata: paghi poco all’inizio ed hai più probabilità di farla crescere col tuo lavoro e la tua passione. Se invece hai papà che ha la fabbrichetta e gira in Porsche parteciperai per il Twiga o stabilimenti simili, tanto paga papi. E non vedo perché dovremmo tutti tagliarci i c……i e regalare le nostre aziende per permettere a te, che hai già avuto il culo di avere un papi, una fabbrichetta ed una Porsche di avere anche un’azienda che ho creato io. Beninteso: l’arenile è del demanio e te lo può regalare se vuole. L’azienda è mia, e la mia religione non mi impone di fare beneficienza ai facoltosi

      • Applicando il modo di pensare e le aspettative dei pro-aste nella questione balneare al mondo dell’università, per esempio, si dovrà per forza sostenere che l’assegnazione delle cattedre tramite concorso pubblico è indiscutibilmente garanzia di trasparenza, imparzialità e prevalenza del merito. Dove però finisce la speculazione astratta e inizia l’osservazione della realtà, o la semplice lettura delle cronache giudiziarie, occorre fare i conti con problemi endemici di corruzione, clientelismi, baronie, consociativismi, umiliazione del merito, e soliti malanni a tutti i livelli.
        Se per assegnare le cattedre non c’è però alternativa, per assegnare le concessioni l’alternativa è la storia degli ultimi 50 anni. Ci sono abusi e inefficienze? Lo Stato già dispone dei correttivi necessari e può introdurne a piacimento.
        La pubblica amministrazione non eccelle nella selezione del merito, e non brilla neanche per trasparenza e imparzialità. Lo sanno bene anche i pro-aste, solo che trattandosi ora di disporre delle aziende di un’intera categoria (quando mai tornerà un’opportunità del genere?), che lo Stato ha lasciato per oltre 50 anni nascere e crescere come aziende a tutti gli effetti private, ora vedono in ogni funzionario pubblico un nuovo Salomone.
        A me quello che dà fastidio più di tutto è che, sempre secondo la logica dei pro-aste, il fatto che io e te e altri abbiamo comprato le nostre aziende balneari, invece che costituire un indubbio merito che qualsiasi stato di diritto dovrebbe tutelare, venga equiparato all’acquisto di una cattedra universitaria.

  35. Però Carlo dimentichi proprio il modo di ragionare dei balneari e dello stesso nick che si accorge che dopo la tredicesima stagione delle quindici previste il titolare non investirà più e ti ritroverai una struttura ammordernata quindici anni prima mentre con concessioni più brevi ad ogni scadenza avresti un adeguamento e miglioramento.

    • Caro Diario (sembra un film di Moretti),
      non è che tagliando gli ultimi anni tu eliminerai gli anni in cui il concessionario non investe.
      Se da 15 passi a 10 anni il concessionario smetterà di investira al secondo anno e di fare manutenzioni al sesto/settimo.
      E’ normale: non è prerogativa dei balneari brutti e cattivi. Se ti ho affittato un appartamento non posso pensare che sei mesi prima della scadenza tu mi ritinteggi le stanze e magari mi fai anche lucidare il parquet a tue spese.
      Se, però, con la prospettiva di gestire per 15 anni io il primo anno avrei investito 100, con una previsione di 10 anni investirò 70. Come? Semplice: compro tutto più economico. Solo per fare un esempio: le tele dei lettino made in Italy non sbiadiscono mai. Ma quelle cinesi, che sbiadiscono dopo 7/8 anni costano la metà. Perfette quelle cinesi!
      facciamo un gioco: tu mi dici una qualsiasi attrezzatura ed io ti do un preventivo di primaria marca ed uno di sottomarca, magari meno affidabile, ma che costa la metà o poco più.
      Anzi, ampliamo il gioco: fammi l’elenco completo di tutto quello che deve comprare un concessionario per far partire la sua azienda tipo ed io ti faccio fare i preventivi dei due casi. Però mi devi fare un elenco che comprenda almeno il 75% delle attrezzature, impianti, ecc.
      Altrimenti mi dai conferma del mio sospetto che non sai di cosa stai discettando e fai populismo

      • Nikolaus Suck says:

        “Se ti ho affittato un appartamento non posso pensare che sei mesi prima della scadenza tu mi ritinteggi le stanze e magari mi fai anche lucidare il parquet a tue spese.” Ecco la vostra mentalità.
        Pensa un po’: in Germania non solo lo fanno di loro perché quello è il loro senso civico, ma è anche previsto dalla legge: non puoi lasciare l’appartamento se non lo hai prima reso perfetto per il prossimo che entra e deve poterci abitar dal giorno dopo, che sia il proprietario o un nuovo inquilino. Come al solito, è questione di civiltà e norma, che normalmente si riflettono l’una nell’altra.
        Senza dire che magari il concessionario potrebbe avere interesse a partecipare alla nuova gara alla scadenza tenendosi la concessione, sicché eccome se gli conviene continuare ad investire fino all’ultimo. Ma nelle vostre testoline da “imprenditori”, che sono tali e diventano raffinatissime solo quando conviene (invece quando si tratta della diligenza media nel conoscere le norme vi fate passare volentieri anche per “allocchi”) le cose troppo ovvie non entrano a quanto pare.

        • Allora è solo quando vengono in vacanza in Italia che i crucchi riducono gli appartamenti a porcilai! Meno male che almeno da loro ci sono norme e civiltà.

  36. Marco Giacomozzi says:

    L enorme timore è proprio che i sindacati non raggiungano un accordo. Basta divisioni. Bisogna trovare un punto di incontro.

  37. Toscana
    per Carlo intanto parli di 15 anni, ma credimi investimenti degni di nota non li recuperi in 15 anni, e parlo di recuperare l’investimento, il capitale lo perdi.
    Lo dico da proprietario di stabilimento balneare che rispetta tutte le regole.
    la polemica dei canoni irrisori (in alcuni casi può essere vero) ma ti ricordo che su eu 1000 incassati ne versiamo 220 eu di iva(22%) mentre alberghi e ristoranti il 10%, tarsu (tassa su rifiuti) su tutto l’arenile per tutto l’anno, le variabili sono tante e vanno considerate tutte.
    “Baracche” e “grattacieli”anche qui dissento per cercare di coprire la domanda sono necessarie, ci sono alberghi a 5 stelle e B & B che necessitano un servizio spiaggia adeguato per tutte le tasche.
    poi dobbiamo capire cosa si intende per investimento, per esempio nella mia zona gli stabilimenti sono ben strutturati con cabine (alcuni hanno docce in cabina) piscine e molti altri servizi, cosa si intenderà per investimento dare una pitturata e riassettata e spendere 100 o 200.000 eu oppure appunto quello che pare che si chieda di fare investimenti importanti a 6 cifre e allora veramente sarebbe un bagno di sangue anche un periodo di 15 anni, queste cose al limite le potranno fare persone o società che non hanno problemi a tirar fuori questi soldi, chi invece, come è stato fatto nel passato, pensa di andare in banca ed impegnare beni propri per ottenere un mutuo, mi auguro che non lo faccia.

  38. Fare confronti di pari opportunità con la quasi totalità dei cittadini degli Stati membri UE è pura follia, direi una immensa stupidata, non ci sono Nazioni che possono paragonarsi all’Italia, pertanto, tutti gli italiani devono ripudiare la BOLCKSTEIN e chiedere la non applicazione, per evitare lo “scempio”, semmai, se sarà necessario, solo successivamente, si potrebbe aprire un confronto al nostro interno. APRITE GLI OCCHI ASTAIUOLI ITALIANI, FATE FUNZIONARE IL CERVELLO!!!

  39. Io sono semplicemente un bagnino e dopo 15 anni di questa menata vi dico che la vita è diventata impossibile
    penso questo, che così come stanno le cose Io mi sentirei in seguito alle aste espropriato della mia proprietà che ho acquistato con atto notarile , sto parlando dei manufatti e attrezzature che sussistono su questa concessione.
    Gli espropri in Italia vengono pagati ovunque e anche molto bene rispetto al prezzo normale di mercato.
    Che lo Stato ci risarcisca degli espropri che sta andando a fare e io personalmente non ho più niente da dire .
    che venganoo pure a divertirsi in spiaggia i prossimi gestori.

  40. Mah la scelta della durata della concessione indirizzera’ anche la tipologia di investimento, non sono convinto che un breve periodo sia utile al settore , dipende anche dal tipo di servizi che vogliamo:
    Chiosco e ombrelloni? Oppure ristorante, bar , eccc
    Renzo e’ ancora nelle fase proroga a vita.

  41. Appunto dobbiamo capire cosa si intende per investimento, 15 anni possono essere pochi o tanti,in primis e’ il periodo di concessione che determina l investimento e il tipo di servizi.
    Questa e’ una scelta anche politica

  42. Luci
    Anche io sono tra i quattro deficienti che ogni tanto si diletta a scrivere qualche riflessione su questo portale. Mi chiedo come si possa non capire che i tempi siano cambiati, che non c’è più trippa per gatti, che ormai i vari governi hanno raschiato il fondo del barile dappertutto e che quella dei balneari è rimasta l’unica categoria ” Figli del Dio sole ” ad avere certi privilegi anacronistici.
    Questi signori speravano in una crisi di governo per rimandare tutto, ma non è andata così, si ritrovano Mattarella, Draghi e un certo Patroni Griffi alla Corte Costituzionale, peggio di così non poteva andare! Secondo loro l’Italia dovrebbe uscire dall’Europa per assecondare i loro privilegi da evasori totali, ladri, sfruttatori di povera gente, pagano in nero e poco qualche studente volenteroso, quattro extracomunitari, quattro pensionati che arrotondano la magra pensione e si riempiono la bocca dicendo che danno lavoro a migliaia di persone.
    Pacchia finita … aste subito ….probabilmente anche prima del 2024.
    Tanti saluti ai figli del Dio sole, ci vediamo presto sul pianeta Terra / Luci

    • Concetti giuridici ineccepibili svolti in un linguaggio forbito. Una perla che arricchisce il confronto.
      Possiamo chiudere il concorso.
      Abbiamo il deficiente dell’anno 2022
      Per ampio distacco

  43. Nick, voglio complimentarmi con te, soprattutto per la tua infinita pazienza, nel tentativo di spiegare a chi non ha mai fatto impresa, neanche micro familiare, di come queste nascono e funzionano per ottenere i migliori risultati. È più che evidente, la totale assenza di competenze, in chi sostiene che, una impresa a breve o media scadenza, grande o piccola che sia, possa funzionare meglio di altre a Lunga scadenza, se non senza. Condivido pienamente tutti i tuoi commenti, temo però, che i due (non quattro) principali “antibalneari” di questo forum, completamente disinteressati alle sorti dell’Italia, non desisteranno dal loro “incarico”!

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